Articolo di :

Silvia Pedri

I blog fanno male alla tua energia

I blog fanno male?

I blog fanno male? 1197 630 Silvia Pedri

Meglio felicità che in-felicità. Però io continuo a pensare che condividere la propria felicità con il mondo su Facebook e i social media sia una perversione, una perversione sentimentale tale e quale le perversioni sessuali e di fatto molto peggio.
Chi ha gusti sessuali bizzarri è onesto con se stesso, li conosce e li tiene per sè. Chi condivide la sua intimità è senza intimità 🥶 e manco lo sa.

La questione non è solo l’autenticità e l’intimità.
La vera tragedia del nostro tempo è l’intensità.
Quella è la grande vittima. MISSING!
L’intensità non può resistere diluita. L’esposizione fa calare il desiderio. La condivisione fa calare l’esperienza.
È la vita a non esistere più. 

 

Intimità - Non condividere la vita sui social media

 

 

L. ha appena aperto un blog.
Lo voleva fare da tanto e adesso che era in vacanza proprio era il momento.
Ha rubato qualche ora al sonno e alla vacanza (e alla compagnia del, come lei lo definisce, “l’uomo migliore del mondo”) ed eccoci. Fa l’annuncio sul suo profilo Facebook. Tutti fanno le felicitazioni per il nuovo nato.
Io sento il bisogno di chiedere perché.
“Perché questo parto?”
Lo chiedo con la massima umiltà perché davvero vorrei sapere cosa l’ha mossa ad aprire un blog. E lei ha la cortesia di rispondermi. La sua risposta è tipo “Boh che domanda! Che male c’è! Lo fanno tutti.”
Risposta di per sé inquietantissima. Ma c’è dell’altro…

Silvia: Il blog è davvero molto bello. E anche voi lo siete. Mi chiedo però perché condividere pubblicamente, con chiunque, la vostra vita privata. È una curiosità che ho. Io non lo farei mai e vorrei capire chi ama farlo.

L.: In che senso vita privata? Mutuo e vacanze, per esempio? Per spirito di condivisione, non mi sembrano argomenti tabù da tenere così riservati. In fondo cosa sono i blog?

Silvia: Grazie per la risposta. No non sono tabù. Per “vita privata” non intendevo niente di cui vergognarsi o da tenere nascosto, intendevo solo qualcosa di intimo, personale, che normalmente non si divulga (ma in realtà oggi normalmente si divulga, sono io che sono molto molto antica). Forse divulgarlo è un modo per allargare la cerchia degli amici….

 

Ma la mia domanda rimane. La domanda che fa lei al termine del suo commento. Per lei è una domanda retorica, per me no. Mi interessa.
In fondo, cosa sono i blog?” Già. Che cosa sono? Perché sono? Trattassero di argomenti tabù varrebbe la pena scriverne ma così… Dal punto di vista esoterico-energetico fanno male a tutti. Non solo crescono “l’importanza personale e la concentrazione su se stessi” (virus principale che attenta alla vita del Guerriero Spirituale e di ogni essere umano secondo Castaneda) ma compromettono lo sviluppo di organismi viventi. Ad esempio, nella fattispecie, almeno tre: lei, lui e la coppia.

Lo sviluppo non è più libero: non è più meraviglia quotidiana, trasformazione e sorpresa: è una storia narrata. Ed è anche uno sviluppo molto è più fragile: stanno insieme da nemmeno due anni, stanno per andare a convivere… e già si espongono a sguardi commenti gelosie tentazioni e a qualsiasi spiffero o tormenta energetica varia ed eventuale provenga dall’infinito mondo.
Chi legge impara poco e/o si diverte poco: ci guadagna poco. Chi scrive ci perde molto. Allarga la famiglia a chiunque di passaggio. Perde l’intimità, la complicità, l’avventura, il piacere della solitudine, il piacere della compagnia, la costruzione di una vita nuova. Ma entrambi sono rassicurati. Rassicurati che il mondo funziona così, in modo normale, che anche loro sono una coppia normale, come tante, e non cambieranno tanto facilmente e va bene così.
Benvenuti nel Valiumèffect. Keep Calm and Keep Spleeping.

 

*****

Conosco un posto pieno di vita…

C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

Ti tengono d’occhio

Ti tengono d’occhio 1200 628 Silvia Pedri

Non va bene. E non va bene per una ragione molto tecnica molto pratica e molto devastante.

Non va bene essere sempre sotto i riflettori. Non va bene che non esista più la differenza tra persona e personaggio tra sfera privata e pubblica.
Non va bene, soprattutto, condividere le proprie esperienze MENTRE LE SI STA FACENDO.
Non va bene essere sempre quel personaggio lì, confermato e rafforzato da come ti vedono gli altri.
Non va bene essere costantemente in mondovisione, manco fossi il festival di Sanremo.
Non va bene perché ti impedisce di crescere. Punto. Farti vedere ti impedisce di essere. Di essere te stessa: sempre nuove te stesse.
Sei costretto/a a recitare. Ma recitare sempre uno e uno stesso personaggio. Che non sei sicuro/a nemmeno di esserti scelto autonomamente…

Un tempo questa malattia sociale non esisteva. Esisteva, sì, il villaggio, i vicini di casa, i conoscenti e i parenti, la piazza, gli amici di vecchia data, i nonni con aspettative, i pettegoli al bar… tutto questo limitava il tuo sviluppo. Lo condizionava. Se cambiavi di tanto così gli amici restavano delusi, facevano i capricci: volevano il tuo io vecchio, sempre uguale, rassicurante, con il quale sapevano che potevano divertirsi. E se sperimentavi, se osavi, se avevi una curiosità nuova, i nonni con aspettative ti rimproveravano e i pettegoli al bar ti ostracizzavano. Se perseveravi nell’essere “diverso” l’intera comunità ti escludeva, ti bruciava. Dovevi scappare. È successo. Oggi la situazione è molto più grave.
Ora non sei più libero di fare niente, momento per momento, giorno dopo giorno. Sei sotto i riflettori, sotto osservazione. Ti ci sei messo tu e sembra pure ti piaccia.

Stare sempre sotto osservazione

Non è cosa da poco. Hai una immagine da mantenere. 
Non che tu sia un personaggio importante. Non sei nessuno esattamente come non eri nessuno al tuo villaggio (o meglio, al tuo villaggio non eri Qualcuno ma qualcuno eri).
Ma hai lo stesso un personaggio. Sei un personaggio. Anche se fosse solo la tua persona.
Peggio ancora se sei un solo personaggio, un personaggio solo intendo, se sei “coerente” e “vero”, se sei sempre te stesso.
Non hai margine di movimento, di cambiamento, di esperienza, di curiosità. Se cambi perdi il posto. Non ti riconoscono più. Non rispondi più alle aspettative altrui, non corrispondi più a te stesso. Non ti seguono più, non ti vogliono più. Sei fuori. Da tutto. Per sempre.
Non ti guadagni neanche più la pagnotta. Se non sei un “personal brand” non hai “coerenza”, “credibilità”, “affidabilità”, “riconoscibilità”. Non ti comprano. Non ti vedono. Passano oltre.
Non sai neanche come ci sei finito in questa trappola. Così fan tutti… Forse non c’è scelta. Così si fa.

 

Castaneda , lo sciamano più cool (e geniale) degli ultimi due secoli, parlava di distruggere la storia personale, il passato. Parlava di essere liberi dalla propria importanza personale, dall’ossessione dell’attenzione su se stessi e dall’ossessiva attenzione degli altri su di noi che ci tiene fissati in modalità sempre uguali.
Essere liberi di crescere, di sbagliare, di imparare, di cambiare, di essere, di essere parti di sé, di essere nuovi, di essere diversi, di essere tanti. Liberi di apprendere nuovi linguaggi, liberi di conoscere se stessi e il mondo. Fluire fluidamente in questo mirabolante universo di possibilità pressoché infinite. Vivere con pienezza.
Per poterlo fare la condizione essenziale è l’agilità energetica data dalla libertà dall’importanza personale e dai condizionamenti altrui.
La preoccupazione per il giudizio non solo rende lenti e goffi ma brucia, consuma, rende privi di energie, impossibilitati ad andare oltre ciò che non sia routine mentale o fisica.

Da quando Castaneda negli Anni Sessanta del secolo scorso, ha reso pubblico lo spirito degli insegnamenti dello Sciamanesimo messicano o Tolteco, il mondo è andato esattamente nella direzione opposta. Questi insegnamenti sono sempre più urgenti e attuali e sempre più fuori moda. Il motivo è semplice: sono impraticabili.

Chiunque faccia un viaggio o una esperienza di un solo passo diverso dal solito lo condivide sul web.
Ne è troppo fiero per poterne tacere. Lo devono sapere tutti. E così ogni passo oltre il conformismo viene ricondotto al conformismo.
Sei sempre la stessa voce narrante per sempre il medesimo pubblico. Pubblico che per dare un po’ di calore deve essere il più possibile vasto il più possibile celebrativo o partecipativo. Ti deve dare conferma che tu continui a piacere perché sei sempre quello che gli altri si aspettano che tu sia, ti deve rassicurare e dare conferma che tu esisti, che tu vali, in moneta corrente contemporanea, e che sei sempre la medesima persona. Giorno dopo giorno.
Poi muori.
Hai fatto una vita da palcoscenico. Primo attore o comparsa. Poco importa. Alla tua importanza personale importa moltissimo ovviamente. Ai fini della tua crescita personale, della maturazione, evoluzione, ampliamento, libertà, felicità del tuo IO, della tua personalità e della tua anima, poco importa. Sei in ogni caso un attore tragico, un personaggio che per tutta la vita è stato costretto a rimanere sempre uguale a se stesso, che gli piacesse o meno.
E dire che, se ce ne si accorge, scegliere si può. 
Si può scegliere di uscire dai tranelli.

Stare sempre sotto i riflettori - Social Media

L’antidoto a questa malattia sociale, che divora la vita come un grande nulla che si propaga a macchia d’olio, è un po’ più di riservatezza.
Io sono contenta di spiare la tua vita dal web. A volte è anche interessante (a volte). Davvero l’antropologo, il sociologo, lo psicologo, perfino l’esoterista, che c’è in me godono. Ma tu non sei tenuto a sacrificarti per me in questo modo. Posso anche non sapere se ti incontri con la tua amica americana o se stai seguendo un seminario a Ibiza se vuoi tanto bene a tua zia o se hai trascorso un pomeriggio in spiaggia a Varigotti con il tuo cane o come procede la malattia di mamma. Non sono tenuta a saperlo. È anzi molto toccante e parecchio imbarazzante per me saperlo. 
Se si tratta di incontri ed esperienze intense daranno in te i loro frutti e non potrò fare a meno di goderne. Il mondo intero è assetato di frutti succosi! Ma non devi avere fretta di produrre frutti.
La crescita interiore non è schiava delle performances esteriori.
Potresti ricevere doni grandiosi dalle tue esperienze di vita e questi doni grandiosi potrebbero non essere mai visibili pubblicamente perché riguardano appunto la tua vita, i tuoi affetti, la tua realizzazione personale. E la vita è cosa privata non pubblica. La vita è tanta roba che non si vede. Oggi è il primo momento della storia dell’umanità in cui è normale che ogni vita sia pubblica. Ma questa lente deforma, distorce ogni cosa, ogni esperienza, ogni comunicazione. Poi, se avrai qualcosa di bello, lo condividerai, se sarà opportuno, per il bene comune. Ma intanto non devi dimostrare niente a nessuno, solo essere felice. Essere felice. Non dimostrare di esserlo per averne conferma. E lo sei soprattutto se nessuno lo vede. Lo sei soprattutto privatamente e autenticamente.
La crescita segue i suoi flussi, personali, misteriosi, naturali, necessari. Ma hai vissuto. Questo, SOLO questo conta. Hai vissuto libero, andando incontro NUDO alle esperienze, andandoci solo tu e te, non tu e il mondo alle calcagna. Non sei agli arresti domiciliari, un personaggio sotto osservazione. 
Non sei un personaggio, non sei un solo personaggio, un personaggio solo intendo. Hai tutto il diritto, il dovere e il piacere di essere mille personaggi, all’occorrenza. Hai tutto il diritto di permetterti di stupirti.
L’unica cosa che conta nella tua vita è che vivi la tua vita non che la racconti non che gli altri ti dicano bravo o che ti invidino o che ti vedano o che ti desiderino… Tanto l’attenzione degli altri conta poco. È roba fredda. E’ roba che dura il tempo un clic. Gli altri, tutti gli altri intorno, direbbe Castaneda, sono essenzialmente concentrati su se stessi, sulla loro importanza personale. 😉
Le conseguenze pubbliche della tua vita non ti riguardano, a meno che tu non sia un politico, responsabile e rappresentante della “cosa pubblica”.

Ogni esperienza è sacra e non va toccata, è delicata, va onorata e rispettata, non contaminata, è unica, non riducibile a performances seriali. Ogni esperienza di vita è cosa talmente sacra che al suo viverla con purezza e abbandono andrebbe sacrificato tutto.
E dire che basta sacrificare solo una piccolissima cosa: la visibilità MENTRE LA SI STA FACENDO.
Stanne fuori, fuori dalla rete social, fuori dalla rete di ragno che limita i tuoi movimenti e ti rende un replicante e non un essere umano della Nuova Umanità.

 

“Sono stufo sempre della solita minestra. Io voglio esplorare il mondo, voglio guardare la tv con un altro fuso orario, voglio girare in centri commerciali strani ed esotici.”
(Homer Simpson)

 

 

Sapevi che in Italia vive e opera un autentico sciamano tolteco, un italiano formato per dieci anni in Messico da un lignaggio parallelo a quello di Castaneda? 
Io l’ho scoperto recentemente e ho partecipato a un corso intensivo. È stata una esperienza mirabolante. Inenarrabile, indescrivibile. E non la descriverò, né mentre né dopo. Ma ti garantisco la qualità e l’accessibilità di questi insegnamenti, necessari ogni giorno di più. VAI A > Nagualismo – Sciamenismo tolteco nella pratica quotidiana

 

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Conosco un posto pieno di vita…

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Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

L’amore non finisce

L’amore non finisce 1920 970 Silvia Pedri

 

Una rosa purissima è l’anima
in quel suo pensare
a una perenne primavera.
L’amore è la ragione.
Se tu ami
avrai rose tutti i giorni,
se tu non ami
sarai uno sterpo spoglio.
(Alda Merini)

 

Non è vero che l’amore finisce. Non finisce da una vita all’altra, figuriamoci se finisce in una stessa vita!

Può cambiare la modalità erotica.
Può allentarsi il legame eterico se non è frequentato.
Si può essere troppo pigri o egoisti o incapaci per vivere l’amore e si può scegliere di non fare e non sentire. 
Ma l’amore è una impronta che segna e modella l’IO. 

Chi ama è a disposizione dell’amore, per sempre. 
Lascia che sia e lascia anche che non sia.

Quante persone mi sono passate tra le mani e sul cuore? Tra le mani pochissime. Che hanno calpestato il mio cuore tante, a volte goffamente, a volte con passo leggero, con reverenza. A volte un attimo solo. Ma hanno lasciato il segno. Mi hanno vissuto e modificato. Mi sono creata.
Sarò sempre grata per il loro passaggio e fedele all’affetto che ho per loro.
Sono libera e sono fedele a me stessa.
Onoro tutto quello che c’è.

 

Non tutti i fidanzati vengono perfetti.

 

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
(Antoine de Saint-Exupéry)

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.
(Antoine de Saint-Exupéry)

 

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Intervista a Joan Mirò

Intervista a Joan Mirò 1500 895 Silvia Pedri

da “Il segreto della felicità“…

Intervista (medianica) a Joan Mirò – pittore e scultore  (Montroig, Barcellona 1893 – Palma di Maiorca 1983)

 

SILVIA: Perché mi sta così vicino, così proteso verso di me?
JOAN MIRÒ: È un peccato stare lontani se si può stare vicini, capisci. Se io sto lontano sono formale, allora ti parlo delle tecniche di miscelazione e stesura del colore, e bla e bla, parlo con la mente. Perché dobbiamo parlare con la mente, chi ci obbliga? È senza dubbio più noioso, meno creativo. Io non lo uso mai. Tu parli con la mente e non va bene. Non si parla con la mente e non si parla col cuore, si parla con l’anima, è questa la visione dell’artista, la globalità percettiva.

S: Va bene anche per gli intellettuali?
JM: Gli intellettuali hanno un difetto: sono intellettuali. Perché gli intellettuali, quelli furbi intendo, non vogliono definirsi tali? Per non essere rinchiusi in uno stereotipo di presuntuosi. E perché quelli furbi sanno che l’intelletto non deve avere supremazia. Vedi, gli artisti hanno fatto una cosa molto importante: hanno tagliato il linguaggio, sì, proprio come tagliare via la lingua. E allora tutto si dischiude, tutto si rivela.

S: Lei rappresenta sempre i genitali…
JM: I genitali sono la vita, bambina, il mistero. La meraviglia della vita. Bisogna abbandonarsi. Tu scrivi, e dici tutto di te, tutto del mondo che conosci e va benissimo. Tutti gli scrittori lo devono fare perchè non c’è nient’altro (che valga la pena di essere scritto) al di fuori di loro stessi. Non è compiacimento se è sincero. Il segreto è la sincerità, io sono così, e se così opero c’è un motivo che trascende il mio piccolo ego, lo sento, sento di farlo. Questi sono autentici tesori. Gli scrittori non fanno altro che dare il buon esempio: guardate un po’ se anche voi ne avete di tesori… Oh, sì che ne avete! Che belli!

Ognuno li ha. E ognuno potrebbe essere artista, inventore di congegni elettronici, scalatore di vette, disegnatore, poeta… Ognuno HA una vetta e dovrebbe percorrerla. Non è il Medio Cielo astrologico, che indica la realizzazione professionale. NON è finalizzato. SEI tu. In Astrologia Arcaica è espresso più chiaramente: che tipo di energia predomina in me? Sono un alpinista o un poeta?

Andare dove nessuno è mai stato vuol dire semplicemente percorrere il proprio sentiero, che è esclusivo, per l’appunto! Bisogna avere la mente vuota per percepire con interezza. Gli artisti visivi sono agevolati in questo.

 

Mirò - Ballerina spagnola

Mirò – Spanish Dancer

S: Ma come fate a non preoccuparvi di nient’altro che della vostra arte?
JM: Tesoro, si lavora, si lavora tanto duro che si finisce col non vedere nient’altro che la propria arte. A quel punto, la tua arte sei tu.

S: Vuol dire che la mia amica Ines potrebbe mettere su una fabbrica di candele se solo volesse?
JM: Certo. Ti ripeto, certo. Solo che non glielo possiamo dire noi come fare. Per il semplice motivo che NOI non lo sappiamo. È la sua mente che produce (perché contiene) il suo futuro, solo lei può. Spetta a lei sapere il ‘come’ e il ‘se’. ‘Se’ non vuole, certo, è un altro discorso. Ma lei lo vorrebbe.

S: Il problema è che crescere fa paura.
JM: Crescere cambia tutta la prospettiva. È come abituarsi all’aria rarefatta di ossigeno a 6000 metri. È un’altra vita. È smettere tutto e ricominciare. Pensa a quando si cresce, si è prima bambini, poi adolescenti, poi adulti. Pensa a chi cambia lavoro. Bisogna cambiarlo, lo sai, sei lì che aspetti… aspetti cosa? …di cambiarlo! Devi perdere tutto.

S: È vero il detto yoga “solo quando si è disposti a perdere tutto, allora si può avere tutto”?
JM: Certamente. Quando sei disposto a perdere tutto, virtualmente HAI perso tutto e puoi solo ricominciare. Non c’è niente e dico niente di più eccitante di perdere tutto. No, non parlo di azzardo, parlo di rischio. È tutta un’altra vita. È così che funziona. Se vuoi una spiegazione intellettuale non chiederla a me. Ma gli intellettuali sono tanto tristi! Non sanno andare oltre la loro mente. Superare i limiti della mente è superare se stessi. I limiti della mente sono le paure, “io non ce la faccio”. Sono il razionalizzare i disegni emotivi, se vuoi una bella definizione. E questo è un limite feroce, credimi. Significa giustificare con tanto di bolla e diploma le indisposizioni emotivo-affettive. Bisogna capirle, non giustificarle. Il detto yoga è così suggestivo perché di per sé è un orizzonte nuovo, ne è il preannunciamento, dice: ” Se fai così, l’orizzonte nuovo è una certezza. Sei disposto?”

La paura della perdita e la paura della conquista sono la stessa cosa. Io non vi riconosco altro se non una sofferenza affettiva. È il ragazzo che cresce, parte da casa per andare a vivere da solo. “Mi vorranno ancora bene?” Come se non ne arrivassero altri ad amarci! Tutti ce l’hanno questa paura. È l’unica cosa che ci frena.

S: La paura di perdere tutto è la paura di morire?
JM: No, non confondiamo le cose. La paura di morire è altro, ne parliamo un’altra volta. La paura di perdere tutto è la paura di morire abbandonati.

Ascolta: il rischio non è incontaminato. Non significa buttarsi nel vuoto e sapere che ci salveranno. No! Siamo sulla Terra per essere avveduti. La fabbrichetta di candele si costruisce e si sviluppa lentamente , tanto più velocemente e solidamente in proporzione al lavoro che ci dedichi. Per tutti è così. Il rischio vuol dire percorrere una strada che nessuno ha mai percorso perché semplicemente era la tua! Il rischio è la direzione giusta. Se è giusta è giusta al passato, quando si manifestano i talenti, al presente, quando si opera per la sua realizzazione, e al futuro. È giusta come germe e come sviluppo. Crescerà sana e rigogliosa.

La solitudine non è un deterrente valido. Li trovi gli amici quando sai fare tante cose! Quando hai COMPIUTO le tue opere, il mondo le VEDE, e poi se ne stupisce! Tu no, per te tutto è dovuto perché è normale, tutto ciò ti appartiene da sempre.

Il Segreto della Felicità è la strada maestra, la tua. Tesoro, quando sei creativo sei così felice che l’amore non ti manca. Sei felice e la Felicità include l’amore, è fatta della stessa sostanza, è solo il punto di vista ad essere diverso, un po’ più settoriale, molto umano. La Felicità è una preoccupazione molto umana. Ma è giusto così, bisogna tendere a qualcosa, porsi i problemi, sapere dove andare. Per sapere dove andare bisogna porsi la domanda: “Qual è la Felicità per me?”

Ci vuole molta libertà per capirlo e anche in seguito per viverlo. Io sono diverso da tutti gli altri e questo si deve vedere. Non è ostentazione, è verità. Io faccio il mio cammino che mi spetta e sono felice.

Allora non mi preoccupo più di niente, allora è beatitudine. Panismo, veramente. La mia appartenenza è la natura umana vs. quella divina. Io creo l’uomo, io mi preoccupo dell’uomo, Dio di Dio (e dell’uomo). Io non penso a Dio, io sto bene tra i miei simili. Perché sto bene con me. Non ho niente da recriminare a nessuno. Se qualcuno mi pestasse un callo che m’importa, mica mi mozza un piede. Ci sono sempre persone cattive, stupide, ma non mi riguardano, non mi riguarda. Io, che sono al di là del bene e del male, sono Buono! La mia è una forza primordiale, nel senso più vero e sacro del termine. Io sono Dio, Io sono già Dio.

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estratto da “Il segreto della felicità”.

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CONSIGLIATO PER TE: Regressione guidata per la felicità in amore


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Notre Dame Paris - Spirito femminile

Muore Notre Dame, viva la Nostra Signora!

Muore Notre Dame, viva la Nostra Signora! 717 365 Silvia Pedri

Muore Notre Dame. Viva lo Spirito del Femminile, la Nostra Signora!
Esploriamo e celebriamo insieme il Femminile
, Maria Maddalena, proprio colei che secondo la leggenda scelse la Francia per tramandare il Santo Graal, il sangue reale, la discendenza diretta di Gesù…

 

Maria Maddalena è il simbolo della trasformazione e quasi un paradigma di come funziona la trasformazione e la crescita.

Aveva sette demoni per dire tanti e poi diventa inseparabile da Gesù, diventa il suo “discepolo prediletto”, il “discepolo che lui amava”, e addirittura la fondatrice di una scuola di pensiero e di sentire religioso, il ramo femminile del discepolato di Gesù.

Se uno ha molto peccato significa che ha molto vissuto, che ha molto amato, ha vissuto con slancio e passione senza risparmiarsi (Luca, 7, 47). Significa anche che ha molto imparato dalla vita.

Il Padre ha molto più amore e considerazione per il figlio che ritorna, come il figliol prodigo. Non solo perché è pentito degli errori commessi e torna all’ordine, ma proprio perché torna all’ordine arricchito delle sue esperienze che gli hanno fornito la necessaria consapevolezza e motivazione. Il figliol prodigo torna a casa saggio, “prodigo” di strumenti interiori, l’altro figlio, che ha solo e sempre ubbidito, timoroso di qualsiasi cosa sia fuori di casa, della norma data, resta insipiente e inutile. Non a caso tutti i vangeli riportano l’indulgere ossessivo di Gesù in compagnia degli strati sociali più disprezzati.
Le persone che sbagliano di più sono più ricche perché se sbagliano se incontrano traumi, parti oscure dentro e fuori di sé, debolezze e incapacità che li fanno combinare disastri… è solo perché hanno più energia, più slancio di quelli che non sbagliano o non cadono mai: ci hanno provato di più. E sono più ricche anche a posteriori: hanno toccato i loro limiti, i loro demoni, i  loro blocchi, paure e ogni volta hanno cercato di integrarli, armonizzarli, comprenderli, scioglierli e andare oltre, il loro io non è rimasto paralizzato sullo status quo, ma è cresciuto, in Luce, Consapevolezza e Forza.
Un io che faccia questo coraggioso lavoro di incontro con se stesso e purificazione e si toglie sette demoni, tanti per dire tutti, per forza Gesù lo vuole al suo fianco! Diventa il suo discepolo prediletto, il compagno o la compagna più amato e gradito, l’unica che lo sa capire veramente e che riceve le sue confidenze (i discepoli chiedono a lei di intercedere presso Gesù durante l’ultima cena per sapere il nome di chi lo tradirà, lei si sa che può).

Maria Maddalena – Tiziano

Che poi Maddalena dia fastidio è normale. Suscita paura in chi ha paura di vivere o in chi ha paura della propria parte femminile. La parte femminile nella Chiesa che si è sviluppata a partire da Pietro non è mai stata integrata. I padri della Chiesa finivano con l’evirarsi tanto avevano paura del richiamo del femminile. Qualche secolo dopo c’è stata la grande demonizzazione del potere femminile nei roghi dell’inquisizione.
Maddalena è uno spauracchio, meglio tramandare la sua immagine come penitente eterna, come nella statua del Canova ad esempio, molto ossequiosa all’ambiente ecclesiastico in seno al quale è nata. Ma l’immagine di una penitente non insegna niente. Passare la vita a pentirsi significa piangere per l’eternità e affossare la propria autostima e spegnere l’energia vitale. E spegnere il potere di una figura inquietante proprio per la sua forza. L’autorità ama l’ordine, fonda la propria sussistenza sull’ordine, tutto ciò che è autonomo, diverso, in qualche modo irregolare è una minaccia e va cancellato. Altrove Maddalena è tramandata con un’immagine di grande forza e potere. Molte opere d’arte di origine francese la raffigurano vestita elegantissima, come una nobile o una ricca borghese, oppure, ancora più sconcertante, completamente nuda, avvolta da tantissimi capelli rossi. Sono immagini simboliche, evocative del potere del femminile. E sempre, in queste immagini, ha un libro in mano, come una donna colta e intelligente, cosa rara sia nel mondo ebraico sia nel mondo cattolico. Maddalena un’intellettuale? Anche, non per niente tramanda parte della Parola di Gesù!

Il patriarcato caratterizzava entrambe le società ebraica e cristiana cattolica e la voce di una donna non era gradita. Le tracce rimaste del vangelo di Maria Maddalena (Vangeli Gnostici, Adelphi) riportano le resistenze orgogliose ad accettare la sua parola da parte degli altri discepoli di Gesù. Eppure, secondo le analisi filologiche di Igor Sibaldi, era sempre a lei che Gesù affidava il suo pensiero e la sua parola. Lo si dice nel vangelo apocrifo di Maria e anche alla fine di quello di Giovanni (21, 22).

Gesù non era patriarcale. Gesù contestava le autorità e i formalismi, era ribelle, era per l’amore, la vita e la libertà, la ricerca individuale. Non c’era bisogno dell’ascetismo di Giovanni Battista, suo predecessore. Gesù dà il buon esempio e sta sempre tra la gente, e mangia e beve con loro (e sempre vino, non acqua). E con quelli che vivono intensamente, come la Samaritana, che ha avuto uno sproposito di uomini per la società dell’epoca, si capisce perfettamente. Non gli sembra vero di poter essere autentici, parlare da io a io e non da noi a noi, da gente che vive la propria vita e non gente che rappresenta la propria corporazione, il gruppo, e delega le proprie scelte alle Leggi o alle norme del vivere sociale.

Per essere se stessi bisogna integrare la parte destra del cervello cioè la parte sinistra del corpo, la parte femminile del vivere individuale e sociale. Questa è la parte del cervello che ai giorni nostri si cerca di sviluppare nei creativi per avere sempre soluzioni nuove, o nei ricercatori, scientifici o spirituali, per avere nuove visioni, intuizioni, illuminazioni. Questo è anche l’ultimo consiglio che Gesù dà ai discepoli (Giovanni, 21, 6): lanciate le vostre reti a destra! Il moto destrorso, da destra a sinistra, è logico razionale, lineare, conservativo. Voi voltatevi dall’altra parte! Lì troverete.

La libertà, la tolleranza, la crescita individuale, la trasformazione interiore sono valori che si sviluppano in un humus psichico e sociale Yin. Gesù discuteva continuamente con oppositori o seguaci uomini e si trovava subito bene con donne e bambini.

La riscoperta del valore e del potere della Maddalena coincide con L’età dell’Acquario, della crescita per ricerca e libertà interiore, e con la riscoperta e valorizzazione dei poteri del femminile (sciamanismo, medianicità, olismo, umanitarismo, ecologismo…). Si ha iniziato ad ascoltare la voce della Donna e molte vie si sono aperte e anche un approccio diverso, nel migliore dei casi più dolce e di accudimento e nutrimento, più di ascolto, più di partecipazione e condivisione per un mondo realmente globale.

Maria Maddalena – Bernardino Luini

Per quanto riguarda la realtà storica, della vita di Gesù, di Maddalena, dei discendenti di Gesù, non me ne preoccuperei troppo. Sono figure realmente esistite ma il loro valore sta nel loro insegnamento, in ciò che dalle loro figure e vicende emana, in ciò che simbolicamente la loro leggenda insegna. Per Maddalena non c’era posto nelle società patriarcali ebraica e cristiana. La sua immagine viene il più possibile cancellata dai vangeli. Lei, secondo la leggenda, espulsa come un corpo estraneo, porta dentro di sé, nel suo grembo, il lascito di Gesù. Va in Francia a nutrire con esso i fermenti vitali delle eresie gnostiche (catari, albigesi, nel sud della Francia, sterminate fino all’ultima goccia di sangue e all’ultima testimonianza dall’ autorità ecclesiastica e sfigurate dalla sua propaganda negativa). Lo gnosticismo è un termine di origine greca, da gnosi=conoscenza. Era una fede data dalla fiducia che è data dalla comprensione delle Leggi dell’Universo, una religione della ricerca interiore e della crescita attraverso la ricerca e la consapevolezza. Suona molto moderno, contemporaneo, rivoluzionario? E’ quello che diceva Gesù!

Il potere è sempre, costituzionalmente, contrario all’autonomia di pensiero dell’individuo. Ma c’è una parte di noi che è “eretica” ma non muore mai e sempre assicura acqua nuova e fresca al nostro mulino interiore. L’età dell’Aquario è il momento più fertile che ci è concesso.

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La rinascita del Femminile e del Maschile in equilibrio costa la morte di tutte le strutture concettuali preesistenti.
Ogni cultura è messa a ferro e fuoco e dalle sue ceneri rinascerà l’Essere Umano Nuovo.

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Migliaia di persone per ore hanno cantato per le strade. È un po’ come una Rivoluzione. Le persone con cui ho pregato non pregavano per il semplice dispiacere della rovina di un pezzo di eredità culturale, non piangevano perché andava a fuoco un simbolo della nazione francese. La gente era lì e pregava Notre Dame, la Nostra Signora. Nessuno ha convocato questi giovani, né preti, né vescovi. È stato un movimento spontaneo eppure ordinato e rispettoso. Ho visto i mattoni della vera Chiesa, una Chiesa giovane e viva che mostra se stessa.
(Gianluca Lisi)

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E mentre siamo distratti le nostre città e la nostra salute vengono devastate.
“Un abbattimento di alberi per le strade di mezzo mondo. Una vera e propria strage di verde pubblico è in corso in Occidente.”
Ecatombe di alberi. Intralciano il wireless del 5G!

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Ti suggerisco caldamente due libri “bibbie” sul tema Maria Maddalena, per affondare davvero mente e cuore nelle vicende mitiche e storiche che hanno formato la nostra identità spirituale:

Silvia Pedri - Artista

Fumi e profumi di Venere

Fumi e profumi di Venere 1904 990 Silvia Pedri

M. mi prepara una sigaretta. Chiede se si può fumare. Io dico è casa mia faccio quello che voglio. lo dico come se avessi 14 anni e avessi “okkupato” casa ai miei. E invece ne ho 41. E di fatto, sì, si direbbe casa mia visto che la occupo, legalmente, da quasi vent’anni. Il discorso non fa una grinza.
Mi chiede se ho mai fumato. Gli faccio l’elenco delle cose che ho fumato in vita mia. (E i miei ora si tappino le orecchie e gli occhi). Mi dice no non intendevo questo intendevo se hai mai fumato come abitudine. Noo, come abitudine no. Mi riesce difficile perfino pensarlo. Anche lui mai. Posso dire ho smesso ho ricominciato, dice, in realtà non ho mai smesso e mai iniziato.
Dicono che fa male ma sono le porcherie che mettono dentro per creare dipendenza che fanno male. Sicuro, rispondo io. Sfondi una porta aperta. La finestra invece resta chiusa perché ho freddo e il profumo di tabacco mica mi dà fastidio.
Dicono che fa male ma fa più male la scritta che ci mettono sopra. Sicuro, rispondo io. Ho visto sciamani, in Amazzonia, che fumavano regolarmente, altri che, per amore del tabacco, dello Spirito del Tabacco, fumavano incessantemente. Se lo fai com amore, non fa male. Se lo fai con amore, non crea dipendenza.

Un giorno il mondo sarà così, rifletto e sogno ora che scrivo.
Se mangi con amore, e solo con amore per amore, non fa male, mai, e non crei dipendenza. Ogni volta è una scoperta, un piacere, un incontro, una avventura, una “droga” che sballa con delicatezza.
Se ami con amore non crei dipendenza e non soffri di dipendenza.
Eccetera eccetera eccetera.
E ogni cosa avrà Senso e Meraviglia.

Silvia Pedri - Artista

M. cerca nel suo portafogli. Lo richiude soddisfatto e inizia ad armeggiare.
“Mi fai fumare un biglietto dell’ATM.” dice la raga preoccupata per la siga.
“Naaa. È che non ho filtri.”
“Questo lo avevo capito.” dico ironica, e forse il doppio senso lo capisco solo io ma mi piace.
“E’ solo per tenerla in mano.” Risponde lui. “Altrimenti si spaparananza. Si spappola tra le dita. Si spoltiglia dopo due giri.” Fa due tiri. “Vedi? È cavo. Non ci fumiamo la carta.”

Inizio ad apprezzare il tabacco. È rilassante, sì, espande. Eppure tonifica, centra. Ha carattere. Un doppio carattere. Una veste luminosa, accogliente, femminile, che lascia trasparire un corpo maschile, sobrio, asciutto. Secco. “E’ Marte. Il tabacco è Marte.” Dico. Peccato che non lo sappia argomentare. Sono un po’ fumata.

Parliamo di Venere, questa sconosciuta.

Non esiste più. La vogliamo. Ne abbiamo bisogno.

La Donna è fraintesa. Da tutti. Anche dalle donne.

Il mito della donna erotica piace agli uomini (perché è facile ed eccitante da immaginare: la donna testosteronica come loro) e piace alle donne (le femministe di un tempo e anche di oggi che rivendicano di essere come gli uomini) ma erano state fatte anche delle statistiche/interviste…: per la donna è importante la relazione, la connessione, più di qualsiasi altra cosa.

Poi, chiaro, ognuna intenderà la relazione o la connessione a modo suo, con sue priorità suoi gusti suoi valori… e ognuna sarà erotica a modo suo e più o meno erotica… ma la relazione è la cosa più importante, ciò in cui le donne sono specialiste ciò che curano di più ciò a cui tengono di più. Fa parte della Natura e della loro natura femminile.

La donna che mette il piacere al primo posto non è “normale”, è un mito di donna maschile come piace oggi, non è donna. Donna è Luna e Venere! E’ sentire (Luna) e stare bene in relazione (Venere).

E Venere non sta in Ariete. Ariete e Scorpione sono la casa di Marte. Venere non è Marte. È esattamente l’opposto. Venere non provoca, non preda, non domina. Attrae. La donna di oggi, il modello di bellezza e seduzione imperante, l’unico che c’è, è proprio Venere in Ariete. Tonica, figa. E’ veramente terribile. Belle e brave, anche bravissime, a volte bellissime. E non emanano niente non so come dire… non emanano Bellezza e ormoni. Non sono magnetiche. Che siano cantanti o qualsiasi altra cosa, hanno il fascino delle bambole gonfiabili.

Te l’ho raccontata la mia esperienza con una donna con Venere in Toro? Quella sì… Muoveva gli ormoni altrui stando ferma…

 

 

M. si è appena seduto sul divano.
“Droghe pesanti ne hai?”
Si volta verso di lei e risponde: “Tabacco.”
“Mnnn. Ok. Ci penso io.” Dice la raga con siga. E sparisco in cucina.
“Con questa non dormi tutta la notte.”
“Che cos’è?” Chiede M., gli occhi fissi su un sacchetto enorme, di plastica trasparente, con non meglio identificabili piccoli grumi arancioni all’interno.
“Zenzero candito senza zuccheri aggiunti.” Mi guarda.
“Dovresti provare.” Dico. “Con cioccolato fondente.” Aggiungo.
“Nooo. Cioccolato fondente nooo…”
Sapevo di averla fatta grossa. “Chiedo troppo?” Sussurro al suo fianco…

“Smontiamo tutto. Ti va?”
“Smontiamo casa e scappiamo?”
“Di più. Di più. Molto di più. Tutto. Perché in fondo non abbiamo bisogno di niente. Niente.”
M. annuisce, pensoso, che qualcosa ce lo vorrebbe pure avere ogni tanto ma vabbè le buone notizie vanno bene, sono sempre meglio delle cattive.

“Ne ho scritto nel mio primo romanzo. Bellissimo. Non ha avuto grande successo. È stato letto solo da mia mamma, mio papà, due miei amici e il mio stalker. Tutti entusiasti.”
“Il secondo è andato meglio?”
“Ahh quello sì che era un libro…” La raga con siga arriccia un po’ le labbra. Grandi ricordi. Grande libro incompreso: “Mamma, papà e stalker.”
M. annuisce. Poi uno si chiede il perché delle droghe pesanti.

“Comunque io ne ho scritto.” Riprendo io, la raga con siga. E continuo…
Le persone si chiedono, lungo tutta la vita, come essere felice, come crescere spiritualmente, come crescere materialmente, emotivamente, come utilizzare le energie, come trovare le energie, dove trovare la Vita, come sublimare le energie. La sola risposta è fare l’amore con amore. Forse è l’unica risposta a tutte le domande.
Chi può permetterselo, frequenta corsi di tantra. E va bene. Alcuni sono anche buoni corsi, onesti. Ma cosa insegnano? Smontali e vedrai! Insegnano a SENTIRE, a entrare in relazione, a essere in relazione, a sentire se stessi e sentire l’altro… e quindi via di seguito… a rispettare se stessi e l’altro, a esplorare, a comunicare…

Una volta ho risposto a un tizio che voleva assolutamente portarmi con lui a fare questi corsi argomentando che “tanto siamo tutti Uno che te frega con chi scopi perché non scopi con me!??” gli ho risposto “cosa c’è da imparare”.
E poi parlando non so cosa gli ho detto ma mi ha dato conferma perché ricordo che mi ha detto “Ah ma tu le sai queste cose. Ecco perché non vuoi venire. Le sai e le fai già. Tu SENTI.”
Io devo avere alzato le spalle. Boh. Evidentemente, davvero, le persone non sentono. 
La verità è che non voglio venire perché sento troppo. E non posso scopare con chiunque infatti, tanto meno con un insensibile come te.

“È un problema anche sentire troppo.” Sospira M., seduto al mio fianco.
“Sì.” Respira la raga con siga, e sa di non essere sola.
“Non abbiamo bisogno di niente. Nessuno ha bisogno di niente. Solo di tempo per noi.”
“Abbiamo tutto il tempo.” Dice M. “Di quello ne ho.” Prende una boccata dolce delle sue non come la ragaconsiga che non sa fumare. Sorride per non ridere e ride per non piangere. Ma in realtà è felice.

 

*****

Vai dove ti porta la VITA!

E vivi davvero…

C’è vita sul pianeta – Il mio ultimo romanzo

Due idioti geniali inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

Siamo stati musica - Direzioni di crescita - Silvia Pedri

Siamo stati Musica

Siamo stati Musica 1200 684 Silvia Pedri

Lei era Virgola, icona swing.
Lui era Svaporello, re del newpop-oldstyle. Ma che dico Re. Di più. Era il Sol.
Era la chiave di tutta l’esistenza, il diapason poetico, era ritmo e melodia. Era il cuore da cui partiva la voce che faceva piroettare il mondo su se stesso.

Ma andiamo con ordine, tutto a tempo debito…

Siamo stati Musica - Silvia Pedri
A Svaporello a volte venivano delle cose… non sapeva nemmeno lui cosa… all’improvviso… e svaporiva tutto. Si sentiva mancare. E il Sol si rabbuiava. Sentiva che gli mancavano delle cose.
Qualche nota nella testa gli mancava sicuro.  Ma bando alle sincopi. Sinapsi più, sinapsi meno… Ogni tanto ne saltava una. Ogni tanto… svaporiva.  Cosa sarà cosa non sarà… Sarà un accento, sarà un apostrofo. Aveva tutto lui, non gli mancava niente ma forse sì, a volte gli mancava tutto o almeno un pop.
Un doppio boh, un doppio boh on the rocks, please, anzi under rocks. Sottoterra. Così si sentiva. Così tanto che avrebbe preferito non ascoltarsi. Ma che fare? Che ne sapeva lui. Sarà un accento sarà un apostrofo. Eh chi lo sa. Lui ci provava, li metteva un po’ in giro questi schizzetti ma non ne aveva grande controllo.

Lui sapeva cantare. Leggere e scrivere meno. Forse non sapeva cantare. Forse gli mancava un Do. Semplicemente un Do. E non si sarebbe mai più sentito così bemolle. Ma no, anche il Do ce l’aveva. E dei Sol poi! … lunghi e duri, ben tenuti come nessun altro. E allora qual’era la chiave? Forse gli mancava un Do. Forse gli mancava un Dio. Un D-Io. Un apostrofo rosa tra le parole D e Io.
Un po’ d’amore tolto il sentimento. Un po’ di jazz tolto il sentimentalismo.
Un po’ di virgole. Di virgole vere.

TO BE CONTINUED
(FORSE)

 

*****

Nel frattempo, se vuoi leggere un intero romanzo di formazione e trasformazione, romanticissimo, poetico, intenso e pure un po’ swing…

C’è vita sul pianeta

Due idioti geniali inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

L’arte di Sognare Reale

L’arte di Sognare Reale 615 263 Silvia Pedri

Amo i Sogni, tutti, anche i sogni altrui. Soprattutto quando si sviluppano intorno a Bellezza e Amore, Dei a cui personalmente sono molto devota.

Due artiste-non-solo-artiste hanno raccolto la mia sfida. Me lo puoi spiegare?
Come hai fatto a materializzare, per la felicità tua e quella altrui, il tuo splendido sogno? Come hai realizzato il tuo miracolo?

Con la loro innata, squisita dolcezza, mi hanno messo a parte dei loro intimi segreti…

 

Silvia Faini
Sito web: www.silviafaini.com
Facebook: 
https://www.facebook.com/silviafainiartist/

 SP: Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?
SF: Sono una donna, da sempre, alla ricerca. Il sogno che sto realizzando è mettere in atto l’idea che esprimere i propri talenti a beneficio di sé e degli altri sia motivo di grande felicità.

SP: Attraverso quali magie hai costruito concretamente il tuo Sogno?
SF: La costruzione è partita fin da piccola, la magia è stata intuire che ci fosse in me un centro integro e sicuro al quale avrei potuto sempre tornare.

SP: Come lui ha costruito te?
SF: La vita ha costruito me e il mio sogno mettendoci davanti molte lezioni da imparare, anche molto dure a volte.

SP: Come è nato?
SF: Il mio sogno è nato con me, la sua realizzazione si sta attuando tramite la possibilità che mi sono data di scegliere un canale, quello della pittura, dell’incisione su vetro, dell’espressione di sé, per renderlo concreto, visibile ai miei occhi e agli occhi degli altri.

SP: Come è evoluto?
SF: Ci sono voluti tanti anni per dare al mio sogno un volto, prima pensavo che la mia realizzazione passasse attraverso il coronamento di un sogno d’amore, legato prima di tutto a mia figlia e poi ad un compagno.
L’amore c’entra eccome, ma ora ho compreso che posso osare di più, che il mio sogno è legato anche ad un’idea di indipendenza, di voglia di direzione mia e solo mia.
Seguire la mia direzione ha, di riflesso, arricchito di più anche chi mi sta vicino.

SP: È sempre stato uguale a se stesso? È sempre stato uguale a te?
SF: No, il sogno prima si è divertito ad assumere mille facce e si nascondeva e scappava. Lo vedevo fuori di me, lo rincorrevo, ma lui girava l’angolo. Quando ho avuto il coraggio di restare sola, senza averne paura, il sogno si è mostrato e mi ha preso per mano ed ora siamo una cosa sola.

SP: Che Senso ha? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
SF: Il senso è quello di utilizzare i miei doni per esprimere parti di me da donare agli altri. Questo sta portando felicità ed il mio cuore è colmo di gratitudine.

SP: Quale è l’aspetto al quale non hai mai potuto/voluto rinunciare, sul quale fin dall’inizio non transigevi e che ti ha sempre caratterizzato?
SF: Non vorrei mai rinunciare all’idea che si possa operare in qualsiasi campo con amore e gentilezza.

SP: Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
SF: Mi ha sorpreso moltissimo scoprire in me la capacità di indipendenza.

SP: Quale è la dote che ha salvato la vita a te?
SF: La voglia di cercare, non fermarsi.

SP: Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
SF: La stessa.

SP: Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
SF: Riconoscere il proprio sogno non è un merito: nel mio caso, ad un certo punto, l’ho riconosciuto ed allora l’ho abbracciato fortissimo.

SP: Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
SF: Amando, rispettando e onorando la vita.

SP: E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo? 
SF: Non si può non andare d’accordo con il proprio Sogno. Una volta che l’hai davanti è molto chiaro.

 

*****

Cinzia Chiesa
Facebook: https://www.facebook.com/paroledirame/ 

SP: Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?
CC: Penso di essere una donna concreta, curiosa e amante del bello. Nella mia vita professionale mi occupo di psicoterapia dei bambini, ed è così che ho imparato il valore curativo e trasformativo del gioco. Giocando esploriamo nuove strade, creiamo connessioni tra dentro e fuori. In questo modo ha preso forma il mio sogno, Parole di Rame, un gioco con la materia, il rame, che mi permette continue e nuove esplorazioni. Direi che il mio sogno è creare connessioni.

SP: Attraverso quali magie hai costruito concretamente il tuo Sogno?
CC: Essendo il mio spirito curioso, il mio sogno ha preso forma esplorando, sperimentando con fiducia le possibilità che man mano si presentavano sulla mia strada.

SP: Come lui ha costruito te?
CC: Se penso alla mia attività artistica di creazione di gioielli in rame, mi viene da rispondere che si è generato un vero e proprio dialogo con questa materia, con le sue possibilità, la morbidezza, la malleabilità e insieme con i vincoli che pone

SP: Come è nato?
CC: Parole di Rame è nato poco alla volta, esplorando le diverse possibilità espressive date dalla lavorazione del rame attraverso varie tecniche, la forgiatura a fuoco, lo sbalzo, l’incisione e la smaltatura a fuoco. Un momento certamente significativo è stato quando questo progetto artistico ha trovato casa, presso la Fornace Curti.

SP: Come è evoluto? 
È sempre stato uguale a se stesso? È sempre stato uguale a te?
CC: Credo che questa attività artistica mi corrisponda profondamente, questo significa che segue i miei movimenti interni, il mio stato d’animo, le mie emozioni
Questo sogno mi segue, mi accompagna e con me si trasforma.

SP: Che Senso ha? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
CC: Tutti i pezzi che creo sono pezzi unici: penso che ciascuno solleciti un incontro, una sorta di dialogo con chi li vede. Mi riferisco al ritrovare parti di sé in quell’oggetto, al sentirsi rappresentati per qualche aspetto in un modo unico e irripetibile.

SP: Quale è l’aspetto al quale non hai mai potuto/voluto rinunciare, sul quale fin dall’inizio non transigevi e che ti ha sempre caratterizzato?
CC: La determinazione ovvero credere nei propri sogni.

SP: Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
CC: Parlare un linguaggio che potesse essere accolto dagli altri e apprezzato: all’inizio il mio creare con il rame è stata una ricerca intima, qualcosa che ho fatto per me.

SP: Quale è la dote che ha salvato la vita a te? 
CC: La creatività.

SP: Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
CC: Non fermarsi e continuare a cercare nuove strade da esplorare.

SP: Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
CC: Credo che l’unico modo per riconoscere i nostri sogni sia ascoltarsi, fidarsi delle nostre intuizioni.

SP: Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
CC: Accogliendo i cambiamenti di cui ha bisogno, assecondando un continuo processo di ricerca.

SP: E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo?
CC: Mantenendo un ascolto vivo nel presente.

 

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CONSIGLIATO PER TE: C’è vita sul pianeta

Due idioti geniali inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

Van Gogh - Film Schnabel

Van Gogh e gli altri super-eroi del nostro tempo

Van Gogh e gli altri super-eroi del nostro tempo 986 413 Silvia Pedri

“Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno.”
(Vincent Van Gogh)

 

Leonardo, Tintoretto, Van Gogh, Degas, Gaugin, Klimt e Schiele insieme… me li sono fatti tutti, al cinema. È stato un vero piacere.

Un piacere estetico a tutto tondo di cui non intendo privarmi.

Il film su Van Gogh, che è stato nelle sale milanesi per mesi molti mesi (mica normale), è una vera opera d’arte in sé. Il protagonista Dafoe è stato premiato. Il regista, Julian Schnabel, è un artista figurativo statunitense di grido e un regista sublime e accattivante.


Gli altri sono semplici documentari. In quanto documentari mi collocano dentro la prospettiva culturale, storica, geografica, dentro a una scena artistica e umana a 360 gradi! Ma sulla semplicità si può discuterne: sono fantastici. Io entro dentro la mano dell’artista per riprodurre insieme a lui il SUO tratto, dentro i suoi occhi per saggiare i SUOI colori, dentro il suo cuore per pesare i suoi turbamenti artistici, umani, intellettuali, emotivi, esistenziali. Questi film sono un tributo alla Bellezza perché sono fatti in modo veramente bello. Catturano tutti i sensi. Ti fanno ricordare e sperimentare quanto è bello, poetico, ricco il mondo.

Questi documentari sono prodotti per il mercato dei DVD o dello streaming… Ma se io ho la possibilità di vederli davanti a un grande schermo non me la perdo. Il cinema ha senso. L’arte ha senso.

Non guardi la gioconda su un francobollo. Non senti nulla, non ti dà nulla. Perché devi sprecarla!? Perché devi sprecarti in questo modo!? Spegni il cellulare e apri gli occhi davanti a uno schermo come si deve!

Non è un caso che queste operare meravigliose e godibilissime, che transitano fugaci sul grande schermo, riscuotono in pochi giorni un successo clamoroso. In due giorni “Gauguin a Tahiti” ha superato a Milano l’incasso di  “Captain Marvel”.

Van Gogh - Film di Schnabel

Sul perché Van Gogh, più di tutti, è tanto amato (un film davvero dietro l’altro in questi ultimi anni, ha occupato le sale cinematografiche ininterrottamente) qualche parola meriterebbe di essere spesa…

Perché Van Gogh è una icona contemporanea?
Van Gogh è un matto. Una figura imbarazzante. Un uomo che se ci molestasse, in tutti i sensi, non esiteremmo a denunciare (come racconta il film di Schnabel), uno spiantato che si dimentica di lavarsi e puzza con il quale una prostituta di rifiuterebbe di andare a letto (come racconta il film di Schnabel), un fobico paranoico che spaventa i bambini (come racconta il film di Schnabel), uno che sente le voci e che fa l’amore col colore del grano come Alda Merini mangiava i petali di rose.
Uno che verrebbe prontamente e pietosamente sottratto alla pubblica vista grazie a un immediato T.S.O. obbligatorio (come di fatto…).
Una persona oscenamente sola, oscenamente erotica. Come Bukowski, come Merini, come Anais Nin, come Frida Khalo. Come tutti i personaggi che vanno tanto di moda oggi.

Un disadattato, un disperato, un infelice, un perdente.

Perché questi personaggi piacciono tanto? Perché assurgono a modelli? Modelli di che?
Perché sono l’Ombra della nostra società, l’ombra segreta di tutti noi! Sono ciò che non riusciamo a essere, sono ciò che ci farebbe tanto bene essere, ciò che ci è proibito essere.
Sono modelli di Rivolta, sono modelli di Salvezza.

Gente che guarda negli occhi la propria realtà e la prende a piene mani e cerca di farne qualcosa di buono ma soprattutto qualcosa di autentico.
Gente che CREDE in se stessa ma soprattutto che crede in qualcosa.
Sotto questo aspetto il film di Schnabel è particolarmente struggente e incisivo proprio perché Schnabel stesso oltre che regista è artista e ha dedicato la propria vita all’arte, alla creazione e alla manifestazione di sé, e ne conosce l’ebbrezza e ne conosce i costi e ne conosce, soprattutto, il Senso, il Valore.
Van Gogh rinuncia a essere compreso e apprezzato. Non è poi così fondamentale.
Van Gogh sa la cosa più importante. Sa che cogliere la Bellezza del giallo del grano vale una vita, che comunicarlo vale una vita di stenti e sforzi. 


Questi personaggi del mondo dell’arte di cui c’è tanta fame oggi, hanno il Colore, il Calore, la Luce, il fuoco della Vita Vera, hanno il coraggio che nessuno di noi riesce ad avere.
Hanno il senso della priorità. Non distratti da condizionamenti famigliari, lavorativi, culturali sociali e mediatici nella misura devastante in cui lo siamo noi oggi, loro sanno scegliere. E non scelgono altro che se stessi e ciò che amano veramente.
Hanno imparato da tutto e tutti osservando avidamente l’ambiente naturale e umano che li circondava e poi hanno abdicato ai modelli correnti. Se ne sono completamente dimenticati. Hanno sentito solo l’urgenza di fare qualcosa di Buono e di Bello. Di Vero.

Essere re di se stessi - Pessoa

 

Fai qualcosa di bello, fai qualcosa di brutto. Esprimi la tua Forza in qualche modo che non sia un modello.


*****

Vuoi liberarti da ciò che non sei!?
Prova il mio consulto astrologico.

Conosci la tua bellezza?
Perché se non la vedi non puoi esserla.
Non ti sentirai e non sarai mai alla sua altezza.

Conosci il tuo grande potere?
Se non lo conosci, non puoi essere veramente e felicemente quello che sei.
Se non lo conosci, non sai come coltivare l’intero tuo potenziale affinché dia i frutti sperati.

Con la lettura della tua carta astrale posso guidarti nell’esplorazione di te stesso e accompagnare alla scoperta e all’armonizzazione di quello che sei. Scopriremo insieme come tradurre lo Spirito in Materia, il conflitto in pace e ricchezza. Scopriremo come puoi essere pienamente tu, unico e vero.

Hotei Dio cinese prosperità e ricchezza

Qual è la tua relazione con l’anima dei soldi?

Qual è la tua relazione con l’anima dei soldi? 1200 731 Silvia Pedri

Ad un certo punto della sua vita Gabriele disse “Basta fare finta!”. Lo ripete, lo racconta al min 15:37 del video della presentazione del suo ultimo libro “Anche i soldi hanno un’anima” (su Macrolibrarsivisibile in esclusiva per gli iscritti al suo gruppo Facebook “La scienza della vita – Gabriele Policardo”.

Fu il momento forse più importante della sua vita. Fu il momento in cui la sua vita iniziò. Fu il momento in cui lui decise che era necessario e urgente concretizzare i propri talenti, le proprie competenze e le proprie capacità, era necessario e urgente metterli a disposizione, farne qualcosa di buono. Era il momento di metterci la faccia, di darsi un nome, una definizione, un posto nel mondo, era il momento di uscire dalla beata indefinitezza, dalla beata frustrazione e umiliazione di non essere nulla, dal privilegio di non volersi mostrare, di non esistere, di non prendersi la responsabilità di rischiare, di non piacere, di non riuscire, di scontrarsi con i propri limiti, di superarli, di perdere gli amici, di acquisirne di nuovi.
Basta fare finta! Fine della storia. Ora si fa sul serio.
Lo sa benissimo. Se non compi questo passo, se non strutturi e metti a frutto quello che sei, “non avrai più credibilità.” (lo dice anche nel minuto 51 del video).
Ora la vita ha inizio.

La conferenza di presentazione del suo saggio sul denaro è una rievocazione del suo rapporto con la vita, col fare. Policardo più che predicare si confessa.

Non si produce denaro. Si produce vita. Si mette in pratica, si mette al servizio.
Si crea valore da ciò che si è. E si chiede del valore economico in cambio.

Si è umili nell’imparare, nel formarsi e nel creare. E si è audaci, umili e coraggiosi, nell’offrire tutto ciò che si può offrire di buono al mondo. A prescindere dal successo che si prevede possa ricevere. A prescindere soprattutto dai consensi: se piace a tutti non è niente di nuovo, non è niente di buono, di bello, è solo qualcosa di noto, che sarà presto inutile, che sarà presto dimenticato, superato.

Gabriele Policardo, mentre spiega la fenomenologia dell’anima del denaro, ripercorre i suoi inizi, il momento, QUEL momento in cui si rischia tutto. Per avere, forse, tutto, prima o poi, o almeno un po’.
Ciò che avrai è proporzionale a quanto rischi, a quanto investi di tuo, del tuo tempo del tuo sudore, della tua ambizione, della tua dignità, della tua applicazione mentale, creativa, emotiva. Come quando J.K.Rowling scriveva il primo romanzo della serie di Harry Potter, al bar, disoccupata, con una figlia neonata. Era la sua unica e ultima possibilità di fare qualcosa di buono, di sopravvivere VIVENDO.   

Mandala per la prosperità

 

Leggo l’ebook gratuito di un operatore olistico. Tiene seminari in tutto il mondo.
È ottimo, ma è giovane, ingenuo, per lo meno nella comunicazione. Si definisce il migliore nel suo campo. Assurdo. Rabbrividente. Equivale a una pubblicità negativa a tutti gli altri suoi colleghi, che, va da sé, sono i peggiori. Affermazione che oggettivamente non solo non è etica e non è legale ma non è nemmeno realistica. Conosco almeno una manciata di persone di altrettanto grande valore nel suo settore. Sono tutti diversi e attirano allievi diversi… Tra l’altro la dichiarazione è ancora meno elegante e più pericolosa perché ha anche una certa credibilità. Il ragazzo ha davvero molto da offrire.
Nell’ebook gratuito racconta la sua vita, breve ma intensa vita, con la medesima candida ingenuità. Ad un certo punto, la dichiarazione: “Da ora – in quel momento disse a se stesso – smetterò di prendere. Inizierò a dare e darò solamente.” E fu allora che decise di arrendersi completamente al Flusso di energia creativa e condividere la sua arte e i suoi talenti… e iniziò a insegnare ai bambini. Poi ovviamente la cosa crebbe. Oggi i seminari sono per adulti, minimo 20 persone, minimo 8 giorni, e una sua sola giornata costa a testa circa 150 euro. Non è propriamente solo un dare. =D

Ma conosco bene questo ragazzo e credo nei suoi buoni atti e anche nella sua buona fede. Dice le cose come stanno. Davvero ha smesso di prendere dalla vita e ha iniziato a dare. Questo fu il suo movimento interiore. Questa è, sempre, la dinamica del lavoro.
Ha smesso di prendere istruzione, esperienza, cultura, formazione, ha smesso di ricevere denaro per la sua crescita e ha iniziato a offrire quello che aveva e a ricevere denaro, in proporzione, in cambio del suo valore. All’inizio era un piatto di minestra. E lui lo accettava con gratitudine e soddisfazione. Poi sviluppò se stesso e sviluppò il suo business e fu in grado di offrire più valore e di chiedere più valore in cambio.
E credo di essere io la prima, qui, a contestarlo, e solo nei modi. Nessuno si sognò mai di mettere in dubbio il suo valore. Può non interessare. Può non piacere. A lui questo non interessa. Lui si fa la sua vita, in pace, con la sua meravigliosa famiglia in Sud America e i suoi meravigliosi allievi in giro per il mondo. 

 

“Mi piace mangiare, prendermela comoda, stare in salute, essere approvata dagli altri, il denaro, evitare di vedere le cose brutte, ma non è per questo che vivo.
Per fare quello che mi interessa davvero posso anche non mangiare, avere guai, ammalarmi, essere criticata, restare senza un soldo, vedere un sacco di cose brutte, fa lo stesso.
Sono fiera di questa mia convinzione: per infantile che sia, vivere è vedere entrambi i lati delle cose, e non è mica roba da poco.
Vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi in questo mio nuovo viaggio che è ancora appena all’inizio.”
(Banana Yoshimoto, scrittrice di bestseller mondiali)

 

 

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È la  prima volta che una traccia di questo tipo viene creata per nutrire se stessi come un’opera d’arte. La meditazione è pensata per rendere la tua creatività fertile e meravigliosa, sviluppare una comunicazione efficace e ricevere l’energia spirituale di amore puro che ti renderà un’opera d’arte magnifica, magnetica e fertile.

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