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Monologhi dell’Utero – parte 4

Monologhi dell’Utero – parte 4

Monologhi dell’Utero – parte 4 1200 628 Silvia Pedri

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Monologhi dell’Utero – Donne contro Uomini

Come, in base alla loro natura biologica ed energetica, uomini e donne sono diversi e complementari (e l’uno al servizio dell’altro).

I genitali esterni li abbiamo anche noi. Qualcuno glielo deve andare a dire al Dott. Freud. Forse non ci aveva mai fatto caso.
Sono meno sporgenti lo so, gli uomini possono andare fieri di averlo più grosso. Le misure contano. Per loro.
I nostri genitali esterni hanno una erezione molto meno delicata e critica. Hanno un orgasmo esplosivo quasi come quello degli uomini. E sono molto più sensibili. Si dice che il clitoride (o la clitoride, in italiano sono ufficialmente valide entrambe le versioni, entrambi i sessi della parola, in rispetto alla sua natura androgina) contenga circa 8.000 terminazioni nervose, circa il doppio rispetto al pene.
E comunque non li abbiamo solo esterni i genitali: la nostra via al piacere si estende fino alla cervice dell’utero. E più è profonda più è potente, più è implosiva più è sconvolgente.
Forse Freud ce li avrebbe invidiati.
E invece a noi i suoi piacciono. Senza invidia e senza rancori, però li apprezziamo.
Sono semplici. Basta strofinarli. Nel modo giusto. Una specie di Lampada di Aladino del desiderio. Difficilmente non provano piacere, difficilmente non provano piacere nel provare piacere. Una donna può anche non provarne affatto o provarne suo malgrado. Il piacere della donna è sfuggente, enigmatico, inafferrabile. Non è un fatto meccanico, non è così semplice.
Sono semplici. Sono diretti. Sono imbarazzanti tanto sono dritti al punto. È proprio un atteggiamento mentale il loro. È così che si fa. È così che si raggiungono i punti, gli obiettivi della vita. L’eleganza è un altro paio di maniche. Bisogna prima arrivarci.
E ci arrivano. La donna ha tutto dentro, ogni consapevolezza, ogni conoscenza è implicita, inconscia. Per questo può permettersi di fare e fare giusto, per istinto. Per questo può permettersi di stare ferma. E non fare un accidenti di niente. E non va da nessuna parte. Se non è motivata dalla forza della vita stessa, dall’urgenza, dall’esaltazione di proteggere o di creare vita, non si applica. L’uomo, all’opposto, deve scoprire e conquistare tutto fuori di sé. Questo è il suo bisogno e il suo piacere. E ci arriverà, passo passo, metodico e costante, almeno fin dove gli è concesso. E poi magari ancora, spinta dopo spinta.

Nel corpo della donna, come in un universo, ci sono migliaia di ovuli. Un solo spermatozoo. Nel corpo della donna, come in un universo, ci sono miliardi di punti sensibili e piacevoli, è un percorso estatico pieno di sorprese e diverso da donna a donna, è tutto una erezione, un inturgidimento, un dischiudersi, uno sbocciare… Un solo organo del piacere per il maschio. Estroflesso, che va dove lo porta il desiderio. Eretto e diretto. Va e non si dà pace finché non trova pace, finché non raggiunge la meta, e la fa sua.
Così nel sesso così nella vita. Va e raggiunge gli obiettivi e non si chiede nulla nel mezzo e meglio non se lo chieda altrimenti perde lo slancio e lo slancio è tutto. Va e vince. Deve vincere. Spinge finché non sfonda. Poi si esaurisce.
Semplice, no? Funziona!

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Il pensiero lineare è comodo, è funzionale, meccanico, focalizzato. Non distratto dalle emozioni. Pensiero ed emozioni due cose sono. Questa nostra civiltà funziona col pensiero. È ancora in gran parte meccanica prima che elettromagnetica.
Non dico che non esistano o non dovrebbero esistere donne astrofisiche o astronaute. Ognuno ha i suoi talenti e le sue predisposizioni. Ma, tipicamente, il pensiero della donna è sfumato e circolare, morbido e inclusivo. È come il suo corpo, come la sua natura.
Non necessariamente è complesso. Può essere complicato. Ammaliante e coinvolgente, intuitivo e geniale. Può essere inafferrabile, per le donne stesse.

La donna insegna all’uomo a sentire, con tutto il cervello, con tutto il corpo possibilmente. Insegna a essere presente nel corpo e nei sensi, essere presente a se stesso e nel mondo, a essere in armonia col mondo circostante e di conseguenza con se stesso. L’uomo può realmente incarnarsi, riposarsi, ritrovarsi, rigenerarsi, riorganizzarsi, grazie a una donna, ritrovare il suo nucleo originario e la sua Via, il suo senso, il suo centro, la sua direzione, la sua motivazione, la sua forza. Un ritorno in utero. L’uomo ritrova il bandolo della matassa del filo di Arianna nel labirinto della vita. Se ha il coraggio di perdersi nell’indefinito, immenso vuoto cosmico racchiuso in una donna.
L’uomo dalla donna impara a sentire e solo sentendo può conoscersi e trasformarsi. La donna è mobile, fluida, liquida, integrata. Ad esempio, ha più collegamenti tra neuroni e più collegamenti tra gli emisferi del cervello rispetto all’uomo. L’uomo può, deve, imparare ad essere più espanso, inclusivo, intuitivo. La donna è tonda, circolare, vorticante, spiraleggiante. La donna si genera, partorisce se stessa ogni mese, lascia andare sangue e pelle. E non fa una piega. Mi ricordo che tanti anni fa riprodussi il mio processo di nascita in un seminario con Dominique Dégranges. Fu talmente intenso che mi portò in uno stato di trance lucida per ore. Al momento di riaprire gli occhi, appena (ri)nata, quando vidi un uomo tra i partecipanti, lo guardai con amore e compassione e dissi che loro soffrivano di più, facevano più fatica.

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Il pensiero lineare è comodo. È pensiero. La vastità dello spazio infinito non è pensiero. È troppo astratto, non è individualizzato. La concretezza della terra non è pensiero. È troppo materialista, non ha respiro. Le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, non sono pensiero, a stento possono essere verbalizzate. La donna deve sentire, per proteggere la vita. È la sua biologia, è la sua costituzione.
La donna crea vita e rinnova la vita. Femminile è questa nuova epoca attuale in cui si percepiscono le energie e si opera con le energie. Si fa arte, ci si trasforma, si studia, si esplora, si guarisce, percependo le energie. Femminile è questa nuova epoca in cui si accolgono persone impazzite e si ridà loro un centro, una nuova consapevolezza, una nuova nascita. Donne sono molti terapeuti, e femminile, di rispetto e accoglienza, deve essere sempre, secondo me, l’atteggiamento di tutti i terapeuti. La donna ha un corpo astrale o emotivo, sviluppato, per natura, più dell’uomo. L’uomo ha un corpo mentale più sviluppato. La donna fa. La donna ispira. L’uomo insegna, va in prima linea, struttura il discorso e parla. Tira fuori il suo Mercurio e articola, tira fuori il suo Marte e insemina, proietta la sua voce nel mondo. Gli insegnanti sono quasi tutti uomini e va bene così. Fate pure. Non siamo invidiose. ;))
Stessa cosa si osserva dal punto di vista dei “chakra” o centri di energia secondo la fisiologia tradizionale indiana. Gli yogi che studiarono le tecniche tantriche di interazione e integrazione sessuale ed energetica tra uomo e donna rilevarono che i chakra da cui la donna emana energia sono il secondo, il quarto e il sesto, l’emozione, il sentimento e il pensiero. Così nutre l’uomo. E sono tutti centri di sensazione. La donna sente. Mica detto che esprima. Esprimere non è scontato, non è immediato. Lei riceve e amplifica. Lei c’è, si espande nel suo esserci, ti coinvolge e ti trascina nel suo esserci.

La biologia sostiene che il corpo della donna contenga molta più acqua di quello dell’uomo. E ogni donna può testimoniare che ha più cellulite del suo uomo. :)) E va bene così. La donna è un essere lunare, i suoi cicli sono in sintonia, o dovrebbero esserlo, con la Luna, la sua natura è fluida, riverberante. Nelle scienze alchemiche e astrologiche, i segni femminili sono quelli di numeri pari e corrispondono tutti ad elementi Acqua e Terra. I due pianeti femminili, la Luna e Venere, dalle cui declinazioni derivano tutti gli archetipi del femminile, sono domiciliati ed esaltati in segni di Acqua o di Terra. (Venere fa eccezione, vedremo poi perché, in quanto è domiciliata non solo in Toro ma anche in Bilancia che è segno d’Aria, ma è comunque signora dell’elemento Terra e la sua domificazione in Toro è più potente rispetto a quella in Bilancia). Terra e Acqua sono entrambi elementi magnetici, attrattivi e ricettivi. Passivi. Sensibili. Concreti.
Il pensiero lineare, focalizzato, astratto, articolato, è comodo, è funzionale. Ma a noi interessa poco. Ve lo lasciamo. Senza invidia e senza rancore. Fate pure, anche per noi.

Però, caro Freud, se mi è permesso averne, un po’ di invidia la conservo e la coltivo. A volte vorrei essere un uomo per godere del corpo femminile con tutto lo smarrimento e la meraviglia che si ha per qualcosa di estraneo e inafferrabile, di magnetico e vibrante, di forte e fragile, di immenso eppure conquistabile, di conquistato eppure continuamente sfuggente. Vorrei essere u uomo per desiderare imparare quel mondo sottile eppure palpabile che solo una Donna mi può insegnare, e per avere il privilegio di esserle di sostegno e di portarla all’estasi come nessun altro può fare.


LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DELLA SERIE:
Articolo 1: Introduzione. La Questione Femminile sta dentro l’Utero. Utero come organo di relazione. Utero come organo di guarigione. Guarigione per Donne e per Uomini.
Articolo 2: Ricognizione. “Invidia del pene” o “Radiosità creativa”?
Articolo 3: Fuori dal patriarcato! Il patriarcato e la sua invidia dell’utero. Come è stato e come non sarà più se l’utero si risveglia al suo reale potere che…

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Silvia Pedri

Silvia Pedri

Silvia Pedri è una libera esploratrice e comunicatrice. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una Pagina Facebook con 15.000 fan (2020). Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi saggi e poesie, mp3 di musica e di meditazioni, e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta.

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