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Crescere crea squilibri. Crescere spiritualmente e materialmente ha forti controindicazioni. È una cosa di cui non si parla mai. Ma la crescita personale ha dei rischi. Ad esempio io mentre divento sempre più libera, vasta e aperta, sensibile, ricettiva e propositiva… sto impazzendo. Lo spazio che ho creato si agita in me con una voracità mai vista. Divora tutto. Assorbe, assimila, trasforma, crea… Sono entusiasta, curiosa, colgo tutte le opportunità migliori per imparare, sperimentare, vivere. Se continuo così, non vivrò a lungo! =D Questo è certo. Praticamente sto impazzendo.

Peccato che non si torna indietro. I cambiamenti di stato sono irreversibili quando sono cambiamenti di consapevolezza.
Peccato che indietro è peggio. Chi, prudentemente, obbedisce alle proprie resistenze e non cresce, chi resta al sicuro dentro alle proprie fobie, non sta meglio. Ha la testa che gli frulla anche lui. Forse gli frulla per mancanza di entusiasmo, curiosità, brama di vivere. Forse gli frulla intossicata dalla carenza di gioia di vivere. Ma anche a lui frulla. Ma anche lui è nel mixer.

In una umanità impazzita la mente non può essere sana.

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La nostra intera struttura energetica è bersagliata da così tante direzioni e fonti che è un miracolo se sta ancora in piedi, in vita. Sopravvivere è una impresa. Crescere, in genere, è una utopia.

Siamo tutti pazzi, “fuori di noi”.

Non sappiamo più dove sbattere la testa. E la sbatteremmo, spesso e bene, contro il muro!
Gli ormoni dello stress, della paura, della fuga e dell’attacco, sono coltivati con incredibile costanza e tenacia da una società che si preoccupa di minarci corpo e spirito. Manipolazioni e inquinamenti mentali, emotivi, materiali… sono innumerevoli. Stimoli comunicativi e creativi… sono infiniti.

Si corre così tanto che ci si sente sempre in debito di ossigeno. Si è così indietro che a ogni passo la disperazione ci coglie. Non saremo mai all’altezza dei nostri desideri. Non saremo mai all’altezza dei desideri che la società ci inculca, dei bisogni creati artificialmente e amplificati ad arte. Saremo sempre ad annaspare, a dimenarci nelle sabbie mobili del vuoto e della dipendenza dal desiderio, dalla dipendenza dalla dipendenza, dal vuoto che a sua volta continua a espandersi, ad autoalimentarsi…

La Storia è Infinita, per citare un film ormai vintage, dall’omonimo titolo. E, sempre per citare le sue atmosfere, questo Nulla lo dobbiamo sconfiggere!

In questa nostra società sempre più folle, e molto più folle di quando il film fu realizzato, negli ormai lontani anni ’80, il Nulla è il Caos. Viviamo immersi in eccessi. Paradossalmente è proprio questa saturazione, questo eccesso, a creare Nulla. E questo Nulla ci imprigiona, ci intossica, ci deprime, ci abbatte, ci esaurisce a tutti i livelli, ci divora. E poi non se ne parla di crescere, di creare, di crearsi, di essere felici! Non è più possibile.

Chi ci riesce sente l’urgenza di fermarsi e imparare a salvaguardare la propria salute e quella dei suoi simili. Siamo tutti collegati.

Silvia Pedri - Life Artist
No copyright infringement intended. Contact for issues or removal.

Qualcuno deve forzare le sbarre di questa gabbia di matti. È urgente. Cerchiamo di farlo tutti. Ognuno lo fa come può.
Lo si fa stando fermi.

Si vuole, si deve crescere.

Ma in questa società ricca di minacce, insidie e pericoli ma anche di potenzialità evolutive, e, in ogni caso, troppo ricca, l’ingrediente mancante è la decrescita. Solo la decrescita può permettere lo sviluppo, a tutti i livelli.

L’essenzialità è l’unico fertilizzante per la nostra crescita. La calma e il silenzio, la prima medicina, l’unica che fa la differenza. La calma e il silenzio sono l’unico terreno sul quale possiamo affondare radici e nel quale possiamo crescere, in ogni direzione.

Il vuoto non deve essere l’oscurità che ci divora ma la luce che ci libera. Possiamo creare spazio affinché l’ordine naturale delle cose prenda posto, ripristini l’armonia, la bellezza, e in ultima analisi la vera ricchezza interiore ed esteriore, lussureggiante, come è la Natura quando è lasciata a se stessa, libera dai condizionamenti umani più oppressivi e invasivi. Siamo anche noi parte di lei, parte della Natura, siamo fatti di carne e sangue, siamo fatti acqua, terra e fuoco, esattamente come Lei. Dobbiamo, possiamo e vogliamo ripristinare armonia dentro di noi, fluire in sintonia con noi stessi e tutte le altre creature…

Quando ho troppe cose a cui correre dietro, tutte urgenti e super importanti, e io sono, manco a dirlo, super-in-ritardo con tutte… mi fermo tiro fuori la candela e mi metto a meditare.

Oggi l’ho fatto anche per fare ginnastica. Ho acceso la candela. Avere qualcosa a rischio-incendio fuori di me mi manteneva concentrata l’attenzione su di me. 
Avrei fatto quel che dovevo fare, senza distrarmi, per una volta!

L’ho fatto e poi ho spento e ho ringraziato il fuoco. La sua presenza silenziosa mi aveva fatto da specchio in modo talmente eloquente! Mi aveva supportato più della voce assillante di un personal coach.

La candela mi ricorda chi sono.
Sono a rischio-incendio, come lei. Sono un essere che richiede attenzione.
Sono, come lei, Fuoco da contenere, Spirito da coltivare, energie da elevare e raffinare. Sono un essere bipede a colonna eretta (un po’ scoliotica ma vabbè).
Sono dispersiva come il Fuoco. Ho sempre tanta materia da ardere, di buona o cattiva qualità che sia.
A volte fumo dalle orecchie. A volte il mio entusiasmo mi porta lontano e mi avvicina al mio nucleo spirituale, crea luce, come è sua natura (en-tusiasmo, dal greco antico: en-theos in-Dio).

Silvia Pedri - Life Artist
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Sono essenziale. Perfetta così come sono. Non ho tanti bisogni. Spogliata da tutti i condizionamenti, resto solo vita ardente, aspirazioni concentrate e autentiche, cuore caldo.
Sono energia che collega e integra Terra e Cielo, sono verticale come il Fuoco. La mia energia scorre ovunque dentro di me, si sprigiona per ogni dove, eppure principalmente scorre, in verticale, lungo la colonna, dalla kundalini alla pineale, dal I al VII chakra e oltre, dal coccige alla sommità del capo.

Dove il Fuoco passa, dentro di me, brucia impurità e resistenze, apre varchi e riempie vuoti, dove scorre, celebra la mia libertà e illumina, attiva i miei potenziali. Lo posso immaginare dentro di me che mi riempie della sua luce, che crea spazio, che libera e nutre le cellule, i centri energetici, i canali…

Quando lo contemplo, a volte uso l’attenzione per direzionare l’energia dentro di me: immagino o visualizzo il movimento ascensionale del Fuoco e circolare del mio respiro, secondo le pratiche dell’alchimia femminile.

A volte non faccio nulla. Il Fuoco entra in ogni caso dagli occhi, dalle aperture delle pupille, è assorbito in ogni caso dalla mia attenzione. Siamo due e allo stesso tempo siamo uno. A volte di più, a volte meno. A volte è più evidente e inebriante. Altre volte passa più inosservato. Ma fa sempre la differenza. Soprattutto se diventa una compagnia regolare, un appuntamento frequente. Non invadente, non impegnativo. Un piacere frequente.

Non è un compagno esigente. A volte non faccio proprio nulla. Guardo il Fuoco, la fiamma della candela davanti ai miei occhi, e sto lì. Sto ferma. I pensieri si muovono. Li osservo, ci parlo insieme. A volte prendo appunti. Per dopo. Al momento non posso seguirli. Sono impegnata col Fuoco.

Quando medito siamo solo io e lui. E stiamo benissimo.

La mente è pazza. Il Fuoco ci vede benissimo. Riscalda e illumina il cuore. Non a caso la tradizione millenaria filosofica e medica cinese associa il Cuore al Fuoco. Evidentemente le affinità non mancano.

È affascinante andare alla scoperta della rettitudine, dell’esuberante concentrazione che caratterizza il nostro cuore, è appassionante andare a sperimentarla e a produrla. È l’atto più sacro, semplice e profano che c’è. È l’azione più pigra che conosco. Sarà per questo che mi piace tanto. Nessuna parola. Solo intenzione. Solo attenzione. O neppure quelle.

Il Cuore risponde. Lui sa. Lui, come il Fuoco, è solo Calore e Chiarezza. Vita pura. È pronto all’azione. È immobile e saggio. Brucia anche stando fermo. Ha un centro preciso e una espansione infinita.

Silvia Pedri - Life Artist

La mente è pazza.

Il Cuore ci vede benissimo. Conosce la via per l’Essenziale e i modi per la Felicità.

Siamo tutti pazzi, “fuori di noi”. Ma qualcuno di noi può prendersi la briga di stare anche dentro di sé.

Siamo fuori di senno, ma abbiamo dentro di noi, sempre con noi, un cuore pulsante e ardente, abbiamo un Sè.

La tua vera natura è la tua essenza, il tuo centro, che aspira alla semplicità e alla purezza e che desidera condividere con te la sua Saggezza.

Guidato dalla Saggezza del TUO CUORE, non puoi smarrirti, non puoi esaurirti, puoi solo risplendere.
E scoppiettare nella quiete della tua Gioia.

Leggi anche:

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C’è il trucco. E c’è il Segreto. Per vincere. L’ho imparato dal Fuoco….
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Author

Silvia Pedri esplora la vita liberamente e ne comunica la potenza in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale, offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e crea video in cui recita e canta. Se vuoi sapere di più sulle sue competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

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