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Chi lo vuole l’Uomo (dolce e) Forte? Tu lo vuoi? Io fino a ieri…

Chi lo vuole l’Uomo (dolce e) Forte? Tu lo vuoi? Io fino a ieri…

Chi lo vuole l’Uomo (dolce e) Forte? Tu lo vuoi? Io fino a ieri… 568 387 Silvia Pedri

Dove è finito l’Uomo Forte?” Ricordo che ci chiedevamo, una decina di anni fa, durante la formazione in Costellazioni Familiari, tra le prime in Italia, organizzata dall’amato e compianto Attilio Piazza.
 Ora non se lo chiede più nessuno. Non interessa più a nessuno. Nessuno lo vuole l’uomo forte. Non è definitivamente andato in estinzione. Esiste. Ma non è più apprezzato. Di questi tempi, meglio stia nascosto, nasconda la sua forza, la renda obliqua, si castri. O almeno sia transgender. Metrosexual, asexual, polisexual, prepubere. Ma non maschio. Il maschio non lo vogliamo più.

Ne abbiamo piene le palle, noi donne piene di testosterone. E abbiamo ragione. Essere donne è stato un inferno, ci ha sfigurate. Siamo ancora troppo traumatizzate.
Il corpo della donna è una entità ricettiva. Assorbe e conserva. È pieno di ferite: le confusioni, gli inganni, le umiliazioni, le manipolazioni di questa vita, gli abusi, le molestie, le violenze di altre vite, di altri tempi, le proprie, quelle delle proprie antenate, tutte le forme-pensiero, i ricordi, le paure, gli orrori visti e quelli subiti in più di due millenni di patriarcato. Il potere della donna è stato sempre riconosciuto, da tutte le culture, pagane, religiose e sciamaniche, temibile, più completo rispetto a quello dell’uomo, con maggiori capacità creative e trasformative e maggiore determinazione. Ne abbiamo abusato durante il matriarcato. Ne abbiamo scontato il karma negativo durante il patriarcato. In questi ultimi decenni abbiamo rivendicato, reclamato a gran voce, l’equilibrio. Ci hanno preso in giro facendoci sentire una minoranza sociale superflua, buona a pulire i calzini e a soddisfare i bisogni e le voglie degli uomini, fino al 1946 (in Italia) senza diritto di parola e di voto, ufficialmente paria, regine del focolare celebrate l’8 marzo, ancora oggi obbligate a combattere per ottenere, si spera presto, pari opportunità. Una assurdità e una vergogna per questa società cosiddetta civilizzata, una società ancora zoppa e monca.
In questi ultimi anni, le ferite accumulate in millenni si aprono per finalmente pulirsi e il mondo trema allo scoperchiarsi di tali e tanti orrori di ordinaria follia. Tutto il pianeta trema. Gli uomini tremano minacciati da una legislazione ansiosa di rimediare alle ingiustizie. Nei paesi latini, quelli di tradizione più maschilista, le denunce per molestia non sono praticamente inappellabili e i padri separati rischiano di non avere alcun diritto sui figli. Le donne tremano per paura e rabbia, fremono di aggressività. Vedono sessismi ovunque, bannano ogni discussione tacciandola di manipolazione e sopraffazione, e non sanno più distinguere la forza dalla brutalità, la gentilezza dalla debolezza. Per non sbagliare, inconsciamente, marchiate da tanta violenza, scelgono la debolezza. E sbagliano. L’uomo debole è smarrito, incerto, insicuro, schiavo di paure e vigliaccherie, inevitabilmente e involontariamente assente, narcisista, egoista, crudele. Di certo incapace di amare. E incapace di riconoscerlo.

Chi vuole l'uomo Forte?

Del resto, la Forza è impegnativa. Non è mai piaciuta a nessuno. Quale uomo ha mai desiderato una Donna Forte, una donna capace di intendere e di volere, desiderosa di creare, sentire, condividere, esprimersi? Troppa roba davvero per l’uomo comune degli ultimi millenni! Ancora oggi, ancora nelle ultime generazioni di adulti, senti confessare che tra una intelligente e una ingenua sceglierebbero l’ingenua. Bella o meno non è poi così rilevante. Ma è essenziale che non sia troppo impegnativa, che non metta troppo in discussione. Non può essere troppo stimolante e nemmeno ispirante. Le Muse non sono Mogli. L’uomo è un essere semplice che ha bisogno di cose semplici, tranquille, rassicuranti. O una mamma o una figlia.

Inoltre, è insito nella biologia amare ciò che è piccolo. È facile, è comodo. È una tentazione troppo forte. Anche avendo le migliori intenzioni. Uomini di potere, anche piccolo potere, intellettuale o sociale, si affiancano a donne felici e fiere di essere “la donna di”. Entrambi, sia uomini sia donne di questo tipo, sono esseri umani parziali, non interi, non fieri di essere se stessi. Non sono niente e lo sanno e non fanno una piega. E instaurano una rapporto di reciproco parassitaggio, buono e bello finché dura. E in genere dura poco. Perché gli esseri umani sono creature libere, fatte per “essere” non per “essere sottomesse”, fatte per “essere” non per “essere opportuniste”.

Raramente un essere umano forte ha cercato un altro essere umano forte. Perché chi è concentrato sulla propria crescita non riesce anche a concentrarsi sulle necessità altrui, a rispettare onorare la crescita altrui, a integrare la propria bellezza e le proprie ambizioni con quelle di un altro essere umano. Raramente si sono visti insieme due esseri umani interi.

E questa epoca attuale incentrata sulla crescita economica, sociale, personale, spirituale… raccoglie i venti americani che soffiano sul fuoco di un individualismo esasperato e si specchia nelle proprie acque come nel mito di Narciso con la differenza che queste acque sono sempre più torbide e confuse e nessuno ci capisce più niente. In una società narcisista chi è sano è narcisista. E accusa l’altro dell’imperdonabile delitto di essere narcisista.

Ma l’abbiamo chiesto. Non volevamo altro. Non volevamo l’uomo forte. Volevamo il bambino. Era comodo da amare, bello, puro, irresistibile da amare. Era come noi. Gli stessi strilli di bambino ferito, umiliato e offeso dalla vita e ansioso di vivere, esuberante di poesia e talento. Era tenero, ci suscitava amore, chiedeva amore, ci permetteva di produrre e condividere amore. Ci faceva sentire uniche, importanti, necessarie, indispensabili, potenti. Ci faceva sentire mamme e ci faceva sentire bimbe, sorelle, amiche, amanti. Ci mandava alle Stelle! Ma era tutta una illusione. Cercavamo conferme in un individuo che cercava solo conferme. Cercavamo controllo e finivamo per essere a nostra volta manipolate. Molte tra le persone più intelligenti, sensibili ed evolute che io conosca, me inclusa, ci sono cascate, per un periodo della loro vita. Altre si sono rivolte fin da subito a persone del loro stesso sesso.

I sessi non collaborano più. Le donne si sentono tradite. Crescono con la pressione di essere autonome, di seguire i propri sogni e conseguire la propria realizzazione. E, nella migliore delle ipotesi, trovano perfino un loro modo nuovo originale femminile di farsi strada, si appassionano a quello che fanno e lo fanno con entusiasmo, con successo, con amore, dedizione, con tutta la grinta, la creatività, l’impegno che richiede. Millennial-Power. 😉 Come ho spiegato qui “La Rivoluzione Femminile siamo Noi” il più grande successo di una donna è avere successo come donna, non battere gli uomini in un modo da uomini in un mondo di uomini sacrificando la propria salute e la proria vita e il proprio unico contributo sociale.
E tutta loro straordinaria energia erotico-creativa, sensuale-generativa resta a bocca asciutta di piaceri e gioie perché non trova compagni di giochi e di sviluppo, persone intere con cui scambiare molto di più che il brivido di una notte. E il motivo è che sono poco femminili. Ed è vero che lo sono. E allora cercano di crescere ancora, in altre, in nuove direzioni, verso una maggiore femminilità. Ma non sanno più che cos’è la femminilità. I modelli di femminilità che le donne abbracciano oggi sono maschili, sono inquinati, distorti, inquinanti, intossicanti.

In altri articoli su questo blog ho discusso degli archetipi del femminile Venere e Luna (Leggi: Fumi e Profumi di Venere) e di quelli del maschile (LEGGI: Dov’è finito l’Uomo Forte?)
Credo che bisogna creare un nuovo linguaggio e ricominciare dall’alfabeto, dagli archetipi mitologici, energetici e biologici.
Un lavoro di rivoluzione e ricostruzione enorme è richiesto e la rivoluzione parte dalla donna: qui ne offro le tracce “La Rivoluzione Femminile siamo Noi“.

Chi è la donna? Che cosa vuole? Come “ri-vendica” se stessa, i suoi bisogni e i suoi desideri? restando fedele alla propria natura e libera di esprimerla, in ogni suo aspetto, e in grado di esprimerla, in pienezza, gioia, soddisfazione e successo. 
Come guarisce se stessa e l’intero suo mondo? proprio lei, maestra di empatia e connessioni, nutrice e ammaliatrice, ispirata e ispiratrice, autentica e in contatto e in sintonia con se stessa, devota e allo stesso tempo ribelle.

Come ristabilisce gli equilibri in se stessa e con gli altri?

Come può dare valore a se stessa e dare valore all’altro?
 Come costruisce una nuova identità e dignità di essere umano? Come restituisce dignità alla Femmina e al Maschio?

Come ripristina equilibrio in questa civiltà in tumulto? 
Come può vivere nella Forza e nell’Amore, nella pienezza, sfruttando dentro e fuori di sé il potere più grande che esiste nell’universo, l’energia più esplosiva, il potere della polarità, dell’interazione tra gli opposti e complementari, lo yang e lo yin, il maschile e il femminile?

Come può essere Donna Forte e Amorevole insieme a Uomini Forti e Amorevoli?

Perché esistono. Non è giusto e non è saggio sopprimerli. Non vogliono essere soppressi, umiliati, non vogliono umiliare. E noi abbiamo bisogno di loro quanto loro di noi. Vogliamo solo trovare un nuovo linguaggio, per relazionarci con l’esplosiva libertà, gioia e semplicità di bambini e la curiosità, l’intensità e la passionalità di adolescenti, e la saggezza e la maturità di una umanità ormai pluri-millenaria.

Perché solo dall’interazione delle polarità può essere generato, nell’amore, un Mondo Nuovo.

È tempo.

È importante. È urgente.

 

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una pagina facebook con, nel 2019, più di 15.000 fan. Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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