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“Se i maschilisti e le maschiliste ci vogliono intimidire con gli insulti, perché siamo donne forti e usiamo bene il cervello, noi rispondiamo con un aumento delle nostre forze e competenze. Saremo sempre più unite, più forti e più competenti. Più hai paura di qualcosa, più quel qualcosa ne verrà nutrito e ti annienterà e loro hanno paura di noi.”
(M.C.)

E noi le annienteremo. Amen.
=D
Riconosco che a volte alle donne dà di volta il cervello. Questa citazione è un post che ho letto di recente nel profilo Facebook di una mia amica, donna di squisita sensibilità e intelligenza ma evidentemente affetta dalla malattia mentale degli –ismi.

Si è complici di ciò che ci opprime, schiavi di ciò a cui si oppone.
(Se non ci credi, studia la Sistemica di Hellinger, la più lampante dimostrazione psicologica e sociale di queste dinamiche)
Non si fa la guerra per la pace.
Non si è maschilisti né maschiliste né femministe.
Ma soprattutto non si risponde alle armi con le medesime armi.

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La mia amica, in queste sue affermazioni, tratta della donna allo stesso modo in cui la raffigurerebbe un uomo o meglio un maschio o meglio un maschilista. La guarda e la vede dal punto di vista maschile. Lo fa per abitudine, per contagio del patriarcato, “patriarcato” questa bestia onnipervasiva come è intesa oggi. La mia amica, lei che è così sensibile, arguta e acuta, ispirata e creativa, artista, poeta e umorista, una vera ispiratrice, e moglie e madre, insomma una vera Donna, proprio lei mostra di avere valori maschili: intelligenza, competenza e forza. E soffre. Perde, o vince, “in trasferta” (adesso un linguaggio maschile me lo concedo anche io ;)).
E non si fa. Non sono d’accordo.

La donna deve essere al corrente della sua diversità ed esserne fiera.

Deve valorizzare la sua natura, deve avere la consapevolezza, la volontà e il coraggio di celebrarla, a dispetto di qualsiasi condizionamento. Deve perdere o vincere in casa. (ehi, non nel senso di “tra le mura domestiche”, “regina del focolare”! ;))
La Rivoluzione non si fa giocando nel campo del nemico con le regole del nemico. La donna non è più-donna con le palle, non è più-realizzata se è testosteronica come un uomo. “Stronza come un uomo” scriveva in una sua canzone Roberto Vecchioni, persona di squisita sensibilità e penna appuntita. 

Anti-femminismo consapevole - Silvia Pedri Life Artist

La donna può tutto ed è tutto e niente le deve essere negato a causa di prevenzioni e preconcetti mentali legati a questioni di genere. È suo diritto essere ciò che vuole, essere ciò che è. E ogni essere umano è diverso dall’altro ed è un individuo a se stante. È suo diritto e suo urgente dovere, per il bene dell’umanità, fiorire nel suo pieno e libero splendore.
Esistono donne con un mentale focalizzato, logico e razionale, astratto e meccanicistico, come quello di un uomo. Ma sono eccezioni.

Tipica della donna è un’altra modalità di essere intelligente: vasta, relazionale, creativa, empatica, con maggiore partecipazione dell’emisfero destro e con maggiore connessione tra tutte le parti del cervello. Non esistono giudizi di valore possibili. A volte è funzionale e utile una intelligenza di stampo maschile, a volte è vincente una intelligenza di tipo femminile. In una società di tipo maschile come la nostra, siamo più abituati ad apprezzare e a trovare funzionale una intelligenza di tipo maschile.

La donna sa adattarsi, è uno dei suoi talenti, insieme alla motivazione e alla determinazione. Sa essere “intelligente come un uomo” alla maniera di un uomo. Sa essere anche forte, aggressiva, testosteronica come un uomo. Sa essere stronza come un uomo. Sa vincere come un uomo in un mondo di uomini. Sa essere lupo in un mondo di lupi, fare carriera… E schiattare esattamente come un uomo. Ma molto peggio di un uomo. In modo molto più triste, rovinoso, doloroso, e deleterio per tutti. Sa vincere. E avrà perso se stessa. Avrà perso la propria salute e i propri sogni, la propria bellezza e potenza interiori, la propria forza, e la propria vita. Avrà perso tutto.

A una società maschile come la nostra, individualista e arrivista, dove i manager muoiono di infarto come una macchina da corsa che va a mille ma non sa dove né perché e finisce con lo schiantarsi, c’è bisogno di donne. Donne donne. Donne che incarnano ideali, valori, intelligenza, potenza e modi di fare femminili.
Le donne che umiliano e forzano la loro natura si consumano.

Questa società ha bisogno di essere rigenerata.

Niente e nessuno ha più potere di generazione, di visione e di creatività, di una Donna.

La donna deve avere il coraggio di desiderare di vincere (solo) a modo suo, portare il nuovo non trionfare nel vecchio.
Che ce ne facciamo di vino nuovo in otri vecchie? diceva Gesù. (E Gesù affidò tutta la sua eredità spirituale nelle mani di una donna, Maria Maddalena sua compagna, che sparse il seme del suo insegnamento in Francia. Un uomo, San Paolo, fondò, testosteronicamente di sua iniziativa, un impero temporale, la “chiesa”, la sua di San Paolo “comunità”.)

Anti Femminismo Consapevole - Silvia Pedri

No, mia cara amica che scrivi, da femminista umiliata e offesa, accorata, da donna per tutte le donne, in nome di ogni donna offesa e in cerca di riscatto, no, non sono d’accordo con te: non devi e non devo dimostrare niente a nessuno. Non devo dimostrare agli uomini di essere intelligente e forte quanto loro né tanto meno come loro.
Non devo dimostrare, devo fare molto di più: devo essere. Voglio essere.
Non devo essere migliore, più competente e perfetta di quanto lo sia mai stata, di quanto chiunque, uomo o donna, sia o sia mai stato. Non devo forzarmi e sforzarmi e farmi venire un infarto come un uomo. 
Non devo gridare per farmi sentire, semplicemente per fare vedere che esisto. È un modello da cambiare questo. E lo cambiamo, da ora, ognuna di noi, sentendoci, da ora, perfette così come siamo, perché siamo così e possiamo essere sempre più perfette solo essendo sempre più noi stesse e godendo, in ogni momento, del nostro peculiare e personale modo di essere. Né meglio né peggio di nessuno. Bello e perfetto così com’è.
Chi non ci vede non sa quello che si perde e noi non sappiamo quanto ci guadagniamo a risparmiarci la sua compagnia. 
Non devo battere nessuno sul terreno di nessuno. Non mi faccio ingannare, uncinare e tirare dentro in stupidi giochi. Non mi faccio mettere in discussione. Non competo come un uomo. Non è il mio mestiere né il mio piacere competere, combattere e rivaleggiare. Se permetti, sono più intelligente di così.

Parli di “mettergli paura”, a maschilisti e maschiliste, alle persone che non credono in noi, con la nostra competenza.
La mia competenza mi basta ed avanza. Non devo essere più di quello che sono, né io, né tu, né qualunque uomo deve esserlo. La mia autorevolezza, che coltivo con amore e dedizione, la decido io, come qualunque donna, come qualunque uomo.

Non devo essere perfetta.

Non posso essere perfetta. Non voglio essere perfetta.
Non vinceremo essendo perfette, più perfette. Nessuno è perfetto.
Non devo alzarmi sulle punte dei piedi per essere altezza.
(Ma all’altezza di chi e di cosa??)
Cammino con il mio passo, la mia andatura, il mio stile, il piacere che mi procura la mia personale esplorazione del mondo. E vado ovunque.

“Risplendere sempre, risplendere ovunque,sino al fondo degli ultimi giorni,risplendere e nient’altro! Ecco la parola d’ordine mia – e del sole!”
Vladimir Majakovskij, uno dei massimi esponenti della poesia russa del ventesimo secolo

“Noi donne dobbiamo andare oltre il concetto di perfezione, spesso inibitorio. Ne ho parlato anche a una delle nostre Breakfast@Linklaters – aggiunge – . Dobbiamo credere di più in noi stesse. I maschi non hanno questo problema. Sono stupendi ma questo non l’hanno. E’ provato che per una job application, un maschio è positivo nelle risposte, fiducioso. La donna inizia a dirsi: mah, l’inglese proficiency non l’ho fatto, questo no, questo neppure”. E la donna italiana? “Per noi entra in gioco la famiglia. Non sei mai una mamma che va bene, quindi hai i sensi di colpa. Ma non riesci neppure a dedicarti al lavoro in modo completo, e allora non va bene neppure questo”
Claudia Parzani, l’unica italiana ad essere stata inclusa da HERoes e Yahoo Finance fra le 100 Women Role Model 2019, la classifica delle donne che stanno facendo la differenza nel mondo in tema di inclusione di genere nelle professioni.) 
Citazione tratta da Forbes.it 

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Author

Silvia Pedri esplora la vita liberamente e ne comunica la potenza in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale, offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e crea video in cui recita e canta. Se vuoi sapere di più sulle sue competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

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