L’uomo che non sapeva fare l’amore

L’uomo che non sapeva fare l’amore

L’uomo che non sapeva fare l’amore 928 566 Silvia Pedri

Me ne resi conto qualche mese più tardi.
Qualche mese dopo averlo lasciato, capitò che ne parlassi a una amica. In chat dissi semplicemente “Non sapeva fare l’amore”.
Fu la prima volta che lessi e scrissi e pensai una cosa del genere.
Era vero. C’erano notevoli difficoltà pratiche che dissuadevano dallo stare insieme. Ma avrebbero potuto essere superate da pazienza, motivazione, convinzione…
Non era una persona cattiva. Era una persona di grande valore. Era solo completamente inadatto. Inadatto all’amore. E no, non c’era abbastanza tempo, pazienza e motivazione per educarlo.

Sapere fare l’amore rivela tutto.

Sapere fare l’amore apre all’intimità, alla complicità, alla gioia di stare insieme, alla voglia di stare insieme, alla capacità di capirsi e venirsi incontro.

Sapere fare l’amore sintetizza l’intesa di coppia, come sono veramente due persone dentro e come possono comunicare.

.–.–.

Sapere fare l’amore non vuol dire avere forza, resistenza e buona mira. Sorry, stiamo parlando di altro.

Un po’ di lessico fa comodo conoscerlo. Ma solo per verificare quale parola o espressione è più consona al momento, alla coppia, all’energia che caratterizza quella e quella sola coppia.
Meglio avere un po’ di risorse linguistiche per non farsi trovare impreparato. Ma l’amore è un altro tipo di linguaggio. Funziona con una sintassi tutta sua. Sempre nuova.

Amore è comunicazione. Sesso è l’espressione più intensa, penetrante e coinvolgente dell’amore, una comunicazione preziosissima, delicatissima.
La più intensa, la più preziosa. L’energia più elevata, l’energia più trasformativa. L’energia che fa girare il mondo, spostare le montagne e fiore la primavera, l’energia che fa sbocciare l’essere umano, che può rendere l’essere “umano”, pienamente umano e divino, dargli vita. L’energia più profonda, quella che ti scuote dentro, rivela le tue altezze e i tuoi abissi, ti fa crollare e ti rigenera. BENEDICE.

 

Due esseri non possono fare a meno di collidere e di tendere l’uno verso l’altro, di tendere a fondersi. È l’ineluttabilità del destino. Ma non è detto sia un destino fortunato. C’è sicuramente amore. Altrimenti non ci sarebbe stata apertura, scambio, riconoscimento, fiducia. Ma è frequente non sapere vivere questo amore. Non lo si sa contenere. Non lo si sa agire.
Troppa roba buona, troppa roba vera.
Non si sa fare l’amore.

Fare l’amore richiede molta forza: richiede la forza dell’amore.
Nel pieno delle correnti turbinose delle emozioni e dei sentimenti, esserci, stare. Farsele entrare negli occhi.

Non scappare. Sentire. Sentire amplificato per due. Essere in contatto. Avere il coraggio di sapere come sta l’altro, sapere chi è l’altro, sapere che cosa ci sta dando e che cosa gli stiamo dando, sapere come ci si sente a essere con l’altro. Guardarlo negli occhi, sentirlo nella pelle. Accoglierlo.
Comunicare con tutta la propria pelle e il proprio corpo.
Essere in sintonia. Seguirlo. Farsi seguire. Partecipare alle correnti, inaspettate, imprevedibili, delle emozioni e dei sentimenti.

Non ci vuole studio, non ci vuole talento. Non ci vuole necessariamente sudore. Basta esserci. Essere nudi. Inermi. Farsi prendere.

Capisco che per un uomo questo sia la cosa più difficile.
Non può fare affidamento su nessuna esperienza pregressa. Ogni donna è diversa. Certo le esperienze aiutano. Ma aiutano a sentire meglio il presente, a essere nel presente e essere in sintonia col presente, ad avere più risorse per avere una comunicazione più articolata, per potere essere più vicini. Nient’altro. Si è sempre vergini di fronte all’amore e così deve essere.

Una donna capirà quando stai applicando una “cosetta” imparata altrove (che non c’entra niente). E dentro di sé sorriderà (e sopporterà) e aspetterà che passi.  Magari lo stai facendo per farle piacere. Ma a lei del piacere non condiviso importa ben poco. Non è roba vera, non è roba autentica. Non c’è vita.

 

Comunicazione è ascolto. Come in ogni tipo di comunicazione, anche nel fare l’amore è l’ascolto la cosa più importante.
Ogni persona è unica. Ogni momento è unico. Ogni sensibilità è esigente. Richiede attenzione. Nessuno conosce se stesso prima di fare l’amore e nessuno conosce l’altro, è uno scoprirsi, un affidarsi. Con curiosità e con piacere. Il piacere di essere in contatto con l’altro.
Anche nella vita nessuno conosce se stesso e nessuno conosce l’altro.
è un continuo scoprirsi e crearsi, sempre unico e nuovo. Rivelarsi a se stessi e all’altro.
E lo si può fare solo con divertimento, in apertura.

Il piacere non è un baratto: un po’ a me un po’ a te. Questo lo faccio per te. Questo lo farai per me. Non so quale donna provi piacere sentendo che l’uomo lo sta facendo per lei e che in realtà si sta annoiando o sacrificando. È umiliante essere soccorsi a letto e ancora più umiliante sapere di non stare suscitando piacere. E viceversa per la donna non ha senso fare le cose in modo meccanico. Nessuno ama la meccanica, né da ricevere né da fare. Tutto ciò che si fa si fa mosse dal piacere dell’amore.

Ancora più triste è sentire che l’altro sta prendendo il proprio piacere a nostro discapito, sul nostro disagio o sul nostro dolore, nonostante le nostre lacrime. Alla noia si somma la mancanza di rispetto e qui vi assicuro che il ricordo resterà eterno, stampato molto nitido, e non giocherà a vostro favore.
Un uomo chiuso, che non è in grado di sentire il piacere e il dolore della propria compagna, avrà vita breve. Sarà lasciato perché non sa fare l’amore.

Sapere fare l’amore è tutto. Imposta e sviluppa lo scambio energetico che ci può essere a tutti i livelli, costruisce la gioia e la coesione di coppia.
Sapere fare l’amore rivela tutto. Rivela quanto riesci a essere in amore.
Non è una persona cattiva. Prova attrazione, ammirazione. È brillante, è affascinante. È anche gentile. Ma non sa vivere l’amore, non lo sa condividere. Non sa fare l’amore: non sa vivere in amore, non sa comunicare in sintonia, in tutti i momenti e gli ambiti dell’esistenza. Al risveglio, in bagno, in cucina, in metro, a cena, con gli amici… ci sarà sempre un momento in cui è freddo, chiuso e duro e sarà faticoso averci a che fare e sarà doloroso.
La chiusura è una tara genetica e una malattia e come tutte le malattie è lì per essere osservata amata attraversata curata e guarita. Ha solo bisogno di amore e dolcezza. A vagonate. Ma una donna deve essere davvero molto motivata per investire tempo ed energia sull’apertura di un uomo chiuso. Non è un lavoro facile, ed è gramo.

 

Un uomo che sta facendo l’amore è un uomo che propone e risponde e propone e risponde. Si tratta di un discorso che si crea e si crea in due. E’ una meraviglia condivisa. Che si scopre e si crea a poco a poco. È stare bene insieme. Non ci sono regole. Né tabù. Non è di divieti che si sta parlando, non è di bon ton, di convinzioni o convenzioni. Stiamo parlando di altro. Di ben altro.

Ogni persona è diversa e ogni persona sta bene in modo diverso. L’unica educazione, l’unica etichetta richiesta è esserci e essere in due, essere in contatto intimo e autentico con l’altro.
Questo e solo questo assicura, garantisce, il successo, l’amore.

Come nella vita, si va incontro all’altro, senza sapere che cosa ci aspetta, cosa o come fare.
Si è semplicemente in un posto bellissimo. Insieme.

 

 

 

Un uomo che non sa fare l’amore lo si lascia.
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*****
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Due idioti geniali
inciampano nell’amore,
spaccano l’incantesimo del destino
e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

 

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale. Dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni da lei create, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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