Se è destino accadrà

Silvia Pedri

Dopo più di quattro decenni di sperimentazioni, quasi due di costellazioni famigliari e sistemiche e viaggi interiori di ogni tipo (il modo più efficace di vivere molte vite al secondo), posso dire per esperienza diretta e indiretta che il cuore sa quello che vuole, e ci va.
La questione è la strada.
La questione è il percorso a flipper che il cuore si trova a compiere, prima driblando tutti i traumi e poi, appena è possibile, entrandoci dentro e polverizzandoli …con delicatezza.

Bisogna vedere quanto il labirinto di ferite è complesso.
A volte non ci si può muovere: qualsiasi cosa evoca un dolore e una paura, e paralizza, annienta.

Bisogna vedere quanto coraggio, dolcezza, amore, assurda ostinazione, idealistica sfrenatezza, ardente pazienza ha il cuore, e con quanta audacia e con quanta estrema delicatezza riesce a muoversi.

 

 

Ha la forza di sopravvivenza e di perseveranza dell’acqua? Sa lasciare andare? Sa rinunciare senza per questo distogliere l’attenzione? Sa essere silenzioso, quieto, ma presente a se stesso e alla vita? Sa aderire a tutte le cose, conoscerle, lasciarsi attraversare e rimanere distaccato e imperturbabile?… Certo che no. 
Sa avere fede senza alcuna prova, rompere i propri schemi e perdersi in territori sconosciuti, osare, bruciare, morire, rinascere, stare fermo in se stesso ed entrare in comunicazione con gli altri, dimenticarsi di sé per il piacere di diffondere il proprio calore, mantenere chiarezza nella gioia come nella devastazione, come il fuoco? Certo che no. 

Quanto ci mette per conquistare in sè l’energia mostruosa che gli permette – di vedere dall’esterno l’intero intrico delle violenze subite e delle proprie menomazioni e allo stesso tempo delle pochezze della propria anima in evoluzione – e di essere abbastanza libero, in equilibrio e pieno d’amore da riderne e potere iniziare a farne qualcosa di buono ed essere felice, ogni giorno, qualsiasi cosa accada?

Ci vuole un po’. Non si può sapere quanto. La mente non lo sa, e non può prevedere la meta né le tappe intermedie.
Il cuore farà di tutto per non perdere un battito e godersi il viaggio, per essere fedele a se stesso e aprirsi la via. Il cuore sa. E ci va.

Ed è la via giusta, quella che non si decide ma è, per ardente, incorruttibile, volere del cuore, per affinità energetica con tutto ciò che lo circonda.

La paura a poco a poco si scioglie e la via del cuore si apre.

Le relazioni, esattamente come i miracoli, non si possono prevedere né programmare. Alle sensazioni e ai sentimenti ci si puo’ solo arrendere, si puo’ solo seguire il movimento che loro stesse producono.

Non c’è possibilità di errore. Gli eventi assecondano i movimenti della coscienza, non le decisioni. Si tratta solo di assecodare gli eventi.

La via è a volte tortuosa e lunga, difficile e impegnativa. Ma è l’unica via che c’è. È l’unica direzione che abbiamo. Verso l’alto, verso di noi, come il germoglio quando buca la terra.

Se è destino accadrà.

Che ne sai tu del destino?

Che ne fai tu del destino?

 

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