Sei aperto alla vita?

Sei aperto alla vita?

Sei aperto alla vita? 900 600 Silvia Pedri

Siamo oggetti atomici. Come del resto tutti gli oggetti che ci circondano. Siamo animali costituiti di carne, costituita da molecole, costituite da atomi. E l’atomo non è costituito da niente.

Mi spiego. L’atomo è costituito da materia all’1%. Il resto è niente. Il resto è spazio.
Ricordo che Il mio prof di scienze alle scuole medie una volta ci disse: “Se potessimo schiacciare quel palazzo lì che vedete fuori dalla finestra, togliere lo spazio da ogni atomo, occuperebbe il palmo di una mano“.

La materia è spazio, energia, spirito, come lo si vuol chiamare. E, essendo spazio al 99%, si suppone sia proprio quello a tenerla in piedi.

Verità paradossale e magica. 

Questa realtà concreta ci dà un immenso potere spirituale. Ci offre grandi opportunità e grandi responsabilità.  Lo spazio di cui siamo composti è nostro e solo nostro. Possiamo arredarlo. Dobbiamo prendercene cura.

Lo spazio di cui siamo composti è decisamente ambìto da demoni di ogni tipo, parassiti eterici e astrali, dal Sistema in cui viviamo e che noi stessi abbiamo creato con il suo feroce inquinamento morale, atmosferico, alimentare, elettromagnetico, dalle convinzioni, le ferite e i condizionamenti che ci vengono dall’esterno, dal karma, dal nostro albero genealogico. Lo spazio di cui siamo composti è sempre più occupato. È già occupato. Sarà pur nostro ma non è affatto in nostro potere.

La prima ma in realtà l’unica cosa da fare è liberarlo. Quando si pulisce un luogo naturale, il posto risplende di tutta la sua forza e lussureggiante naturale bellezza. È letteralmente pieno di Dio e in sintonia con  tutte le leggi della fisica e della metafisica conosciute e sconosciute. Armonia pura. Potere puro. Nell’amore.

Tolta la sporcizia non resta altro. Armonia pura. Esuberante Bellezza.

 


Questa è l’incrollabile fiducia che devi avere per vivere con consapevolezza, umiltà, attenzione sulla strada della crescita personale. È incrollabile perché è verità, verità ricavata dall’esperienza. E ti sosterrà perché dovrai avere fiducia in un cammino a volte doloroso e frustrante, emozionante e imprevedibile.

Eppure ci è chiesto, da noi stessi, di metterci in gioco. Di liberarci, di aprirci.

Ci sono, molte, buone ragioni per stare chiusi. Si possono riassumere con la battuta, per me poetica straziante e memorabile, di Stefano Accorsi, nel film “Radio freccia”: “Stai dentro. C’è un brutto mondo là fuori.” Chi potrebbe smentirlo!? C’è un brutto mondo. Sorvolando sulle gravissime crisi politiche e ambientali, c’è pieno di pazzi in giro. Di gente, infatti, con tutto il proprio spazio “posseduto” da demoni di ogni tipo. E non c’è da stupirsi. Tutti siamo pazzi. A volte geniali. A volte stremati dalle nostre fragilità o ossessioni. A volte non sappiamo neanche quello che facciamo. A volte non lo sappiamo neanche dopo averlo fatto, dopo giorni o anni. A questo livello di stordimento siamo arrivati. I pazzi certificati secondo me in genere stanno meglio.

Ma dipende tutto da noi appunto. Il brutto mondo è dentro. Non solo se dentro fossimo in armonia ci sarebbe, in conseguenza al nostro essere e al nostro agire, alla nostra energia, armonia anche fuori su tutto il pianeta. Questo è ovvio.
La cosa straordinaria è che noi possiamo essere armonia dentro ora. Nonostante le disarmonie dell’umanità. E che se noi diventiamo armonia anche il NOSTRO mondo, tutto ciò che ci circonda e riguarda, si setta sull’armonia. E, infine, la nostra pace e la nostra felicità condizionerà tutto il mondo a livello globale.

La nuova umanità la stiamo creando.

Ma la tua urgenza è creare te stesso. Essere ciò che ti meriti. 

Soprattutto, prima di tutto, noi smetteremo di soffrire, a causa di noi stessi, dei nostri condizionamenti, delle nostre ferite. È oggettivamente vero, il mondo diventa ogni giorno più inospitale, le sfide sono tante. Ma chi è sveglio e vuole vivere ha ogni giorno più opportunità per farlo, strumenti di qualsiasi tipo per farlo. E in questo modo le sfide sono al nostro servizio: ci rendono la vita difficile e ci permettono quindi trasformazioni ancora più grandi e decisive. Le supereremo. Coi muscoli che ci stiamo creando, andremo in un grande OLTRE.

Aprirsi alla vita significa essere curiosi, affamati e folli come diceva Steve Jobs, puri come colombe e prudenti come serpenti come diceva il Vangelo. Significa avere il coraggio di fare esperienze e di sentire, di amarsi e di ferirsi. Avere il coraggio di ascoltarsi e di dirsi la verità, sempre. Avere il coraggio di osservarsi. Avere il coraggio di chiedere aiuto. E sentire, in ogni cellula, la necessità e l’impellenza di liberarsi.

 

 

Anche la cellula si deve liberare. Devi fare un grande lavoro e paradossalmente non hai bisogno di niente: solo di aprirti all’aria, alla purezza del vento e del sole, della luce. È una trasformazione che parte dal corpo fisico e arriva al corpo fisico. La vera rivoluzione è lì, oggi. Nella materia. Aurobindo e Mère, negli anni 50, sono stati i pionieri di questa evoluzione della specie, sono stati i primi che se ne sono accorti e hanno cercato di guidare, scoprire, assecondare il processo.

Non abbiamo scelta: l’unica alternativa è l’estinzione. E questo è buono. Chi vuole vivere SA che crescere è la sua unica possibilità, il percorso da compiere ORA. È fisiologico. La fine dei tempi accelera la maturazione. O forse ne è la diretta conseguenza.

Non devi mettere dentro niente alla cellula, nessun mantra, nessuna nuova convinzione, nessun Dio, nessun insegnamento, nessuna luce artificiale. Devi solo liberarla: la luce naturale potrà scorrere.

E tu potrai essere te stesso, una versione sempre più libera e gioiosa di te, chiunque tu sia, qualunque sia la tua storia e il senso del tuo passaggio terreno.

Il lavoro, il grande lavoro, è solo spostare i massi di energia pesante che occupano lo spazio, l’immenso spazio di cui sei composto. Ci vuole tanta delicatezza, perseveranza, forza, coraggio e amore. Ma è il lavoro più importante per te, per il tuo futuro, per le tue vite future e passate, per le persone che ti circondano, per i rami dell’albero genealogico che ti hanno preceduto e che ti seguono, per la felicità e l’evoluzione della tua anima nell’aldilà e per la tua felicità ora. È l’unico lavoro che ha senso. Non dovresti curarti solo quando sei malato o moribondo. Allora qualsiasi cosa va bene per togliere i sintomi, anche un ulteriore avvelenamento. Devi essere padrone di te oggi e godere del dolce calore del Sole oggi e ogni giorno di più.

Tutte le terapie e le attività di un qualche valore sono tecniche di liberazione e danno in effetti un senso di liberazione.  Liberazione è apertura, vulnerabilità, espansione, sensibilità, piacere. Essere aperti, essere vivi.

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale. Dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni da lei create, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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