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Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore – PT2

Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore – PT2

Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore – PT2 1196 632 Silvia Pedri

Questo articolo è la seconda parte di “Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore“. Se non l’hai ancora fatto, dedica cinque minuti alla sua lettura.

Come si superano gli obiettivi?
Per superare un obiettivo, prima di tutto bisogna porsi un obiettivo realistico e vicino. Cose che si possono fare e soprattutto che si vogliono fare, tappe del proprio percorso di vita, che possono rappresentare sfide divertenti, creative, da soli o in compagnia, che possono dare soddisfazione. Una formazione. Un viaggio. Qualcosa che non ho mai fatto e mi apre nuovi orizzonti, per lo meno dentro di me.
“Realistico” è qualsiasi obiettivo che appartiene alla tua realtà, alle tue aspirazioni, ai tuoi valori, ai tuoi desideri, ai tuoi talenti, alla tua preparazione. 
“Vicino” è qualsiasi obiettivo che compromette il tuo futuro prossimo, il tuo potere di influenza attuale. Infatti, se è possibile avere chiara la direzione del cammino della propria vita, se è possibile percepirne il senso, è impossibile prevederne gli sviluppi. Non puoi vedere, da qui, le svolte, le curve della strada, i gradini o i tipi di selciato, i tipi di panorami, i bivi e le nuove opportunità, né le tue nuove capacità e aspirazioni. Se tu potessi, significherebbe che non ci sarebbe alcuna sorpresa, alcuna crescita, di fatto, alcun cambiamento.
Cerca di conoscere il cosa ma resta aperto nei confronti del come. Il tuo Io futuro è più grande di te ora. Lasciati libero di crescere!

Come si superano gli obiettivi? Facendo. Essendo. Preparandosi. Essendo pronti.
Anche qui si tratta di una danza tra stringere e lasciare andare, tra impegno e fiducia, essere sintonizzati nel tempo futuro e non perdere il ritmo del presente.
Agli obiettivi si arriva passo dopo passo, tappa dopo tappa. Si formula l’obiettivo. Ci si insemina con l’idea, il proposito, l’entusiasmo. Si innaffia il seme e si coltiva il germoglio, ci si coltiva, ci si forma, si provvede a ciò che ci serve dentro e fuori di noi. Ci si prova. E poi si lascia che sia. Ci si rende disponibili affinché sia. 
E poi sia quel che sia! 
È solo una tappa del tuo Cammino. Sono sicura che non compromette la tua vita né quella di nessun altro. 
Un obiettivo è solo una tappa del tuo Cammino. Per questo mi piace dire che “si supera” non che “si consegue”. Vai oltre. Ti godi la preparazione, il superamento dell’obiettivo, e soprattutto ti godi il Cammino, il Camminare.
Per motivi misteriosi, ho talento per fare la modella di me stessa. E va bene. Usiamolo. Ogni shooting ha almeno qualcosa di molto buono o molto interessante.
Ma come è avvenuto questo ultimo shooting? Come avvengono tutti? Attraverso una serie di coincidenze e di contrattempi, di volontà, di resistenze, di attenzioni e di disattenzioni, di fiuto e di audacia. È andato perché c’erano le energie giuste. Io ho fatto ben poco. 
Quando qualcosa si realizza, risponde sempre a una dinamica che appare magica e misteriosa e invece è la consuetudine della realtà che ci circonda. 
C’è qualcosa che SI CREA se solo gli è possibile. Quasi come se si creasse da solo…
1) Ci sono le energie adatte alla manifestazione (magari le abbiamo coltivate a lungo e/o è buon karma)
2) Siamo disponibili a farle manifestare
3) Si manifestano.

Il problema è che non sai se hai talento e se il tuo talento è maturo. Non lo sai finché non lo metti alla prova, finché, a torto o a ragione, non gli dai fiducia e ti butti nell’impresa. Allora permetterai all’energia di fluire. Allora rileverai dove ancora sei carente. Allora avrai la gioia di applicarti ancora di più e meglio in quello che ti piace per permettergli un livello di espressione superiore.

Confondere Fare con Essere: perché è un errore

Come si elimina l’angoscia?
Come abbiamo visto, bisogna lasciare essere la vita, lasciarla fluire. Se SIAMO in sintonia con noi stessi, siamo in sintonia anche con gli altri, con la vita intera, col nostro destino o col destino che ci creiamo e col contributo che possiamo portare al mondo. Se SIAMO, saremo sempre di più. Se STIAMO bene, il nostro benessere può crescere. E crescerà. La Vita vuole stare bene e vuole crescere, non ama le tensioni e le forzature, ama la Bellezza, l’Armonia e la Pienezza del presente. 
In tutto questo c’è beatitudine, in tutto questo non c’è spazio per angoscia, ansia… Ci possiamo concedere un po’ di preoccupazione ma giusto quel tanto cioè quel poco per non perdere l’abitudine 😀 per non smarrirci fuori dal nostro vecchio Io. In fondo le decisioni, su cosa e come pensare, sentire e fare, spettano a noi.

Ma la regola aurea è che se siamo noi stessi siamo nel posto giusto. Possiamo respirare. Rilassarci. Tutto andrà bene o per il meglio, verso il bene. Possiamo respirare. E anche apprezzare i profumi dell’aria. C’è beatitudine non angoscia. Nessun luogo da raggiungere. Siamo sulla strada, nel luogo migliore per noi, e più entusiasmante. Nessun luogo da raggiungere. Nessuno standard da rispettare. I nostri standard li mettiamo noi. Siamo noi.

La nostra società oscilla tra l’angoscia di fare, non fare mai abbastanza, non fare mai abbastanza bene, e l’angoscia di essere, non essere mai abbastanza, non essere all’altezza, non essere sufficientemente conformi, non essere sufficientemente dif-formi, cool, fuori dagli schemi. 
La nostra società ha perso il suo centro. Ha smarrito il senso, il cuore. 
Ci ha reso automi, carne da lavoro, non ci vuole rose profumate. Non gli interessa che coltiviamo il nostro giardino e diventiamo persone migliori, più felici. Si fonda sul confronto e la competizione e crea individui infelici. 
Nessuno può essere all’altezza di standard esterni a lui. Non sono i suoi, non sono su misura per lui: non lo riguardano. Giustamente, deve starne fuori.
L’angoscia emerge quando perseguiamo desideri che non risuonano con le note delle corde dei nostri cuori, quando perseguiamo desideri, obiettivi, modi di essere non nostri. 
L’angoscia, il disagio psichico e le malattie fisiche emergono quando seguiamo il rumore esterno invece che la nostra, sottile, voce interiore, quando seguiamo le infinite autorità esterne invece che la nostra, profonda, individuale, autorità. Non amiamo noi stessi e non amiamo la vita e non ce ne prendiamo cura. Calpestiamo il nostro tesoro facendoci calpestare da conformismi e condizionamenti.

Farsi strada nella vita invece dovrebbe essere facile e agevole. Passo dopo passo. Perché la Strada siamo noi.

Questo articolo è la seconda parte di “Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore“. Se non l’hai ancora fatto, dedica cinque minuti alla sua lettura.

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una pagina facebook con, nel 2019, più di 15.000 fan. Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

Tutti gli articoli di: Silvia Pedri