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Non ho mai conosciuto il significato della parola “normale”. Sembra un modo di dire invece è proprio così.

In casa mia non si usava. Non con quel senso. Io in vita mia non l’ho mai usata con quel senso.
Oggi ho cercato sul dizionario Treccani e “normale” è praticamente sinonimo di “ortodosso”.
Normale è LA norma, la cosa fatta bene, così come va fatta, il modello di riferimento di come bisogna essere.
“Normale” deriva dal latino “normalis” che significa perpendicolare, così come il greco “orthos” significa retto, eretto ma anche corretto, giusto.
Solo secondariamente e di conseguenza la parola “normale” assume anche il significato di consueto, regolare, ordinario.
Non lo sapevo.
Ordinario” invece lo sapevo bene cosa vuole dire. Non è un complimento. Non ha niente di rassicurante. Ordinario è qualcosa di mediocre, rozzo, volgarotto, di scarsa qualità.
In realtà anche “ordinario” ha come suo primo significato “conforme all’ordine”. Un significato positivo, un complimento. Non lo sapevo. Mi avessero mai dato della “ordinaria” in vita mia mi sarei buttata dalla finestra!
La mediocrità non è mai stata un valore, non per me. Essere MEDI può essere utile, come è utile a volte passare inosservati.

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Ma di fatto ho sempre pensato che se la normalità è la media matematica di tutte le modalità dell’essere… beh non è un valore di per sé: facile che su sette miliardi di esseri umani, ad esempio, la media matematica della Qualità risulti bassina.
La normalità per me è un parametro di riferimento sì, ma non di valore piuttosto di conoscenza.
Sai cosa in genere si fa, cosa in genere si è. Poi valuta tu. Ti piace, non ti piace.
Ecco io sono così. Valuto io.

A scuola io ammiravo quelli stra-ordinari. Magari anche un po’ stronzi. Anche io ero stronza, a modo mio, quindi non avevo nulla contro un po’ di stronzaggine.
In seguito, ho sempre pensato che essere straordinari è più bello, più divertente, più interessante, più istruttivo, più onorevole e più prestigioso, più entusiasmante, ma in fondo anche più naturale, più fisiologico, che essere normali.
Mi ha sempre stupito il senso di colpa e insieme la vanitosa sfrontatezza con i quali le persone dichiarano di non essere normali. Cosa c’è di cui sentirsi audaci, cosa c’è di cui essere tanto fieri!? Cosa c’è di cui vergognarsi?
Non puoi evitare di essere quello che sei. E quello che sei è quello che sei. Solo tu lo sei. Solo tu lo fai.
Come quelli che sono fieri di essere omosessuali e proclamano e sbandierano, con tutto il loro coraggio, il loro gay pride… Cosa c’è di cui essere fieri. Nessuno è fiero di avere gli occhi verdi. Buon per lui che li ha verdi. Buon per me che li ho neri.
Leggi anche: Controvento… si va da Dio!

Ci ho messo diversi decenni anche per capire la parola “strana”. Io non mi sono mai senta strana e non so se linguisticamente devo considerarmi “strana”.
Strano non è normale e fino a qui ci sono. Ma se “normale” non ha una accezione positiva ma una accezione neutra, come la aveva per me, “strana”/”strano” non ha una accezione negativa.

D’altra parte, essendo gli esseri umani creature per loro natura diverse una dall’altra, a volte davvero profondamente diverse, come potrebbero avere dei parametri di riferimento comuni!?  Questo va bene questo non va bene. Per chi? Boh. Non saprei. Lascia stare. Valuto io.

D’altra parte, essendo gli esseri umani creature per loro natura diverse una dall’altra, a volte davvero profondamente diverse, ha senso definirle tutte strane?

Certo se, per qualsivoglia ragione, compiono scelte bizzarre, li posso in quell’occasione definire “strani”, “eccentrici”, fuori dal centro, da ciò che comunemente si fa.
A quel punto magari gli chiedo e mi chiedo se la loro scelta è consapevole, se la loro originalità ha un SENSO.

Per me Bellezza e Senso sono gli UNICI VALORI.

Tutto il resto segue, tutto il resto, normale o stupefacente che sia, non ne è che la conseguenza.
Amore, Libertà, Creatività, Gioia… tutto è una conseguenza dell’essere Belli, armoniosi, in sintonia con la Natura e con la propria Natura, e riconoscere e rispettare il Senso del proprio esistere.

In definitiva, ogni essere umano si chiede QUALE è la sua norma, quale è la sua legge, quali sono i suoi modelli, quali sono i suoi Valori.
Non vorrei deludervi ma la “legge” non può essere uguale per tutti, è giusto che non lo sia.
Che ognuno, maschio femmina gay, bianco o nero, possa godere di uguali diritti civili!
Che ognuno valuti con il proprio cuore e il proprio intuito, le proprie conoscenze o il proprio fiuto, che ognuno valuti con i propri valori di riferimento che comportamento adottare, in ogni circostanza della sua vita!
Non esiste una NORMA ESISTENZIALE.
Non è fisiologicamente naturale e possibile imporla ad altri o imporla a se stessi.

Che ognuno valuti in quale normalità sta vivendo e quale normalità vorrebbe per se stesso e per la sua famiglia.

Come vorrebbe che fosse il suo modo normale, quotidiano e consueto, di vivere?

Se la normalità, la modalità della maggioranza, è in un modo, vecchia o nuova che sia, non è detto che A TE quel modo piaccia.

Osserva. Respira. Rilassati. Sogna. Valuta tu.

Crea tu la tua vita, in armonia con le persone a te prossime e con le persone da te più distanti.

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Author

Silvia Pedri esplora la vita liberamente e la comunica in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale e una Pagina Facebook con 16.000 fan (2021). Offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e video in cui recita se stessa ed eventualmente canta. Se vuoi sapere di più su esperienze e competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

2 Comments

  1. Era svogliato
    Al mattino
    Il vento
    Le tue parole
    Dal suo cuore lette
    L’han spogliato
    Nudità
    E nudità

    Nel cielo
    Accoppiate

  2. Maurizio Sabattini Reply

    La “nuova normalità” mi è totalmente sconosciuta, eppure sicuramente c’è, è intorno a noi, anche se si fa fatica a vederla e, probabilmente, si fa ancora più fatica a starci dentro. È un po’ come per i valori del sangue, non ci sono più i range di un tempo, sono cambiati, sono diventati molto più ristretti, con il colesterolo sopra i 180 non sei più “normale”. Fino a pochi anni fa se il medico vedeva che era a 140 ti dava una pacca sulla spalle e ti diceva che era “normale”. Mah!
    Comunque cara Silvia questa volta non sono completamente d’accordo con te, o almeno non rientro nella tua “nuova normalità”. Per me c’è un solo unico grande valore ed è l’Amore. Voglio usare le tue stesse parole cambiando però il termine Amore con Bellezza e Belli con Amorevoli:
    “Tutto il resto segue, tutto il resto, normale o stupefacente che sia, non ne è che la conseguenza. “Bellezza”, Libertà, Creatività, Gioia… tutto è una conseguenza dell’essere “amorevoli”, armoniosi, in sintonia con la Natura e con la propria Natura, e riconoscere e rispettare il Senso del proprio esistere.

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