Gioco in casa, nel luogo della MIA Bellezza

Gioco in casa, nel luogo della MIA Bellezza

Gioco in casa, nel luogo della MIA Bellezza 1200 628 Silvia Pedri

Una volta sono andata a una festa organizzata da un mio ex. La sua nuova fiamma era proprio una fiamma. Bella bionda. O per lo meno bionda. Smalto e rossetto rosso fuoco. Di quei colori acidi, freddi. Leggenda vuole che una volta si fece i capelli rosa. Manco a dirlo, stava benissimo.

Io coi capelli rosa sarei la cugina povera e affamata dei vampiri di Twilight, quella dall’incarnato pallido e sbattuto, più grigino del loro, se esiste. E il rosso Ferrari mi fa sentire un manichino che porta un colore, non una donna illuminata da quel colore. È semplice. Quel colore non è portabile per me. Non ho la carrozzeria adatta.

Sono una Jaguar. Se esistesse, una Jaguar maculata. Colori caldi, morbidi, sfumati. So essere acida anch’io! Ma non nei vestiti. (E non so se questa è un’attenuante…)

Per tutta la vita ho corteggiato il fucsia. Ma niente, nessun successo. Ci ho anche provato con il rosa confetto. Perversioni pure, per me e il mio incarnato. E infatti…
Quando l’ho capito che mi stavo facendo del male, allora ho smesso. Non è stato facile. Ho dovuto buttare via mezzo guardaroba e tutte le convinzioni su chi credevo di essere (dark, pink, metal…). Ma ho detto basta. Se non sono ciò che credevo di volere o dovere essere, avanti, a noi! Vediamo chi sono!
Credevo di essere brillante, contrastata? Forse lo sono dentro! Ma per essere bella fuori quelle non sono le strategie giuste per me.

Nel gergo della consulenza d’immagine io sono una tipologia “autunno” e sono in armonia con me i colori autunno: sfumature calde, opache, scure.

E l’armonia è tutto. L’Armonia è la regola della Bellezza.
Si possono rompere le regole ma bisogna sapere bene quello che si sta facendo. Altrimenti passi semplicemente dall’eleganza più opulente (anche very low cost – e low cost non significa cheap) alla sciatteria più goffa.
Perché le cose sono due. Non puoi essere la persona giusta nel posto sbagliato. Puoi solo essere la persona sbagliata nel posto sbagliato oppure la persona sbagliata nel posto giusto. Fai un po’ tu…  
E intanto che ci pensi i tuoi vestiti e il tuo look  parlano di te. L’abito non fa il monaco. Gli abiti non fanno la donna bella. Gli abiti giusti la rendono però affascinante, unica, irresistibile. 

Io, alla festa del mio ex, ho scelto di essere la persona giusta. A prescindere.
Mi sono messa nei miei panni. E ho giocato in casa. Anche se era casa sua. Ho giocato la mia partita nel luogo della MIA Bellezza. Mi sono messa in sintonia con me stessa. Ad un certo punto (e a una certa età) non importa chi sono, a quali criteri rispondo. Importa che sono, e sono proprio quella cosa lì, quella cosa che sono nata per essere. E la riconosco, la rispetto, la sperimento, la valorizzo.

E non vi dico come è andata a finire alla festa.

Dico solo che quando il gioco si fa duro vince chi sa, vince chi conosce le cose come stanno, chi è consapevole delle cose che fa e, in ultima analisi, chi è consapevole di chi è.
Chi è consapevole di chi è, vince sempre.

Durante una consulenza di immagine alla quale ho partecipato a Milano (VirgoImage di Angela Bianchi) ho visto, coi miei occhi, muoversi il “classòmetro”. È così che ho inventato questa parola. Tanto era evidente. Potevamo regolare a nostro piacimento il quoziente di eleganza e di classe, e di classe sociale, variando i colori che le accostavamo al viso. Con i colori più in armonia con i suoi colori naturali, il classòmetro andava alle stelle. E lei passava da Kate studentessa di Belle Arti (non a caso “Middletone” tono medio e già tanto se medio) alla Principessa consorte del futuro erede al trono.

Con le forme di abiti adeguate alla forma del suo corpo e i colori adeguati ai suoi colori naturali, la cliente della consulenza d’immagine scalava, in circa un minuto e mezzo e poche decine di euro, tutti i gradini della scala sociale.
Bang. Classòmetro alle stelle!
Un Sogno.

Pensa come cambia il tuo modo di sentirti e come cambia il tuo modo di comunicare con gli altri. Non serve che tu apra bocca. Basta che tu sappia chi sei.
Chi sei veramente. Né meglio né peggio. Imperfetta come qualunque altra donna sul pianeta. Ma rispettata nel tuo valore.

Per quanto mi riguarda, io ho dovuto aggiornare la mia immagine. Cioè finalmente mi sono vista. Ho capito ad esempio perché mia mamma, fino a che non le ho legato mani e piedi, mi comprava vestiti di due taglie più grandi. Mi vedeva a modo suo. Forse come è lei. O forse come ero io. Ma ho dovuto aggiornarmi. Ho visto per la prima volta la tipologia particolare delle proporzioni delle varie parti del corpo. Adesso, se e quando le voglio valorizzare, amplificare o equilibrare, so come fare.
Adesso faccio lavorare i colori per me. Non sono io, Cenerentola, al loro servizio. Non li porto. Li indosso. Non porto in giro la loro luce. Permetto che mi illuminino.

E se voglio essere più aggressiva (o appariscente) non esito a utilizzare gli adeguati accorgimenti estetici.
Più acida, no. Mai. Quello mi è proprio proibito.

=D

Come diceva Steiner, “L’ italiano è chiamato a contemplare la Bellezza come una rivelazione del Divino.
E io direi anche a incarnare, manifestare, e a diffondere Bellezza.

C’è meraviglia e un particolare piacere sensoriale e spirituale nell’aprire gli occhi, nel vedere per la prima volta, nell’accorgersi della Bellezza e saperla poi per sempre riconoscere.

Esattamente come a lezione di canto mi sono accorta per la prima volta dell’effetto che faceva, per l’espressività di una canzone, un certo ritmo, un certo accostamento di suoni… cose che non sarei mai stata in grado di percepire da sola. 

Quasi come quando un amante ti accarezza e scopri che coi tuoi soli sensi non avresti mai percepito in quel modo le tue forme, non le avresti mai conosciute.

 

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Le brillanti consulenti di immagine che sono il mio punto di formazione e riferimento sono Angela Bianchi  (http://virgoimage.com/) ed Elisa Scagnetti (https://www.elisascagnetti.com/)

 

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NEWS
Puoi trovare il mio romanzo “Il Ragazzo che inseguiva i Sogni” a Milano, in edizione cartacea e con il 50% di sconto, nel locale più cool di Porta Romana, Hygge Square.
Per un regalo di natale bello e che fa bene!

Il ragazzo che inseguiva i sogni è uno. Ed è tutti noi, che inseguiamo le stelle a occhio nudo e piedi scalzi, inciampando e correndo, al ritmo del nostro cuore…
Non so se esiste la categoria “narrativa terapeutica scritta in seconda persona”.
Se esiste, questi racconti di formazione ne fanno parte.

 

 

 

Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale. Dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni da lei create, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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