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ottobre 2017

Insieme ad Hugo, oltre lo spazio-tempo

Insieme ad Hugo, oltre lo spazio-tempo 960 637 Silvia Pedri

In questo video scoprirai:

Chi è Hugo e perché ci sono andata a letto insieme.

Come l’ho conosciuto.

Che ruolo ha avuto l’ipnosi regressiva nella nostra relazione.

Che tipo di amici abbiamo in comune.

 

Non scoprirai (perché nell’improvvisazione del video mi è sfuggito di mente):

Come mai si chiama Hugo.

Come è andata la nostra trasferta a Parigi e che conseguenze ha avuto sulla nostra vita.

Le ripercussioni della vita che avemmo in comune, in quel di Digione, sulla nostra attuale esistenza…

Ma per tutte queste cose servirebbe un video a parte…

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Leggi la seconda parte e scopri il secondo video dedicato a Hugo e all’ipnosi regressiva:
VAI >> Insieme a Hugo, scopri il senso dell’ipnosi regressiva

 

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REGRESSIONE ALLE VITE PRECEDENTI
Sessione Individuale

Ci muoviamo entro gli ambiti angusti delle nostre ferite e dei condizionamenti famigliari sociali. Cresciamo e maturiamo dibattendoci all’interno delle dinamiche proprie della nostra costituzione, della personalità, del destino di questa vita.

ipnosi-regressiva-milano-silvia-pedri

Perché non rompere gli argini di questo flusso obbligato? Perché non uscirne? 

La regressione normalmente si direziona verso una vita precedente utile alle tematiche che la persona sta affrontando in questa vita, utile ai suoi bisogni. Questo è l’intento. L’anima sceglie che cosa mostrare e l’effetto terapeutico è garantito. Si può direzionare anche in altre direzioni, per portare chiarezza su questioni precise, blocchi, o anche disagi fisici, che non si riescono a spiegare né a superare.

Questo faremo insieme > Prenota ora la tua sessione

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AL MIO RE – EDIZIONE SPECIALE
CON REGRESSIONE GUIDATA PER LA FELICITÀ IN AMORE

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L’edizione speciale de Al Mio Re con ebook, audiobook e la regressione guidata in mp3 per la liberazione dei blocchi nella sfera affettiva, lo strumento che utilizzo ogni giorno con successo nel mio lavoro.
Una meditazione di rilassamento profondo per la regressione ad altre vite e ad altri spazi-tempo, espressamente adattata per prendere il massimo delle risorse di volta in volta disponibili per costruire la tua felicità in amore, trovare l’amore giusto e goderne.

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Viaggiare dentro di sé è il viaggio più avventuroso

Viaggiare dentro di sé è il viaggio più avventuroso 1200 630 Silvia Pedri

Avventuroso… e arricchente!

Ci sei? ci stai? Si va? Sei al sicuro. Posso accompagnarti.  ;)

“Qualcosa è nascosto. Vai a cercarlo.
Vai e guarda dietro ai monti
Qualcosa è perso dietro ai monti.
Vai! È perso e aspetta te.”

(Kipling, da T. Terzani, Un altro giro di giostra, Longanesi, 2004)


“Sono un viaggiatore e un navigatore e ogni giorno scopro
un nuovo continente nelle profondità della mia anima….”

(K. Gibran)

Diventare grandi è diventare più grandi di quello che si è, è sperimentare possibilità oltre ciò che avresti mai ritenuto possibile.
Quante canzoni o personaggi teatrali riesci a interpretare restando credibile?
Quante storie riesci a leggere, ascoltare, sentire dentro come fossero tue?
Quanti vestiti diversi, tuoi e non tuoi, riesci a indossare, facendoli tuoi? In quante stanze del tuo io ancora inesplorate e sconosciute puoi mettere piede? Quanti territori del mondo per te vergini riesci ad occupare?

Questo scrivevo nel post dedicato all’illusione di essere piccoli e alle infinite opportunità che abbiamo di ampliarci a crescere. In quel post (“Tra te e il successo, l’illusione” > VAI) offrivo esempi tratti dalle mie esperienze creative. Potrei allo stesso modo offrire esempi dalle mie altrettanto numerose esperienze terapeutiche. Fare esperienze trasformative è rendere densa la vita, è condensare il tempo, fermarlo e riempirlo di una intensità tale di emozioni visioni e significati da cambiarti la vita per sempre.

Questo capita con ogni esperienza intensa della vita, quando abbiamo il coraggio e la fortuna di farne. Ad esempio viaggi, incontri, progetti creativi. Ma le esperienze nuove, intense e rivelatrici sono pur sempre rare nel corso dell’esistenza. Partecipare a gruppi di Costellazioni Familiari (> VEDI <) permette di portare vita, molta vita dentro alla vita, concede di vivere vite altrui in risonanza con la propria per aprire cancelli di comprensioni e di possibilità. Ci espandiamo a partire dal nostro centro, a partire dalla risonanza che l’esterno a con noi. Ma quanto ci possiamo espandere? Quanto siamo vasti e allo stesso tempo affamati, quanta vita possiamo abbracciare, conoscere, sperimentare, essere!

 

viaggiare-dentro-di-se-life-coaching

 

Questo mi capita ogni volta nei viaggi individuali, offerti o ricevuti, all’interno dell’Anima.
Quanto è vasta la tua Anima? Lasciati sorprendere! Quanto ha da insegnarti? Tutto, ma ora ti porterà esattamente le risorse di cui adesso hai bisogno per la tua e la sua crescita.
Te le porterà come esperienze in modo che penetrino dentro di te, senza filtri né barriere, in modo che vengano integrate nella tua consapevolezza, ampliando sia la tua Visione sia il tuo Cuore.

Il viaggio all’interno di te è quello più appassionante e arricchente, avventuroso e fruttuoso. Non puoi sbagliare: sarà il viaggio giusto per te, per conoscerti, per sorprenderti, per amarti. 
Il viaggio dentro di te ti porterà oltre ciò che hai sempre ritenuto di essere, portandoti sempre più a contatto con chi sei veramente.

Quante storie sei?

Questo è ciò che facciamo in una seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti.
È un viaggio sicuro. È protetto da me che ho molti anni di esperienza nelle altre dimensioni e nelle dinamiche di guarigione e che sono formata in questa particolare tecnica. È formulato in modo che sia la tua energia a prendere e darti esattamente quello di cui tu hai bisogno. Io mi premurerò che il processo avvenga nella massima tranquillità ed efficacia. Saremo insieme, entrambi presenti, aperti, percettivi e consapevoli.

Solo di questi tempi, in questa vita, è a disposizione di tutti l’immenso privilegio di vivere tante vite in una sola. I tempi sono urgenti. L’evoluzione deve e può essere rapida se la vivi in tutte le sue possibilità e con la massima intensità.

Vuoi andare oltre il tuo piccolo io e le sue dolorose prove?
Le porte della prigione sono aperte! 

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SE TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO LEGGI ANCHE: 
“I pericoli dell’ipnosi regressiva: come affrontarli” > VAI <

 

Hai mai visto il mare? Se vuoi ti ci porto.

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REGRESSIONE ALLE VITE PRECEDENTI
Sessione Individuale

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Perché non rompere gli argini di questo flusso obbligato?
Perché non uscirne? Giusto il tempo di elevarci e allargare la nostra visione, di espandere la nostra coscienza e acquisire nuove consapevolezze e risorse… di DIVENTARE PIÙ GRANDI.
Questo faremo insieme
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Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Sara (PT2)

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Sara (PT2) 1024 768 Silvia Pedri

Sara la sua Anima Gemella la aveva già trovata. Infatti era un fiore. Il fiore che teneva nei capelli lo ricordava a tutti. Era di umili origini e con un passato tempestoso. Ma una crisi spirituale la aveva risvegliata e poco dopo aveva trovato il vero amore, la più potente e stupefacente magia. Non era ancora nel suo futuro. Il suo presente era pieno di passioni passate e vizi emotivi e di legacci gravosi con personaggi della sua vecchia vita. Ma lei lo sapeva. Lo accettava con indulgenza ma anche con saggezza. In fondo salva era già: sapeva perfettamente dove stava andando. Questo la rendeva bella così com’era, radiosa, equilibrata, adattabile e dolce pur negli eccessi e nelle asperità del suo carattere. Aveva ritrovato i suoi talenti, accettato e amato la sua natura e, con fiducia e sostenuta dall’Amore, sperimentava la sua nuova vita ogni giorno…

La trascrizione che segue è la seconda parte della sua esperienza di regressione. Se non hai letto la prima parte, clicca qui > Esperienza di Sara – Prima parte
Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia.

 

SILVIA: Siccome come ti avevo preannunciato sei pienamente rilassata ma anche pienamente presente, spostiamoci in un’altra esistenza (…).

SARA: C’è caldo…

SILVIA: C’è caldo e sei sul lago…

SARA: Sono nell’acqua… Sono dentro all’acqua, con un’altra persona…

SILVIA: Mh… e sei una giovane donna?

SARA: Quattordici anni… (?)

SILVIA: Quattordici anni?! Ok… ti stai divertendo in acqua…

SARA: Sì! Mi slega le trecce… A lui piacciono i miei capelli…

SILVIA: Ah.. ah… È un tuo amico?

SARA: Sì! Gli piace slegare le mie trecce…

SILVIA: Gli piace slegarti le trecce?

SARA: Sì! Siamo cresciuti insieme… E lui è buono… Mi difende sempre. Mi ama… E anche io…

SILVIA: E anche tu lo ami… E siete felici quando siete insieme?

SARA: Sì! Ma i suoi non vogliono…

SILVIA: Ah… come mai?

SARA: Vogliono che sposo un altro fratello…

SILVIA: Vogliono che tu sposi un altro fratello…

SARA: Quello più grande…

SILVIA: Il fratello più grande…

SARA: Siamo degli indiani in questa vita, ho la pelle scura…Indiani d’America…

SILVIA: Pellerossa, ok…

SARA: Sì! Sono molto bella…Lo dice lui che sono molto bella…

SILVIA: Lo dice lui?!

SARA: Sono cresciuta con lui…

SILVIA: Mh… e se lo guardi per un attimo solo dentro gli occhi, riconosci che è un’anima che hai conosciuto anche in questa vita?

SARA: Sì! È il mio Alessandro questo…

SILVIA: Ok… allora andiamo avanti lungo la linea del tempo in questa medesima esistenza che stiamo esplorando (…) Eccoci.

SARA: Qui partorisco di nuovo… e lui è contento…

SILVIA: Ah ok… chi è lui?

SARA: È Alessandro…

SILVIA: Ahhh… quindi alla fine hai sposato quel ragazzo?

SARA: Sì!

SILVIA: Bene…

SARA: Anche sua madre è contenta… E c’è un maschio…

SILVIA: Anche lei… e questo parto va bene?

SARA: Eh sì! È bello…

SILVIA: Quindi si può partorire anche con fluidità…

SARA: Sì! Mhhh… che bello…

SILVIA: Ahhh… Con grande soddisfazione partorisci…

SARA: Sì! È stato bello… è stato bello e lui mi ha guardato negli occhi… e mi ha mostrato questo…

SILVIA: Ti ha dato forza il fatto di essere unita a lui?

SARA: Sì! E lui ci ama…

SILVIA: Eh sì, lui ama sia te sia il bambino e vi protegge sempre…

SARA: Sta sempre lì con noi… Sì! È bello stare con lui… Che bello! Bello il bimbo, bello lui ed io sono tanto felice…

SILVIA: Mhhh… bene…

SARA: Giochiamo insieme… Siamo una famiglia… Cantiamo alle stelle. E lui è così buono…

SILVIA: E lui è buono…

SARA: Sì! Mhh… è bello vederli insieme…

SILVIA: Il papà e il suo bambino…

SARA: Sì! Loro corrono… E io li guardo…

SILVIA: Mhhh… e sono ben integrati nella comunità?

SARA: Sì! Alla fine sì… alla fine tutti hanno capito…

SILVIA: Che era l’uomo giusto per te…

SARA: Sì! Anche i suoi… siamo felici, viviamo bene… non ci manca niente…

SILVIA: Ok… ora conto da uno a tre e andiamo in un episodio significativo un po’ più avanti lungo la linea del tempo in questa medesima esistenza… (…) Eccoci.

SARA: C’è fuoco…

SILVIA: C’è il fuoco!?

SARA: Sì! C’è tanto fuoco… tanto fuoco…

SILVIA: Come mai fuoco?

SARA: Grida…

SILVIA: Ci sono grida?

SARA: Io e il bambino… io e il bambino… il bambino… ha paura, il bambino ha paura… Sì, siamo insieme, io lo tengo stretto…

SILVIA: E il tuo compagno?

SARA: Eh non c’è è partito… siamo soli… soli… è brutto… è brutto…

SILVIA: Come mai c’è questo fuoco?

SARA: Ci vogliono uccidere…

SILVIA: Vi voglio uccidere?!

SARA: Sì… tutti quanti…

SILVIA: Tutto il villaggio…

SARA: Hanno dato fuoco a tutte le cose, a tutte le cose hanno dato fuoco… non posso scappare… non posso scappare… il bambino piange… io ho paura…
Lo abbraccio… lo abbraccio e basta…

SILVIA: Ok… abbandoniamo questa scena, allontaniamoci con il pensiero e andiamo esattamente ora al momento della tua morte in questa vita, conto a tre, uno… due… e tre… ora stai per lasciare il tuo corpo fisico in questa esistenza che stiamo esplorando…

SARA: Sono con il bambino…

SILVIA: Sei nel fuoco?

SARA: Siamo usciti… E lui è con me, stiamo nella luce…

SILVIA: Ah ok… siete usciti, siete nella luce entrambi…

SARA: Sì! Stiamo bene nella luce… Non abbiamo più paura…

SILVIA: Certo… e guardare questa esistenza appena trascorsa che impressione ti fa?

SARA: C’è tanto amore…

SILVIA: C’è tanto amore… sì!

SARA: Taaaanto Amore…

SILVIA: L’amore ha risolto tutto…

SARA: Sì! C’è tanto amore…

SILVIA: Non hai rimpianti per questa vita appena trascorsa?

SARA: L’ho lasciato qui questa volta…

SILVIA: Hai lasciato qui cosa?

SARA: Lui…

SILVIA: Il tuo compagno è rimasto vivo?

SARA: Sì!

SILVIA: Mhhh… ma vi ricongiungerete…

SARA: Io lo so ma lui non lo sa…

SILVIA: E soffri per lui?

SARA: No non soffro, non si può soffrire nella luce… Lo capirà prima o poi… Stiamo bene qui… è stato bello vivere questa vita.. E ho capito tante cose…

SILVIA: Mhhh… che cosa ti ha insegnato?

SARA: A perdonare…

SILVIA: A perdonare, chi?

SARA: Anche queste persone che ci hanno ucciso… Io avevo tanto da perdonare… non ho rancore però… mi hanno distrutto due volte la famiglia… Però li perdono…

SILVIA: Ok… non hanno distrutto il tuo cuore…

SARA: No! Quello me lo sono portato con me…

SILVIA: Eh sì! L’amore resta sempre…

SARA: La luce risolve tutto alla fine… e l’inizio e la fine si ricongiungono sempre… è inevitabile…

SILVIA: Adesso sei insieme al tuo bambino?

SARA: Siamo, non lo so è la stessa cosa… non lo vedo diverso da me… Siamo la stessa cosa…

SILVIA: Non c’è più il confine?

SARA: No!

SILVIA: Ci sono solo due, due consapevolezze…

SARA: È come un cielo pieno di stelle, ci sono tante stelle…

SILVIA: E sono tutte in contatto tra di loro?

SARA: Eh sì! Direi che è la stesa stella in punti differenti, non posso dire che ci sono tante stelle è una sola, in tanti punti diversi… è bello essere tanti e anche uno…
È facile seguire la luce, non ci si sforza. Ti porta lei…

SILVIA: Ci sono delle guide spirituali che ti accolgono?

SARA: Sì! Non mi lasciano mai da sola… le trovo sempre e sono sempre le stesse…

SILVIA: Mhh… come fai a riconoscerle?

SARA: Sono belle…

SILVIA: Hanno un’energia particolare?

SARA: Eh sì!

SILVIA: Le riconosci dal tipo?

SARA: Sì! Lo so che sono le mie, mi appartengono mica puoi fare niente quando una cosa ti appartiene… e poi mi accompagnano e so che sono le mie, sono sempre in cerchio a me, sono dodici…
Ma loro scherzano sempre con me…

SILVIA: Anche loro sono originari della cintura di Orione?

SARA: No… non si può dare loro un nome e non si può dire di dove sono… Loro sono e basta! Non si può capire o forse non lo sanno nemmeno loro… Sono le prime emanazioni del Creatore, le Guide…

SILVIA: E sono gli stessi per te e per Alessandro?

SARA: Sì!

SILVIA: Avete le stese guide?

SARA: Eh sì! E sono molto belle, scherzano sempre dal tredicesimo posto… le ho incontrate altre volte comunque… parlano sempre d’amore, mi dicono che è tutto a posto e che tutte le volte mi ripeteranno la stessa cosa, che l’amore vince sempre… e vincerà ancora…

SILVIA: E l’inizio e la fine…

SARA: E sarà sempre così… Ma in realtà non c’è un inizio ed una fine. Noi lo percepiamo così… Ma l’inizio e la fine coincidono ed è sempre un continuo… l’amore si perpetua nel tempo e nello spazio, non può fare altrimenti è la sua natura…Tutti siamo nati nell’amore anche loro e anche noi… qualsiasi cosa è amore, anche il dolore è amore…

SILVIA: È un passaggio di conoscenza il dolore…

SARA: Sì! È una trasformazione… e che quando capisci quanto amore ci vuole è bello e allora capisci quanto è potente, che non c’è un male fine a se stesso… Noi ci identifichiamo con quel pezzettino di vita ma in realtà noi siamo tutto… siamo tutto.

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Perché non rompere gli argini di questo flusso obbligato?
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NB: al fine di garantire l’anonimato, le trascrizioni delle regressioni non riportano mai il nome reale delle persone che sperimentano questa profonda esperienza.

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Sara

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Sara 1200 630 Silvia Pedri

Sara la sua Anima Gemella la aveva già trovata. Infatti era un fiore. Il fiore che teneva nei capelli lo ricordava a tutti. Era di umili origini e con un passato tempestoso. Ma una crisi spirituale la aveva risvegliata e poco dopo aveva trovato il vero amore, la più potente e stupefacente magia. Non era ancora nel suo futuro. Il suo presente era pieno di passioni passate e vizi emotivi e di legacci gravosi con personaggi della sua vecchia vita. Ma lei lo sapeva. Lo accettava con indulgenza ma anche con saggezza. In fondo salva era già: sapeva perfettamente dove stava andando. Questo la rendeva bella così com’era, radiosa, equilibrata, adattabile e dolce pur negli eccessi e nelle asperità del suo carattere. Aveva ritrovato i suoi talenti, accettato e amato la sua natura e, con fiducia e sostenuta dall’Amore, sperimentava la sua nuova vita ogni giorno…

La trascrizione che segue è la sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia.

 

SARA: Ho un vestito lungo…

SILVIA: Un vestito lungo… femminile?

SARA: Sì! Vestito lungo e sono… sono a Boston. Lo vedo scritto così. Ho un bellissimo vestito…

SILVIA: Hai un bellissimo vestito…

SARA: Mh… Marrone… Con delle righe bianche… e un cappello. Sono da sola però… E sto aspettando qualcuno… Sono agitata un po’.

SILVIA: Un po’ agitata…

SARA: Sì! E ho fretta…

SILVIA: Hai fretta…

SARA: Sì! Guardo sempre l’orologio… Vedo scendere un signore…

SILVIA: Lo stavi aspettando?

SARA: Sì!

SILVIA: Ah, è lui!

SARA: Viene verso di me. Mi saluta e mi da il braccio…

SILVIA: Mh… vi conoscete bene?

SARA: Sì! È mio padre…

SILVIA: Ah!

SARA: Ce ne andiamo insieme…

SILVIA: Sei giovane quindi?

SARA: Sì! Non lo so, 20/22 anni. Lui è un medico… Ed è molto bravo con me…

SILVIA: È bravo con te, ti vuole bene, ti protegge…

SARA: Sì! È molto bravo, molto buono, mi ha dato una bella vita…

SILVIA: Mh… si prende bene cura di te…

SARA: Sì! Siamo solo io e lui e basta…

SILVIA: Ah non c’è la mamma?

SARA: No! È morta quando sono nata io… Mi prende per mano e ce ne andiamo insieme.

SILVIA: Bene…

SARA: Mi parla del suo viaggio e dice che ha trovato il modo per aiutare le donne a partorire meglio… io lo aiuto nel suo lavoro ma non sono un medico.

SILVIA: Mh… mh…

SARA: Insieme siamo felici… E io lo ascolto… mi piace ascoltarlo e lui sa tante cose.

SILVIA: E se lo guardi un attimo negli occhi, solo gli occhi, percepisci che è un’anima che conosci anche in questa vita dove hai questo corpo fisico?

SARA: No!

SILVIA: Ok…

SARA: Non appartiene a questa vita, ma appartiene a tante altre…

SILVIA: Mh… sicuramente…

SARA: Almeno non ancora, dice non ancora… Io devo tutto a lui… gli sono così tanto riconoscente…

SILVIA: Mhh… è un grande amore…

SARA: Sì! È buono, non mi fa mancare niente e mi ascolta… E io non voglio lasciarlo, voglio rimanere con lui per sempre.

SILVIA: Va bene… adesso conto da uno a tre e al tre ti troverai in una situazione o un episodio significativo di questa medesima esistenza che stiamo esplorando, un po’ più avanti lungo la linea del tempo… (…) Eccoci.

SARA: Mhhh… adesso sono io a partorire… E lui è preoccupato…

SILVIA: Dove vi trovate?

SARA: La sua clinica…

SILVIA: Alla clinica, giusto… e la stessa clinica dove lui lavora?

SARA: Sì! C’è tanto sangue… E io non voglio lasciarlo…

SILVIA: Mh… stai rischiando la vita…

SARA: Sì! Non voglio lasciarlo… e ha tanta paura e mi dice di non preoccuparmi… lui è buono…

SILVIA: È buono, sì!

SARA: Non voglio lasciarlo…

SILVIA: Mh… che succede?

SARA: Sono morta…

SILVIA: Va bene, rilassati… capita… ehm, allora stando sempre in profondo rilassamento, hai già effettuato il passaggio e non è il caso che ti porti io, hai già abbandonato il tuo corpo fisico… e quindi puoi guardare la situazione da fuori e… puoi sentire come stai, che cosa sta succedendo…

SARA: È bello…

SILVIA: Ah è bello… avevi tanta paura prima?

SARA: C’è luce…Tanta luce…

SILVIA: Non sei più addolorata o preoccupata per averlo lasciato solo…

SARA: No… qui ho tutto quello che mi serve…

SILVIA: E il tuo bambino?

SARA: È la mia bambina, bella e dolce e sta bene…

SILVIA: Bene…

SARA: So di avere lasciato una parte molto importante…

SILVIA: E il papà della tua bambina?

SARA: Anche lui sta lì, stanno insieme…

SILVIA: Bene…

SARA: È intorno alla bimba. Anche loro stanno imparando sull’amore, le cose che avevo io già imparato…
L’amore non si può trattenere, devi lasciarlo scorrere… la vita è un passaggio che facciamo tutti per imparare, crescere, in amore…
La mia bimba lo sa… e lo stanno imparando anche loro. E io l’avevo già imparato…

SILVIA: Ok… è stata una vita breve quella che hai vissuto…

SARA: Sì!

SILVIA: Però è stata intensa…

SARA: È stata buona…

SILVIA: È stata buona…

SARA: È stata amorevole e ho imparato che l’amore è così grande e anche se dura poco non ha importanza…

SILVIA: Poi riprende, riprende sempre in altre forme…

SARA: Sì! Io le vedo, vedo che l’amore è così, è versatile ed è bello ed è grande…

SILVIA: Ce n’è per tutti…

SARA: Per tutti quanti… l’amore è una guarigione, intensa, profonda è luce liquida.

SILVIA: Che passa facilmente da un cuore all’altro…

SARA: Sì! E che è fatto della stessa sostanza… Permea tutto l’universo, perché l’universo è stato fatto d’amore, non risponde a nessun bisogno perché li contiene tutti…

SILVIA: Guardando la vita appena trascorsa non hai rimpianti?

SARA: Nessuno… è stata una bella vita…

SILVIA: Mh… che cosa ti ha insegnato in particolare?

SARA: Che bisogna sempre amare e bisogna anche lasciare andare, non puoi trattenerlo, io volevo stare lì…
L’amore si può donare… si può donare tanto…

SILVIA: Mhhh… ti ha insegnato che si può donare… si può donare tanto…

SARA: Sì! È la forma più alta d’amore, l’amore.

SILVIA: Mh… mh… e adesso ti trovi in questa luce bianca…

SARA: Eh sì! È una luce bella, dolce, perlata e luminescente… È bello… non ho forma, però sono nella luce, sono la luce…

SILVIA: Hai solo consapevolezza….

SARA: Sì! È bello essere nella luce… da qui è tutto perfetto…

SILVIA: Mh… siamo tutti uniti… non c’è più dolore…

SARA: Sì! Non sappiamo nemmeno che cosa è il dolore qui… Non è nemmeno un ricordo, non esiste, non c’è… è solo bellezza… Tanta bellezza…

SILVIA: Tanta bellezza…

SARA: È amore…

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CONTINUA A LEGGERE: Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Sara (Seconda parte)

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NB: al fine di garantire l’anonimato, le trascrizioni delle regressioni non riportano mai il nome reale delle persone che sperimentano questa profonda esperienza.

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Flora (PT2)

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Flora (PT2) 957 475 Silvia Pedri

Non mi era mai capitato, prima di incontrare Flora, che entrasse in casa mia e nel mio spazio energetico una persona con la sensibilità amplificata tanto quanto la mia.
Flora mi assomiglia anche fisicamente. A volta guardandola, cogliendo l’insieme o soffermandomi sui articolari, penso: ma sono io!?
Entra, bella e vibrante, e varcata la soglia del mio studio dice “Bello qui…” Non sapeva perché lo diceva. Lo sentiva…
La mia emozione, che ho sempre nell’accogliere le persone, ha come un eco e un riverbero nella sua, e mi fa sentire un po’ scossa. Flora si mette comoda e accogliente… e parlo di me. Pure troppo, e mi commuovo nel dichiarare quello che faccio, che vivo sempre con molta timidezza.
A volte per introdurre la sessione spiego un po’ chi sono e cosa faccio ma qui si sta esagerando… Ripartiamo. E scopriamo che siamo già dove vogliamo arrivare: Flora ascolta i miei percorsi artistici e terapeutici come fossero i suoi perché… lo sono. Il canto, lo sciamanesimo, la solitudine, la realizzazione di sé. Questi i suoi temi. Questa giovane e dolce donna, sensibile come una piuma al vento, ispirata e talentuosa come solo le persone naturalmente e profondamente spirituali possono essere, sta soffrendo delle doglie del parto di se stessa. Non sa quando e se sarà pronta non sa come avere cura di sé. Sa solo come stare nascosta. E anche quello neanche troppo bene. Perché sì, non ne può più di tirare avanti: deve uscire, deve mostrasi deve essere se stessa! Le è troppo mite. La sua luce è troppo esuberante!

La trascrizione che segue è la seconda parte della sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia. Se non hai letto la prima parte, clicca qui > Esperienza di Flora (Parte Prima)

 

SILVIA: E allora andiamo avanti lungo la linea del tempo e conterò dall’uno al tre e al tre saremo in una situazione di questa stessa vita che stiamo esplorando un po’ posteriore che ci aiuterà a comprendere meglio il messaggio che dobbiamo ricevere… (…) Cosa vedi ora?

FLORA: È una nonna con tanti figli, o per lo meno tanti bambini

SILVIA: È la stessa di prima?

FLORA: Mi pare proprio di no… Lei invece è molto materna…

SILVIA: Ok…

FLORA: Molto dolce… però manca, non vedo mai, non sento mai un uomo con loro… sì in nessuna delle tre, questa è molto dolce, molto materna, molto… ama i bambini, i bambini la amano è delicata ma nutriente…
Non lo so, non mi sembra la stessa…

SILVIA: No? Può essere un’altra?

FLORA: Non so perché…

SILVIA: E allora andiamo avanti, andiamo ad esplorare una situazione in cui ci sia un uomo per lo meno si capisca perché non c’è… (…) Dove ti trovi?

FLORA: C’è un’armatura…

SILVIA: Ah sei tu l’uomo?

FLORA: Non lo so, però c’è un’armatura, c’è una persona che parte per qualche posto…

SILVIA: Ok, ok… una persona con un’armatura che sta partendo?

FLORA: Su un cavallo, sì, sta andando via…

SILVIA: Ok… e cosa provi vedendo questa scena? Vedendolo andare via?

FLORA: Non riesco ad entrare tanto…

SILVIA: Forse l’emozione è troppo forte per sentirla… lascia andare…

FLORA: È come se tipo al culmine di una, di un’unione uno va via qualcosa del genere…

SILVIA: E come mai sta andando via?

FLORA: Ha una cosa da fare o una cosa di cui non si può sottrarre, una cosa importante …

SILVIA: Il dovere lo chiama…

FLORA: Sì, sì cioè non ci sono neanche dubbi che lui deve andare, proprio non… è così… come se l’amore non potesse essere onorato perché ci sono altre cose più importanti. Questa unione sacra non si può esprimere, cioè proprio non c’è spazio non… eppure è importante tanto quanto la guerra, di più, eppure non viene riconosciuto…

SILVIA: Eh sì! Prova ad immaginare per un attimo di guardare negli occhi questo uomo e vedi se ti ricorda l’anima di qualcuno che hai conosciuto in questa vita…

FLORA: No!

SILVIA: Ok, nessuno. Va bene… andiamo avanti… conto da uno a tre e al tre vedremo qualcosa che ci aiuterà a capire tutte le esperienze fatte… uno… due… tre…

FLORA: Sono tipo una, tra virgolette, strega, lavoro da sola e mi oppongo al sistema… e sono arrabbiata con gli uomini…

SILVIA: Perché?

FLORA: Perché non onorano, un amore in tutte le sue forme e… però io non lo faccio con amore, lo faccio con rabbia…

SILVIA: Per te questa è una ferita e non sai guarirla…

FLORA: Sì! Cioè poi io come scontrarmi, voglio scontrarmi, so che mi scontrerò…

SILVIA: Ti scontrerai con il sistema?

FLORA: Lo so, lo so, non lo voglio evitare…

SILVIA: Ti scontrerai anche con gli uomini?

FLORA: Sì, sì con gli uomini che rappresentano il sistema…

SILVIA: E adesso cosa stai facendo? Qual è il senso delle tue opere, la direzione?

FLORA: È come se non sapessi più incontrare un uomo attraverso l’amore lo incontro attraverso lo scontro ma questa ricerca c’è ancora…

SILVIA: Sì! Ok… andiamo avanti… andiamo avanti e questa sarà la nostra ultima immagine, la nostra ultima storia, che ci aiuterà a fare l’esperienza giusta per imparare le cose giuste. Conto da uno a tre… uno… due… e tre…

FLORA: Ci sono io, sono rinato… Credo di essere io neonato…

SILVIA: Neonata…

FLORA: No forse no, non sono neonata, no, sono nella pancia…

SILVIA: Sei ancora feto?

FLORA: Sì…

SILVIA: E come stai? Come ti trovi? Come stai?

FLORA: Eh impaziente…

SILVIA: Impaziente, come mai?

FLORA: Perché, voglio fare un sacco di cose, voglio… voglio risolvere…

SILVIA: Sicuramente hai tante cose da risolvere e hai tante energie per farlo…

FLORA: Sì, ma io voglio realizzare questa, tutte le cose che non sono riuscite…

b>SILVIA: Sarà una vita molto importante… dove tanto hai messo in gioco, sarai coraggiosa è il momento questo…

FLORA: Sono un feto, fico… fico… e sono anche, metà maschio metà femmina, non so come dire, mi sento molto… non mi percepisco come femmina, mi percepisco come un essere…

SILVIA: Cioè non hai ancora differenziato il tuo corpo?

FLORA: È differenziato ma è come se la mia energia fosse proprio doppia…

SILVIA: Bello, interessante… E sei ancora connessa con le guide spirituali, le anime amiche, compagnie con le quali eri connessa prima di incarnarti? C’è ancora un collegamento…

FLORA: Non lo sento… No, sento una grande decisione, una cosa un po’ intrepida adesso ce la faccio, una cosa così tipo aquila adesso vado e faccio, non le sento però le mie guide, non le sento più…

SILVIA: Sei già pronta…

FLORA: Cioè non le sento…

SILVIA: Hai solo voglia di fare?

FLORA: Sì!

SILVIA: E quali sono le cose più importanti che farai? Qual è il progetto della tua vita che sta per nascere?

FLORA: Progetto più importante… è unire il maschile e femminile dentro e fuori di me…

SILVIA: Dicevi che dentro è già unito?

FLORA: Intendo quando si manifesteranno i conflitti, cioè guarirlo, guarirlo quando poi sarò più grande…

SILVIA: Perché quando sarai una persona adulta la tua energia personale sarà più differenziata…

FLORA: Come se si ripeteranno tutte le cose non risolte nella mia vita, quindi tutti i vari conflitti fra maschile e femminile si ripeteranno e io li dovrò armonizzare e poi intanto dentro di me, poi fuori ma proprio mostrare al maschile e femminile come collaborare…

SILVIA: Wow… e sai già come fare?

FLORA: Non lo so dire… E’ una specie di tantra però è un tantra nella vita…

SILVIA: Se potessi lanciare così delle parole chiave come dei colori, buttarle lì, che parole sarebbero?

FLORA: Tantra della famiglia…

SILVIA: La famiglia?

FLORA: Sì!

SILVIA: Quindi una chiave per la tua armonia è la famiglia…

FLORA: La creazione di una famiglia… in cui ci sia il maschile e l’amore e l’integrazione.

SILVIA: Perché è nell’unione di due persone che si mette davvero alla prova l’amore e l’integrazione… E diventa un esempio… Diventa un insegnamento per gli altri…
Il tantra della famiglia…

FLORA: Si! Sì… e diventa una sorta di… cioè nulla che abbraccia le cosa, le lavora, le cose, le persone, le… un nucleo che abbraccia quello che è intorno lo porta dentro, lo lavora, lo restituisce cioè un tantra, sì, non so spiegarlo diversamente…

SILVIA: Quindi questa è la priorità è il punto di arrivo e anche il punto di partenza di tutto il tuo sviluppo spirituale, della tua creatività?

FLORA: La pace, l’amore, l’alleanza tra uomo e donna…

SILVIA: Ok… Eh… e ora che sei un feto e che sei così denso di luce e di potenziale che cosa diresti? Cosa invieresti come energia, come insegnamento alla persona adulta che poi si trova ad affrontare tutti i problemi, a ripetere le situazioni di tante vite?

FLORA: Sei capace… Fiducia, incoraggiamento, fiducia e una connessione anche con quella energia molto forte che io poi ho un po’ perso…
Quell’energia come di aquila, come la sensazione di un’aquila che si è calata dall’alto ed è andata…

SILVIA: Quindi una sicurezza…

FLORA: Sì… con forza con la chiarezza di visione senza dubbi cioè prendo la preda, la prendo è mia… sì… un’aquila

SILVIA: Quindi ti puoi fare vedere per poter prendere la preda, puoi andare…

FLORA: Posso manifestare la forza… sì!

SILVIA: Ok, questa forza c’è… C’è e la puoi prendere è proprio dentro di te, nel tuo corpo, nelle tue cellule, come quasi se avessi le ali…

FLORA: Sì… sento le ali…

SILVIA: Eh sì…

FLORA: Infatti… sì!

SILVIA: E hai anche gli artigli… È proprio un’abilità, una capacità che è nella tua natura, nella tua natura anima, nella tua natura di energia e di corpo fisico e persona ed è questa natura che ha già in sé la completezza maschile e femminile, perché la tua anima la sentivi come completa, integrata…

FLORA: Sì…

SILVIA: E così il tuo feto e così tu ora, quindi l’armonia c’è già, c’è già equilibrio, c’è già sintonia, complementarietà, completezza e armonia, l’armonia maschile e femminile dentro c’è già, c’è… e fuori la puoi portare con il tuo coraggio, con la tua limpidezza di visione, nessuno come te, come un’aquila può vedere e fare con tempestività, perché la visione limpida è istintiva ed è sicura e l’azione può essere altrettanto limpida, istintiva e sicura, sai cosa fare per potare armonia… Bene puoi sentire l’aquila in ogni parte di  te…

FLORA: La sento…

SILVIA: Le ali, gli artigli, ma anche il corpo, la pancia, la coda, il collo, il capo, gli occhi, il becco e questa grande nobiltà, grande sapere, grande potenza, grande forza, grande capacità. Perché vedere dall’alto, vedere in modo vasto vuol dire anche essere precisi e vederci chiaro. (…)  Saprai individuare i passi necessari, la visione è grande ma servono anche piccole cose e hai l’istinto necessario per muoverti anche con le piccole prede, in azioni mirate e sicure con pazienza ma anche con tempestività, con presenza, con attenzione, con volontà, con fiducia, le piccole come la grandi prede, ciò che è necessario al  momento, saprai individuare le mosse giuste… L’aquila congiunge cielo e terra, hai tutta la forza del cielo e anche la forza della terra, maschile e femminile, il radicamento, la concretezza, le occasioni pratiche e la vastità di orizzonti ed è tutto già perfettamente integrato, il maschile e il femminile, la forza e la visione, la libertà e l’amore e la dolcezza nel calibrare la forza, la sensibilità nel percepire l’amore e il potere della bellezza… Lo spirito è completo, lo spirito è integro e sa come fare… (…)
Per i prossimi 21 giorni continuerà questo processo creativo e trasformativo di guarigione, di rigenerazione… E in seguito tutta questa esperienza resterà solo un ricordo piacevole, utile, interessante e ti aprirai a nuove esperienze altrettanto piacevoli, utili ed interessanti e adesso puoi prepararti a tornare nel luogo dove sta riposando il tuo corpo fisico… conterò dal cinque all’uno e all’uno sarai pienamente sveglia, rilassata e in forma, tutto il tuo corpo nutrito, rinvigorito e rigenerato, il corpo fisico, ogni sua cellula, ogni atomo all’interno delle cellule come una immersione di primavera di forza, di vita, di amore, di luce, in ogni atomo, in ogni cellula del tuo corpo fisico, nuova vita…

 

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REGRESSIONE ALLE VITE PRECEDENTI
Sessione Individuale

Ci muoviamo entro gli ambiti angusti delle nostre ferite e dei condizionamenti famigliari sociali. Cresciamo e maturiamo dibattendoci all’interno delle dinamiche proprie della nostra costituzione, della personalità, del destino di questa vita.

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Perché non rompere gli argini di questo flusso obbligato?
Perché non uscirne? Giusto il tempo di elevarci e allargare la nostra visione, di espandere la nostra coscienza e acquisire nuove consapevolezze e risorse… di DIVENTARE PIÙ GRANDI.
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NB: al fine di garantire l’anonimato, le trascrizioni delle regressioni non riportano mai il nome reale delle persone che sperimentano questa profonda esperienza.

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Flora

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Flora 800 342 Silvia Pedri

Non mi era mai capitato, prima di incontrare Flora, che entrasse in casa mia e nel mio spazio energetico una persona con la sensibilità amplificata tanto quanto la mia.
Flora mi assomiglia anche fisicamente. A volta guardandola, cogliendo l’insieme o soffermandomi sui articolari, penso: ma sono io!?
Entra, bella e vibrante, e varcata la soglia del mio studio dice “Bello qui…” Non sapeva perché lo diceva. Lo sentiva…
La mia emozione, che ho sempre nell’accogliere le persone, ha come un eco e un riverbero nella sua, e mi fa sentire un po’ scossa. Flora si mette comoda e accogliente… e parlo di me. Pure troppo, e mi commuovo nel dichiarare quello che faccio, che vivo sempre con molta timidezza.
A volte per introdurre la sessione spiego un po’ chi sono e cosa faccio ma qui si sta esagerando… Ripartiamo. E scopriamo che siamo già dove vogliamo arrivare: Flora ascolta i miei percorsi artistici e terapeutici come fossero i suoi perché …lo sono. Il canto, lo sciamanesimo, la solitudine, la realizzazione di sé. Questi i suoi temi. Questa giovane e dolce donna, sensibile come una piuma al vento, ispirata e talentuosa come solo le persone naturalmente e profondamente spirituali possono essere, sta soffrendo delle doglie del parto di se stessa. Non sa quando e se sarà pronta non sa come avere cura di sé. Sa solo come stare nascosta. E anche quello neanche troppo bene. Perché sì, non ne può più di tirare avanti: deve uscire, deve mostrasi deve essere se stessa! Le è troppo mite. La sua luce è troppo esuberante!

 

La trascrizione che segue è la sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia.

 

SILVIA: (…) Ora raccontami tutto quello che percepisci e vedi…

FLORA: Allora io ho visto intanto me vestita tutta di bianco e poi avevo anche la faccia dipinta di bianco, come fosse tipo un rituale…

SILVIA: Che tipo di rituale?

FLORA: Credo un tipo una cosa femminile, una Grecia, qualcosa del genere, cioè non saprei dire perché mi sembra… sembra un luogo chiuso…

SILVIA: Ok, non sei all’aperto, sei in un luogo chiuso…

FLORA: Come se c’è un rituale, sì, come fosse tipo una consacrazione a qualche dea, Dio, dea…

SILVIA: Quindi non sei da sola immagino…

FLORA: Però mi vedo solo io…

SILVIA: Ok…

FLORA: Da sola… e mi manca un po’ l’aria…

SILVIA: Come ti senti? Manca un po’ l’aria… E come sei vestita, con questo vestito bianco…

FLORA: Sì, potrebbe essere anche romano, non so se greco o romano, sono tipo in un tempio ma è tutto buio…

SILVIA: Tutto buio… stai aspettando questo rito di iniziazione?

FLORA: Forse sì…

SILVIA: O forse sei già in parte nel processo?

FLORA: Forse un rito io dentro un rito, faccio parte ma è una cosa perché c’è l’abito bianco è qualcosa che ho già ma c’è questa cosa ulteriore sul bianco in faccia che non capisco è una polvere molto, come se mi cancellasse i lineamenti…

SILVIA: Ok. Perfetto per un rituale…

FLORA: Sì! Come se diventassi, sì, invisibile… come me, come mia identità personale…

SILVIA: Sì! Perfetto…

FLORA: Adesso mi sta facendo male l’utero… tutto l’utero…

SILVIA: Sì, sì, immagino sia un rituale sul femminile… e come si sente questa donna?

FLORA: È come se stesse un po’ per morire, un po’ mortificata, non è, un po’ mortificata, ho una sensazione tipo come se mi stessero tagliando l’utero ma ovviamente cioè è una cosa non sta avvenendo, però ho la sensazione come se stessero asportando… cioè non c’è niente di cruento però mi sento come se mi stessero tagliando l’utero… la maternità…

SILVIA: Come mai hai partecipato a questo, a questo potente rituale di trasformazione, c’era una necessità tua personale?

FLORA: Sono stata scelta qualcosa del genere…

SILVIA: Ok, non c’erano cose da guarire nella tua vita di preciso…

FLORA: No, no… ero tipo destinata… o famiglia non so, no, non l’ho scelto…

SILVIA: Quindi semplicemente ti si sta aprendo un nuovo futuro, attraverso questa trasformazione… questa consacrazione…
Andiamo un pochino avanti lungo la linea del tempo… e se la situazione sarà troppo coinvolgente tu sai, come stai facendo già ora, che puoi guardarla da fuori e sarà lo stesso efficace per quanto riguarda il lavoro. Conto da uno a tre e al tre ci troveremo in questa medesima esistenza un pochino avanti per capire meglio quello che ci sta succedendo (…) Dove ti trovi ora?

FLORA: Sempre in questo tempio… come se non uscissi da la, non so, se vivessi proprio là…

SILVIA: Quindi è già stato compiuto il rito?

FLORA: Sì, sì, sono avanti proprio di anni, non sono, sono più magra, … È come se avessi assunto quella vita ormai

SILVIA: Quel ruolo… Sì! La tua identità precedente non ha più importanza, non esiste più, in fondo non hai mai avuto importanza, non l’abbiamo neanche mai vista…

FLORA: Non ha avuto tempo proprio di mostrarsi…

SILVIA: Perbacco, questo può essere anche importante, pesante…

FLORA: È quasi come se fosse tutto un pò congelato emotivamente…

SILVIA: Cioè? Sacrificato…

FLORA: Sì, sento un sacrificio e comunque la pancia mi fa male, l’utero mi fa male, probabilmente ovviamente non ho una vita sessuale, non ho niente…

SILVIA: Quindi è un sacrificio che somatizzi anche a livello fisico il che vuol dire che è davvero sentito insomma, reale come sacrificio…

FLORA: Sì!

SILVIA: Quanti anni potresti avere?

FLORA: Tipo 21…

SILVIA: Ah giovane! Quindi il rito è stato fatto appena sei diventata donna?

FLORA: Penso di sì… penso di sì… forse a 15 una cosa del genere… Il mio fisico è cambiato, ho perso le forme, sono più magra… più vecchia proprio…

SILVIA: Che cosa fai in questo tempio?

FLORA: Come se avessi sotto di me delle ragazze che stanno, hanno appena iniziato…

SILVIA: Quindi la tua è una figura importante?

FLORA: Non so se importante ma ha delle responsabilità…

SILVIA: Sei apprezzata, sei stimata per i tuoi talenti…

FLORA: Sono severa…

SILVIA: Sei severa…

FLORA: Sono abbastanza, come se avessi tagliato le emozioni, mi fa male anche la gola… ho un po’ tagliato tutto…

SILVIA: Che tempio è? Che cosa si fa in questo tempio?

FLORA: Mi fa male anche il seno… Cosa si fa…

SILVIA: Perché sei stata consacrata per andare in questo tempio? Deve essere un luogo utile alla comunità, sacro? Che cosa meritava il tuo sacrificio?

FLORA: Sto cercando di capirlo… La divinità potrebbe essere, non lo so, una divinità forse legata alla guerra, stiamo facendo un sacrificio per portare energie, non lo so, non so se esiste questa cosa è come se la nostra energia è devoluta per vincere qualcosa, non lo so…

SILVIA: Ho capito… cioè tutta la vostra energia femminile… Quindi non è un tempio per divinazione…

FLORA: No, non c’è divinazione…

SILVIA: È solo un processo magico, energetico… E ci sono altre persone al tuo fianco? Con un ruolo simile al tuo con cui collabori?

FLORA: Sì, ma non le vedo, cioè io sto in una zona ben precisa, poi vedo tipo delle lance, non so se c’è qualcuno che ci protegge da fuori, però non può entrare nessuno, non può entrare nessuno…

SILVIA: Proprio il sacrificio delle vergini…

FLORA: Sì!

SILVIA: Ok… andiamo avanti lungo la linea del tempo… È successo qualcosa?

FLORA: No!

SILVIA: Ok… È solo il fisico che somatizza. Ok, lascia fluire… Allora continuiamo da uno a tre e al tre saremo in questa medesima esistenza in una situazione che ci è utile per sperimentare, per capire il senso di questa esistenza… (…)

FLORA: Ho qualcosa nei capelli e un copricapo, una cosa tipo una sorta di corona però con delle cose che pendono dal, verso il basso…

SILVIA: Sei sempre nello stesso tempio?

FLORA: Non lo sto capendo perché, non lo riesco a capire…

SILVIA: Sei vestita in modo diverso?

FLORA: Sono completamente diversa io, non lo so allora se sono io ancora, perché è una cosa più, no è un’altra, non lo so, comunque ti dico quello che vedo….
C’è una donna… è una donna che fa proprio un altro genere di vita…
Con le forme morbide, con colori, (…) c’è un filo attorno una specie di corona attorno alla testa e poi pendono questi fili colorati, c’è verde, c’è un giardino lussuoso e… tipo come se fosse una principessa una…

SILVIA: Va bene…

FLORA: Però non riesco a capire cosa c’entri…

SILVIA: Può essere un’altra vita…

FLORA: Invece lei è… eh… c’è ricchezza, c’è prosperità, c’è colore, c’è sensualità, c’è… è una persona invece che lavora con quelle cose lì… Con la danza…

SILVIA: C’è gioia?

FLORA: Eh… c’è compiacimento… C’è potere personale, forse un po’ piena di sé…

SILVIA: Ok… ed è ancora giovane?

FLORA: Eh… sì, beh non è giovanissima avrà 25 anni…

SILVIA: La sua vita è ancora tutta da creare insomma, non è ancora unita in matrimonio con nessuno?

FLORA: No, no… no non ha è come se non avesse il cuore, molto su di sé, molto… compiaciuta sul potere, dei sui privilegi, non è cattiva, però si gode molto questo ruolo…

SILVIA: E allora andiamo avanti lungo la linea del tempo e conterò dall’uno al tre e al tre saremo in una situazione di questa stessa vita che stiamo esplorando un po’ posteriore che ci aiuterà a comprendere meglio il messaggio che dobbiamo ricevere… uno… due… e tre… eccoci… cosa vedi ora?

CONTINUA A LEGGERE: Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Flora (Seconda parte)

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REGRESSIONE ALLE VITE PRECEDENTI
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Ci muoviamo entro gli ambiti angusti delle nostre ferite e dei condizionamenti famigliari sociali. Cresciamo e maturiamo dibattendoci all’interno delle dinamiche proprie della nostra costituzione, della personalità, del destino di questa vita.

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Perché non rompere gli argini di questo flusso obbligato?
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NB: al fine di garantire l’anonimato, le trascrizioni delle regressioni non riportano mai il nome reale delle persone che sperimentano questa profonda esperienza.

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta 596 289 Silvia Pedri

Marta è una giovane donna che si muove ed esprime con decisione e rapidità. Ha forza. Ha lucidità. Ha grande intuito e fiducia nel suo, peraltro infallibile, intuito. Vive intensamente, ma bloccata in dinamiche ripetitive di rapporti di potere o di sfruttamento o di inganno.

Sia nella vita privata sia nella vita professionale è periodicamente nell’occhio di cicloni di guerre, tra personaggi spietati, che darebbero la vita, quella degli altri, per i soldi…

Marta sente che la sua vita è percorsa da una vena di negatività. E ha ragione.

La trascrizione che segue è la sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia.

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SILVIA: Come sei vestita?

MARTA: da uomo…

SILVIA: E dove ti trovi?

MARTA: Milano… Stazione Centrale.

SILVIA: Ahh la vedi chiaramente?

MARTA: Sì!

SILVIA: Che aspetto hai?

MARTA: Ho un vestito elegante… e una valigetta… Ho un soprabito bianco e nero… E il cappello…

SILVIA: E il cappello… sei sceso dal treno?

MARTA: Sì!

SILVIA: Dove stai andando?

MARTA: Sto fermo… La stazione centrale sembra quella di oggi…

SILVIA: I tuoi vestiti sono moderni?

MARTA: No! Sono un po’ particolari… Anni ’50 (…) Sono un po’ simili a quelli di Al Pacino…

SILVIA: OK…

MARTA: E mi guardo intorno…

SILVIA: Va bene… quindi per il momento sei fermo… E come stai?

MARTA: Non bene…

SILVIA: Mh… che cosa senti?

MARTA: Casino… rumore… Cerco qualcuno…

SILVIA: Ah, quindi stai attento a trovare qualcuno…

MARTA: O qualcuno che deve trovare me…

 

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SILVIA: Mh… e che emozioni potresti avere?

MARTA: Smarrimento, inquietudine, sono spaesata…

SILVIA: Mh… non conosci il posto, non ti senti a casa…

MARTA: Quel posto lo conosco…

SILVIA: Cosa conosci? Scusa non ho sentito…

MARTA: Il posto…

SILVIA: Il posto… ok… forse è quello che stai facendo o stai cercando che è nuovo per te o le persone che ti devono trovare…

MARTA: Mh… sul binario è proprio vicino all’ingresso della stazione… Prima dell’uscita per prendere la metro…

SILVIA: Ok… e dicevi le scarpe sono rosse?

MARTA: Sì! Sporche… polvere… quella è polvere… Bordeaux…

SILVIA: Ah ecco… perché sei elegante giusto? Un uomo maturo ed elegante.

MARTA: Sì elegante, non maturo.

SILVIA: Ah, sei giovane?

MARTA: Sì… 35/40 anni.

SILVIA: Ok… ah ok… ok… quindi ti senti all’inizio della tua vita o della tua carriera?

MARTA: No, mi sento alla fine…

SILVIA: Alla fine, già?

MARTA: Sì! Non lo so credo (vedo) guerra… Mh… Sto lì fermo in mezzo alla gente che va e viene…

SILVIA: Ok, allora adesso andiamo avanti per esplorare questa situazione, andiamo avanti di poco lungo la linea del tempo. Conto tre e al tre saremo un pochino avanti lungo la linea del tempo in questa medesima esistenza… uno… due… tre… eccoti…

MARTA: Mi stanno picchiando…

SILVIA: Ah! Erano le persone che aspettavi o è una sorpresa?

MARTA: Una sorpresa credo… ma son fuori, fuori dalla stazione… cioè, sulla stazione ma son fuori all’aperto, ci sono i binari…

SILVIA: Ok…

MARTA: C’è una persona che conosco… Non riesco a capire chi è… una persona bassa, bella cicciottella…

SILVIA: È un uomo?

MARTA: Sì, sì son tutti uomini. E vedo che mi picchiano sul davanti, in faccia è qualcuno che conosco…

SILVIA: E se per un attimo lo guardi negli occhi ti evoca il ricordo di una persona di questa vita?

MARTA: Non riesco a vederlo negli occhi, lo vedo… vedo… vedo la scena che sono tenuta, tenuto da 3/4 persone… c’è casino e questo qua che mi picchia sui binari del treno… fuori… però, dove c’è lo snodo…

SILVIA: Sì, più o meno ho capito…

MARTA: È vestito bene, elegante anche lui in… completo nero, una camicia bianca… la valigetta la tengo…

SILVIA: E che rapporto c’è tra voi, come mai? Chi è per te? Perché ti dovrebbe picchiare?

MARTA: Non lo so… non lo so… c’è l’ha soltanto con me…

SILVIA: Come ti senti? Tradito, deluso?

MARTA: No, forse… no… la solita sensazione di pagare qualcosa…

SILVIA: Ah… quindi in fondo hai fatto tu qualcosa che…

MARTA: Sì! Sì!

SILVIA: E sai che cosa… beh adesso magari non ti ricordi, ma, in quel momento sai a che cosa si stanno riferendo…

MARTA: Sì! Soldi…

SILVIA: Ah… una truffa? In qualche modo… Imbrogliare sui soldi? Contenziosi classici…

MARTA: E lui che c’è l’ha su con me tanto… Io riconosco il mio ex, Daniele… si sta accanendo su di me.

SILVIA: Quindi diciamo in parte ha ragione e in parte si sta accanendo parecchio…

MARTA: Sì! Tanto… e gli altri non ce l’hanno su come mi tengono solo fermi… fermo.

SILVIA: Eh beh insomma sono aiutanti di lui e lui è…

MARTA: Sono giovani, ragazzini…

SILVIA: Ragazzini… ecco… invece lui è abbastanza potente?

MARTA: Sì! E grosso, ciccione…

SILVIA: Mh… è autorevole insomma…

MARTA: Sì ma anche buffo…

SILVIA: Ho capito però comanda lui, lui comanda gli altri, lui punisce te… Quindi è forte… può essere anche cattivo ma ha un certo potere…

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CONTINUA A LEGGERE: Regressione alle vite precedenti: L’esperienza di Marta – Parte Seconda >>>VAI<<<

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Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta (PT3)

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta (PT3) 1000 563 Silvia Pedri

Marta è una giovane donna che si muove ed esprime con decisione e rapidità. Ha forza. Ha lucidità. Ha grande intuito e fiducia nel suo, peraltro infallibile, intuito. Vive intensamente, ma bloccata in dinamiche ripetitive di rapporti di potere o di sfruttamento o di inganno.

Sia nella vita privata sia nella vita professionale è periodicamente nell’occhio di cicloni di guerre, tra personaggi spietati, che darebbero la vita, quella degli altri, per i soldi…

Marta sente che la sua vita è percorsa da una vena di negatività. E ha ragione.

La trascrizione che segue è la terza parte della sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia. Se non hai letto le parti precedenti clicca qui >VAI<

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SILVIA: Ora abbiamo due scelte (…): puoi scegliere se fare un’altra esperienza oppure se assorbire pienamente questa esperienza e tornare alla vita dove sta il tuo corpo fisico…
Siccome tu mi hai detto che sono sensazioni collegate, esperienze collegate ad altre cose, a cose probabilmente precedenti e allora prendiamo questa intuizione, questa ipotesi e andiamo… Non devi andare da nessuna parte ma lasciarti condurre, lasciare essere ogni momento, stai in ogni momento così com’è e io conterò a ritroso, dal cinque all’uno… e all’uno ti troverai in una situazione precisa, di un’altra vita precedente, collegata con i temi che stiamo esplorando ora e vediamo dove ci porta (…) Cosa percepisci? Dove ti trovi?

MARTA: Un villaggio…

SILVIA: Un villaggio, bene… che tipo?

MARTA: Polveroso, con poche case… Sono una donna… con un vestito rosa con le righe bianche…

SILVIA: Mh… che tipo di vestito è? Da festa? Giovane? Elegante? Come diresti che sei?

MARTA: Giovane… Son giovane, capelli biondo scuro, lunghi, lisci Però raccolti… il vestito è da tutti i giorni ma molto elegante…

SILVIA: Mh… quindi sei giovane benestante di buona famiglia?

MARTA: Sì! No! Non vedo genitori, non sento di avere famiglia…

SILVIA: Sei benestante senza famiglia…

MARTA: Sì!

SILVIA: Quindi anche in questa vita i soldi sono importanti perché ti devi mantenere da sola…

MARTA: Ne ha tanti…

SILVIA: Meno male, non ha il sostegno dei genitori… Però ha il sostegno del denaro, giusto? È così?

MARTA: Sì!

SILVIA: Meno male… e come ti senti?

MARTA: Bene… bene… sto camminando… Sono serena. 
Sto andando a qualche appuntamento su una… sulla strada, ci sono, poche… pochi posti… poche case… sono villette… ma poche… violenza…

SILVIA: Violenza?

MARTA: Oddio… tre uomini…

SILVIA: Ah, non te lo aspettavi?

MARTA: No! C’è il sole e fa caldo…

SILVIA: E chi sono questi uomini?

MARTA: Vestiti di bianco chiaro, panna… Mi stanno violentando… Io uno lo conosco, ma non so chi è però.

SILVIA: Quindi in quella vita tu lo conoscevi?

MARTA: Sono tre, due non li vedo, non riesco a guardarli, non riesco a vederli…

SILVIA: Ah… ok… E uno era un tuo amico in quella vita? O un tuo ex fidanzato?

MARTA: No! No… no… Lo riconosco ma non lo conosco. Non so perché però, cioè lui ed è fermo mentre gli altri due mi violentano…

SILVIA: Ah… ma dai! Ma nel senso che è un’anima che tu conosci…

MARTA: Sì!

SILVIA: Ma in quella vita non l’avevi ancora incontrato… Ok… va bene, bello, però non lo riconosci neanche in questa vita chi potrebbe essere?

MARTA: No! Però se ne sta fermo, non partecipa attivamente… Io grido, devono essere le due del pomeriggio…

SILVIA: E non c’è nessuno che vede, sei completamente sola…

MARTA: No! Sì! Ci sono poche case… Sono appena fuori dal villaggio o forse all’inizio…Vedo il fango per terra, sono dentro al fango…

SILVIA: Mh… e come mai ti hanno violentato in questa caso? Come mai?

MARTA: Non lo so… vanno via, quella persona non mi violenta…

SILVIA: Perché non ti ha violentato quella? Perché comunque ha aiutato gli altri a violentarti, come mai non l’ha fatto lui? Che tipo di rapporto c’è tra te e lui? Perché lui non ti ha voluto toccare? Una forma di rispetto?

MARTA: Sì! Una forma di rispetto…

SILVIA: Per cui un po’ ti voleva bene forse? Però insomma eh… vabbè, ti ha fatto del male anche lui in fondo, perché ha aiutato gli altri a farti del male…

MARTA: Sì! Mi sembra così…

SILVIA: Diciamo io da fuori lo vedo così…

MARTA: Però lo vedo sofferente, era sofferente… Contro… contro sole era… Fabio… Fabio!

SILVIA: Può capitare, anche questo può capitare che uno ti faccia del male e soffra perché in realtà è consapevole, ti vuole bene, quindi sa che sta facendo del male e lo fa soffrire… eh capita anche questo in tanti modi… e tu come stai adesso dopo che se ne sono andati?

MARTA: Male… mi rialzo e torno sulla strada inversa, non vado all’appuntamento… C’è il prato, c’è tanta polvere, una strada piena di polvere e il prato, tanto verde, ma io… mi sembra Magenta.
(…) Non lo so, però mi da la sensazione… sembra un posto che conosco in questa vita (…).

SILVIA: Comunque sia è un’atmosfera molto simile che ti richiama quel posto lì…

MARTA: Sì! C’è una cascina…

SILVIA: Lo rivivi quando vai lì…

MARTA: Sì!

SILVIA: Quindi è davvero una situazione importante se in questa vita continui a riviverla…

MARTA: Ho lasciato quel posto… (…) ho lasciato l’incarico perché non mi piaceva andare lì…

SILVIA: Ecco… ok… bene adesso sarai più libera, adesso puoi andare se vuoi perché conosci il motivo e non ti spaventa più, non c’è più motivo di spaventarsi, sai cos’è… ok, va bene, quindi sei in questo fango, con questo verde, questa polvere… eh no stai tornando a casa? Hai una casa?

MARTA: Sì!

SILVIA: Ok… vivi da sola? In questa vita in cui sei stata violentata?

MARTA: No, no una persona molto più grande, un uomo…

SILVIA: Quindi dopo essere stata violentata torni in quella casa dove c’è questo uomo molto più grande, giusto?

MARTA: Sì, piena di cose di lusso. Bianco, tutto bianco e marrone.

SILVIA: E il tuo uomo quello?

MARTA: Sì, molto più grande di me.

SILVIA: Quindi è un matrimonio di interesse da parte sua e da parte tua?

MARTA: No! Provo affetto… Tanto affetto.

SILVIA: Ok… tanto affetto, bene… quindi ti senti al sicuro, amata e protetta…

MARTA: Ma lo tradisco…

 

CONTINUA A LEGGERE: Regressione alle vite precedenti: L’esperienza di Marta – Parte Quarta
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Ci muoviamo entro gli ambiti angusti delle nostre ferite e dei condizionamenti famigliari sociali. Cresciamo e maturiamo dibattendoci all’interno delle dinamiche proprie della nostra costituzione, della personalità, del destino di questa vita.

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Perché non rompere gli argini di questo flusso obbligato?
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NB: al fine di garantire l’anonimato, le trascrizioni delle regressioni non riportano mai il nome reale delle persone che sperimentano questa profonda esperienza.

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta (PT2)

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta (PT2) 728 410 Silvia Pedri

Marta è una giovane donna che si muove ed esprime con decisione e rapidità. Ha forza. Ha lucidità. Ha grande intuito e fiducia nel suo, peraltro infallibile, intuito. Vive intensamente, ma bloccata in dinamiche ripetitive di rapporti di potere o di sfruttamento o di inganno.

Sia nella vita privata sia nella vita professionale è periodicamente nell’occhio di cicloni di guerre, tra personaggi spietati, che darebbero la vita, quella degli altri, per i soldi…

Marta sente che la sua vita è percorsa da una vena di negatività. E ha ragione.

La trascrizione che segue è la seconda parte della sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia. Se non hai letto la prima parte, clicca qui >VAI<

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SILVIA: Ho capito però comanda lui, lui comanda gli altri, lui punisce te… Quindi è forte… può essere anche cattivo ma ha un certo potere…

MARTA: Sì! Mi lasciano lì…

SILVIA: Ok… La situazione finisce così…

MARTA: E cado sui binari…

SILVIA: Eh perché sei stremato insomma, molto ferito…

MARTA: Sì, adesso vedo le macchie di sangue…

SILVIA: Eh sì…

MARTA: Passa… il treno…

SILVIA: T’investe?

MARTA: Sì!

SILVIA: Ok… quindi questo è il momento della tua morte?

MARTA: Sì!

SILVIA: E secondo te questi che ti hanno picchiato in questo punto, in questo momento, l’hanno fatto apposta per farti andare sotto il treno?

MARTA: Sì! Per i soldi…

SILVIA: Cioè per i soldi si diventa delle bestie?! Cioè molto peggio delle bestie insomma ecco… bene… quindi adesso sei fuori dal tuo corpo fisico, sei fuori da questa esistenza…bene… adesso sei, hai finito di soffrire, puoi guardare lucidamente…

MARTA: Sì!

Sei a contatto in modo più lucido e consapevole con tutte le esperienze di questa vita appena trascorsa, puoi osservarla. Che emozione ti da osservare questa vita che hai appena trascorso?

MARTA: La stazione centrale è dove io ho lo studio adesso e dove ha lo studio mio fratello Luca… Dove ci si incrocia spesso… lui ha sempre detto che avrebbe ammazzato per i soldi… lui per i soldi distrugge gli altri in questa vita… lui mi deve parecchi soldi in questa vita… io l’ho appena denunciato…

SILVIA: La guerra continua anche in questa esistenza…

MARTA: Perché è andato a dire in giro che ho aperto un centro massaggi e che faccio sfruttamento della prostituzione… Mio fratello lavora di fronte allo studio di Daniele…

SILVIA: In quella vita tu hai riconosciuto Daniele con cui avevi questi conti in sospeso…

MARTA: Sì!

SILVIA: Ok… e diciamo identificandoti totalmente con l’anima della persona che ha perso la vita in quel modo…

MARTA: Non era una bella persona… No, non lo era.

SILVIA: Ok… quindi guardando a ritroso la tua vita potresti dire di avere dei rimpianti o dei rimorsi addirittura?

MARTA: La vita precedente?

SILVIA: Sì… esattamente tu in quanto quella persona lì… appena morta…

MARTA: No! Non era in grado di… non era consapevole. Quasi come se non mi appartenesse.

SILVIA: Questo è molto triste… Perché il progresso è stato che adesso sei consapevole, quindi adesso ogni cosa che ti capita puoi guardarla da una prospettiva più ampia infatti sei qua… e capirla sotto tanti punti di vista…

MARTA: Mh… io odio i soldi…

SILVIA: Ti creano tanti problemi…

MARTA: Sì!

SILVIA: Quindi da questa vita appena trascorsa, questa che abbiamo appena sperimentato cosa puoi dire di avere imparato, come quell’anima lì, in quelle vesti, in quella situazione?

MARTA: Sono morta per soldi… per  la mia avidità…

SILVIA: Ah ecco… bene… è un’esperienza che spesso si fa, probabilmente ci siamo passati tutti, però insomma fa male ricordare…

MARTA: Non mi piace il fatto che sia stato un uomo… Ho fatto soffrire tante persone credo…

SILVIA: sì, dispiace, sì… sì capisco. Eri inconsapevole, era come direbbe il buddismo, un peccato di ignoranza (…) Purtroppo capita, ci sono stati ognuno di noi ha delle vite in cui ha fatto queste esperienze.

MARTA: ero un cattivo proprio… dei più cattivi…

SILVIA: Sì… sì… c’era un tipo di energia molto bassa, molto chiusa, senza cuore e inconsapevole, per cui non sapeva quello che faceva e quindi ha fatto il male senza saperlo, però l’ha fatto… E ha fatto una brutta fine… sì.. però peggio ancora della brutta morte è stata la brutta vita…

MARTA: Breve…

SILVIA: Breve, però ti ha insegnato tanto perché adesso hai visto delle cose, hai fatto esperienza è stata breve per farti fare esperienze esclusivamente di quel particolare lì, di quel modo di fare, di quel modo di sbagliare e spesso si passa attraverso questa cose…

MARTA: Fumavo anche in quella…

SILVIA: Mhh… è un viziaccio che tiene in effetti intossicato il cuore, i polmoni no, per cui è un modo per non sentire per stare staccati… eh va bene… Quindi se tu adesso con la consapevolezza della tua anima, dopo aver fatto esperienza di questa vita di cui abbiamo appena fatto esperienza cosa diresti, cosa hai imparato? Cosa ti ha insegnato?

MARTA: Che i soldi sono sempre stati un problema nel bene o nel male… Che me lo trascino, la centrale, la Stazione Centrale, la mia paura di avvicinarmi troppo ai treni quando cammino…
(…) Ho sempre paura di cader sotto…

SILVIA: Sì, sotto al treno, certo è un brutto ricordo…

MARTA: Il mal di pancia, io ho mal di pancia spesso… vedevo i pugni alla pancia…

SILVIA: Mhh… sì… è anche un luogo di grande tensione no?… di…

MARTA: Il fatto di non sopportare le persone dietro… Mi tenevano da dietro…

SILVIA: Eh già! Sì… tutte cose diciamo, ricordi che erano nella tua aura, ma che tu non le conoscevi ma adesso li hai visti, quindi adesso sei più libera… adesso ogni volta che potrai ricordare queste cose potrai dire “sì, sono capitate ero un’altra persona però adesso…”

MARTA: Però quella persona, Daniele, mi ha ammazzato nella precedente… e ora sono ancora in guerra, tra l’altro con gli avvocati…

SILVIA: Mhhh… ok, e come insegnamento cosa ti può portare? Qual è la cosa… non so…

MARTA: Non è giusto…

SILVIA: Esatto… una cosa positiva, una direzione, una soluzione, con il senno della tua anima più elevata, cosa potresti…

MARTA: Non dovrei chiedere i soldi che mi deve… Però io ho lavorato, ho lavorato, ho fatto tanti sacrifici…

SILVIA: Quindi forse è giusto…

MARTA: Sì! È una persona che veramente ammazzerebbe per i soldi, l’ha sempre detto come battuta…

SILVIA: Beh è un problema suo, nel senso è una sua debolezza…

MARTA: Ma io mi ero innamorata di lui…

SILVIA: Però tu sei più grande di quella che eri, perché adesso sei anche in grado di vedere quello che è stato in altri spazi-tempo e lo vedi da fuori e quindi sei più grande… Hai più energia, più consapevolezza, più capacità di scelta… Quindi puoi scegliere come fare la tua guerra, come essere giusta… (…) Adesso tu puoi avere una visione più profonda perché hai sentito di più queste cose e quindi, sì, puoi porti il problema, puoi scegliere in modo di essere libera, in modo da stare il meglio possibile serena, per te e di conseguenza per gli altri. Sì, forse l’insegnamento di questa vita è un maggiore distacco, un maggiore amore, pazienza, puoi essere coinvolta ma anche no, non è il caso di farsi male…
Perché farsi male è brutto, farsi male è frutto di inconsapevolezza, fare male agli altri, farsi del male in fondo è ignoranza è stupidità, adesso sei più grande, adesso puoi scegliere, puoi valutare, puoi sentire. Se dovessi racchiudere in una parola il dono che questa esperienza ti ha portato, cosa diresti?

MARTA: Chiarezza…

>SILVIA: Chiarezza… mh, bella, un ottimo dono, utile, fondamentale. E quindi la chiarezza che colore avrebbe?

MARTA: Bianco…

SILVIA: Bianco… e che suono avrebbe?

MARTA: Violino…

SILVIA: Di violino, quindi armonioso, dolce, bello, bello, una bella sensazione. Che sensazione ti da?

MARTA: in questo momento incompiutezza…

SILVIA: Prendiamo la bellezza della chiarezza, il potere, la luminosità no?!, bianca, il suono di violino è il dono di questa esperienza. È il dono, la tua conquista, un’energia in più che hai preso… e che quindi adesso hai e che ti è entrata dentro e che ti aiuterà, perché la chiarezza è preziosa è utile è fondamentale e adesso fa parte di te più di prima, anche prima faceva parte di te ma adesso di più… È bianca, limpida e ha questo suono di violino e sì, ti da forza, ti da un po’ più di sicurezza, un po’ più di consapevolezza, di lucidità, di distacco, di presenza. Che cosa ti porta di positivo se fosse dentro al tuo corpo immagina di respirarla, di prenderla e portarla dentro, che sensazione ti darebbe se fosse dentro di te questa chiarezza?

MARTA: Di tristezza, rammarico. Non per me…

SILVIA: Va bene… qualsiasi emozione è una manifestazione di qualcosa che c’è e che ha diritto di esserci e lasciamo che sia. (…)
O
ra abbiamo due scelte, siccome come ti avevo preannunciato sei pienamente rilassata ma anche pienamente presente, puoi scegliere se fare un’altra esperienza oppure se assorbire pienamente questa esperienza e tornare alla vita dove sta il tuo corpo fisico…

 

CONTINUA A LEGGERE: Regressione alle vite precedenti: L’esperienza di Marta – Parte Terza
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NB: al fine di garantire l’anonimato, le trascrizioni delle regressioni non riportano mai il nome reale delle personee che sperimentano questa profonda esperienza.

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta (PT4)

Regressione alle vite precedenti – L’esperienza di Marta (PT4) 600 387 Silvia Pedri

Marta è una giovane donna che si muove ed esprime con decisione e rapidità. Ha forza. Ha lucidità. Ha grande intuito e fiducia nel suo, peraltro infallibile, intuito. Vive intensamente, ma bloccata in dinamiche ripetitive di rapporti di potere o di sfruttamento o di inganno.

Sia nella vita privata sia nella vita professionale è periodicamente nell’occhio di cicloni di guerre, tra personaggi spietati, che darebbero la vita, quella degli altri, per i soldi…

Marta sente che la sua vita è percorsa da una vena di negatività. E ha ragione.

La trascrizione che segue è la quarta parte della sua esperienza di regressione. Per garantirne l’anonimato, è stato utilizzato un nome di fantasia. Se non hai letto le parti precedenti clicca qui >VAI<

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MARTA: Io lo tradisco.

SILVIA: Ok… e lui lo sa?

MARTA: Sì!

SILVIA: E ti ama?

MARTA: Sì!

SILVIA: Quindi ti ama molto nonostante lo sappia, ti ama così come sei?

MARTA: Ho gli occhi di questa vita, gli occhi chiari come in questa vita…

SILVIA: E come mai tu lo tradisci?

MARTA: Perché è vecchio…

SILVIA: Ah ok… quindi lui ti perdona per questo motivo…

MARTA: Sì!

SILVIA: Ah… ok… va bene… e scusa adesso che, che c’è stata questa terribile violenza e sei tornata a casa, come ti senti?

MARTA: L’ho accettata…

SILVIA: Tu l’hai accettata e lui anche ti sostiene, ti aiuta…

MARTA: Non gli dico nulla…

SILVIA: Non gli dici nulla, sei così forte? Riesci a fare da sola…Non hai bisogno del suo affetto, conforto…

MARTA: No!

SILVIA: Ok… ok… va bene così… Va bene e allora io adesso ti conduco in questa medesima esistenza che stiamo esplorando di questa ragazza, ti conduco al momento della sua morte. Conterò da uno a tre e andremo avanti lungo la linea del tempo di questa medesima esistenza a incontrare il momento della morte di questa ragazza o donna (…) Dove ti trovi?

MARTA: Sto attraversando di corsa travolta da un cavallo…

SILVIA: Ok… sei travolta da un cavallo…

MARTA: Dalla carrozza…

SILVIA: Di nuovo un mezzo di trasporto, come mai sei travolta dalla carrozza?

MARTA: Sto correndo dall’altra parte della strada…Ho un vestito giallo e un cappello nero. Sì, forse sto scap… no, sto rincorrendo qualcuno…

SILVIA: Stai rincorrendo…

MARTA: Sto rincorrendo qualcuno che ho visto dall’altra parte… C’è una casa rossa, la persona è andata dall’altra parte… attraverso ma non mi accorgo…

SILVIA: Ok… ho capito… e sai chi è questa persona che volevi incontrare in questa casa rossa?

MARTA: Una persona che scappa, vestita di grigio… quello che vedo che si sta allontanando…

SILVIA: Un tuo uomo?

MARTA: No! No… qualcuno che mi deve dire qualcosa, voglio sapere qualcosa da lui… Voglio… voglio conoscere la verità su qualcosa…

SILVIA: Ok… ok… e, adesso in questo, in questo periodo sei più adulta rispetto all’immagine precedente, giusto?

MARTA: Sì!

SILVIA: Sei una donna matura?

MARTA: Sì!

SILVIA: E sei ancora sposata con quell’uomo più grande di te?

MARTA: No… non sono molto più grande, un poco dopo la violenza… Poco… uno/due anni… sono morta giovane… Forse non ho neanche trentacinque anni…

SILVIA: Per cercare la verità? Come mai, ti avevano ingannato? Ti occultavano la verità? Che cosa c’era sotto? Un inganno, una truffa, un…

MARTA: Qualcosa che ho venduto…

SILVIA: Ah, soldi, giusto? Sempre una questione di soldi…

MARTA: No, di oggetti…

SILVIA: Di oggetti… curioso morire così…

MARTA: Vendevo poi gli oggetti del marito… della casa.

SILVIA: Come mai?

MARTA: Per avere la mia indipendenza… Perché lui aveva dei figli…

SILVIA: E quindi dava i suoi soldi ai suoi figli?

MARTA: No, i suoi figli volevano i soldi…

SILVIA: Ah ecco… ecco… e lui sapeva del problema? Eri tu che litigavi con i suoi figli per questioni di soldi?

MARTA: No, i figli non venivano, erano lontano i figli, non li conoscevo…

SILVIA: Però sapevi che i figli prendevano soldi da lui…

MARTA: In caso di morte…

SILVIA: Ah ecco… ah ecco, giustamente… ma come eravate sposati l’eredità doveva andare anche a te? Prima di tutto a te o forse non eravate sposati…

MARTA: Ero sposata…

SILVIA: Però non volevi che i tuoi soldi andassero ai suoi figli…

MARTA: Volevo vendere il più possibile prima…

SILVIA: Previdente… quindi si potrebbe dire, correggimi se sbaglio, che è sempre stata una questione di avidità?

MARTA: Sopravvivenza… necessità.

SILVIA: Ok… a volte la paura rende duri, e la sopravvivenza rende duri. Ok… bene e quindi… e quindi, insomma, sei stata travolta da questa carrozza mentre stavi cercando questa persona che ti aiutasse e adesso che hai abbandonato il tuo corpo fisico e puoi osservare queste, questa esistenza di cui abbiamo appena fatto esperienza, come la vedi?

MARTA: Di valore…

SILVIA: Di valore… hai imparato delle cose buone, utili. In che senso di valore?

MARTA: Devo aver lottato per qualcosa di importante, di valore, non economico… Devo averlo fatto… in quella vita devo aver fatto qualcosa solo per aiutare gli altri…

SILVIA: Ah ok… questo non era emerso… quindi ci sono motivazioni più grandi rispetto alla sopravvivenza.
Mh… bene… questo è buono da ricordare, da capire, fa bene pensarlo e saperlo è una liberazione, ci sono motivazioni più grandi e più belle della sopravvivenza. E a volte per sopravvivenza si agisce in modo aggressivo… Hai qualche rimpianto rispetto a questa vita appena trascorsa? Appena uscita dal corpo se la guardi retrospettivamente hai qualche rimpianto?

MARTA: No!

SILVIA: Mh! C’è stato amore, c’è stato benessere è stata una buona vita…

MARTA: Il benessere alla fine… È stata una vita vissuta, corta ma vissuta, con dei principi… molta bellezza… E molta tranquillità…Non lavoravo…

SILVIA: Ma stavi comunque con una persona che ti amava quindi questo ti faceva sentire in pace?

MARTA: Sì!

SILVIA: Mhh… bello… quindi hai sperimentato l’amore… E dei valori…
Se dovessi sintetizzare che cosa hai preso dall’esperienza di questa vita quando l‘hai vissuta che cosa diresti in una parola? O l’insegnamento?

MARTA: Complicità!

SILVIA: Complicità… bello… una parola dolce, di sintonia, giusto?

MARTA: No, perché chi assiste e non fa nulla comunque è complice…

SILVIA: Ah! Ok… In quel senso, non avevo capito… quindi che cosa hai imparato riguardo alla complicità?

MARTA: Che è meglio uno che ti nuoce piuttosto che uno che non fa niente… Perché non far niente è la stessa cosa…

SILVIA: Eh sì, insomma, c’è poca differenza… però, voglio dire, hai anche sperimentato che questa persona faceva il male ma ne soffriva, perché in parte era anche più matura, più buona rispetto al male che stava facendo, quindi era anche più consapevole rispetto agli altri che facevano il male e basta, quindi, insomma questo glielo devi concedere…
E cos’altro hai imparato da questa esistenza che hai appena trascorso?

MARTA: La tranquillità…

SILVIA: Il valore della pace, giusto? Come dicevi, la pace?

MARTA: No, la storia d’amore…

SILVIA: L’amore e la pace… quindi che la vita non è solo combattere? È anche lasciarsi amare, può essere anche così?

MARTA: Sì!

SILVIA: Mh… bello… e se da questa vita vogliamo prendere una parola chiave, bella, uno strumento, un’energia positiva con cui nutrirci e che puoi portare a casa, quale sarebbe questa parola?

MARTA: Sole…

SILVIA: Una parola forte, luminosa, chiara, come la chiarezza di prima e calda, calda come il cuore, come il fuoco e quindi puoi respirare questo sole, puoi assorbire questo sole, di colore è? Come lo vedi?

MARTA: Giallo…

SILVIA: Giallo… ok… e se potessi associare un rumore, che rumore gli assoceresti?

MARTA: Le onde del mare…

SILVIA: Pace, calma, bellezza, le onde del mare… E allora prendiamo questo potere nuovo, sì, questa nuova esperienza, questa nuova forza, questa nuova energia che abbiamo sperimentato nel ricevere amore e dell’essere in pace. E puoi respirare questo sole fin dentro di te in tutto il corpo, in tutto il corpo e in ogni tua cellula, puoi decidere ora che ogni tua cellula abbia questo sole dentro, giallo, luminoso, caldo, chiaro, con le onde del mare come rumore. Prendi dentro questo sole, buono, chiaro, caldo, che ti porta pace e il potere di lasciarsi amare e dell’essere in pace. La pace delle onde del mare e la bellezza del sole, profondamente dentro di te, una consapevolezza che avevi già ma adesso l’hai di più, profondamente dentro di te, questa chiarezza e una lucidità mentale ed è una pace del cuore. Sii questo sole, queste onde che ti cullano con questo rumore di onde del mare. Puoi sentire la chiarezza, la consapevolezza e la bellezza e la pace dentro di te, in ogni tua parte, in ogni tuo organo, in ogni tuo chakra, in ogni tua parte e puoi respirare questo sole giallo e questa chiarezza bianca, la chiarezza bianca che hai preso dalla vita precedente e il sole da quest’ultima che abbiamo esplorato. (…)

Adesso che ci siamo pienamente nutriti possiamo tornare, tornare nel mondo che ospita il tuo corpo fisico che adesso si sta riposando e quando ti sveglierai nel tuo corpo fisico, in questo mondo sarai completamente rilassata, serena, in forze, potrai ricordare tutta l’esperienza vissuta e trarne sempre nuovi insegnamenti, nuove intuizioni, nuove scoperte, nuovi insegnamenti. (…)

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