Talenti e poteri magici… Tu cosa scegli?

Talenti e poteri magici… Tu cosa scegli?

Talenti e poteri magici… Tu cosa scegli? 1198 663 Silvia Pedri

Tutti parlano di valorizzare i talenti. Ma non sei mica obbligato.
Tutti dicono che la felicità è esprimere i propri talenti. Ma io non sono mica d’accordo.
A me i miei talenti non hanno mai portato nulla di buono (o quasi).
Chissà come sei messa tu.


Multitasking
Il multitasking è un talento squisitamente femminile. Il cervello delle donne è formato in modo da potere avere più connessioni e collegamenti, con più velocità, con più facilità. È un lusso che le donne si possono permettere. E lo pagano caro.
Il multitasking è, per ogni essere umano, un dispendio di energie enorme. Cambiare il focus dell’attenzione continuamente stanca, rallenta. Ma siccome le donne hanno il compito della gestione generale delle cose, in famiglia e spesso anche sul lavoro, e come lo sanno fare loro non lo sa fare nessuno, gli uomini lo fanno fare a loro. Per poi dire che il sesso maschile è più intelligente perché sa concentrarsi e portare a termine i compiti nel migliore dei modi. Meglio di come avrebbe fatto una donna. =D
Multitasking – Talento da usare con cautela. Non vedo perché rendersi la vita difficile.


Multipotentiality
La multipotenzialità è un talento che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi decenni. Le donne e gli uomini si sono presi il diritto di nutrire le loro curiosità, le loro passioni, i loro bisogni conoscitivi, creativi ed espressivi. E all’inizio la sensazione di smarrimento era forte. Non si ha più una identità definita, regolare, standard, e nemmeno irregolare: si è di tutto un po’. Poi qualcuno si è stufato di scusarsi col mondo e ha fatto il primo TEDTalk: “Ragazzi ma guardate che siamo forti. E c’è bisogno proprio di noi oggi!”
Sono d’accordo. In un mondo sempre più robotizzato, dove le competenze specifiche a poco a poco diventano sostituibili, c’è bisogno di esseri umani appassionati, coraggiosi, curiosi, sensibili, che coltivino prima di tutto la loro umanità. Persone che si prendano la briga di scoprire se stessi, le loro attitudini, i loro limiti e che spingano i loro limiti un po’ più in là. Persone che sul lavoro sappiano collegare competenze diverse. Questa è la creatività, così si creano cose nuove e utili. E il nuovo mondo ha bisogno di essere creato! Sia trasformato sia creato da zero.
Certo che nell’abbondanza ci sono anche tanti sprechi. Cose che sai fare e non farai mai. Non ne avrai semplicemente il tempo. Cose che non avrai mai la possibilità di portare all’eccellenza. È facile essere bravi se ci si consacra a una cosa sola.
Moltipotenziale non è un complimento di per sé. Bisogna sempre vedere che cosa ne fai dei tuoi potenziali. Come diceva Aristotele, dalla “potenza” all’ “atto” il salto è lungo.
E bisogna vedere se essere tante cose è un potere magico o una maledizione.

Sei padrona dei tuoi talenti?

Sei padrona del tuoi talenti? O loro spadroneggiano su di te?
Qui sta il punto. I tuoi talenti ti portano avanti, ti fanno camminare nel mondo, magari sopravvivere magari anche brillantemente. Ma ti portano dove vuoi tu?
Io ho tanti talenti che SCELGO di non usare. Alcuni sono preziose eredità da altre vite. Altri sono inclinazioni naturali date dalla mia costituzione energetica, emotiva e mentale.
Ne sono anche fiera. Ma non mi sento obbligata ad usarli.

Mi permetto di condividere con te solo alcuni esempi.
Ho talento per la danza. Ho talento per il disegno, la pittura e per la modellazione dell’argilla. Questi sicuramente vengono da altre vite. Mi sono accorta di averli perché, senza alcuna preparazione, in certe circostanze evidentemente in sintonia con me, ho creato cose notevoli. È stato naturale! Come per tutti i talenti naturali, la persona è soddisfatta ma non si rende conto della stranezza, dell’eccezionalità di quello che ha combinato. Fino a che non si guarda intorno e vede la differenza, fino a che qualcuno gli fa notare che “non è normale”.

Ecco, questo è un talento. E che me ne faccio?

Per quanto riguarda la danza, ero così convinta che fosse parte di me che presi a dedicarmici full time e quando non ricevetti feedback adeguati mi sentii offesa e umiliata. Non era quello il momento, forse non era quello il modo. In seguito, in altre occasioni, fui molto apprezzata. Allora sì, avrei potuto continuare. Ma per andare dove? La mia vita stava altrove…
Ho talento per le lingue straniere. In qualsiasi posto vada assorbo così pienamente le atmosfere, la cultura, la lingua del posto che non posso evitare di osservarne praticarne, amarne anche la lingua.
Da universitaria, ho trascorso l’ anno Erasmus in Inghilterra e, già che ero lì, verso la fine del mio soggiorno, ho conseguito il Proficiency, il più alto del Cambridge Certificates. Mi ero preparata, sì, avevo utilizzato i testi in commercio, ma non li ho studiati, li ho fatti una volta, come alcuni si divertono a fare la settimana enigmistica.

I tuoi talenti, come dicevo, sono i tuoi assi nella manica. Puoi contare su di loro per vivere o sopravvivere. In genere il tuo sviluppo professionale parte da lì, da quello che hai.
Io ho iniziato col fare traduzioni. Per agenzie e case editrici. Sono arrivata anche a tradurre un romanzo, dall’inglese, per Garzanti. Stavo lì, ferma alla scrivania, per ore e mi sembrava di impazzire. Avevo grande rispetto per la lingua letteraria e massima attenzione per i suoi significati e la sua musicalità. Ma soffrivo, mi annoiavo. Dopo cinque righe avevo capito come si faceva. Avrei dovuto farlo per 300 pagine!? Era troppo facile, tropo statico, troppo poco creativo. Stavo lì e mi riempivo di brufoli, sfogavo come potevo il mio fuoco. Anche un talento quando è troppo stroppia. =D
L’unica traduzione che mi appassionò fu quella di un libro per l’Associazione Psicanalitica Italiana, una raccolta di saggi di psicanalisti argentini: ognuno scriveva con un stile diverso e raccontava storie diverse… E io non sapevo nulla né di spagnolo né di psicanalisi. Fu la mia prima traduzione, l’evento piacevole che mi spinse a muovermi in quella direzione. Ebbi modo di pentirmene…

Puoi avere il talento di pulire la casa ma non devi realizzarlo per forza. Se non ti porta felicità.
Puoi avere il talento di fare l’amore. Ma non necessariamente farai la puttana. Se non ti va.
Tutti questi talenti sono le sfaccettature del diamante che sei. Non sono chi sei. Ti portano avanti. Non sempre ti portano dove vuoi tu, dove ti fa bene andare, dove puoi dare più frutto, dove puoi essere radiosa e rigogliosa.
I talenti sono ciò che puoi, non sono ciò che devi e non sempre sono ciò che vuoi.

 

 

Ho trovato nei miei archivi questo post che scrissi qualche anno fa ispirandomi a un mio amico:

Questo fatto che dove hai talento hai soddisfazione ed è la tua via è una convinzione che si presta anche …come strumento di manipolazione.
Ad esempio, tu hai superpoteri e superenergia e sei bravo in tantissime cose e ti presti in più cose, ti presti più che puoi in nome del lavoro che è sacro in nome del senso del dovere che è sacro in nome dell’amore che è sacro…  Ma c’è sacro e sacro! Io sono brava a pulire il bagno però posso fare di meglio, di più, e lo devo fare. Uno ha il diritto di stabilire priorità.
Ad esempio, per dirne una, tu sei bravo a tenere la contabilità del negozio dei tuoi. Ma sei bravo anche a creare oggetti materiali a partire da formule intellettuali e spirituali di geometria sacra che possono ribaltare la qualità dell’energia di una appartamento intero. Non solo sei bravo in questo, ma sei UNICO.
Uno può dire: “Hai talento per tante cose.” Quindi queste cose ti danno soddisfazione. Quindi falle!
L’altro può rispondere: “Fanculo.” :))


Che cosa ti porta la felicità (e ti conviene valorizzare ed esprimere)?

Io non lo so se in quello che amo fare e che faccio per piacere/lavoro, in cui mi identifico e che mi forma… non lo so se ci sono dei talenti. Sono tutte capacità che ho sviluppato in decenni di applicazione e molte frustrazioni. Non dovrebbe essere così un talento.

D’altra parte i talenti sono cose relative. In confronto a un abitante del pianeta Venere anche la voce e la musicalità di Ella Fitzgerald, la mamma storica del jazz, punto di riferimento per ogni cantante jazz e dintorni, appare una primitiva schifezza.
D’altra parte i talenti spesso li conosci solo quando li sviluppi. Si parte sempre dal tuo amore per il fare, dalla tua scelta di cosa fare.
D’altra parte chi se ne frega se hai talento o no.
Forse per le persone è tanto importante conoscere i propri talenti per tirarsi su di morale. In confronto alla media questo lo faccio con facilità. Guarda te che figo. Però!… su su dai dai.
Ma alla tua anima e alla tua felicità non interessa niente.

Non devi essere bravo rispetto agli altri, devi essere appagato rispetto a te.

Io faccio quello che faccio perché lo amo, credo in lui, ed è l’unica mia via di espressione. Punto. Se non ho talenti me li creo. E li porto agli standard che io sento giusti per me.

Hillman, il famoso psicanalista americano, faceva l’esempio della ghianda. Quella è la parte più sacra di te, ciò da cui si svilupperà il tuo vero Sé. Quella è la magia, naturale, del tuo essere. La ghianda conosce tutti i segreti per diventare quercia. Ci vuole pazienza. Ma lei sa dove portarti. È con lei che devi essere in contatto, talenti o meno!
Se sei in contatto con lei, che tu sia più o meno bravo e bello, sarai ciò che vuoi essere, ciò che è la tua vera natura, ciò che la tua anima, sottilmente, continuamente, ti sussurra.

Il segreto non è conoscere quello che puoi fare ma sapere quello che veramente fa per te. Il tuo (unico) potere magico è amare quello che fai, essere fedele alla tua verità profonda, unica e autentica. Questo ti darà il senso, la forza e la direzione. Una vita appagante. Non importa dove arrivi, non importa quanto ci metti. Importa quello che sei.

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CONSIGLIATO PER TE: Consulto astrologico

Conosci la tua bellezza?
Perché se non la vedi non puoi esserla.
Non ti sentirai e non sarai mai alla sua altezza.

Conosci il tuo grande potere?
Se non lo conosci, non puoi essere veramente e felicemente quello che sei.
Se non lo conosci, non sai come coltivare l’intero tuo potenziale affinché dia i frutti sperati.

Con la lettura della tua carta astrale posso guidarti nell’esplorazione di te stesso e accompagnare alla scoperta e all’armonizzazione di quello che sei. Scopriremo insieme come tradurre lo Spirito in Materia, il conflitto in pace e ricchezza. Scopriremo come puoi essere pienamente tu, unico e vero.

Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una pagina facebook con, nel 2019, più di 15.000 fan. Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

Tutti gli articoli di: Silvia Pedri