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In Argentina, dove mi trovo al momento (se ti sei persa il mio diario: Caos e Meraviglia: appunti dall’Argentina), vedo all’apertura di un video YouTube una pubblicità. È una danza bellissima, intensa, piena di dignità ed erotismo.

È una ‘pubblicità progresso’ contro la violenza sulle donne! E io che stavo sognando incontri intimi e intensi in cui ci si fronteggia occhi negli occhi e ci si incontra… realmente ci si incontra, in amore, e si fluisce, tra tensioni e scioglimenti, in questo abbraccio, e si cresce così, in amore appunto, in apertura e comunicazione, nella bellezza di sé e della vita. Che bello che almeno qui ci sia un po’ di verità, di naturalezza, di spontaneità, di coraggio, di purezza! La danza esprimeva questo. No, invece. Le scritte in sovrimpressione sono sicure. Quello è sbagliato. Proprio quella danza che ti sta coinvolgendo… Dimenticatela! O ci resterai secco/secca. Le scritte parlano solo di violenza. Spiegano e ammoniscono: “Se ti costringe è violenza, se ti picchia è violenza se etc se etc etc etc.” E non si fa. E bisogna capirlo prontamente e reagire fermamente.

E le stesse frasi le ripetono, al cinema, prima delle proiezioni dei film di maggior richiamo, sopra immagini tenere e morbide. Se ti controlla è violenza. Se ti chiede la password del cellulare (!) è violenza…

Ancora ipnosi.

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E dire che un tempo, ma neanche una generazione fa, in questo Paese erano normali i “piropos”. Normali e graditi. Hanno, cioè avevano, anche un nome. I complimenti per strada. Questo sono. Una donna passa ed è notata, apprezzata, per qualcosa che ha e/o che è, e apostrofata, in modo galante, scherzoso, spiritoso, creativo o sciocco, affettuoso oppure volgare, non tutti gli uomini sono uguali, non tutte le situazioni sono uguali, non tutti i piropos sono uguali. Ora questa cosa non esiste più.

Ci mancherebbe. Ora un uomo prima di agire o di reagire, con una donna, ci pensa, freddamente, anche per giorni. E qualsiasi cosa fa non andrà bene. Lo sa. Perché le donne sono delicate fragili e sensibili, e questo è il loro bello. Ma anche perché oggi butta male. Qualsiasi cosa fai sbagli.

E dire che nemmeno due manciate di anni fa qualsiasi cosa faceva tuo padre o il tuo fratello maggiore aveva ragione. E adesso come si fa? Come è cambiata la terra sotto i piedi? Come sono cambiate le maschere della recita sociale? Ribaltate. Ha solo ragione lei. E lei lo sa. Del resto ha anche tutti i diritti lei. Anche i diritti giuridici.

In Spagna, lo so per esperienza indiretta, una donna risentita con te può denunciarti per qualsiasi ragione e tu sei colpevole fino a prova contraria. E come la dimostri la prova contraria!?  Sei imputato in un processo e se non convinci il giudice finisci in galera. Chiaro. Rapido, semplice, indolore. Folle.

La donna ha anche tutti i diritti. Non solo giuridici. Anche morali. Ha tutto il mondo dalla sua. In tutto il mondo non si fanno altro che manifestazioni e catene di solidarietà per le Donne. La donna si sente vittima, con tutta l’arroganza e il potere del caso. E l’uomo, di fatto, resta incatenato.

Ma vi rendete conto di chi è il sesso debole qui dentro!?

Dove circola più fluida e fertile la consapevolezza, in corpo di donna o in corpo di uomo? È il corpo di donna più morbido, ricettivo, emotivo. Lei sente, lei trasforma, lei guarisce. Certo lei si ferisce e si traumatizza, è vero. Ma il fatto è che solo lei se lo può permettere, perché solo lei ha questa straordinaria forza evolutiva. Lei sente, lei sa. Lei può fare. Lei può amare. Di conseguenza, nutre e ispira e guida interiormente l’uomo.

L’uomo è rigido, mentale. Gli si muove tutto dentro e non sa neanche che cosa gli si sta muovendo dentro, e tutto muore lì, si blocca, si ferma, si cementifica in ferite non risolte, in paure ingigantite. È vivo, è coraggioso, procede, ma con molta più fatica e lentezza. Questo è fisiologico. È lui il sesso debole.

Il neo-matriarcato new age

E il meraviglioso neo-matriarcato new age che si sta imponendo non è altro che una maschera di un potere perverso che ipnotizza il mondo al fine di fare sentire la donna un essere debole, di renderla cieca e ostile, e al fine di castrare l’uomo. Così la donna si sentirà sempre più insicura, in pericolo e inutile, perché la solitudine, di qualsiasi tipo sia, questi effetti dà. E l’uomo, il detentore del potere di fare e davvero materialmente cambiare le cose, è castrato.

Il valore dell’uomo e della donna diventano invisibili, oggetto di disprezzo non di rispetto. Ben lungi dall’integrarsi e valorizzarsi reciprocamente. Altroché confronto, dialogo, incontro, festa!
Del resto, non è una impressione, non sono solo invisibili: il valore dell’uomo e il valore della donna, di questo passo, semplicemente, non esistono più.

maschicidio
@ Armando Prieto Perez – Acquerello

Femminicio e maschicidio

Nelle riviste femminili, almeno in Italia, è tutto un riflettere su come ti guardano quanto ti guardano… come ci si può permettere di essere guardate. Altro che complimenti per strada! Ma essere guardate è tanto brutto!? Brutti sono gli uomini che ti guardano. Ma a volte anche belli, mica sempre brutti. Non sono sempre dei bruti.

Bello è sapere di avere il potere di piacere e di portare Bellezza nel mondo. La donna è per sua natura magnetica. Lei è la Dea, no? Lei insegna a sentire e ad amare. E il primo passo è attraendo. Venere è attrattiva. Guardami! Me lo merito. Te lo meriti.  Guardami un po’ come vuoi. Facciamo che io guardo come mi pare e tu guardi come ti pare? Non si direbbe sia difficile il concetto né la pratica… Così e solo così ci si incontra. Così si comunica, normalmente, autenticamente, essendo quello che si è.

Le violenze non sono solo fisiche sono anche psicologiche. E le vittime di violenze fisiche non sono solo le donne, addirittura sembra che in Italia le donne siano solo il 30% delle vittime di omicidio. E la metà rosa dei cielo non è la parte buona. Come non lo è la parte azzurra. Il mondo è fatto di individui, unici e vari, non di partiti.

Maschicidio. Globalizzato. Invisibile, inarrestabile. Per ipnosi collettiva.

“Maschicidio”. La parola esiste? Non esiste nemmeno la parola, bruttissima, tra l’altro, “femminicidio”. L’hanno introdotta nel linguaggio, e noi non ce ne siamo neanche accorti. E ora fa parte della nostra mente e del nostro cuore. E delle nostre paure.

Il miglior veicolo dell’ipnosi è sempre il terrorismo. Ma ciò che ci viene comunicato, con sospetta ossessività, non è quello che è.

Av. Rivadavia, Buenos Aires, maggio 2018. (No copyright infringement intended. Contact for issues or removal.)

P.S. Ho scritto questo post la mattina. Il pomeriggio ho trovato, in una zona centralissima, questa scritta assurda. Assurda in una società morbida, affettiva e comunicativa come quella argentina. Ed è una scritta astratta, non motivata da precise contingenze sociali o politiche, puro sfogo di isteria collettiva. Ho capito che avrei potuto e dovuto pubblicare il mio post, che forse avevo qualcosa da dire. Ovunque, i tempi sono cambiati. È urgente rendersene conto.

Femminismo non è vittimismo. 

Vittimismo crea vittime, crea violenza. La colpa, come si sa dai tempi di Freud, segue il senso di colpa.
Femminismo è riconoscere il proprio enorme potere e pretendere di usarlo saggiamente. E saggezza femminile è trovare equilibrio e comunicazione.
L’evoluzione passa per la donna, attraverso i suoi talenti di empatia, attenzione, e la sua capacità naturale di farsi rispettare e rispettare, di farsi ascoltare e di ascoltare, di intuire, comprendere e accogliere.

Leggi anche:
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Author

Silvia Pedri esplora la vita liberamente e la comunica in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una Pagina Facebook con 16.000 fan (2021). Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta. Se vuoi sapere di più su esperienze e competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

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