Dalla prigione alla Luce: abbandona le tue ossessioni

Silvia Pedri

Siamo tutti così. Non ci crediamo perciò non vediamo e quando vediamo non ci crediamo. E le nostre azioni seguono ciò che noi crediamo e le situazioni sono attirate da ciò che noi crediamo. Per questo è così difficile avere qualcosa e quando la si ha è così difficile non distruggerla, perfino quando la si vede e la si apprezza e non si può fare a meno di credere all’evidenza della sua bellezza. Per questo è più facile accorgersi della sua bellezza dopo che se n’è andata: il panico è passato e la certezza di non poterla avere è intatta.

 

 

Dal linguaggio che usi, io so già come ti ferirò, senza volerti ferire. Cadrò nella tua trappola. Magicamente succederà qualcosa che io farò e che tu non potrai interpretare in altro modo che secondo la tua paura, la tua convinzione, la tua costituzione eterica-astrale-mentale.
Quella parte di ondo orribile che risiede dentro di te, si manifesterà, ti darà conferma della sua esistenza. Per inevitabile attrazione ti sfiorerà esattamente dove hai la ferita aperta e te la squarcerà, a te sembrerà così, per te sarà così.

Per contraddire le tue visioni del mondo affonderò nelle mie personali trappole. Sarai per me l’aguzzino come io lo sarò per te. Sarai per me l’illusione e poi la delusione come io lo sarò per te.

E le nostre forme pensiero si nutriranno delle energie giuste per loro, quella particolare disperazione che gli corrisponde scaturita in noi da quei particolari comportamenti, nostri-altrui, che gli corrispondono.
Coltiviamo il nostro giardino di spiriti ed entità parassite, con la nostra stessa energia.

 


E a noi? A noi chi ci pensa? Chi ci nutre? Chi nutre la nostra libertà!?

La nostra consapevolezza.

1. Vedere o meglio accorgersi. Accorgersi delle “piante carnivore” del suddetto giardino. Osservarsi, riconoscersi e conoscersi.

2. Lasciare spazio, un granello di senape di possibilità, un margine di meraviglia, di sorpresa, di FIDUCIA. Non fiducia cieca, neanche fiducia calcolata. Basta un po’ di apertura o se vogliamo di curiosità, o se vogliamo di amore. Entrare nella pelle dei propri cosiddetti “carnefici”, ad esempio, può liberare per un attimo dai propri punti di vista. Puoi non perdonarli, se ti va, ma puoi sentirli, che è un dono inestimabile che ti puoi fare. Osservare il mondo, con il cuore e con la mente, da sempre diverse prospettive, ad esempio, allarga il sempre, di più, il proprio mondo, interiore ed esteriore, il proprio campo di visione e di azione. estende i margini della Grazia.

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