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Una recita, una rappresentazione. Che ci ha piegato le gambe, ci ha spaccato i denti. Che ci ha aperto gli occhi.

È meraviglioso, potente e salvifico che questa Crisicoviddi ci abbia mostrato come siamo, e ci ha aperto a come vogliamo essere.
Un geniale, feroce, regista divino ha giocato con noi che abbiamo rappresentato noi stessi in una farsa tragica, la più estrema e istruttiva immaginabile. Una specie di racconto sado-maso in cui ognuno portava la sua maschera e si faceva paura da solo e si faceva male. Sorpreso, travolto, preso e imprigionato stretto, fino ad avere lividi e ferite, ad essere piegato in due, a lasciarci pure perfino la pelle.
Ognuno è stato vestito e abitato dai suoi demoni. Ognuno è stato demone per qualcun altro, recitando la sua parte nella propria recita e allo stesso tempo in quella altrui. Ognuno ha vissuto questo carnevale in modo diverso, soffrendone in modo diverso, uscendone fuori, se va bene, rinato, in miliardi di modi diversi.

Chi siamo noi?

Siamo gli operatori olistici che predicano, insegnano, praticano, mostrano, sviluppano il potere divino che è in noi e che appena si è pronunciata la sacra invocazione “virus mortale” si sono tuffati nell’amuchina, gli insegnanti di Tantra con 40 anni di esperienza di meditazione che conducono corsi con la mascherina, gente che cammina sui carboni ardenti a 700 gradi centigradi per decine di metri e dal febbraio 2020 rispetta le distanze di sicurezza.
Siamo noi, persone qualunque che ci credevamo fighe, che ci vendevamo per tali. Noi, i salvatori, che ci siamo trovati a fare cerchi di preghiera per guarire persone “malate di un virus” che non è mai stato isolato.

Siamo persone normali che vogliono andare al sushi con amici normali.
Siamo lavoratori normali che non facciamo entrare le persone nel nostro ristorante se queste persone non sono normali come noi.
Siamo gente semplice, fiduciosa e buona, che non chiede tanto solo un aperitivo con gli amici e un viaggio all’anno. Siamo sempre stati persone per bene, stiamo alle regole. Se dobbiamo torturarci il setto nasale e diventare omini verdi, va bene, dai, faremo anche questo purché tutto ritorni come prima. 

Siamo gente che aveva solo bisogno di un padre e di una madre con cui litigare o dai quali farsi amare, un maestro, un insegnante, un guru, una guru. Ci bastava così poco. Non davamo nessun disturbo.
La nostra più grande benedizione è che ci è stato tolto. Quel poco. E molto, molto di più.
Abbiamo ricevuto minacce, concrete e reali,  circa l’integrità della nostra sussistenza e perfino della nostra identità, libertà, e perfino della nostra anima.

Rinascita dopo una crisi - Silvia Pedri Life Artist

Come si sta di fronte all’annientamento? Solo l’integrità morale vale, resiste, vince, anche quando sembra non ci sia soluzione. Solo il nostro valore personale garantisce, di fatto, per Legge Divina e Naturale, la sopravvivenza e la rinascita. Solo il valore morale garantisce l’integrità, la dignità, la potenza.
Siamo stati traditi da tutto ciò che credevamo ci sostenesse, guru, stato, istruzione, istituzioni, chiesa, chiese varie ed eventuali, intellettuali…

Siamo finalmente orfani. A guardarci in faccia, allo specchio. A reggerci sulle nostre gambe. Senza riferimenti e sostegni. CHE COSA SENTI TU? Come stai TU. Che cosa pensi TU.
Tu, che non eri nessuno perché di certo non avevi e non hai quelle percezioni, quei poteri, quelle siddhi spirituali che i guru vantano e che effettivamente avevano e hanno. Tu non sei nessuno, non vali un soldo di cacio, nessuno ti darebbe e ti dà niente per sentire la tua opinione. Eppure sei TU e tanto ti basta per essere vivo e responsabile della tua vita e della tua felicità.
Sei Tu e non devi essere nessun altro. Non devi essere qualcuno, non devi dimostrare niente a nessuno tantomeno a te stesso. La tua Vita ha valore e splendore quanto quella di un Fiore o del Sole stesso.
E così hai aperto gli occhi sulle tue dipendenze, affettive, spirituali, e hai pianto e le hai lasciate andare. Non vali più o meno degli altri. Vali più di prima perché adesso hai VISTO. Adesso hai avuto la forza di SCEGLIERE, a dispetto di tutto, che cosa è meglio per te. E sei andato avanti, per la tua strada. Senza offendere senza sentirti offeso. In silenzio, in onore, in onestà. Leccandoti le ferite, riempiendo i tuoi buchi.

Siamo gli artisti conformisti, siamo i medici assassini, i giornalisti di regime, il regime unico di manipolazione, controllo e dittatura. Sembrava proprio non ce ne fregasse niente di niente. Per scuoterci, le cose si sono dovute mettere male. Hanno dovuto compromettere la salute mentale dei nostri figli. Hanno dovuto tenerci separati e isolati, fisicamente e ideologicamente, e farci morire di solitudine e pazzia. I più deboli sono stati sopraffatti. Noi, io e te che leggi, siamo ancora qui. Ma siamo qui molto, molto meglio di prima. Grazie al dolore.
Grazie agli orrori perpetuati, senza vergogna e senza fine, sulle fasce più fragili e inermi della popolazione, NOI abbiamo preso responsabilità nostra e dei nostri cari. Grazie ai disumani isolamenti coatti, NOI ci siamo UNITI, prima a distanza e poi ci siamo raggiunti, conosciuti e riconosciuti e abbracciati come mai prima, ci siamo amati, al di là di bandiere o convenienze, ci siamo nutriti, ci siamo salvati l’un l’altro. Grazie ai ripetuti imprigionamenti siamo stati con noi stessi e abbiamo creato nuovi mondi dentro di noi. Ci siamo VISTI. Ci siamo presi in carico. Abbiamo scelto la vita.

Noi siamo quelli che abbiamo rinunciato a respirare. Rinunciamo ai profumi del Mondo, rinunciamo ai fiori e alla primavera. Noi siamo quelli che i fiori non li vediamo perché camminiamo a occhi bassi, perché dietro le mascherine facciamo fatica a vedere, perché tanto siamo abituati a fare solo il nostro dovere, perché abbiamo paura di vivere quanto di morire, perché siamo rivolti ai nostri morti più che ai nostri vivi.
Noi siamo quelli che si relazionano con gli altri con uno straccio sulla bocca e l’aura che conta i centimetri di contatto. Cielo ha varcato il metro! E di quanto esattamente? Parecchio. Lo facevamo anche prima ora siamo ancora più affinati nella sensibilità. Siamo quelli che, per cortesia o per quieto vivere o per buona coscienza di dovere sociale o per credenza o per vigliaccheria, si relazionano con gli altri con uno straccio sulla bocca. Non parlo, non mi interessa. Meglio di no. Meglio non toccare, problemi inutili. Come diceva mia nonna, ah non so, non chiedo.
Tanto non conta niente, non ho nulla di particolare da dire, da sapere. Tanto non posso dire nulla di mio. Non è richiesto. Posso anche limitarmi a parlare da dietro uno schermo con icone, meme e frasi fatte, o da dietro una mascherina con il fiato che mi torna indietro. Se le parole sono solo sprecar fiato. Se l’espressività del volto può anche esser cancellata…
Noi siamo quelli. Ci riconosci, siamo tutti uguali. Cambia il colore della mascherina.

Tutto è tabù. Tutto è confuso da paure. La Vita è semplice. La Natura è semplice e stupenda. Non la conosciamo. È vietata. Noi non la vediamo. Era così anche prima. Il mondo-di-prima, fatto di endemica violenza e sopraffazione, non è che ci vedeva limpidi. Eravamo vittime inconsapevoli di carnefici inconsapevoli, fin da neonati. Eravamo reattivi e manipolatori, prima ancora di accorgercene. Il mondo-di-prima non ci vedeva certo liberi e pacifici. ORA possiamo essere pacifici perché ci siamo ricordati, abbiamo sperimentato, che cos’è la guerra, il sangue, l’oppressione. E sappiamo, per esperienza degli ultimi millenni, che le Rivoluzioni portano solo nuovi squilibri, nuovi inganni della mente e del cuore, e nuovo sangue. E sappiamo che le situazioni non vanno combattute, altrimenti ne vieni divorato. I tuoi nemici, personali o collettivi, non vanno rinforzati con la tua lotta, vanno inclusi nella tua pace. Sappiamo che i burroni si attraversano con un passo un primo piccolo fermo passo di Coraggio. Sappiamo che le situazioni si superano con l’evoluzione, con un salto evolutivo, con un giro evolutivo della propria spirale di vita attraverso le proprie Ombre.
E lo abbiamo fatto. Molti di noi, nel nome di se stessi, nel nome dell’amore e del rispetto di sé, nel nome del sacrum-facere, si sono sacrificati e sono diventati altro da sé, sono usciti dalla pelle di serpente che li teneva fermi, nelle proprie paure nei propri confort nei propri limiti, per essere più fedeli ai Valori che riconoscevano in sé per essere autentici con la propria Promessa di Vita.
L’unica cosa che devi fare nella vita, per tutta la vita, è dire SI/NO alla vita. Conviene dire di sì. SCEGLIERE di SI. A qualunque costo. Per il semplice proprio fottutissimo bene. Perché si può perdere tutto ma non la propria Anima.

Siamo noi quelli delle paure, quelli che la vita l’abbiamo ricevuta ma non presa, che se l’avessimo presa saremmo pieni di Vita, saremmo in Pienezza e in Pace. Non ci sentiremmo sempre in mancanza in debito in rancore in debolezza in competizione in conflitto. E invece abbiamo paura dalla punta dei piedi in su, paura di crollare, scomparire, di morire, di vivere, di essere infelici, di essere felici, di non esser visti, di essere contaminati, di cambiare luogo, modo, opinione, orientamento e coordinate, punti di vista, abitudini e azioni, famiglia.
Noi che SAPPIAMO, per averlo studiato e sperimentato per anni se non decenni, che tutto l’esistente non è altro che materia che non è altro che energia che funziona in quanto energia e come energia. Conosciamo la quantistica, la sistemica, le onde theta, le leggi biologiche, le terapie essene, le filosofie mediche di ogni cultura… ci facciamo ipnotour intergalattici e interesistenziali… e ancora crediamo che esista un virus che si infili nell’ingranaggio universale per farlo esplodere e farci scomparire. Un cazzo di virus.
Ma cosa abbiamo capito di quello che abbiamo studiato o, addirittura, insegnato!?
Un virus, a me, che mi fa!? Una notizia, una perdita, un errore, una maledizione, a me, che mi fa!? Io sono intera per natura. Io sono da qui all’infinito per costituzione. Crollo, vado in pezzi, e poi recupero la mia natura intera. Lo voglio. Faccio di tutto. Trovo il modo. Io sono AMORE-VOLONTA’. Io sono un essere umano, esattamente come Te. Io ho paura. Ogni giorno. E la ringrazio. Anche grazie a lei, muoio e rinasco ogni giorno.
I virus, i funghi, i batteri sono parte della vita, al servizio della vita. E, sempre secondo la scienza, verificata da cinquant’anni di studio e pratica, delle leggi biologiche, non esiste alcun sistema immunitario perché non esiste alcun nemico. Esistono prove evolutive. Se sono importanti ci mettono in ginocchio, come è naturale. Sta a noi osservare, capire, amare e assecondare la nostra natura, rialzarci.

Rinascita dopo una crisi

Siamo noi quelli che abbiamo paura e non sappiamo neanche di cosa. Siamo noi che siamo troppo stanchi o depressi o pigri o sconvolti e confusi per porci domande e preferiamo delegare a chi invece, chissà perché, preferisce scegliere al nostro posto. Siamo noi che passiamo da uno stato di emergenza all’altro perché non abbiamo il coraggio di fermarci un attimo, fermare la ruota del criceto che manteniamo attiva col sudore quotidiano della fronte e chiederci dove stiamo andando e perché. Preferiamo correre spaventati. Ci sentiamo a casa, dove siamo sempre stati, dove siamo nati e siamo stati allevati, una casa di paura e non di Gioia. E preferiamo non sapere che la Verità rende liberi, la Gioia rende invincibili, perché la libertà, la verità e la gioia sono troppo per noi. Non le sappiamo contenere, non le sappiamo neanche immaginare. Io sono come te che conosci solo quello che non va. Che sai che è possibile che vada meglio, così come è possibile e reale la luce del Sole e la luce dentro di te, ma non sai come fare. L’unica cosa che possiamo fare è uscire dalla giostra ipnotica dove a qualcuno fa tanto comodo che stiamo. Alzati e cammina! È il momento. Ora o mai più. Alzati. E vai in cerca di te stesso. Stando fermo, dentro te stesso. Essendo. Essendo amore-volontà. Creando amore-volontà. Condividendo amore-volontà.

Noi siamo quelli che ci definiamo dipendenti affettivi e invece siamo congelati affettivi, noi siamo quelle che con immensa arroganza, con autocompatimento e autocompiacimento, crediamo di amare troppo e invece non abbiamo la minima idea di che cosa è l’amore. Perché non l’abbiamo mai sperimentato. Perché non ce l’hanno mai insegnato. Perché siamo trattati come automi fin dal parto, violati, isolati. Stupriamo la natura, la nostra natura. E poi passiamo la vita a rincorrerci e scappare. Allo stesso modo come rincorriamo la vita e scappiamo dalla vita stessa. Perché è tutto troppo per noi, insopportabile, ingestibile, è tutto troppo bello e troppo doloroso.
Tra me e il bello c’è il dolore. Da attraversare.
Tra me e l’amore, tra me e la Vita, c’è il dolore. Metri e chilometri di ghiaccio e lacrime da sciogliere. 
Ti vedo da dietro un plexiglas. Vedo che ci sei ma non ti posso raggiungere e il divieto ingigantisce il desiderio, deforma l’immagine. Il panico raggela. Non sento niente, non capisco niente. Non controllo niente. Verrò annientato? Imprigionato? Colpevolizzato? Ferito? Non è vero che ti vedo. Sento l’odore. Sono pur sempre un animale da fiuto. Sento l’ormone. Sento buono. Ma ti vedo dietro il plexiglas sporco delle mie paure. Le paure della mia infanzia, le paure della mia mamma, le paure di nonna, bisnonna, e quell’altra violentata e rinchiusa e la genìa di donne prima di lei, le paure di altre mie vite, le paure dei secoli e dei millenni, il sangue, la schiavitù e i mostri. Vedo le mie paure. Poi sì, vedo un po’ anche te. Che infatti hai una faccia strana.
E mi guardo bene dal raggiungerti. Lo vedi, sono imprigionato. Ancora una volta, imprigionato. Ma non è colpa mia. Siamo tutti dietro a un plexiglas a questo mondo.
Ma eravamo così anche prima.
Almeno ora vedo il plexiglas.
E sono libero. Posso decidere di scegliere di essere libero. A qualunque costo.

(24.10.2021)
Foto di Brady Knoll e Josh Hild da Pexels

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Silvia Pedri esplora la vita liberamente e ne comunica la potenza in modi artistici. Frequenta temi spirituali con esperienza e padronanza. Gestisce un blog di crescita personale, offre consulti, scrive, dipinge, fotografa, autoproduce ebook di romanzi, saggi e poesie, crea mp3 di musica e di meditazioni e crea video in cui recita e canta. Se vuoi sapere di più sulle sue competenze, clicca sull'icona di LinkedIn.

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