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Mi scrive una amica, Sara, che non sento da diversi anni, per un consulto che sfocerà poi in terapia sistemica. Ecco cosa mi dice:

“In pratica dopo 33 anni mi contatta il ragazzo che ho avuto prima di M. Un rapporto fatto di grande affinità, complicità, armonia e intesa anche sessuale, tutto molto dolce e molto intenso.
(…)
Da qualche mese qualcosa di me ha ripensato al ragazzo precedente e ho capito che Quelle Cose che provavo con lui erano quelle che restano dentro e sfidano il tempo. Molto prima che mi contattasse quindi una porta si era aperta in me.
(…)
Vorrei trovare il senso della scelta di M.  e di tutto ciò che ho dovuto sopportare, e trovare il senso di questo re-incontro in età matura per capire dove può portare, se è possibile una vera relazione oppure se devo accettare di vivere momento per momento.”

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Qual è il senso di tutta questa sofferenza?

Uscirne.
Ha senso se lo spiego così?
Sì, lo so, fa senso: la storia suona veramente terribile, e lo è.

Perché lui non è stato abbastanza forte, abbastanza convinto, abbastanza coraggioso e sincero con se stesso da muoversi prima?

Perché lei ha scelto la peggiore trappola che le potesse capitare? (Trappola che ancora adesso funziona benissimo). Lei così bella, dolce, pura, sensibile, talentuosa… e priva di risorse.

C’era bisogno di tempo.
Nella fattispecie 33 anni. 33 anni di attesa, peggio, di assenza, peggio, di tormenti di ogni tipo.
C’era bisogno di tempo. Per soffrire. Per capire. Per andare oltre. Per raggiungere finalmente ciò che ci meritiamo.

Non lo meritava anche prima? Sì, certo. Ma non ci arriva ciò che ci meritiamo ma ciò che ci assomiglia, ciò che conosciamo, ciò verso cui siamo attratti: offese.

Vivere non è un destino è una scelta.

Prima guardare negli occhi le offese, e farci i conti, prima guardare negli occhi il disamore per noi stessi che ci è stato insegnato e che abbiamo assorbito e poi agito, per tutta la vita; prima guardare negli occhi i mostri, qualsiasi mostri siano, ognuno ha i suoi, dentro e fuori di sé; prima resistere, qualsiasi cosa accada; prima vivere nella menzogna.

Poi capire che cos’è la Verità.

E quando si vede la Verità, ci si arrende ad essa.  Allora le cose possono capitare.

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Prima resistere alle ingiustizie, combatterle e morirne e rinascerne tante volte quanto serve a rimanerne insensibili, tanto quanto serve a confidare su se stessi, a farcela in ogni modo, a essere fieri di sé, a imparare a sperimentare e a riconoscere il proprio Valore. A volte ci vuole una vita. Ci vuole il tempo che ci vuole. Il coraggio di vedere e sapere costa salti acrobatici mortali di consapevolezza, cammini impervi e rischiosi, complicati, audaci, faticosi, lenti, sfiancanti, disperanti, umilianti.

Prima attraversare l’infermità, il dolore, la vergogna, l’inadeguatezza, l’impotenza, guardarle negli occhi, conoscerle e guardare e vedere oltre, attraversare ogni condizione e uscirne, rivoltandosi, reinventandosi, osando l’impossibile, creando, per sopravvivere, incredibili possibilità, impensabili risorse, dentro di sé.

Poi giungere alla semplicità, alla scontatezza dell’amore per se stessi e per gli altri, in modo innocente e puro, come bambini, come bambini amati, amatissimi, adorati incondizionatamente, desiderati, nutriti.

Semplici, spontanei e forti. Indistruttibili e delicate. Vere.

La Vita è vera.

Quando siamo pronte, può arrivare.

Ho valutato che non era necessario un consulto orale.
Sara, dopo una esistenza intera ha capito tutto. La sensibilità non le ha mai fatto difetto, ma ora è anche una persona completa, integrata, forte, lucida, equilibrata e consapevole di sé e del mondo visibile e invisibile. Quindi in questo caso niente consulto astrologico.
Passiamo ai fatti! Le ho proposto un consulto sistemico per gestire al meglio ORA la situazione, concretamente.

Lei, per una nutrita serie di ragioni, non può muoversi da casa (e abita piuttosto lontano da me)?
Bene. Se la vita è generosa ma esigente, daremo il massimo: faremo l’impossibile.
Sperimenteremo il consulto sistemico a distanza! Per la prima volta… nella storia. 🙂

Leggi anche:
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Silvia Pedri esplora la vita liberamente e ne comunica la potenza in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale, offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e crea video in cui recita e canta. Se vuoi sapere di più sulle sue competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

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