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BORN TO BE HAPPY

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Cielo e Mare.
E ogni notte
gli amanti azzurri
si uniscono in un unico blu
per concepire un nuovo giorno.

Questa è la prima poesia che scrissi, e la più bella. Non ricordo che età avessi, forse 11-12 anni. Ricordo che a mio papà piaceva molto. Ricordo che scaturì da sola nella mia mente, come se le parole si spostassero nell’aria e si mettessero a posto da sole. Non ero io. Non era un angelo. Era il Mare, era il Cielo. E un nuovo giorno. Era una sintesi perfetta di quello che è.

Era il codice segreto del mio Angelo, l’angelo dell’armonia tra Maschile e Femminile, della danza delle polarità. Ma questo lo so ora. La magia si sperimenta da piccoli e da grandi la si può comprendere.

Maghi si nasce. Tutti nascono maghi. Pochi, da grandi, lo diventano.

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Introduzione

UNA PICCOLA BIO;  STORIA D’ AMORE E DI SIMBOLI;  IL BACINO FLUVIALE BALLERINO;  LA LINGUA DEGLI UOMINI E LA LINGUA DEGLI ANGELI;  LA TRAMA ANGELICA E LA SENTENZA DI VITA

Sono una brava ragazza, una di quelle che fanno contente le maestre a scuola perché “si applica” e che fanno inorgoglire gli zii dal passato scapestrato perché “le piace studiare”.

Sono laureata in Lettere Moderne indirizzo Linguistico Semiologico, lo studio delle strutture del linguaggio e del senso di ogni segno che porta comunicazione. Durante i primi anni di università a dire il vero ero in un altro indirizzo, un’altra mia grande passione, il cinema. La narrazione, letta o vissuta attraverso le arti dello spettacolo, esercitava su di me grande malìa. Poi la linguistica, con i suoi livelli di significato, i suoi meccanismi di decifrazione della realtà, mi sedusse senza rivali e portò via con sé.

Mai avrei immaginato che, una decina d’anni più tardi, mi sarei occupata di decifrare e trasmettere la Lingua degli Angeli e la simbologia sacra in genere. Mai avrei immaginato che potesse avvenire sotto forma di racconto, di avventura, di scoperta emozionante.

All’università scelsi liberamente, secondo quella speciale bussola che indica il piacere e si trova nel cuore di ognuno e non sbaglia mai. Non sapevo cosa avrei fatto dopo la laurea e per molti anni ancora, uscita dall’Università, non lo seppi. Niente faceva palpitare il mio cuore e procedevo attraverso esperienze (traduzioni, copywriting, giornalismo…) che erano spente e tristi non perché fossero brutte ma perché non erano mie.

Il filo rosso della consapevolezza, come un fiume carsico, per un tratto, un tratto che sembrò lunghissimo, fu invisibile. Stavo conoscendo il mondo e parallelamente imparavo a conoscere me stessa. Mi imbattevo in occasioni lavorative o sociali a me estranee, affini solo al mio smarrimento interiore, che rispecchiavano fedelmente. Ma procedendo alla cieca, cercando di capire, osservando me stessa e il mondo, tra alti e bassi, mi capitò di nuovo il bandolo della matassa in mano e dopo di allora non lo smarrii più.


Foto di Raffaello di Lorenzo

Igor Sibaldi, quando, nella primavera del 1999, lo incontrai per un pranzo al Radetzy, in corso Como, per parlare di letteratura (ovviamente, la “mia”, i miei libri:) mi regalò la preghiera del mio angelo. Mi arrivò via fax (o via etere?), coi caratteri francesi scritti piccoli e pasticciati dall’inchiostro.

Fortunatamente col tempo i miei tentativi letterari smisero di ossessionare me e intrigare i curiosi e si inabissò un gentile affluente del mio fiume carsico, al momento troppo a secco di idee giuste. Ma con Haziel, il “poeta” degli Angeli, iniziò un’altra grande avventura del cuore e dello Spirito, una grande storia d’amore e di simboli.

Ora, come un discorso aperto e mai concluso, tutto, a poco a poco, si rivela collegato, ogni particolare perfettamente giustificato da tutti gli altri. “Tout se tient”, tutto si corrisponde, diceva Ferdinand de Saussure, a proposito della logica intrinseca a ogni forma di linguaggio. La Lingua degli angeli è davvero diversa dalla lingua degli uomini o è un affare umano che più umano non ce n’è. Di che parlano gli Angeli? A chi parla la lingua degli Angeli? Se la linguistica è la scienza che si occupa di decriptare i meccanismi della realtà attraverso la mappa simbolica del linguaggio, quale realtà più merita di essere esplorata se non quella dell’Uomo, così com’è e così come funziona.

La lingua, presente in tutto il mondo e in ogni continente e in ogni quartiere in una forma diversa, è stata creata dagli uomini? Chi è stato così bravo? No, fa parte di quella sapienza archetipale inconscia che solo la collettività crea e modifica, a sua stessa insaputa. Come molte cose umane, è mossa da una forza e da un destino che non si può dire umano.

Così la lingua con cui è scritta la vita di ciascuno di noi è una trama che risponde a una sintassi non umana ma divina, le cui regole si possono rintracciare solo nella nostra anima. Il filo rosso che percorre la trama dell’esistenza gioca con l’ordito a nascondersi, restio a rivelarci la sua superiore coerenza.

È la misteriosa trama angelica, a volte difficilmente percepibile, ma fitta e robusta come il tessuto di un’armatura. E inappellabile come una sentenza di vita.

Dalla parte della Luce.

“Chi non è con me è contro di me.”

Ho sempre trovato l’enfasi di questa frase attribuita a Gesù profondamente spiacevole. I “duri e puri” che non ammettono sfumature o accomodamenti e avanzano univoci e inflessibili. L’opposto della saggezza, che sa includere e comprendere tutti gli aspetti di questo mondo, dare spazio a tutte le sfumature di grigio. C’è un angelo che descrive, nel bene e nel male, questa tipologia di persone, il num 28. Gesù però non era una persona ma un mito, con tutto quello che ciò comporta. Non è una psicologia ma una serie di codici. Di leggi non morali ma fisiche, se così si può dire, di dati di fatto. 

Non avevo mai attribuito a questa frase grande importanza fino a quando, un giorno, non la capii. Fino a che i miei Spiriti Guida, in meditazione, usarono l’espressione: “ma tu da che parte stai?” Perché non c’è mica alternativa: o la legge di Dio o la legge degli uomini. Stai dalla parte della paura o della fiducia? Credi che l’energia segua il pensiero o che siamo tutti in balia del caso, folle e minaccioso. Credi nella ragione come unica possibilità per districarsi affannosamente nel labirintico caos o credi nella ragione superiore? Se la ragione raffina le doti di prudenza e organizzazione, il controllo della realtà nondimeno ci sfugge di mano, e tutte le nostre energie si consumano nel tentativo di mantenere lo status quo e la sopravvivenza. La crescita non è sopravvivenza. La crescita è altrove. Nell’idea che apre nuove prospettive e può rivoluzionare l’esistenza, squarcio luminoso che rende molto più della laboriosa routine. Vince in borsa chi segue la propria intuizione e il proprio istinto. Vince nella vita chi segue i propri sogni, l’impronta unica, per ognuno diversa, del proprio destino. I miei piedi calpestano il mio sentiero e io acquisto l’energia, il pacato entusiasmo di chi è se stesso e sa che lo sarà sempre di più: il passo diventa fermo e sicuro e il ritmo spedito.    

Foto di Raffaello di Lorenzo

Credi che il caos è ingovernabile o che la tua vita è governabile se rispetti semplicemente quello che sei e la giungla del mondo, apparentemente così caotica, si dirada al tuo passaggio. Il tuo sentiero sembra essere sempre stato lì ad aspettarti, dovevi solo avere il coraggio di vederlo e sceglierlo, unico tra tutti e ancora inesplorato. Così i talenti all’improvviso sbocciano e si rivelano al mondo: hanno messo in pratica la formula per essere totalmente se stessi.

Credi darwinianamente che la ragione e la capacità di linguaggio rappresentino il tetto evolutivo massimo raggiunto dagli esseri viventi o credi che esista oltre e intorno alla ragione un universo invisibile di indicibile ricchezza e meraviglia. La ragione è il braccio creativo che permette di realizzare l’ispirazione, e entrambi, ragione e intuizione, ragione e sentimento, yang e yin, meritano uguale rispetto e considerazione.

Credi nella legge di causa ed effetto, a cui tutto si cerca di ricondurre e da cui molto sfugge, o nella legge di finalità? Nel vangelo di Giovanni, 9, un giovane allievo, per fare bella figura, chiede al maestro se il cieco è tale in seguito a un trauma suo o a un trauma ereditato, karmicamente, dai genitori. Gesù non ama le dissertazioni dottrinali, ma adora ribaltare la prospettiva del discorso e scardinare le ossidazioni mentali. Le malattie ci sono date per permetterci di curarle, e quindi di curarci, di colmare quel preciso vuoto della nostra esistenza che esse, provvidenzialmente, ci segnalano. E poi di riprendere il viaggio, più consapevoli e centrati sul sentiero della nostra anima.

L’energia segue il pensiero. Le ossessioni si realizzano. Le star dello spettacolo raccontano che da piccole davanti allo specchio si facevano da sole le interviste. E noi che cosa facevano, che cosa sognavamo? Ce lo ricordiamo ancora?

La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. Certo. Questo solo perché alla fortuna si crede meno. E non la si sa gestire. Dove sta il pensiero lì sta l’energia, lì sta la realtà, presente e a venire. Nel bene come nel male. Siamo stati educati alla ragione e al buon senso, o, peggio, alla sfiducia in noi e nel mondo, alla paura. E il mondo va alla deriva, mancando di timonieri che si assumano la responsabilità del proprio destino. Poche persone mantengono davanti ai loro occhi una magnifica ossessione da realizzare.

Da che parte stai? Mi chiedevano i miei Spiriti Guida. Non vorrai mica dare ascolto a quello che si sente in giro. Allora, stai dalla parte della Terra o dalla parte del Cielo? Ma non hai visto? Il cielo è vasto ed è tutto intorno alla terra, la abbraccia, si fonde con essa e la contiene. Così come lo Spirito è la forza che muove l’io dal suo interno più misterioso e profondo, e ne influenza, a suo piacimento, ogni cellula. Così come la luce, sprigionata dalla candela, permea senza soluzione di continuità l’interno e l’esterno della fiamma, la materia e lo spazio intorno nel quale si diffonde. Chi comanda, chi è più forte, rapido e infallibile, il visibile o l’invisibile? Da che parte stai? Dalla parte degli uomini, che si perdono dietro alle loro maschere, o dalla parte di Dio, della possibilità, divina, di essere semplicemente e felicemente, quello che si è. 

Come disse una volta Dio in inglese, “My way is the highway”.

È la strada più elevata, veloce e dritta allo scopo. Anche il pedaggio, in proporzione alla ricompensa, è davvero irrisorio!

Questo è l’incipit di un libro di una decina di anni fa che non ho mai pubblicato. L’ho riscoperto e trovato stimolante. Mi ha fatto piacere condividerlo con te! Tu che ne pensi?

Leggi anche:
L’amore è un nastro rosso
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Author

Silvia Pedri esplora la vita liberamente e ne comunica la potenza in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale, offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e crea video in cui recita e canta. Se vuoi sapere di più sulle sue competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

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