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Trasforma le tue ferite in…

Trasforma le tue ferite in…

Trasforma le tue ferite in… 1199 628 Silvia Pedri

Non si butta via niente. E le ferite sono le cose migliori che abbiamo.

Sono ciò che ci spinge a muoverci, crescere, rinnovarci, sperimentare, guarire.

Sono ciò che espande la nostra esperienza e la nostra coscienza, sono le rughe che ci rendono belle, le espressioni che ci rendono uniche. Sono il nostro sacro vissuto.
I Giapponesi ne hanno reverenziale rispetto. Una loro preziosa forma d’arte, il kintsugi, è un metodo di restauro che evidenzia e valorizza crepe e rotture riempiendole di oro fuso. Sono loro la autentica bellezza dell’opera. La vita in se stessa è Bellezza.

Le nostre ferite sono un patrimonio che vale oro. Eppure ce ne vogliamo liberare. E abbiamo ragione. La ferita segna un confine, invalicabile se non attraversando una striscia di dolore, a volte insopportabile. la ferita ci limita e blocca, ci mutila. Vale oro perché indica il luogo del nostro tesoro: al di là di loro, il superamento, la guarigione. Abbiamo accumulato tanta energia a stare fermi che liberandola andremo lontano, e nella direzione che conosciamo meglio dove siamo più sensibili e creativi, dove abbiamo vissuto di più.

Guarire! Che cosa significa? Come si fa a guarire?

Ci si trasforma. Si trasforma tutto in risorsa. Si evolve per essere sempre più noi stessi, centrati nella nostra natura, fedeli alla nostra natura, radiosi e rigogliosi. Il nostro intero essere si trasforma e si plasma, tutta la vita, per riabbracciare la sua più pura essenza.

Le ferite lo limitano ma gli insegnano ad amare, se stesso e i propri simili, con compassione, comprensione, delicatezza. Le ferite li limitano e lo spronano. Lo spronano a non temere il dolore, ad attraversarlo, perché in quei territori sconosciuti al di là di esso risiede. Le ferite vanno convertite. L’oro va riscattato e utilizzato finalmente come moneta sonante, energia propulsiva, pratica e concreta al servizio della crescita.

 

Trasforma le ferite in potere.

Avendo una formazione, in questa e in altre vite, sciamanica, ho sempre pensato che le ferite si potessero e dovessero trasformare in potere. “Potere di”, non “potere su”, ovviamente: in combustibile per essere se stessi, non in stupide e vane prevaricazioni. Questo è il gergo e la mentalità sciamanica. Il serpente porta in sé il veleno, qualcosa di amaro e terribile, doloroso, mortifero. Ne è intriso. Ma è quello il suo potere, la sua arma segreta, il suo asso nella manica, il suo strumento di sopravvivenza e di vittoria. Così come nella natura tutto è prezioso, nulla si perde e tutto si trasforma. La natura insegna questo. E anche per l’uomo funziona. Vige una fisiologica legge di compensazione. Davvero la ferita è una rincorsa per il successo. Chi da piccolo ha subito il trauma dell’umiliazione della povertà da grande convertirà il suo dolore in energia, con intensità proporzionale all’entità del trauma, e nulla e nessuno lo potrà fermare nel suo proposito di riscattarsi. Le biografie dei miliardari offrono tanti vari esempi.
Forse questo vale anche per te, per qualche aspetto della tua vita.
Per quanto mi riguarda, io ho notato che molte volte i miei buchi e i miei disagi hanno prodotto e sostenuto una motivazione tale che davvero sono andata al di là dei miei limiti e ho scoperto nuovi mondi interiori ed esteriori. Ho fatto il passo più lungo della gamba, sono inciampata più volte, ma sono cresciuta in altezza. Ho rischiato tanto ma avevo ben poco da perdere. Per uscire dai miei limiti sono entrata in mondi incredibili.

Eppure la mia breve vita fatta di lunghe ferite mi ha permesso di notare anche un’altra cosa. La Natura, il Cielo e la Terra, seguono anche un’altra legge, che è quella dell’Armonia.


Trasforma le ferite in preghiera.

Einstein diceva, cito a mente, che non si può risolvere un problema stando nello stesso luogo dove il problema si è creato.

L’evoluzione è una spirale non un pendolo.

Un pendolo può agitarsi forsennatamente o violentemente ma oscillerà sempre tra due realtà estreme, simbiotiche, speculari, fuori centro. Un povero stronzo arrabbiato diventerà un ricco stronzo arrabbiato. E non sarà più felice. Né più libero. Avrà solo spostato i suoi buchi e creato nuovi squilibri.

Ognuno ha le sue ferite. Chi reagisce non si sposta dal luogo del problema, a volte addirittura lo amplifica. Chi agisce, invece, può salvarsi.

Che cosa significa agire?

Significa…

1. Assumersi la responsabilità del proprio destino, farsene carico, e sapere che è un destino di evoluzione, come quello di ogni anima incarnata, e quindi significa agire in nome dell’evoluzione, per l’evoluzione. La liberazione non è altro che evoluzione, personale e della specie.

2. Accettare la realtà che ci appartiene. A volte è deforme, squisitamente paranoica. Se lo vediamo, ne siamo già mezzi fuori. Ne soffriremo ma non ne saremo schiavi, non marionette. Se accettiamo di procedere, nel luogo della libertà, con a fianco (o davanti agli occhi, anche) la nostra Ombra, e succeda quel che succeda, saremo ogni giorno più liberi. Conosciamo i nostri limiti. Non abbiamo paura di frequentarli. Sappiamo però che possiamo aspirare anche a qualcosa di più. Non abbiamo attaccamenti, siamo pronti alle cose brutte come alle cose belle. Non abbiamo aspettative ma siamo aperti, e grati per tutto ciò che ci arriva. Non ci facciamo illusioni ma sperimentiamo ogni giorno un passetto oltre noi stessi… Smetti di fuggire. Smetti di combattere, arrenditi alla tua Ombra, è parte di te. Insieme affrontate l’avventura della vita.

3. Questo atteggiamento di accoglienza comprensione compassione distacco e accettazione è di per sé sacro. Prendi tutto il tuo dolore, così com’è. All’inizio fa paura ma non può niente contro di te, non ha potere su una persona lucida, umile e di buona volontà. E tu non puoi nulla contro di lui. E’ il tuo bambino ferito, sono le tue lezioni da sviluppare. Non meritano ostilità, sono venuti in pace, per te, per farti a crescere, per portarti a Dio.

4. La tua ricerca ti conduce alla soglia di quelle Porte. E quelle porte inizieranno a socchiudersi quando smetterai sia di fuggire (distrarti, confortarti…)  sia di combattere (ostinarti, irrigidirti, non percepire più te stesso ma sono la tua forza fuori controllo), sia di lamentarti (impigriti giustificato dall’atteggiamento di rinuncia, la cosa più contraria alla vita che esiste).
La ricerca pare infinita, attraverso estenuanti esperienze di trasformazione. In ogni sua parte, è una ricerca meravigliosa e utilissima, è ciò che rende ricca e vasta la tua vita. Ma percorsi tanto lunghi portano a verità semplicissime, riportano a se stessi. Il segreto è il silenzio.
Il segreto è la resa come fosse un offerta a Dio. Da qui avviene il reset tanto desiderato. Da lì riparti. E può essere tutto nuovo o tutto vecchio ma non ti importerà nulla perché hai capito e vedi quanta luce e quanto colore brillano oltre la tua ombra: il mondo è diverso, tu sei diverso.
Offri le tue ferite affinché si trasformino, in qualcosa di buono, di bello, felice, di amorevole, in qualcosa che ancora non sai e non puoi sapere. Una forza superiore, che può penetrarti solo se stai in silenzio fisico emotivo e mentale, si occuperà di loro. E a poco a poco le smaltirai, le mangerai, le digerirai, ne assimilerai solo la poesia, la dolcezza, la saggezza, ne comprenderai il potere, mentre tutte le scorie, a poco a poco, verranno smaltite, scaricate.  E in questo nuovo Spazio si manifesterà la tua Libertà.

5. E continuerai a vivere in QUESTO flusso, dove tutto è rischio, sperimentazioni, curiosità e meraviglia. Dono. Dove hai paura ma sei sostenuto dalla Vita stessa, di cui fai pienamente parte e ora lo sai e sperimenti ogni giorno, che non ti abbandonerà mai e che non ti ha mai abbandonato.

 

 

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una pagina facebook con, nel 2019, più di 15.000 fan. Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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