Finalmente mi sono buttata nel fuoco per te (… e per me)

Silvia Pedri

Prima di leggere l’articolo, guarda il mio video introduttivo:

 

 

Che cosa ho imparato
dal camminare sui carboni ardenti.

 

750 gradi centigradi di braci sono una cosa seria. Sono una cosa vera e reale. Tangibile.
Li ho toccati con le piante dei miei piedi. E le piante dei mie piedi sono rimaste perfettamente incolumi. Non un graffio, non una vescica, tantomeno una bruciatura. 

Io non so se ho avuto esperienze traumatiche col Fuoco in questa vita o in altre vite. Ma so che, grazie a un bagaglio di traumi sufficientemente nutrito, sono una persona che ha paura di tutto. Il Fuoco è incluso.
Diciamo anche che buttarmi nel fuoco, col corpo fisico, e attraversarlo incolume, non lo avevo mai fatto in nessuna delle mie esistenze.

Avevo la certezza assoluta che si potesse fare. C’è gente che lo fa, e tanta gente. Lo posso fare anch’io.
Ma trovarsi di fronte all’Impresa da compiere è qualcosa di scioccante, sempre e per tutti. Moltissimo per me, che per la mia ipersensibilità e il mio rapporto ravvicinato con la morte, ho dovuto davvero prendere in mano la mia vita e decidere che cosa farne.

Si dice: Prendi il tuo cuore e gettalo al di là della staccionata. Il resto seguirà.
È esattamente così. Ricordando che attaccato al cuore c’è tutta la tua vita, qui e ora, misera e splendente, tutta da perdere e da rifare ma anche da salvaguardare… Non puoi permetterti di morire ORA. Non puoi perché sai benissimo che porteresti via con te una vita incompiuta, ancora irrealizzata. Non a caso sei qui ora, a questo seminario, per trovare la forza o le capacità per realizzarla!

Ma io mica lo sapevo. Io mica ci volevo venire! Io, il mio piccolo “io”, la personalità e tutto ciò che è incarnato oggi, non conta niente. È lui che si fa il mazzo. Ma non è lui che guida. Lui frena semmai.
Se è abbastanza coraggioso e umile, non è lui che guida. Non è lui che sa. L’Anima sa e guida.
Nel profondo di me, SAPEVO che era un buon seminario organizzato molto bene e mi avrebbe fatto solo bene…
In superficie ero pigra e distratta, poco interessata. Mi proteggevo. Ma in ogni caso porcedevo. Una serie di circostanze favorevoli mi spianarono la strada in un invito così gentile e pressante da n on potere essere deluso… E la mia Anima era al suo posto. Io meno, ovviamente. Ero al sicuro, lo sapevo. Eppure le mie gambe non erano pronte a quel passo… era un passo più lungo di loro!

Una volta dissi: Ho fatto il passo più lungo della gamba. E sono diventata più alta.
È esattamente così. È così che succede. Sempre, per me e per tutti.

C’è un momento che procedere per piccoli passi non basta più, non ha più senso. Non sei ancora grande ma non sei più tanto piccolo…
Come fare a capire quando è arrivato quel momento? E chi ha parlato di capire? Io non mi sento in dovere di capire tutto. Non voglio pormi limiti e ostacoli. Ciò che è e sa la mia Anima, il mio istinto più profondo, io non lo posso controllare, com-prendere, contestare, afferrare, carpire. La mente spesso si limita ad osservare situazioni e dinamiche più grandi di lei. Si lascia portare, si deve lasciare portare.

Fare il passo più lungo della gamba ti rende evidente quanto sei più alto di ciò che hai sempre pensato. Quante risorse puoi tirare fuori e manifestare! Se solo ne avessi il coraggio…
Certo finché il coraggio resta corto anche le tue capacità di fare ed essere restano corte, prive della linfa vitale per nutrirsi e fiorire. Non devono cambiare. Sono quello che sono. Tu sei quello che sei, aspirazioni, talenti, e sei perfetto così. Solo, non lo sai ancora, ma puoi andare molto più lontano, molto oltre i luoghi che hai sempre frequentato. 

Il coraggio, come diceva Manzoni, uno non se lo puoi dare.
Salvo casi eccezionali. Salvo casi di vita e di morte.

 

Per chi saresti disposto a morire? Per chi o che cosa, ora, vuoi vivere?
Quale è la meta che ti motiva a passare attraverso il fuoco?

Lo attraverserai a piedi scalzi e nudi, così come sei, povero e ricco esattamente così come sei, misero e splendente, con tutte le tue meschinità da bruciare e la tua purezza da preservare, senza trucchi, solo te e te stesso, solo te e la tua Anima, lei immortale tu che metti in gioco la buccia, solo te e il Dio Fuoco, che forse ti divora forse no.
Se non vali niente gli Dei, quelli veri, ti divorano infatti. È sempre stato così, ogni eroe ha dovuto superare le sue prove, dai tempi dei Sumeri ai tempi di Star Wars, per dimostrare a se stesso che ha qualcosa per cui vivere, che si merita di investire su di sé, merita perfino l’alleanza degli Dei.  Merita perché è pronto a sacrificare tutto per mettersi nelle mani della Giustizia Divina.

Prendi il tuo cuore e gettalo al di là del Fuoco. Il resto seguirà.
Ascolta il tuo cuore. Lui sa per quale ragione batte e ti mantiene vivo. Se lo seguirai tutto andrà bene. Il miracolo della Vita si compirà.

 

Il Fuoco è semplice, diretto, evidente.
Se sei come lui puoi essergli amico. Se gli sei amico, lo rispetterai, lo amerai. E lui rispetterà e amerà te.

Il Fuoco è l’elemento del cuore. Il cuore non ha mai dubbi: è semplice, diretto, evidente.
È quello che è. Risplende del suo calore, del suo sentimento. Può essere una luce tenue e timida, sopravvissuta a stento alle tempeste del destino. Può all’opposto divampare disordinata e incendiaria. Secondo la medicina cinese, il legno è l’elemento dell’energia di tipo fegato: lì risiede il potenziale di azione ma anche di rabbia o di impulsività. A un eccesso di legno si devono anche disordini al cuore, disordini alla dirittura emotiva e morale.
Non vogliamo distruzione, vogliamo Bellezza.

Il Fuoco insegna a essere chiari nelle proprie visioni del presente del passato e del futuro.
Insegna a essere onesti con se stessi. Non è che ti suggerisce di esserlo. Te lo impone. È la prima soglia.
Osservati, percepisciti, valutati. Nessuno ti giudica. Tutti ti sostengono, mentre tu, senza maschere e difese, prendi coscienza della tua esistenza. Ti scotti, brucia, fa male, fa orrore e dolore.
E invece è solo il primo passo.

Il Fuoco è verità e essenzialità. Mette tutto in chiaro, riduce tutto all’osso.
Non devi andare da nessuna parte, non devi cambiare, almeno non ora. Ora devi essere. Presente, attento, diretto e determinato come il Fuoco per sua natura è.

Non c’è tempo da perdere. Non c’è alcuna ragione per andare di fretta. Il Fuoco (se non eccitato dal vento) non è veloce, il fuoco è. È definitivo, inesorabile. Massima intensità, massima profondità. Ora. Il tempo è denso. Il sentire è intenso, senza mente, senza pelle.  Non c’è piacere nelle distrazioni. C’è piacere solo nel qui e ora. C’è senso solo nel qui e ora. Nel qui e ora bellissimo e bruttissimo, tutto da prendere, vivere e godere.

Nel rispetto di sé, degli altri e della Vita. Rispetto che richiede se non devozione almeno disciplina. Il Fuoco si espande e allo stesso tempo va verso l’Alto, congiunge la Terra col Cielo, è l’elemento tra tutti più rigoroso e idealistico.
Hai scelto di incontrare il Fuoco. Queste sono le sue condizioni. Non trattabili. È una via di purezza. Il cuore è compassionevole ma anche intransigente. La Via è una. E va rispettata.

Il seminario al quale ho partecipato vicino a Torino ad ottobre (> pirobazia.eu) era strutturato in modo da portare tutti al successo, cioè al Miracolo.
Ma ognuno è responsabile del proprio comportamento e della propria riuscita. Ognuno è libero di comportarsi come vuole, purché non disturbi il gruppo. Ognuno si porterà a casa i frutti del suo comportamento. Belli o brutti.

Sei quello che sei, le tue fobie e le tue arroganze, ma, se vuoi, sei anche in grado di trasformarti.

 

Se sarai come il Fuoco, potrai essergli amico. Se gli sei amico, lo rispetterai, lo amerai. E lui rispetterà e amerà te. Ti grazierà.
Per te, i suoi carboni non saranno ardenti. O meglio… La temperatura è quella che è, 750 gradi centigradi circa. Ma il suo calore non ti farà male, non ti ucciderà né ti darà dolore. La sacralità del Rito ti ha protetto.

La pirobazia (termine tratto dal greco antico traducibile con caminata sul fuoco, fire walking) non è un rito religioso, travalica ogni credo religioso. È un rito spirituale, praticato fin dall’antichità, in molte culture della terra. È un rito sciamnico e va affrontato come tale.

Tu hai dato tutto. Anche il Fuoco ti dà tutto.

Il Fuoco si espande a partire dal suo centro, brilla della massima chiarezza e intensità, va verso l’Alto congiungendo Terra e Cielo. Se sei stato graziato da Lui, sei in sintonia con lui. Sei come lui. Sei la testimonianza vivente che siete amici, affini, complici. Il Fuoco ti mette a disposizione il suo calore per espanderti, coerentemente con la tua Essenza, e coniugare Concretezza e Idealismo, realtà e possibilità. La tua pelle, a contatto coi carboni ardenti, assorbe. Assimila il Potere del Fuoco. Il tuo cuore è più caldo e più vasto: intraprendente, irrefrenabile. La tua mente è rigorosa e responsabile.

Hai più fede nel Cielo e hai più fiducia nella Terra. Sei più ispirato, sicuro e rapido nel connetterti al tuo Destino e sei più libero e fiducioso nell’esprimerti.

Sei la testimonianza vivente che tutto è possibile. Da domani puoi rendere reali i tuoi Sogni. Tutti.

Il tuo cor-aggio, l’ampiezza del tuo cuore, delle tue aspirazioni e del tuo impegno, ha dimostrato di essere grande, più grande di quanto non sia mai stato prima d’ora. La tua motivazione per vivere è grande. L’hai lanciata oltre il Fuoco e per raggiungerla sei stato disposto ad attraversare il Fuoco.

La legna delle tue miserie, delle tue sporcizie energetiche, delle tue ombre, delle tue paure, sfiduce, rancori, dolori di ogni tipo, ha alimentato la tua Luce.
Hai sacrificato le tue pesantezze e hai esaltato il tuo Spirito. Hai preso lucidità e Forza.

E ora, concretamente, sai come si fa.
Sai come si fa, in ogni situazione della vita.

Con tutto quello che ti è costato, che non è poco, hai accolto e assimilato i Doni del Fuoco, il suo Carattere, le sue Stategie.

 

[Per informazioni: pirobazia.eu]

 

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