Perché ti ha lasciato

Perché ti ha lasciato

Perché ti ha lasciato 894 462 Silvia Pedri

Si dice che conviene stare con una persona perché se ne ha piacere, non perché se ne ha bisogno.

Dopo decenni di osservazione di dinamiche sentimentali personali e famigliari, tramite diversi tipi di terapie, ho capito il perché.

Se ami col tuo bisogno sei un po’ in amore un po’ in bisogno. Non ci sei veramente. Non sei tutto lì, per te, per l’amore, per la persona amata.

Se sei anche aperto all’amore, trovi ci ti ama.
Chi ti ama in questo caso ti ama con facilità, abbondanza, piacere, un fluire inarrestabile perché il suo amore incontra il buco nero vorace e voraginoso del tuo bisogno. È una attrazione irresistibile.
Il pieno non può resistere al vuoto e viceversa.   

E immagino si crei anche una certa dipendenza, da entrambe le parti…  E la dipendenza crea paura, umiliazione, diffidenza, allontanamento.

Eppure la relazione non finisce a causa di questi veleni (che da soli ucciderebbero qualsiasi rapporto). 

Eppure la relazione non finisce a causa del fatto di essere squilibrata (che da solo sarebbe motivo sufficiente a destabilizzare qualsiasi cosa).

La relazione finisce a causa di tutto questo ma soprattutto a causa del fatto che la “persona bisognosa” non c’è.  Non è in amore, non abbastanza, non è in vita, non è nel presente.
È nel passato, è nel suo trauma, è nelle sue paure, è nel suo bisogno.

E tu non puoi stare con uno che non c’è. Punto. Se tu sei con la vita segui la vita.  Magari sei straziato da dolore e dai sensi di colpa, magari ti comporti realmente male, ma non puoi che seguire questo movimento inevitabile perché è il movimento della vita… 

 

 

Non è colpa di nessuno. Uno dei due è semplicemente più indietro nella sua crescita personale, magari è avantissimo ma in quella parte della sua crescita personale ha ancora troppe fragilità, più dell’altro, deve ancora DARSI più amore, trovare più amore, essere in grado di ricevere più amore, nutrirsi meglio, essere più vivo.

E ce la farà.  Anche questo è un movimento inevitabile, benché doloroso.
È doloroso perché si cresce solo nelle difficoltà: si produce acqua solo nel deserto, quando appunto non puoi farne a meno, ti trovi improvvisamente faccia a faccia con te stesso e la tua sete, la tua solitudine.
È doloroso perché si ha bisogno che qualcuno ci lasci, dopo averci tanto amato, perché noi possiamo capire che non siamo dipendenti da una persona esterna che ci  ama, che noi stessi possiamo produrre e dare e ricevere amore a iosa, che amore è ovunque e si puo’ sperimentare ovunque…
Purtroppo abbiamo dovuto vivere una ulteriore grande ferita di abbandono per poterlo capire, sperimentare… E con che sforzi, con che fatica, con che dispendio di tempo energia e magari anche denaro!

Poteva essere risparmiato, a due persone, questo grande dolore? Sì e no.

Sì, se si riesce a fare un salto di consapevolezza, anche piccolo, un rendersi conto che c’è qualcosa che non va e che dipende da noi, da entrambi noi (che in fondo, se ci siamo attirati ci assomigliamo! ;)

La soluzione è sempre ACCORGERSI. Allora, al più presto, si può correre ai ripari, condividere le reciproche fragilità, aprirsi all’altro e all’amore che c’è, ricooscere tutto l’amore che c’è, trovare gli aiuti giusti per sostenere la propria maturazione.

Ognuno può e deve lavorare su se stesso.
Sempre, per coltivare la vita.

Questa è l’unica scelta da fare.
Poi sarà la vita a venirci incontro.

Allora, sempre più libero dalla morsa del bisogno, puoi essere sempre più presente, in amore, in vita, in crescita.

E una persona così, vivace, entusiasta e generosa, ti garantisco, non si lascia tanto facilmente.

 

 

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Silvia Pedri

Artista e Consulente. Connetto i Cieli e la Terra e realizzo Sogni. Trascorro la vita a sintonizzarmi con lo Spirito e a sperimentare le diverse chiavi alchemiche per un'esistenza riuscita, piena di abbondanza, soddisfazione, amore e felicità.

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