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La mia vita fuori dai social media

La mia vita fuori dai social media

La mia vita fuori dai social media 1200 628 Silvia Pedri

In questo articolo dico la mia e chiedo la tua, per dire la nostra, dirla meglio, dirla forte.
Iniziamo con uno dei temi più scottanti, intimi e collettivi, del momento, un fenomeno sociale che ci ha stravolto la vita.

Secondo Federico Pistono (video “relazioni digitali” estratto dalla trasmissione Codice), attualmente in USA il 40% delle coppie esistenti si è formato conoscendosi sui social media.
È una cifra esorbitante, impensabile fino a poco tempo fa.
È comprensibile visto che praticamente il 100% della popolazione americana vive (anche) sui socials.
Non ho idea di quale sia il suo equivalente italiano. Non frequento i socials a quello scopo. Però nel mio piccolo posso testimoniare che il 100% delle persone conosciute sui socials non per lavoro non sono riuscite a costruire con me alcun rapporto, intendendo come rapporto una amicizia o un amore concreto e reale. Per una persona come me che crede nei superpoteri della sua super-sensibilità che funziona supremamente sia da vicino sia a distanza… è un super-smacco! Fa pensare davvero di essere finiti in una trappola, un alimentatore di desideri e delusioni, qualcosa di troppo più grande o forse troppo più piccolo di noi, qualcosa di ingestibile.

Il motivo è molto semplice.
Le cose finte non sono vere. Non possono essere reali.
Le cose che nascono come parziali raramente possono vivere a tutto tondo.
Le probabilità che ci riescano sono le stesse dei giochi d’azzardo. È interessante che il 40% delle coppie statunitensi si sia formato sui socials. Ma quante di queste sono coppie felici e resistenti, quante hanno resistito almeno un solo anno nella vita reale? Quante sono coppie vere e reali, che convivono o si incontrano regolarmente?
E soprattutto quanti degli incontri fatti sui socials sono divenute coppie?

Siamo esseri umani, siamo esseri sociali ed esseri percettivi e, alla faccia del transumanesimo, funzioniamo ancora così e possiamo essere felici solo così, in quanto creature viventi a tutto tondo.
La vita ci rivela i suoi segreti e le sue meraviglie solo così, se siamo presenti, aperti, se pulsiamo integri con sensi corpo emozioni mente e spirito. Non siamo fantasie o farneticazioni mentali. E se ci può fare piacere o anche fare bene avere stimoli emotivi o mentali, amplificatori del nostro modo di sentire e vedere il mondo (grazie socials), tuttavia la nostra vita non si riduce a quello. La scoperta, la meraviglia, la gioia, la pienezza, sta nel SENTIRE e nel relazionarsi autentico, tra persone affini per valore e valori…

Cadiamo nella trappola dei socials perché ci riconosciamo nei brandelli emotivi, creativi e mentali di altre persone. Le amiamo. O meglio li amiamo, amiamo questi brandelli. Che ci riportano a noi. Ci riportano alle nostre bellezze interiori o alle nostre sofferenze interiori. Ci sentiamo meno soli, in una “catena di Sant’Antonio” del narcisismo collettivo.

Crediamo che ci basti, crediamo che la persona sia lì, tutta intera, e tutta per noi, già ne sentiamo la mancanza perché questa frammentarietà ci divora e non ci sfama di certo, la bramiamo e ci nutriamo delle sue briciole di realtà.
Ma davvero non c’è di meglio oltre alle briciole nella realtà? Le briciole non sono la realtà. Sono dei frammenti, a volte belli a volte brutti e più o meno autentici, di un caleidoscopio di maschere e di parti di maschere…

Restare fuori dai social media - Silvia Pedri

È un po’ come acquistare vestiti o addirittura scarpe sul web. È così comodo. Non devi nemmeno uscire di casa. Costa poco o niente. Ma chi ci dice che ci staranno bene, che ci calzano comode e belle e rispondono ai nostri bisogni? Ma non importa. C’è il reso! E se non hai voglia di fare il reso, li butti. O li indossi lo stesso.
Tanti siti secondo me fallirebbero all’istante se fossero negozi fisici e le persone toccassero con mano la miseria dei loro prodotti.
In questa società consumistica si scambiano corpi (su Tinder) o illusioni (su Facebook). E ci si abitua a non sentire, a non osservare e non accorgersi più di che cos’è Bellezza e Benessere.
Costa poco, o zero. Abbiamo così poca stima di noi e rispetto per noi e per la vita che ci facciamo andare bene tutto.

Qualsiasi cosa è meglio di niente. Tutto serve per tirarci su. Il divertimento lascia il posto alla pura distrazione, l’arrosto al fumo. E siamo sempre più storditi, affamati, annebbiati, i sensi resi ottusi da tutto questo inquinamento energetico. Per dimenticare, mangiucchiamo bulimicamente rapporti usa e getta sperando che siano per sempre, ci nutriamo e godiamo di cioccolata a buon mercato, di pessima qualità.

Non ci sono più le droghe buone di una volta. =D Del resto, non le sapremmo apprezzare. Nonostante i vari trend alimentari che riscoprono il sapore intenso di ingredienti puri ed essenziali, in qualsiasi parte del mondo il cibo spazzatura la fa da padrone ed è ancora una industria in ascesa.

Sempre nel 2019, Robert Kandell (episodio 28 del podcast di Bryan Reeves) osserva che negli Stati Uniti la percentuale di single non è mai stata così alta. Nella storia degli Stati Uniti, ha detto. Single, ha detto. Non celibi. Soli.
Le persone non sono mai state così sole, così distanti.

Non è neanche colpa nostra: siamo esauriti, esasperati, confusi, frastornati da questa società iper-stimolante e iper-esigente. Non abbiamo più tempo per sentire, per fare, per vivere, uscire, seguire e coltivare i nostri interessi e le nostre passioni, giocare, condividere con altri i nostri momenti più vitali, più preziosi.
E così diamo tutto noi stessi in messaggi in bottiglia che si perdono nel mare del web. O forse non diamo niente, lanciamo in giro frammenti distratti. Non importa chi incontro. Non mi importa se mi piace. Ma, ugualmente, se illude, delude e offende il mio io ne sono distrutto. Ma cos’è? Un videogioco al massacro!?
A beneficio di chi? (E puoi prendere questa domanda non solo come domanda retorica. Qualcuno o qualcosa ci guadagnerà pure dal Sistema… Noi possiamo guadagnarci se lo usiamo come una Palestra per osservarci, conoscere noi stessi e andare oltre le nostre fragilità e dipendenze, per imparare a difenderci e uscirne vincitori, liberi.)

Esperienza fuori dai social media - Silvia Pedri

A volte si fanno anche incontri importanti, incontri sacri o potenzialmente sacri. Ma ben difficilmente si realizzano, maturano. Le persone mature non stanno dietro a una tastiera. Stanno ovunque.
La vita è ovunque. La vita è fuori di te, fuori dalle maschere che usi e dalle maschere che ti circondano, fuori dagli specchi nei quali sei catturato e dei quali sei prigioniero. La vita è tutto questo. È molto oltre. Ed è molto di più. E molto meglio.

La verità è molto semplice.
La verità è che se una persona non la SENTI, col corpo, interagendo di persona, non puoi SAPERE se siete compatibili. Che sia bellissima per certi aspetti ti interessa assai se le vostre energie nel complesso sono incompatibili, indifferenti o addirittura spiacevoli insieme.
Anche le prostitute si fanno andare bene qualsiasi cosa. Anche le terapeute. Ma è il lavoro che si sono scelte. Non è la loro vita privata. Non è la loro vita. Non è Vita.

 

Questa è la mia esperienza e la mia opinione. Questa è la mia provocazione. Tu che cosa ne pensi? Che cosa ne SENTI? Quali sono le tue esperienze? Come gestisci i tuoi superpoteri sul web?
Io non sono su Tinder e frequento, poco e a modo mio, solo Facebook. Aiutami a capire meglio queste realtà, così eccitanti e così rischiose…
Io sono l’Anti-Tinder. Non credo alla mercificazione ma alla sacralizzazione della vita. Non credo nel junk food di una società consumistica, frenetica e bulimica, ansiosa di riempire i suoi incolmabili vuoti, i vuoti che lei stessa produce. Credo nell’alchimia, nella trasformazione interiore per una vita sempre più piena e autentica, vibrante, poetica e pulsante di autenticità. Credo nella necessità e nella possibilità di fare della propria vita un’opera d’arte, con amore, con gioia, per godere appieno della Bellezza della vita, di se stessi e di tutti e di tutto ciò che ci circonda… Sono Life Artist e voglio portarti con me.
Voglio sentire la tua voce e dare voce alla tua voce!

Sentiti libero di scrivermi nei commenti a questo articolo o nei commenti sulla mia Pagina Facebook  

 

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In questo articolo discuto di pregi e difetti secondo me del sistema Tantrico. Ne discuto così bene che l’articolo ha meritato la censura, non ho potuto promuoverlo su Facebook.
Leggi:  “C’è un virus nel sistema tantrico?

 

 

Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una Pagina Facebook con 15.000 fan (2020). Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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6 commenti
  • Articolo molto interessante, in quanto mi tocca da vicino. Io partirei dall’inizio del tuo post…
    “il 40% delle coppie esistenti si è formato conoscendosi sui social media.”
    Conoscendosi….non stanno vivendo il loro rapporto sui social.
    Io, per esperienza, ti dico che su Tinder ci si conosce per avere un contatto, non per instaurare relazioni virtuali. Almeno, io lo us(av)o per questo…scopo.
    Io conosco invece situazioni veramente preoccupanti, a cui ho assistito, di ricerche di rapporti virtuali….
    La mente umana non ha limiti….
    E non ci sono limiti al fondo….
    Terminerei con l’epilogo del tuo post…
    “Credo nell’alchimia, nella trasformazione interiore per una vita sempre più piena e autentica, vibrante, poetica e pulsante di autenticità.”…
    Anch’io ci credo….e per quello che cerco sempre nuovi stimoli per arrivare alla condivisione reale del piacere.

  • Specchio fedele della realtà!

  • Personalmente credo che la realtà abbia il sio modo imperscrutabile di essere e quindi anche noi umani, cambiamo in questo perenne divenire.
    Ed ha una sua “perfezione” .
    Quindi i social sono sia positivi sia negativi: dipende da come ognuno lì giudica.
    Per me sono solo uno dei tanti strumenti: si può farne a meno come abusarne; ognuno ha il suo percorso.
    Ciò vale nell’alimentazione, le relazioni, la salute….
    È vero che abbiamo ceduto sovranità ai 4 venti.
    Probabile che ciò sia una “discesa” che possa portare ad una maggiore consapevolezza.
    Quindi ancora una volta: nulla è “negativo”.
    È un viaggio dove probabilmente nessuno ha una reale libertà visto che siamo condizionati a “credere” di essere solo il proprio personaggio.
    C’est la vie ed è bellissima comunque è.

  • Avatar
    Pier Giorgio dal ferro Vicenza 20 Febbraio 2020 a 15:07

    Silvia sono in piena ed autentica sintonia con quanto vuoto e spazzatura social ci circonda che di conseguenza va a riverberare con quanti cogliendo loccasikne ci stanno furbescamente raggirare sia livello politico che di life-style. Un abbraccio forte di grande incoraggiamento. Pier Giorgio Vicenza &

  • Concordo con quanto hai scritto… E poi per dirla tutta questo mettersi in vetrina per catturare i “mi piace” sta distruggendo l’alchimia dei rapporti interpersonali

  • Fino adesso fb mi e’ servito per conoscere dei lati di me . Da quello che pubblicavo nel passato ad oggi sto vedendo i cambiamenti interiori che si susseguono e mi confronto sul social in modo diversa. I miei contatti sono solo di curiosità’ e di like. Grazie a fb ho invece avuto modo di conoscere pagine come la tua ed altre che sono piacevoli leggere. Il mondo interiore che si specchia con le conoscenze di fb. Sta a se stessi come utilizzare . Grazie’