Ti tengono d’occhio

Ti tengono d’occhio

Ti tengono d’occhio 1200 628 Silvia Pedri

Non va bene. E non va bene per una ragione molto tecnica molto pratica e molto devastante.

Non va bene essere sempre sotto i riflettori. Non va bene che non esista più la differenza tra persona e personaggio tra sfera privata e pubblica.
Non va bene, soprattutto, condividere le proprie esperienze MENTRE LE SI STA FACENDO.
Non va bene essere sempre quel personaggio lì, confermato e rafforzato da come ti vedono gli altri.
Non va bene essere costantemente in mondovisione, manco fossi il festival di Sanremo.
Non va bene perché ti impedisce di crescere. Punto. Farti vedere ti impedisce di essere. Di essere te stessa: sempre nuove te stesse.
Sei costretto/a a recitare. Ma recitare sempre uno e uno stesso personaggio. Che non sei sicuro/a nemmeno di esserti scelto autonomamente…

Un tempo questa malattia sociale non esisteva. Esisteva, sì, il villaggio, i vicini di casa, i conoscenti e i parenti, la piazza, gli amici di vecchia data, i nonni con aspettative, i pettegoli al bar… tutto questo limitava il tuo sviluppo. Lo condizionava. Se cambiavi di tanto così gli amici restavano delusi, facevano i capricci: volevano il tuo io vecchio, sempre uguale, rassicurante, con il quale sapevano che potevano divertirsi. E se sperimentavi, se osavi, se avevi una curiosità nuova, i nonni con aspettative ti rimproveravano e i pettegoli al bar ti ostracizzavano. Se perseveravi nell’essere “diverso” l’intera comunità ti escludeva, ti bruciava. Dovevi scappare. È successo. Oggi la situazione è molto più grave.
Ora non sei più libero di fare niente, momento per momento, giorno dopo giorno. Sei sotto i riflettori, sotto osservazione. Ti ci sei messo tu e sembra pure ti piaccia.

Stare sempre sotto osservazione

Non è cosa da poco. Hai una immagine da mantenere. 
Non che tu sia un personaggio importante. Non sei nessuno esattamente come non eri nessuno al tuo villaggio (o meglio, al tuo villaggio non eri Qualcuno ma qualcuno eri).
Ma hai lo stesso un personaggio. Sei un personaggio. Anche se fosse solo la tua persona.
Peggio ancora se sei un solo personaggio, un personaggio solo intendo, se sei “coerente” e “vero”, se sei sempre te stesso.
Non hai margine di movimento, di cambiamento, di esperienza, di curiosità. Se cambi perdi il posto. Non ti riconoscono più. Non rispondi più alle aspettative altrui, non corrispondi più a te stesso. Non ti seguono più, non ti vogliono più. Sei fuori. Da tutto. Per sempre.
Non ti guadagni neanche più la pagnotta. Se non sei un “personal brand” non hai “coerenza”, “credibilità”, “affidabilità”, “riconoscibilità”. Non ti comprano. Non ti vedono. Passano oltre.
Non sai neanche come ci sei finito in questa trappola. Così fan tutti… Forse non c’è scelta. Così si fa.

 

Castaneda , lo sciamano più cool (e geniale) degli ultimi due secoli, parlava di distruggere la storia personale, il passato. Parlava di essere liberi dalla propria importanza personale, dall’ossessione dell’attenzione su se stessi e dall’ossessiva attenzione degli altri su di noi che ci tiene fissati in modalità sempre uguali.
Essere liberi di crescere, di sbagliare, di imparare, di cambiare, di essere, di essere parti di sé, di essere nuovi, di essere diversi, di essere tanti. Liberi di apprendere nuovi linguaggi, liberi di conoscere se stessi e il mondo. Fluire fluidamente in questo mirabolante universo di possibilità pressoché infinite. Vivere con pienezza.
Per poterlo fare la condizione essenziale è l’agilità energetica data dalla libertà dall’importanza personale e dai condizionamenti altrui.
La preoccupazione per il giudizio non solo rende lenti e goffi ma brucia, consuma, rende privi di energie, impossibilitati ad andare oltre ciò che non sia routine mentale o fisica.

Da quando Castaneda negli Anni Sessanta del secolo scorso, ha reso pubblico lo spirito degli insegnamenti dello Sciamanesimo messicano o Tolteco, il mondo è andato esattamente nella direzione opposta. Questi insegnamenti sono sempre più urgenti e attuali e sempre più fuori moda. Il motivo è semplice: sono impraticabili.

Chiunque faccia un viaggio o una esperienza di un solo passo diverso dal solito lo condivide sul web.
Ne è troppo fiero per poterne tacere. Lo devono sapere tutti. E così ogni passo oltre il conformismo viene ricondotto al conformismo.
Sei sempre la stessa voce narrante per sempre il medesimo pubblico. Pubblico che per dare un po’ di calore deve essere il più possibile vasto il più possibile celebrativo o partecipativo. Ti deve dare conferma che tu continui a piacere perché sei sempre quello che gli altri si aspettano che tu sia, ti deve rassicurare e dare conferma che tu esisti, che tu vali, in moneta corrente contemporanea, e che sei sempre la medesima persona. Giorno dopo giorno.
Poi muori.
Hai fatto una vita da palcoscenico. Primo attore o comparsa. Poco importa. Alla tua importanza personale importa moltissimo ovviamente. Ai fini della tua crescita personale, della maturazione, evoluzione, ampliamento, libertà, felicità del tuo IO, della tua personalità e della tua anima, poco importa. Sei in ogni caso un attore tragico, un personaggio che per tutta la vita è stato costretto a rimanere sempre uguale a se stesso, che gli piacesse o meno.
E dire che, se ce ne si accorge, scegliere si può. 
Si può scegliere di uscire dai tranelli.

Stare sempre sotto i riflettori - Social Media

L’antidoto a questa malattia sociale, che divora la vita come un grande nulla che si propaga a macchia d’olio, è un po’ più di riservatezza.
Io sono contenta di spiare la tua vita dal web. A volte è anche interessante (a volte). Davvero l’antropologo, il sociologo, lo psicologo, perfino l’esoterista, che c’è in me godono. Ma tu non sei tenuto a sacrificarti per me in questo modo. Posso anche non sapere se ti incontri con la tua amica americana o se stai seguendo un seminario a Ibiza se vuoi tanto bene a tua zia o se hai trascorso un pomeriggio in spiaggia a Varigotti con il tuo cane o come procede la malattia di mamma. Non sono tenuta a saperlo. È anzi molto toccante e parecchio imbarazzante per me saperlo. 
Se si tratta di incontri ed esperienze intense daranno in te i loro frutti e non potrò fare a meno di goderne. Il mondo intero è assetato di frutti succosi! Ma non devi avere fretta di produrre frutti.
La crescita interiore non è schiava delle performances esteriori.
Potresti ricevere doni grandiosi dalle tue esperienze di vita e questi doni grandiosi potrebbero non essere mai visibili pubblicamente perché riguardano appunto la tua vita, i tuoi affetti, la tua realizzazione personale. E la vita è cosa privata non pubblica. La vita è tanta roba che non si vede. Oggi è il primo momento della storia dell’umanità in cui è normale che ogni vita sia pubblica. Ma questa lente deforma, distorce ogni cosa, ogni esperienza, ogni comunicazione. Poi, se avrai qualcosa di bello, lo condividerai, se sarà opportuno, per il bene comune. Ma intanto non devi dimostrare niente a nessuno, solo essere felice. Essere felice. Non dimostrare di esserlo per averne conferma. E lo sei soprattutto se nessuno lo vede. Lo sei soprattutto privatamente e autenticamente.
La crescita segue i suoi flussi, personali, misteriosi, naturali, necessari. Ma hai vissuto. Questo, SOLO questo conta. Hai vissuto libero, andando incontro NUDO alle esperienze, andandoci solo tu e te, non tu e il mondo alle calcagna. Non sei agli arresti domiciliari, un personaggio sotto osservazione. 
Non sei un personaggio, non sei un solo personaggio, un personaggio solo intendo. Hai tutto il diritto, il dovere e il piacere di essere mille personaggi, all’occorrenza. Hai tutto il diritto di permetterti di stupirti.
L’unica cosa che conta nella tua vita è che vivi la tua vita non che la racconti non che gli altri ti dicano bravo o che ti invidino o che ti vedano o che ti desiderino… Tanto l’attenzione degli altri conta poco. È roba fredda. E’ roba che dura il tempo un clic. Gli altri, tutti gli altri intorno, direbbe Castaneda, sono essenzialmente concentrati su se stessi, sulla loro importanza personale. 😉
Le conseguenze pubbliche della tua vita non ti riguardano, a meno che tu non sia un politico, responsabile e rappresentante della “cosa pubblica”.

Ogni esperienza è sacra e non va toccata, è delicata, va onorata e rispettata, non contaminata, è unica, non riducibile a performances seriali. Ogni esperienza di vita è cosa talmente sacra che al suo viverla con purezza e abbandono andrebbe sacrificato tutto.
E dire che basta sacrificare solo una piccolissima cosa: la visibilità MENTRE LA SI STA FACENDO.
Stanne fuori, fuori dalla rete social, fuori dalla rete di ragno che limita i tuoi movimenti e ti rende un replicante e non un essere umano della Nuova Umanità.

 

“Sono stufo sempre della solita minestra. Io voglio esplorare il mondo, voglio guardare la tv con un altro fuso orario, voglio girare in centri commerciali strani ed esotici.”
(Homer Simpson)

 

 

Sapevi che in Italia vive e opera un autentico sciamano tolteco, un italiano formato per dieci anni in Messico da un lignaggio parallelo a quello di Castaneda? 
Io l’ho scoperto recentemente e ho partecipato a un corso intensivo. È stata una esperienza mirabolante. Inenarrabile, indescrivibile. E non la descriverò, né mentre né dopo. Ma ti garantisco la qualità e l’accessibilità di questi insegnamenti, necessari ogni giorno di più. VAI A > Nagualismo – Sciamenismo tolteco nella pratica quotidiana

 

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Conosco un posto pieno di vita…

C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una pagina facebook con, nel 2019, più di 15.000 fan. Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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