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Articolo di :

Silvia Pedri

Il Kamasutra dei Desideri

Il Kamasutra dei Desideri 1905 1033 Silvia Pedri

Tutto nella tua vita dipende dalla tua posizione.
Se vuoi andare verso una meta, lungo una direzione, devi metterti nella posizione giusta, sulla strada, ben equipaggiato, respirazione ampia e testa alta, guardando verso il tuo obiettivo.

Tutto dipende dalla posizione iniziale, da come ti disponi e predisponi: dalla tua apertura alla Grazia e al Successo, da quanto sei sicuro di meritare e sei disposto a ricevere, e dall’impegno, dalla concentrazione e dalla tenacia che metti nel proseguire lungo la Tua Strada. E dagli strumenti che scegli per accompagnarti e sostenerti lungo il cammino.

Il cammino coincide con la tua trasformazione interiore, con il tuo allineamento con la tua identificazione con i tuoi obiettivi, davvero un cambio di posizione nei confronti del mondo, della tua vita e del tuo destino.
Lungo le mie destinazioni di sviluppo, io mi sono sostenuta con dei particolari dispositivi energetici, unici al mondo, creati da mani con lunga esperienza scientifico-esoterica: delle MATRICI ORGONICHE del tutto particolari, molto più ricche e intense delle normali matrici. Sono state sostegno e nutrimento. Hanno contribuito a dare nuova forma e consistenza alla mia intera struttura energetica.
Si chiamano MATRICI ORGONICHE ma nonostante il nome, in comune con l’orgonite hanno soltanto il composto base. Per chi non lo sapesse l’orgonite è un materiale che trae la sua origine dagli studi di Wilhelm Reich, il padre della bionergetica e dalle sue ricerche sull’energia vitale presente in ogni organismo sano. Le matrici conservano solo la base di orgonite, così da rimanere un generatore e accumulatore di energia vitale ma per il resto sono state modificate completamente così da poterci far lavorare sulle principali tematiche che ci creano blocchi e ostacoli al fine della nostra realizzazione personale, in base al loro contenuto.

Matrici orgoniche - Generatori e Trasmutatori di Energia Vitale

Per info sulle matrici orgoniche visita: ritornoadavalon.tumblr.com/matrici

Un tempo si usavano cristalli per nutrirsi energeticamente. Questi dispositivi di cui oggi possiamo usufruire sono molto più potenti e sicuri. I cristalli sono sensibilissimi e delicati, sempre più rischiosi: assorbono le energie e le intenzioni del luogo dove si trovano, delle persone con cui vengono a contatto e addirittura di entità vaganti che scelgono di possederli. Le matrici orgoniche di cui mi servo invece sono stabili e sicure al 100%, sempre attive nell’emanare l’energia per la quale sono state formulate e solo quella, senza mai bisogno di essere pulite o ricaricate, perché non esauriscono mai la loro capacità di generale energia e rilasciarla ‘colorata’ dalle informazioni in esse contenute
Sono un costante diapason di allineamento e sintonizzazione. Mantengono sulla Strada prescelta e danno forza e chiarezza a ogni passo. Sono un costante punto di riferimento, segnale stradale di direzione e monitoraggio dei livelli di consapevolezza. Di conseguenza agiscono anche da costanti purificatori. Tutto ciò che dentro di noi non assomiglia a loro (che racchiudono tutte le nostre mete ideali) viene intercettato, smosso e in qualche modo elaborato e trasformato. Certo, lo devi accogliere e lasciare fluire tu. Ma questi dispositivi energetici te ne danno l’opportunità.
Sono in pratica oggetti in resina caricati di simboli, essenze, metalli, cristalli… Sono grandi come saponette ma hanno una densità spirituale incomparabilmente più ricca di qualsiasi cristallo che si può trovare in natura.
Il pellegrino, l’esploratore o il conquistatore che si incammina lungo la strada deve avere chiarezza, intraprendenza, coraggio e tenacia. Ma è lecito che si doti anche di strumenti non invasivi ma efficaci. La sua libertà e responsabilità sono intatte. La sua Forza sarà nutrita e sostenuta.

Io ti consiglio nel tuo cammino di procedere senza fretta e senza sosta, godendoti il paesaggio, i colori, i profumi e il tepore del sole.
Ma se preferisci stare con le mani in mano ho preparato per te questo mudra. Un mudra è una posizione delle mani che connette e attiva canali energetici e quindi permette di accedere a determinati stati di corpo e psiche.

Mudra dei desideri e matrici orgoniche

Kubera Mudra o Mudra dei Desideri
Questo Mudra, prende il nome da Kubera, divinità indù della ricchezza. Si esegue mettendo insieme la punta del pollice, dell’indice e del medio. Anulare e mignolo toccano il centro della mano. Va fatto con entrambe le mani.
A livello fisico, apre e decongestiona i seni nasali. Il suo uso è svariato e lo si può praticare per quanto tempo si desidera. È considerato il Mudra dei Desideri. Alcuni lo utilizzano per progettare il proprio futuro o per realizzare i propri obiettivi perché questa posizione delle mani aiuta a entrare velocemente nello stato di onde cerebrali alfa e ad imprimere la propria intenzione nel subconscio.
La durata non è importante, ma è essenziale che durante il tempo in cui lo si pratica si rimanga focalizzati sulla propria intenzione.
Tutto il sistema energetico, non solo le mani, devono mantenersi in una posizione comoda stabile e fissa, la meta deve essere ben chiara e sempre in vista e noi liberi e determinati nel perseguirla.

Il Kamasutra dei desideri è una pratica più facile, fertile e felice di quanto puoi immaginare. Ovviamente è anche molto eccitante. Come effetto secondario porta piacere e gioia di vivere, presenza e centratura, la qualcosa non è secondaria né irrilevante.

 

Per info sulle matrici orgoniche visita: ritornoadavalon.tumblr.com/matrici

 

 

La Rivoluzione Femminile siamo Noi

La Rivoluzione Femminile siamo Noi 792 392 Silvia Pedri

La Rivoluzione della Donna parte dalla Donna, dal suo essere Donna.
Non uguale all’uomo, non opposta o contrapposta. Se non ha spazio nelle strutture fatte a misura di maschio e gelosamente dominate da maschi, ne stia fuori.
È importante che qualche Combattente ne stia dentro, per assicurare paritari diritti al lavoro femminile o alle esigenze femminili. È importante sostenerle ed essere loro eternamente grate.

Ma possiamo anche starne fuori. Tanto quelle strutture non fanno per noi. Ne saremmo sempre a disagio, deformate o schiacciate. Vogliamo snaturarci o brillare?
Vogliamo essere noi stesse al meglio.  Vogliamo fiorire e fruttificare.  Come è nella nostra natura.
La Donna non deve sprecare la sua energia per contrastare i condizionamenti esterni. Basta che ne stia fuori, che se ne dimentichi. Sono indegni di lei e di ogni creatura intelligente. Quindi via.

La Donna è libera e inizia a coltivare se stessa e a fiorire, nella bellezza della sua natura, quando si pone una sola domanda: “Da oggi, come posso essere felice?” Qualsiasi creatura vivente se la pone o dovrebbe porsela. È LA domanda che fa crescere, in armonia con se stessi e con gli altri.
La Donna libera e per sua natura fuori dagli schemi inizia a fruttificare quando risponde alla sua o alle sue chiamate. Non è fatta per ubbidire, non è fatta per rispondere a ricatti morali, affettivi… C’è di meglio nella vita. Può scegliere di volgersi verso il Meglio.

Il Femminile, nella sua natura, ha il potere di fruttificare rigogliosamente.
Ha il grembo, ha l’apertura incondizionata allo Spirito e all’amore, ha la forza dell’amore in sé. Può creare, è sua prerogativa specifica. È il suo potere e la sua gioia.
Può dare vita a se stessa, trasformarsi e trasformare. Ha il calderone alchemico, sempre a sua disposizione.
Può decidere, in nome della Vita sua e di tutti coloro che la circondano, di guarire dalle sue ferite. Di non essere più affamata e imbruttita ma di essere madre e amante di se stessa. Di deporre le armi e di prendere in mano strappi, buchi, offese… Curando e guarendo se stessa, guarisce generazioni dietro di lei e generazioni avanti a lei, guarisce il suo sesso e tutti gli altri sessi.

Tutto è collegato. La Donna è vittima di una società abituata ad approfittare di lei e incarognita da nuove paure, quelle di non potere più permettersi di approfittare perché ormai il potere femminile è troppo forte, troppo maturo, troppo intraprendente, troppo sereno, inarrivabile, invincibile. Le donne ormai vanno per la loro strada, si curano a vicenda, imparano ad amare, creano e portano avanti associazioni culturali, aziende che rispettano madre terra, iniziative ecologiche che la risanano.

Le donne sono nate per amare. Quando si saranno dedicate al loro piacere, alla loro gioia, alla loro soddisfazione, si saranno accorte che stanno amando anche altre donne e altri uomini e tutta la Terra. Il loro amore crea e la loro capacità di creare è infinita, tanto quanto il loro amore.
Per questo non sono femminISTA, non voglio essere femminista maschilista patriarcale matriarcale sessista ANTIsessista… Ne sto fuori, queste discussioni non mi toccano perché non mi riguardano. Per quanto mi riguarda, cerco di essere femminILE.

Mi impegno per essere Felice.
Felice. Fiorente. Fruttifera.
Questa è Rivoluzione.
Questo è l’inizio della Rivoluzione.

to be continued… 😉

*****

C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

In soli due giorni insieme, succedono cose che cambieranno per sempre il destino dei due protagonisti. Passato, presente e futuro si rivelano e si intrecciano, sperimentando nuovi disegni.

 

 

Ogni fallimento è un Portale

Ogni fallimento è un Portale 1200 656 Silvia Pedri

In una vita precedente si era comportato in modo simile e lo avevo buttato giù da una rupe. Aveva distrutto il mio Sogno! Il mio sogno, il sogno di una vita insieme, mi piaceva tanto… 
Questa volta sono stata più brava.

Come dice Woody Allen, perché fargli del male? Sporcherei di sangue il tappeto. Non ho sporcato il tappeto. Ho risparmiato sia me sia lui. Mi sono mostrata ferita e risentita per questa storia così bella che non voleva non poteva iniziare. Ma sembrava davvero non ci fosse soluzione.
E in questa vita non sono una sanguinaria. Non faccio soffrire neanche col pensiero. Ci ho messo un anno per elaborare il lutto di una storia che non era nemmeno iniziata. Come un bambino in gestazione, si era fatta sentire, nel fremere di tutta la sua gioia, ma non aveva avuto la forza di uscire fuori, di essere, di nascere, e ha deciso di abortire. Ma in questa vita, a differenza della precedente, ero innamorata. Nessuna freddezza nessuna avventatezza. Pura vita, puro sentire. Morire. E rinascere.
Ci ho messo un anno e tanta vita in mezzo e ora provo solo gratitudine. Non gratitudine perché se n’è andato. Gratitudine perché c’è stato. Amore e gratitudine per l’esperienza. Gratitudine per tutto quello che ho vissuto, osservato, compreso, assimilato e imparato nel corso del tempo.

È stato un fallimento. Se fossimo stati capaci saremmo stati capaci: la storia sarebbe nata e si sarebbe sviluppata. Avremmo dato e ricevuto di più dalla vita. Invece siamo state vittime dei nostri tranelli interiori, caduti al primo soffio di felicità, tanto eravamo fragili, inesperti, impreparati alla felicità.
Che cosa ci ha fermato? Che cosa ci ha fatto inciampare? Che cosa ci ha insegnato il fallimento? Che cosa ci ha mostrato di noi? Siamo andati oltre le nostre fragilità ora o dobbiamo ancora prenderci cura di loro?
Che cosa invece ci ha mostrato l’oltraggiosa bellezza dello stare insieme? Quali parti di noi si sono risvegliate, hanno rivendicato vita e potere? Quali parti di noi hanno mostrato la loro forza e fioritura?
Chi eravamo allora? Chi siamo ora? 
Ci ho messo un anno per ricordare questo frammento della mia vita con lacrime di gratitudine e non di tristezza e non di rabbia.

Ogni fallimento è un portale - Silvia Pedri

Non ci metterò la vita per ricordare in questo modo una relazione durata più di tre anni e terminata tanti anni fa.
Era brutta. Non c’è niente da fare. Riconosco che è così.
Però mi rendo conto che dovevo attraversarla per sperimentare parti di me e del mondo che non avrei potuto vedere in altro modo.
Dovevo vederle, attraversarle e uscirne fuori dall’altra parte. Dovevo trovare la forza e prima ancora la consapevolezza. Crearle in me. Creare me. 
Sono felice di avere attraversato questa esperienza.
Sono felice che l’attraversamento sia andato a buon fine.
La conferma del successo è che mai si è più ripresentata nella mia vita una persona simile o una situazione simile.
Significa che ho imparato. Sono andata oltre.
Il fallimento, ogni fallimento, è un Portale, una iniziazione. Bisogna attraversarlo. Lasciare che sia. Lasciare che la vita e i suoi mostri (i nostri mostri) ci facciano a pezzi. 
È quello che dovevamo sperimentare per conoscerlo, per essere più vasti, saggi, e soprattutto per non sperimentarlo mai più, in nessun momento della nostra vita presente né delle vite future, per non dover sfiorare nemmeno, mai più, quei territori.
E’ stata la nostra morte e la nostra rinascita, la nostra iniziazione a una nuova vita. 
Per tutte e per tutti è così o dovrebbe esserlo. E da ora, ora che ci abbiamo portato l’attenzione e la consapevolezza, per tutte e per tutti sarà così.

Ogni fallimento è un Successo, un Portale, una Iniziazione. 
Siamo passati attraverso il Fuoco e ora siamo più trasparenti e luminosi. Materia purificata. 
Ora siamo diversi. Abbiamo una conoscenza e una consapevolezza completamente diverse del mondo e di noi stessi, abbiamo un rapporto completamente diverso con noi stessi e con gli altri. Siamo oltre. Con in più la consapevolezza che ci proviene dalle nostre ferite trasformate in saggezza, in compassione, in tenerezza in amore. 
Possiamo lasciare andare, possiamo lasciare che sia e che sia stato. Possiamo lasciare che le persone attraversino la nostra vita e ci benedicano affondando nella nostra anima solchi di gioie e dolori e possiamo anche lasciare che, quando noi siamo cambiati, loro si allontanino per sempre (o per il resto di questa vita, a noi la scelta. Quando i conti sono chiusi, restano solo scelte libere).
Con loro o senza di loro, con altri o con altri ancora oppure da soli (ma si è mai davvero soli!??) noi siamo persone nuove, rinate e poi ancora rinate e poi maturate… e ci lasciamo attraversare dalle esperienze per essere sempre più libere di essere noi stesse, godendo di una bellezza sempre più autentica e viva.

Attraversa tutti i colori dell’Arcobaleno! Vedili, sentili, vivili.
Tu sei l’Arcobaleno. E sei oltre l’Arcobaleno.

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Meditazione di allineamento per Anime Gemelle


L’audiomeditazione di allineamento per Anime Gemelle ti servirà a purificare e potenziare l’aura e fondere le energie a livello sottile tra te e la persona che ti sta a cuore affinché si crei la massima intimità, intensità d’amore e armonia. Tu e la persona in relazione con te, al momento uniti o separati, potrete crescere insieme e sostenervi nella reciproca evoluzione.

Poteri Femminili nel Mondo

Poteri Femminili nel Mondo 1200 676 Silvia Pedri

Isabel Losada, autrice di bestsellers internazionali, non riesce a fare il tour promozionale del suo ultimo romanzo nella sua madre patria, in Inghilterra. Potrebbe portare un sacco di soldi e ciò nonostante non la accolgono nelle librerie, nei centri culturali, nel festival letterari, la boicottano, non la vogliono. 
Il titolo del suo libro, “Sensazione”, già è troppo ingombrante. Il tema è l’erotismo in coppie, stabili, eterosessuali, niente di più confortante e conformista, e già è troppo. Troppo scomodo. Troppo deprimente.

Losada dice che quando riesce a coinvolgere gruppi di donne per tenere una presentazione chiede ad alzata di mano quante hanno orgasmi per penetrazione (ricordo che sesso non equivale a penetrazione ed erotismo non equivale a sesso) e una su dieci alza la mano. Le altre restano a bocca aperta dalla meraviglia. Credevano di essere le uniche, le diverse, credevano di essere quelle mal funzionanti da aggiustare. Bambole rotte. Invece sono diverse solo perché sono uniche, sono diverse tutte una dall’altra, come lo sono i fiori e le farfalle, e sono tutte diverse dagli uomini, come lo sono mondi separati e complementari. Le Donne sono Universi da esplorare.
Nessuno, nel Regno Unito, commenta la scrittrice, vuole sentire parlare di intimità sentimentale e sessuale, nessuno vuole sentir nominare l’argomento, nessuno vuole sentirsi ricordare qualcosa che non va, qualcosa in cui entrambi i sessi si sentono in colpa, inadeguati.

Chissà come si sono sentiti i Giapponesi per avere deciso che tanta fatica non valeva la pena. Non valeva la pena provarci coi rapporti umani. Davvero troppo complicati. E poi non c’è tempo. Si prende una bambola gonfiabile e via. Per i loro bisogni sessuali, i Giapponesi sono il popolo più autonomo al mondo.

I Nordamericani, secondo me, invece sono i più frustrati. È il luogo della terra deputato al culto della grandezza e questo ha anche risvolti pericolosi. Anche il materialismo è ipertrofico, anche la competitività, la manipolazione, l’arroganza sono gonfiati. Vali solo se ce l’hai grosso: vali se ciò che possiedi esiste, è visibile, ha valore, è tanto, è subito, è tutto, è grosso. Sei allevato come un pollo da combattimento, addestrato a combattere per prendere e a combattere per mantenere.
Il materialismo è un affare grosso. 
In USA non hai credibilità se non hai successo e il successo è uno solo, di un solo tipo, un successo maschile. Le donne sono molto smarrite. 

Prima di tutto si ammalano, vanno in “burn out” o in esaurimento nervoso come si diceva una volta, un esaurimento anche molto grave in termini di salute. Vanno in burn out anche gli uomini, dal momento che la società occidentale non è fatta a misura di essere umano.
Ma per le donne l’inferno è peggiore. Per prima cosa, bruciano tutta la loro energia combattendo in un mondo di uomini al modo degli uomini. 
Vincono. A costo della vita, sentendosi sempre prosciugate, fuori posto e inadeguate. La verità è che di fatto sono fuori posto. Come un cerchio in un quadrato. Tanto da apparire ridicole e spiacevoli. Hanno umiliato il loro potere.
Secondo motivo che accresce la loro difficoltà è che, rispetto agli uomini, ricevono più pressioni da se stesse e dal mondo intorno. Carriera, relazioni, maternità, bellezza, famiglia… Ogni minima fetta della loro vita è sottoposta al vaglio di standard inarrivabili. Qualcuna che arriva a una certa età sana di mente esce dall’incubo e reclama i suoi superpoteri femminili, scrive libri come “Pussy: A Reclamation”. Tutte hanno la medesima voce, alta, squillante e un sorriso a 55 denti. Sono fuori misura. Non sono “stronze come un uomo” come cantava Roberto Vecchioni, ma l’aggressività e la cervelloticità non gli mancano.
Comunque meno male che ci sono. Sono ad esempio le uniche al mondo ad avere (ri)reso nota la pratica taoista millenaria dello Yoni Egg (Saida Desilets, Layla Martin). Altre hanno strutturato nuove danze miscelando tradizioni antichissime con caratteri e bisogni moderni (Rochelle Schieck, Monika Nataraj). Sono tutte donne coraggiose che hanno detto NO alla follia, al pensiero unico dominante e hanno riportato attenzione al Corpo e al Cuore.

Silvia Pedri - Potere femminile
Intossicati di materialismo ma non di megalomania, Australia e Inghilterra, per paradossali ribaltamenti politico-sociali ai margini dell’ “Impero” USA, per avere un po’ di sollievo da una schiavitù sempre più alienante, si tuffano nell’alcolismo, nella pornografia o in altre sterili e stordenti dipendenze. Il circolo vizioso vale in modo più o meno perverso sia per uomini sia per donne e si stringe sempre di più, diventa sempre più strozzante, fino a che, travolto dalla vergogna, chi ha forza e possibilità fugge via, in cerca di qualcosa di umanamente e spiritualmente sensato. A volte diventano insegnanti di Tantra come Tyran Mowbray e Sashi Solluna.

Leggo nel libro “Iniziazione alla Donna Divina” scritto da una tedesca residente da decenni in Italia, che in media un rapporto sessuale completo dura tre minuti. Lei conduce gruppi di Risveglio Femminile da diversi anni e di donne ne ha incontrate e accompagnate tante. 
Questo mi fa capire uno dei motivi per cui chi ha fatto l’amore con me è stato così contento. Sono lenta in tutto, figuriamoci a fare l’amore! ;)) Non è un gioco breve. Non è un gioco che è bello se dura poco.

Sembra che in tutto il mondo le due sfere del maschile e del femminile facciano fatica a comunicare, a entrare in relazione. Ci si comporta nell’unico modo che si conosce, per stereotipi. E ognuno in questo modo offende la sensibilità dell’altro. E non se ne rede conto. Non si ha la forza o il coraggio di porsi domande o di porre domande, di cercare di sentire e capire l’altro.

In Italia si balla alla Luna Piena. Ma si è troppo arrabbiate. Troppo per essere felici. Troppo per essere realizzate. Troppo per essere qualsiasi cosa.
Purtroppo siamo ancora impegnate a lottare per l’uguaglianza civile (economica, politica, giuridica etc).
Purtroppo c’è ancora necessità di farlo.
Le tossine della rabbia ancora ci alterano il sistema nervoso.
Questo sentirci vittime in un mondo ostile ci mantiene vittime di un mondo ostile, non ci fa godere della nostra autentica Natura Femminile che si fonda sulla relazione, sulla bellezza, sull’armonia, sull’accoglienza e sull’amore, sui valori Venere e Luna…
La nostra natura aspetta solo di risplendere nel suo splendore, di risanare se stessa e il mondo intorno, come solo lei sa fare.
L’Amore è un nostro diritto di nascita, il sentire empatico e intuitivo è il nostro più grande talento, seguito a ruota dalla motivazione, concentrazione, coraggio e tenacia nella trasformazione, per amore.
La felicità creativa è lo sviluppo naturale, il carattere precipuo del nostro particolare Potere Personale.
Possiamo (e, in nome della nostra felicità, dovremmo) dedicarci a creazioni interiori ed esteriori, cose così belle e benefiche da sembrare miracoli…
Credo nel potere della Donna perché lo conosco. L’ho sperimentato, lo sperimento, e lo esploro e onoro ogni giorno di più.
Continua a seguirmi e faremo molta strada.

 

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Meditazione di allineamento per Anime Gemelle


L’audiomeditazione di allineamento per Anime Gemelle ti servirà a purificare e potenziare l’aura e fondere le energie a livello sottile tra te e la persona che ti sta a cuore affinché si crei la massima intimità, intensità d’amore e armonia. Tu e la persona in relazione con te, al momento uniti o separati, potrete crescere insieme e sostenervi nella reciproca evoluzione.

Ebook Ascension Last Call - Silvia Pedri

Nel​l’U​ni​ver​so non sia​mo soli

Nel​l’U​ni​ver​so non sia​mo soli 1195 623 Silvia Pedri

“Sia​mo soli nel​l’U​ni​ver​so?”
Sia​mo soli. Sia​mo stel​le.

È più vero e reale questo che la solitudine e l’ab​ban​do​no.
Non siamo e non siamo mai stati soli, figli uni​ci e/o or​fa​ni.
Il pianeta Terra è un luogo di prove individua​li e di bat​ta​glie co​smi​che. La civiltà terrestre è fin dalla sua formazione un mel​ting-pot. Il DNA terrestre è interamente extraterrestre.
Le anime non nascono su un sasso, seppur vivente come lo è Gaia, ogni cosa lo è…  Le anime non nascono nemmeno su stelle, seppure di alta spiritualità come lo è il nostro Sole, tutte le stelle lo sono, hanno il cuore infuo​ca​to, noti?

Non c’è ragione di immaginarci come “del luogo”. Ne abbiamo la tentazione solo perché la maggior parte di noi (e di conseguenza il condizionamento generale che pervade e imbriglia il pianeta) non ha una percezione più va​sta del​la vita nel​l’U​ni​ver​so.
Cer​to ci sono ani​me più antiche, che hanno fatto molta parte del loro percorso evolutivo su questo pianeta e anime più nuove rispetto alla Terra. Ma in fondo tra “terrestri” e “starseed” questa è l’unica dif​fe​renza. Ci sono ani​me con mag​gio​re me​mo​ria del​lo Spi​ri​to o del​le di​men​sio​ni, più ele​vate della terza, da cui provengono, che ne hanno potente nostalgia e che non possono fare a meno di fare di tutto per ripristinare armonia amore e pace dentro e fuori di loro. Ci sono anime più bloccate in armature di dolore paura e rabbia che non riescono a riconoscere la bellezza loro e la bellezza del Creato e a stento sopravvivono, trascinate e logorate dal sistema.
Tra le anime nuove del posto, ci sono le anime indaco e cristallo, che hanno un colore, una luminosità e una consistenza dell’aura particolare. Queste scelgono, al momento dell’incarnazione, di contaminarsi del peggior karma del pianeta per potere meglio fare esperienza e apprendere come servire e poi potere portare, realmente forti e consapevoli, la loro essenza luminosa e innocente, scintilla di altri mon​di. Sono an​ge​li in ter​ra, “wal​king an​gels” li chiama qualcuno, e sono tanti. Sono il futuro, già ma​ni​fe​sto.

Ascension Last Call - Ebook Silvia PedriMai come oggi questo pianeta ha mostrato una più ricca varietà, una più ampia gamma di luce, buio, tipologie energetiche, missioni perso​na​li, ori​gi​ni co​smi​che…
Ogni individuo sulla Terra ha un’origine cosmi​ca e ha al​lea​ti di di​men​sio​ni spi​ri​tua​li.
Li ha sempre immaginati come angeli e di fat​to lo sono.
Sono luminosi, incorporei: hanno corpi ed esistenze anche loro ma non certo goffi corpi materici come i nostri ed esistenze così limitate spazio-temporalmente come le nostre. Sono benevoli, sempre presenti.
Un alito di ven​to (spi​ri​tus in la​ti​no si​gni​fi​ca sof​fio), un bat​ti​to d’a​la co​stan​te​men​te ci af​fian​ca e ci sug​ge risce LA cosa giusta da fare, in sintonia col nostro cuo​re e con l’ar​mo​nia del​l’U​ni​ver​so.
Dopo tutto “angelo” è parola di origine greca che letteralmente significa “messaggero”. Si tratta dei messaggeri dello Spirito, della nostra Ani​ma, del​la no​stra mas​si​ma ve​ri​tà.

Ogni individuo sulla Terra è in contatto con gerarchie e tipologie diverse, a seconda del proprio carattere, del cammino che percorre e di come lo per​cor​re.
La collaborazione può essere strettissima. Noi evolviamo, siamo sempre più consapevoli amorevoli e felici. Noi siamo portatori di luce (sì, come l’angelo per eccellenza, il primo, “Luci-fero” ;)) E più lo siamo più siamo assistiti e sostenuti. La nostra opera, qualunque sia la nostra origine e la nostra missione, è impor‐ tante, è una goccia nel mare ma è importante. Contribuisce a salvare il pianeta Terra e tutti popoli “extra-terrestri” che lo hanno creato e che lo abi​ta​no. Ogni ge​sto re​sta scrit​to per sem​pre nel cam​po ete​ri​co ter​re​stre e uni​ver​sa​le.

Mai come oggi, in cui il potere della Luce è massimo e il potere delle tenebre ancora agita i suoi ultimi colpi di coda, ogni momento può costituire un salto evolutivo per noi e i i nostri fra​tel​li su que​sto e su al​tri si​ste​mi pla​ne​ta​ri.
L’Universo ha infinita vita, infiniti livelli spirituali. Ma una cosa è certa. Ogni forma di vita è intrecciata alle altre e ogni forma di vita sta evol​ven​do.

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Questo articolo è stato estratto da: “Ascension – Last Call: Guida essenziale per un passaggio evolutivo essenziale

Tutto quello che devi sapere e devi essere ora, per affrontare al meglio tempi critici e rischiosi come mai prima, per abbracciare la Tua Strada evolutiva e percorrerla nel modo più sicuro e veloce.

Risveglio Nuova Umanità - Romanzo di Silvia Pedri

È un laboratorio

È un laboratorio 1920 1061 Silvia Pedri

“È un laboratorio, Simone.” gli sussurrò all’orecchio.
Simone fremette, mosso come una foglia al soffio del suo fiato.
“Un laboratorio. Costruiamo la Nuova Umanità qui.”

(Estratto dal Capitolo 1, “Il Risveglio della Nuova Umanità”, Silvia Pedri)

Pantherizia si sistemò meglio. Era come un gattino, raggomitolato dentro.
Con la fronte toccava il collo di Simone. Simone inclinò il capo verso destra e sentì i capelli. Questa volta erano lisci e setosi, e soffici. Avevano quel profumo, quel profumo… di shampoo. Fu il primo odore forte e chiaro che sentì di Pantherizia. Non era granché ma non lo scordò più per tutto il resto della sua vita su BMW k25 e per molte altre vite.
Anche Pantherizia aveva un bel respiro lento. Magari si era addormentata. Poi avrebbe dovuto svegliarla. Come si sveglia una bambina? Era sicuro ci fosse un modo giusto, uno e uno solo, che lui non sapeva. La avrebbe svegliata nel modo sbagliato. E lei si sarebbe arrabbiata.
Invece “Humnn.” fece Pantherizia, ancora con quell’aria di una che ha appena mangiato una fragola. Non tre. A tre hai già perso l’emozione. Una e basta. Grande. Matura. Appagamento totale.
“Hai un buon odore, Simone!”
“Ti sorprende?”
“No, no, affatto. Lo avevo sognato. Lo sapevo già. Ma saperlo non è come sentirlo. In astrale il senso dell’odorato è il più difficile da sviluppare. Sentirlo è più bello.” disse lentamente, con la bocca un po’ impastata, come una che ha ancora il sapore della fragola in bocca.
“Mi piace il tuo odore. Sa di sottobosco di conifere.”
“Il sottobosco di conifere non esiste. Non cresce nulla sotto i pini. Il terreno è troppo acido.”
“Adoro le conifere.” Mormorò lei.
Lo aveva fatto di nuovo. E a lei piaceva. A ben contare, lo faceva quasi ogni volta. Le piaceva il suono della voce di Simone mentre sorrideva. La voce di Simone sorrideva sempre o quasi.
Simone era contento. Aveva un odore che non si era mai visto. Ma a Pantherizia piaceva.
Pantherizia sniffò ancora un pochino.
Sempre con gli occhi chiusi, tra conifere, mirti, eriche e rovi: “Mica sei nato sotto un cavolo o sopra un Drago. Non me la conti giusta tu. Sei nato da una mamma indaco che quando ti ha visto ha detto: ‘Oh che bel cavaliere indaco. Adesso lo curo io! …Guglielmo vieni a vedere.’ Si è voltata e il padre non c’era. Padre assente. Ci deve essere un posto nell’Universo che risucchia tutti questi padri assenti. Magari si gioca a carte. Humnn.” Grugnì meditabonda e ri-affondò il musetto in Simone.

(Estratto dal Capitolo 2)

Il Risveglio della Nuova Umanità - Romanzo di Silvia Pedri

*****

A Simone, al fianco di Pantherizia, parve di volare.
E forse volarono.
Non ricorda di avere fatto più di un passo, o due, e si ritrovò sui gradini dell’entrata dell’Accademia dei Gladiatori di Dio.
“Chi è Trino?” chiese a un tratto Simone, che si sentiva a terra ora che doveva affrontare un ambiente nuovo e sconosciuto, e pieno di insegnanti e alunni così illustri e importanti.
“È il figlio del bidello.”
“È un cavaliere indaco anche lui?” chiese Simone, con trepidazione.
Ma dopo mezzo millisecondo Pantherizia rispose: “No.”
“È un cavaliere cristallo?” Simone trattenne il fiato.
“No.”
“Allora come è mai è qui?”
“È il figlio del bidello.”
“Buongiorno Dino!” squillò Pantherizia, varcata la soglia.
Era di nuovo buio. Simone si teneva alla manina di Pantherizia e si chiese quando avrebbe imparato a sognare come si deve.
“Scusalo Simone, ha dei problemi a cambiare le lampadine.”
Sentirono echeggiare dei passi larghi e pesanti, che facevano oscillare il pavimento, sempre più vicini. Improvvisamente un muso con del fiato odoroso non di conifera scese su di loro, a ispezionarli. Sentirono tirare su col naso.
“Siamo a posto Dino. Lui è con me. È Simone. Lo aspettavamo. Simone Pitone. Non sa di carne, non ne mangia, puoi farci passare.” Disse Pantherizia, torcendo il collo verso l’alto.
“Via libera, Simo!” Saltellò più volte, con tutti i piedi, che quasi cadde.
“Emozionato?”
Emozionata era lei, non stava più nella pelle. Non sapeva più cosa dire. Prese la mano di Simone tra le sue o meglio portò la sua mano sinistra alla destra, che teneva la mano di Simone, e la accarezzò e la tenne al sicuro. Voleva trasmettergli il benvenuto più caloroso. Era contenta e non sapeva da dove incominciare.
Gli saltò addosso e gli abbracciò le spalle e per poco non gli diede una zuccata.
Poi, non sapendo da dove cominciare appunto, pensò bene di continuare…
“Trino Panzoni. È l’ultimo di tre fratelli. Tino Rino e Trino.”
“Morti tutti tranne lui.” Riprese, dopo qualche passo.
Pantherizia aveva un curioso gusto macabro delle situazioni, Simone osservò. Non era nera come suo fratello ma un po’ doveva avere preso anche lei da suo padre. Simone si strozzò con la saliva e tossì: un pensiero gli era andato di traverso. Non aveva preso la stupidità, ma il black dalla famiglia Panther, of course!
“Ehy Simo! Tutto bene?” Si fermarono un momento e Simone divenne rosso dall’imbarazzo oltre che dal soffocamento.
“Vabbé. Dicevo di Trino… Figlio di Dino (ogni padre è un dinosauro), il noto Dino Panzoni bidello della scuola. Onorevole servizio da tempi preistorici. Trino dicevo… Ultimo superstite e ultimo gioiello della sua famiglia e della sua genealogia tutta, da parte di madre e da parte di padre, oltre ad essere un po’ triste ha insistito ad entrare all’Accademia perché sente di avere una missione. Anche se non ci ha mai detto quale.”
Difficile raccontare tutto per filo e per segno… “Stuart Wilde non ha avuto cuore di dirgli di no, che era solo un condizionamento dato così… dalla situazione un po’ pesante alle spalle, per cui sentiva le spalle pesanti ma non perché aveva una missione. Tanto, per stare in corridoio meglio che stia in classe si deve essere detto. È il figlio del bidello…”
“Sono una famiglia di immigrati.” Proseguì Pantherizia. “Non è facile per loro. Sono originari di Sirio C e pensano di essere di Serie C. Eh insomma.”
“Marcolino lo chiama Krishnamurti.” Proseguì dopo qualche passo e un saltello. “Come Krishnamurti l’oroscopo diceva che era un messia, fin da prima che nascesse proprio. Una specie di profezia per la mamma Rosa Margherita Panzoni, una donna così dolce, ma si dice fosse anche ingenua… Non si sa. Morta anche lei. Purtroppo.”
Simone tossicchiò a nascondere una risatina, che al buio non si vedeva ma si sentiva.
“Le dissero allora che le sarebbe nato un bambino cristallo, il giorno 22, del mese 33, dell’anno 11. Un maestro, un iniziatore degli iniziati, un Messia. Un Panzoni ma di quelli grandi.”
“E così fu.” Mormorò tra sé Pantherizia, meditabonda.
“Adesso siamo nell’anno 22 e lui ha 11 anni. Si deve manifestare. Insomma, Simo, ti rendi conto, è il suo momento. Proprio adesso. Ma non sappiamo per cosa.”
“Veramente una storia agghiacciante.”
“Sì Simo. La vita gioca degli scherzi, strani e misteriosi… Certo, nervosetto lo è.”
“Vieni che te lo presento!”
E di corsa e volando Simone si trovò improvvisamente in aula.

(Finisce così il Capitolo 4)

Il Risveglio della Nuova Umanità - Romanzo di Silvia Pedri

*****

“Questo è il maestro Candido Savinio, l’insegnante di fisica energetica.” Gli disse Pantherizia, a bassa voce. “Guardati pure intorno. Lui è molto concentrato su quello che fa. E poi è strabico. E ci vede con un occhio solo, quello storto.”
“Quel bambino dall’altra parte dell’aula perché mi fissa corrucciato?”
“Quello è Trino. Ohh è così. Ce l’ha con i compagni di banco biondi. Faccende karmiche sue.”
“Io non sono biondo.”
“Lo so. Ma lui no. Lui non lo sa.”
“Forse bisognerebbe dirglielo…”
“Non si può. Non ascolterebbe. Lui ti vede così. Sono proiezioni, Simone.”
Pantherizia torse il busto verso il banco dietro. “Shhh. Savinio è cieco, mica sordo!”
Simone capì che ormai erano nel suo sogno per gli inconfondibili tocchi macabri che lo scandivano.
Si voltò anche lui. “Ciao Marcolino!” Disse.
“Ciao Simone. Ti aspettavamo.” Indice e medio uniti scattarono dalla fronte verso l’esterno.
“Capitano… Benvenuto a bordo.” Sorrise da marinaio.
E subito Adelchi riprese, con grande attenzione, a fare quello che stava facendo.
“Smettila di fare rumore con le figurine! Finisce che ti sente.”
“Pantherizia… Tu credi che io stia riempiendo l’album dei calciatori… In realtà è tutta una copertura. Shhh.” Sibilò, sporgendosi in avanti sul banco, le mani a ventaglio, tremanti ai lati della bocca.
“Vallo a capire quello.” Spiegò Pantherizia all’orecchio di Simone, mentre si risistemava sulla sedia.
“E quella al suo fianco?” Chiese Simone, sbirciando all’indietro.
“Lei è viola.”
“Sì, lo vedo.” In questa classe la vista non era data per scontata.
“Viola di nooomee.” Chiarì Pantherizia.
“Si chiama Viola Del Pensiero. È carina, eh?… È un centauro arturiano.” Aggiunse, con una nota di rispetto nella voce.
“E dietro?”
“Oh dietro nessuno.”
“Io vedo un sacco di gente…” disse Simone incerto.

(Estratto dal Capitolo 6 “La Classe”)

… e i capitoli del mio romanzo sono 21! Sei pronto per il grande Risveglio della Nuova Umanità!??

 


Il risveglio della Nuova Umanità

Il Risveglio della Nuova Umanità è molto più di un libro.
È una STORIA D’AMORE  tra “adulti under 11” scritta per lo Spirito, per i Popoli delle Stelle e per tutti coloro che sulla Terra aspirano ad una vita felice!
È un ROMANZO in cui le vicende dei personaggi si intrecciano in diverse dimensioni spazio-temporali dove i sogni lucidi addestrano alla conoscenza e al coraggio.
È una GUIDA per l’Aldiqua e l’Aldilà scritta per rispondere ai nostri interrogativi. Da dove si parte per rinascere a se stessi e creare un Nuovo Mondo? Quali sono le regole, le direzioni e gli strumenti?

Al servizio della Vita

Al servizio della Vita 931 493 Silvia Pedri

Arrivo anche io. Eccomi. Devo per forza anche io prendere parte alla discussione circa la ragazza che in Olanda si è lasciata morire, in seguito a terribili traumi sessuali infantili, assistita legalmente? Non potevo fare il favore di tacere?? No. Purtroppo no.
Chi sono per parlarne? Semplicemente, mi permetto di esprimere la mia opinione di donna, la mia opinione di persona che conosce molto bene i traumi per esperienza diretta e indiretta, di persona che per tutta la vita ha frequentato ambiti terapeutici ed esoterici per formazione intellettuale ed esperienziale, di persona che si muove dentro alla vita al servizio della Vita, una “Life Artist”, una che dalla vita cerca di cavarci qualcosa, che quando possibile cerca di cavarci il meglio e di condividerlo con gli altri per amplificarne la Bellezza e il potere di Guarigione e Gioia.

Non voglio entrare in merito al tipo di trauma. Un trauma è un trauma. Punto. Non esistono traumi di serie A e di serie B. Se passando in stazione centrale vengo borseggiata e per farlo mi vengono spaccate tutte le ossa, ho vissuto un trauma, a livello fisico, emotivo e spirituale. E’ sterile discutere se me lo sono andato a cercare. Piuttosto riconosco che uno stupro può essere un trauma molto intenso e complesso e difficile da gestire. Ma non vorrei con questo assecondare una discussione che sconfina in territori cattolici o femministi.

Non voglio farne una crociata pro-valore della vita né al contrario una crociata pro-autodeterminazione femminile. Autodeterminarsi vittime e distruggersi non lo ritengo un successo sotto nessun punto di vista.

Purtroppo attraverso i traumi si passa, ci passiamo tutti. Alcuni traumi, come dicevo, sono più atroci di altri e molto difficili da guarire.
Il punto però, secondo me, sta tutto qui: nella parola “guarire”. Qui la discussione è interessante. Qui la discussione riguarda tutti noi, nei nostri corpi e nelle nostre anime. Qui la discussione, appunto, non viene affrontata perché se ne ha troppa paura.

Guarire da un trauma - Silvia Pedri

Nessuno ha il dovere di guarire. Guarire è una possibilità che dipende da diverse variabili.
Prima tra tutte il libero arbitrio, ognuno va dove sceglie di andare.
Poi la forza, l’energia e il coraggio, e l’oggettiva quantità di forza che l’anima in quel momento si ritrova e che la può sostenere o meno nel compiere scelte in consapevolezza.
Poi la conoscenza, che sia conscia o inconscia, di quello che succede. Io non lo so che cosa sapevo da ragazza, non me lo ricordo più. Non ho studiato esoterismo fin dall’adolescenza. Eppure sapevo che se mi fossi ammazzata avrei ricominciato tutto daccapo, non sarebbe stata una liberazione ma una peggiore schiavitù. Me la sentivo di perdere il mio tempo, di ripercorrere tutto il dolore che avevo già provato!? No. La risposta è certamente no. Per quanto ci siano stati periodi in cui desideravo ardentemente di andarmene non ho mai agito in concreto, mi sono sempre trattenuta. Sapevo. E da adulta, nei miei studi e nelle mie pratiche sciamaniche ed esoteriche, ho trovato solo conferme

Quanto sanno i giovani di oggi? Quanto sanno gli adulti? Non si può generalizzare. C’è assolutamente di tutto al mondo. Ognuno ha la forza e la conoscenza che ha.
La conoscenza che bisognerebbe avere, per istinto per esperienza o per studio, e che bisognerebbe diffondere, è che guarire si può. Tutto è in movimento e tutto è possibile.
A volte non si riesce. E anche questo fa parte del gioco. Purtroppo. Non si riesce in una sola vita. Ma non è la morte a chiudere il sipario e dare pace. Non è la morte la fine dei giochi, la morte è solo un momento. Non dà requie.
I giochi restano tali e proseguono. Il trauma va curato. Con qualsiasi mezzo. In qualsiasi momento. Prima o poi. E sarà guarito. Ogni problema che si apre, ogni ciclo che si apre, troverà prima o poi la sua risoluzione.

Guarire è istintivo, fa parte della vita. Anche la morte fa parte della vita, anche lo sconforto, la rinuncia, la distruzione e l’autodistruzione. Ma non mi sembrano questi ultimi valori da coltivare, in nome dell’autorealizzazione e della felicità, né a livello personale né a livello sociale. Il flusso della Vita va in un’altra direzione.

Come persona, come terapeuta, come società, posso non essere in grado di aiutare. Rispetto il tuo dolore, riconosco e rispetto l’enormità del tuo dolore, e riconosco la mia impotenza. E’ possibile.
Ma assisterti nella distruzione è ben altra cosa, è cosa che non è al servizio della vita, della guarigione e della felicità: è allearsi con le forze opposte.

Non sono per la vita a tutti i costi. L’eutanasia si è sempre praticata nel mondo animale e nel mondo umano in tutte le culture quando la vita ormai è volta al termine. L’accanimento terapeutico è ingenuo e arrogante e offensivo e distruttivo tanto quanto un suicidio assistito liberalizzato.

E che la ragazza non sia stata aiutata a morire ma sia stata lasciata morire dopo vani tentativi di cura non cambia la mia visione di una società di cui diffidare, sotto tutti gli aspetti pericolosa.

Io so che dai traumi si può guarire. Perché alimento la tua convinzione contraria? Perché, come persona, come società, non offro piuttosto opportunità di guarigione?
Al giorno d’oggi non è affatto difficile trovare terapie di trauma healing, ormai testate da anni sui peggiori traumi di guerra e sessuali. Personalmente la somatic experiencing formulata da Peter Levine è quella che preferisco. Ma non è di certo l’unica strada di rigenerazione a tutti i livelli. Ma non sono qui per fare pubblicità. Accetto anche che la società non incoraggi modalità troppo rivoluzionarie: è comprensibile che, come ogni organismo, la sua maggiore preoccupazione sia di mantenersi, tutelare le proprie strutture. Ma non accetto che la società stessa sia indulgente e incoraggiante nei confronti dei demoni che mi stanno divorando. Già è abbastanza dura sopravvivere, già è abbastanza dura combatterli. Ci manca solo che qualcuno ne legalizzi l’azione.

Ognuno è libero di volere guarire o meno, ognuno è libero di potere guarire o meno. Fa parte della sua storia. E la sua storia va rispettata. Ma mi guarderei bene dall’incoraggiare nel mio prossimo la sconfitta e non la vittoria, la depressione e non l’amore, la luce, la felicità.
Me ne guarderei bene perché so che cosa vuol dire produrre karma cattivo. So che cosa vuol dire essere inconsapevoli e colpevoli. So che cosa vuol dire sperimentare lo stesso karma cattivo che si è un tempo, in altre vite, prodotto. So che distruggere E’ karma cattivo. E non distruggo.
Stiamo ora, a livello collettivo, istituzionalizzando la distruzione!?
Stiamo ora, a livello personale, ringraziando per la libertà che la società, così aperta e magnanima, ci dà di distruggerci? Stiamo assistendo, muti e fermi, noi tutti, genitori, amici, parenti, conoscenti, alla morte di una ragazza che è momentaneamente caduta lungo il suo percorso di guarigione? Stiamo confermando che dal dolore e dalla devastazione non si può guarire. Noi stessi ci siamo arresi? E la civiltà (notare, l’Olanda, una delle società che consideriamo più evolute al mondo) rinforza in noi questa convinzione, indulge nel nostro vittimismo e sancisce la sconfitta come inevitabile.
Quanto dolore stiamo producendo a noi stessi e al mondo!?

Ora vorrei tornare sul dolore di questa povera anima. E dico “povera anima” non per indulgere io stessa nel vittimismo ma perché si tratta di una anima in difficoltà. Ora, proprio in questo momento, questa anima sta vivendo il trauma dello stupro, il trauma del suicidio, e il trauma di tante persone in tutto il mondo che litigano su di lei. E’ difficile immaginare una situazione peggiore.
Usciamo per un attimo dalle nostre paure, dalle battaglie femministe, umaniste, religiose… Basta battaglie. Basta combattere. Che questa discussione sia l’ennesima occasione per renderci conto che ci serve la pace. Sempre più urgentemente. Tutti dovrebbero, col loro cuore, la loro intelligenza e la loro azione, collaborare alla pace, al risanamento, alla guarigione, individuale e collettiva.
Ad esempio questo esercizio ci farà bene: per un momento usciamo da noi stessi, dalle convinzioni e dalle paure che questa vicenda ci suscita e, spassionatamente, pensiamo a questa anima e alle anime a lei collegate, che hanno attraversato e stanno ancora attraversando l’inferno, che sono ancora e sempre più smarrite e in difficoltà. Percepiamo la loro difficoltà.
Che cosa fare? Pregare. Come una volta, in ogni tradizione spirituale, si pregava per i morti. Portare PACE.

Possiamo portare pace e consapevolezza nei nostri cuori e ringraziare per il dolore che questa storia ha suscitato anche in noi perché il dolore, si sa, è sempre lo stimolo più potente alla crescita, alla riflessione, alla osservazione.
Possiamo portare pace e dentro e fuori di noi. Rinunciamo alle guerre ideologiche, osserviamo quello che, a livello individuale e a livello sociale, ci sta succedendo, e, con sincera compassione, portiamo PACE.

*****
Per approfondimenti sul potere della Guarigione anche in casi “disperati” ti invito a leggere questo altro mio post: Guarigione? Sì, ma definitiva!

Per approcciare il suicidio da una prospettiva esoterica ti invito a partire da questo libro molto preciso, semplice e avvincente: Il Patto Violato – Vite interrotte 

Come darsi (nuova) Vita

Come darsi (nuova) Vita 1280 853 Silvia Pedri

Non so se ti capitano spesso esperienze che ti ribaltano la vita.
Certo io me la sono andata a cercare. 
Un giro completo in latitudine. Un altro emisfero.
Milano Buenos Aires e ritorno in meno di una settimana.

Dovevo solo trascorrervi il compleanno. In base a una pratica astrologica, sarebbe stato di buon auspicio per tutto l’anno a venire. Beh sì, quei giorni c’erano buone energie! 
E io ero così ribaltata, sconvolta, smarrita e aperta che davvero mi persi e mi ritrovai.

“C’è vita sul pianeta!” Una esclamazione di pura sorpresa e meraviglia.
Scoprii un amore viscerale per l’Argentina, il suo umorismo, la sua poesia, scoprii coraggio e fiducia nella vita e ripresi in mano quel mio spirito avventuroso e appassionato che ancora mi sostiene.
Fui anche scoperta. Ma di questo ne parliamo dopo. Te ne parlo nel mio libro.
Tutto avvenne grazie all’amore, la più potente medicina, il detonatore e incubatore di ogni trasformazione. 
L’amore, tanto cercato, mi trovò. E mi prese.

Eh sì, c’è anche un uomo. O almeno c’era. Chissà. =D
Questa è la storia di come sono rinata in Argentina, storia romanzata, per renderla più credibile.
Ti invito a fare questo viaggio insieme a me. Ti garantisco che leggerlo sarà (quasi) come viverlo. Una esperienza che (quasi) ti ribalterà la vita! 
Pronti?
Allora…? Vieni?

 

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C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Scarica l’estratto gratuito con i primi due capitoli!

 

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Come cambiò la mia vita.
(Ora, dopo tanto tempo, te lo posso raccontare)

 

Nel libro descrivo senza pudore come ero terrorizzata all’idea di partire, da sola, per l’altro capo del mondo.
Fu un atto di coraggio. Smossi davvero le montagne. Mi presi e mi lanciai lontano, senza rete, ben oltre il mio campo visivo.
Fu un atto di puro smarrimento, un “agguato” direbbero gli sciamani toltechi (Castaneda e Co. per intenderci), uno “smembramento” direbbero gli sciamano amazzonici.
Io posso dire che avevo una totale paura di schiattare.
Continuavo a ripetere e ripetermi che l’obiettivo era riuscire a tornare e salva. Come se dovessi aprirmi a bracciate un sentiero nella giungla tra serpenti velenosi e piante carnivore più grandi di me. Forse era così. Per me era così. La giungla umana non ha meno serpenti. Lo sapevo bene. E passarci attraverso è possibile ma rischioso. Lo sapevo bene. E, come al solito, non avevo garanzie di riuscita.
E nonostante senso pratico a zero e terrore a mille, crisi isterica dopo crisi isterica, sono partita.
In nome di una dubbia pratica astrologica che non avevo mai sperimentato. Perché??
Era il momento di ribaltarsi.  – Non se ne poteva più di stare in questa posizione di scomodo umiliante stallo e insoddisfazione. – Era destino che mi ribaltassi. – Volevo qualcosa e sapevo che dovevo sporgermi oltre il limite e perdere l’equilibrio, andare lontano, rischiare tutto, rischiare qualsiasi cosa per prenderlo.
La mia vita non meritava forse qualsiasi sforzo possibile!?

Come tutte le volte in cui sei FUORI, non sei te stessa. Sei un’altra. Sei nessuno. Sei nuova. Sei tutta da scoprire, da imparare, da creare. Sei “smembrata”, sei morta, rinata, aperta e sparpagliata, da ricomporre, sei presa di sorpresa, come in un “agguato” a te stessa.   

Essere FUORI, geograficamente e/o psicologicamente, è un grande privilegio. Ti puoi guardare. Ti puoi conoscere. Puoi prendere le distanze da te, dai tuoi meccanismi.
Puoi mandare tutto all’aria e osservare come le cose prendono nuova vita, un movimento loro proprio…

Certo occorre coraggio e prima del coraggio occorre motivazione. Occorre disperazione e occorre speranza. Occorre la determinazione di perseguire, inseguire i propri sogni, ovunque tu debba andare…

Non andavo a Lourdes per cercare il miracolo. Andavo, ispirata da calcoli molto più scientifici e stringenti, fatti su misura per me, a Buenos Aires. In effetti cercavo un miracolo di un certo tipo. O almeno un aiuto. E non immaginavo ancora quanto Buenos Aires, colorata, delicata, forte, calda, sarebbe stata adatta… Ma le stelle me la avevano indicata, forte e chiaro, me la avevano messa davanti. Ora stava a me. Avrei scommesso su Buenos Aires? Avrei scommesso su di me?

To be continued.

 

Partire è un po’ come morire, soprattutto quando si lascia alle spalle tutto quello che si è e si ha. E quando si riaprono gli occhi dopo un viaggio, manco a dirlo, rocambolesco in modi strazianti, tutto brulica di Vita, tutto trasuda magia, poesia, meraviglia. La realtà si rivela per quello che è, fantastica!

Senza pelle, appena nati, si è accarezzati, penetrati da brezze colori e profumi, sussurri e melodie mai sentiti. Tutto è surreale e reale. Tutto è meraviglia e rivelazione.

A quel punto, tutto può succedere.
A quel punto, manco a dirlo, tutto succede.

Il miracolo succede, molto meglio che a Lourdes in questo caso. La Vita ti grazia, ti cura.
Ti dà, come al solito, quello di cui hai bisogno e, trovandoti aperta, te ne dà molto più del solito.

Nel tempo di un breve viaggio, tutto ha un tempo limitato per potere accadere. Non c’è fretta. Non c’è nulla che si debba fare. Tutto può accadere. E tutto accade. Intenso, alla bellezza massima, quella reale.
Non c’è nulla da perdere, tutto da guadagnare. Tutto da lasciare essere. Non si ha alcuna forza per opporsi alla Forza della Vita, alla quale ci siamo affidati, nelle cui correnti stiamo passando, stiamo muovendoci o meglio lasciandoci muoverci…
Abbiamo afferrato la Vita a piene mani. E adesso sta a lei…
Siamo andati lontano. Solo per tornare a Casa, per ritrovare Casa. 

To be continued.

 

Dopo che hai avuto il coraggio di prendere la Vita per le (s)palle e scuoterla, dopo che hai avuto l’audacia di lasciarti prendere da Lei e portare lungo le sue imprevedibili e tumultuose correnti, e sì, sei tornata sana e salva, dopo che tutto poteva succedere e tutto è successo e hai scoperto che c’è ancora Vita sul pianeta e molta Vita a tua disposizione e proprio del tipo di Vita che fa per te, dopo avere sperimentato che è stato davvero molto impegnativo e oggettivamente molto rischioso eppure così facile e che è stato tutto merito tuo, dopo essere tornata a casa dopo tutto questo… tutto è possibile.

La Vita non ti sfugge più. La pretendi.
Tu ci sei. C’è qualcuno con te? 


Inizi a chiedere che succeda qualcosa e lasciare che qualcosa succeda e a viverne le conseguenze.
E allora sì, tutto può succedere. E lo osservi, ci sbatti la testa, vai in estasi e poi cadi in ginocchio. Osservi la vita che sei e provi a cambiarti per cambiare anche lei.
Ma ormai non ti tiene più nessuno. Sai che puoi andare ovunque. Sai che sbaglierai, imparerai, farai giusto e sbaglierai e poi ancora… E ci saranno tante esperienze in mezzo. E, se vorrai, se sei disponibile, saranno sempre poetiche, magiche, estatiche, intense, esattamente come sei tu.

Sei sempre stata così, avventurosa, magica, poetica, intensa, estatica. Ma andando oltre la paura e aprendoti a una cultura così lontana e così affine, questa verità è emersa in modo lampante, si è rivelata, si è creata.

Il coraggio l’hai tirato fuori, la Vita l’hai creata.

Allora, vieni con me?
Mi accompagni oltre la ragione, oltre il sentimento, oltre la sensazione?
Verso un Nuovo Mondo… tutto da esplorare.
Per scoprire insieme che non è tutto perduto, che sì, eccome, “C’è vita sul pianeta!”

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C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

In soli due giorni insieme, succedono cose che cambieranno per sempre il destino dei due protagonisti. Passato, presente e futuro si rivelano e si intrecciano, sperimentando nuovi disegni.

 

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I blog fanno male alla tua energia

I blog fanno male?

I blog fanno male? 1197 630 Silvia Pedri

Meglio felicità che in-felicità. Però io continuo a pensare che condividere la propria felicità con il mondo su Facebook e i social media sia una perversione, una perversione sentimentale tale e quale le perversioni sessuali e di fatto molto peggio.
Chi ha gusti sessuali bizzarri è onesto con se stesso, li conosce e li tiene per sè. Chi condivide la sua intimità è senza intimità 🥶 e manco lo sa.

La questione non è solo l’autenticità e l’intimità.
La vera tragedia del nostro tempo è l’intensità.
Quella è la grande vittima. MISSING!
L’intensità non può resistere diluita. L’esposizione fa calare il desiderio. La condivisione fa calare l’esperienza.
È la vita a non esistere più. 

 

Intimità - Non condividere la vita sui social media

 

 

L. ha appena aperto un blog.
Lo voleva fare da tanto e adesso che era in vacanza proprio era il momento.
Ha rubato qualche ora al sonno e alla vacanza (e alla compagnia del, come lei lo definisce, “l’uomo migliore del mondo”) ed eccoci. Fa l’annuncio sul suo profilo Facebook. Tutti fanno le felicitazioni per il nuovo nato.
Io sento il bisogno di chiedere perché.
“Perché questo parto?”
Lo chiedo con la massima umiltà perché davvero vorrei sapere cosa l’ha mossa ad aprire un blog. E lei ha la cortesia di rispondermi. La sua risposta è tipo “Boh che domanda! Che male c’è! Lo fanno tutti.”
Risposta di per sé inquietantissima. Ma c’è dell’altro…

Silvia: Il blog è davvero molto bello. E anche voi lo siete. Mi chiedo però perché condividere pubblicamente, con chiunque, la vostra vita privata. È una curiosità che ho. Io non lo farei mai e vorrei capire chi ama farlo.

L.: In che senso vita privata? Mutuo e vacanze, per esempio? Per spirito di condivisione, non mi sembrano argomenti tabù da tenere così riservati. In fondo cosa sono i blog?

Silvia: Grazie per la risposta. No non sono tabù. Per “vita privata” non intendevo niente di cui vergognarsi o da tenere nascosto, intendevo solo qualcosa di intimo, personale, che normalmente non si divulga (ma in realtà oggi normalmente si divulga, sono io che sono molto molto antica). Forse divulgarlo è un modo per allargare la cerchia degli amici….

 

Ma la mia domanda rimane. La domanda che fa lei al termine del suo commento. Per lei è una domanda retorica, per me no. Mi interessa.
In fondo, cosa sono i blog?” Già. Che cosa sono? Perché sono? Trattassero di argomenti tabù varrebbe la pena scriverne ma così… Dal punto di vista esoterico-energetico fanno male a tutti. Non solo crescono “l’importanza personale e la concentrazione su se stessi” (virus principale che attenta alla vita del Guerriero Spirituale e di ogni essere umano secondo Castaneda) ma compromettono lo sviluppo di organismi viventi. Ad esempio, nella fattispecie, almeno tre: lei, lui e la coppia.

Lo sviluppo non è più libero: non è più meraviglia quotidiana, trasformazione e sorpresa: è una storia narrata. Ed è anche uno sviluppo molto è più fragile: stanno insieme da nemmeno due anni, stanno per andare a convivere… e già si espongono a sguardi commenti gelosie tentazioni e a qualsiasi spiffero o tormenta energetica varia ed eventuale provenga dall’infinito mondo.
Chi legge impara poco e/o si diverte poco: ci guadagna poco. Chi scrive ci perde molto. Allarga la famiglia a chiunque di passaggio. Perde l’intimità, la complicità, l’avventura, il piacere della solitudine, il piacere della compagnia, la costruzione di una vita nuova. Ma entrambi sono rassicurati. Rassicurati che il mondo funziona così, in modo normale, che anche loro sono una coppia normale, come tante, e non cambieranno tanto facilmente e va bene così.
Benvenuti nel Valiumèffect. Keep Calm and Keep Spleeping.

 

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Conosco un posto pieno di vita…

C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…

Ti tengono d’occhio

Ti tengono d’occhio 1200 628 Silvia Pedri

Non va bene. E non va bene per una ragione molto tecnica molto pratica e molto devastante.

Non va bene essere sempre sotto i riflettori. Non va bene che non esista più la differenza tra persona e personaggio tra sfera privata e pubblica.
Non va bene, soprattutto, condividere le proprie esperienze MENTRE LE SI STA FACENDO.
Non va bene essere sempre quel personaggio lì, confermato e rafforzato da come ti vedono gli altri.
Non va bene essere costantemente in mondovisione, manco fossi il festival di Sanremo.
Non va bene perché ti impedisce di crescere. Punto. Farti vedere ti impedisce di essere. Di essere te stessa: sempre nuove te stesse.
Sei costretto/a a recitare. Ma recitare sempre uno e uno stesso personaggio. Che non sei sicuro/a nemmeno di esserti scelto autonomamente…

Un tempo questa malattia sociale non esisteva. Esisteva, sì, il villaggio, i vicini di casa, i conoscenti e i parenti, la piazza, gli amici di vecchia data, i nonni con aspettative, i pettegoli al bar… tutto questo limitava il tuo sviluppo. Lo condizionava. Se cambiavi di tanto così gli amici restavano delusi, facevano i capricci: volevano il tuo io vecchio, sempre uguale, rassicurante, con il quale sapevano che potevano divertirsi. E se sperimentavi, se osavi, se avevi una curiosità nuova, i nonni con aspettative ti rimproveravano e i pettegoli al bar ti ostracizzavano. Se perseveravi nell’essere “diverso” l’intera comunità ti escludeva, ti bruciava. Dovevi scappare. È successo. Oggi la situazione è molto più grave.
Ora non sei più libero di fare niente, momento per momento, giorno dopo giorno. Sei sotto i riflettori, sotto osservazione. Ti ci sei messo tu e sembra pure ti piaccia.

Stare sempre sotto osservazione

Non è cosa da poco. Hai una immagine da mantenere. 
Non che tu sia un personaggio importante. Non sei nessuno esattamente come non eri nessuno al tuo villaggio (o meglio, al tuo villaggio non eri Qualcuno ma qualcuno eri).
Ma hai lo stesso un personaggio. Sei un personaggio. Anche se fosse solo la tua persona.
Peggio ancora se sei un solo personaggio, un personaggio solo intendo, se sei “coerente” e “vero”, se sei sempre te stesso.
Non hai margine di movimento, di cambiamento, di esperienza, di curiosità. Se cambi perdi il posto. Non ti riconoscono più. Non rispondi più alle aspettative altrui, non corrispondi più a te stesso. Non ti seguono più, non ti vogliono più. Sei fuori. Da tutto. Per sempre.
Non ti guadagni neanche più la pagnotta. Se non sei un “personal brand” non hai “coerenza”, “credibilità”, “affidabilità”, “riconoscibilità”. Non ti comprano. Non ti vedono. Passano oltre.
Non sai neanche come ci sei finito in questa trappola. Così fan tutti… Forse non c’è scelta. Così si fa.

 

Castaneda , lo sciamano più cool (e geniale) degli ultimi due secoli, parlava di distruggere la storia personale, il passato. Parlava di essere liberi dalla propria importanza personale, dall’ossessione dell’attenzione su se stessi e dall’ossessiva attenzione degli altri su di noi che ci tiene fissati in modalità sempre uguali.
Essere liberi di crescere, di sbagliare, di imparare, di cambiare, di essere, di essere parti di sé, di essere nuovi, di essere diversi, di essere tanti. Liberi di apprendere nuovi linguaggi, liberi di conoscere se stessi e il mondo. Fluire fluidamente in questo mirabolante universo di possibilità pressoché infinite. Vivere con pienezza.
Per poterlo fare la condizione essenziale è l’agilità energetica data dalla libertà dall’importanza personale e dai condizionamenti altrui.
La preoccupazione per il giudizio non solo rende lenti e goffi ma brucia, consuma, rende privi di energie, impossibilitati ad andare oltre ciò che non sia routine mentale o fisica.

Da quando Castaneda negli Anni Sessanta del secolo scorso, ha reso pubblico lo spirito degli insegnamenti dello Sciamanesimo messicano o Tolteco, il mondo è andato esattamente nella direzione opposta. Questi insegnamenti sono sempre più urgenti e attuali e sempre più fuori moda. Il motivo è semplice: sono impraticabili.

Chiunque faccia un viaggio o una esperienza di un solo passo diverso dal solito lo condivide sul web.
Ne è troppo fiero per poterne tacere. Lo devono sapere tutti. E così ogni passo oltre il conformismo viene ricondotto al conformismo.
Sei sempre la stessa voce narrante per sempre il medesimo pubblico. Pubblico che per dare un po’ di calore deve essere il più possibile vasto il più possibile celebrativo o partecipativo. Ti deve dare conferma che tu continui a piacere perché sei sempre quello che gli altri si aspettano che tu sia, ti deve rassicurare e dare conferma che tu esisti, che tu vali, in moneta corrente contemporanea, e che sei sempre la medesima persona. Giorno dopo giorno.
Poi muori.
Hai fatto una vita da palcoscenico. Primo attore o comparsa. Poco importa. Alla tua importanza personale importa moltissimo ovviamente. Ai fini della tua crescita personale, della maturazione, evoluzione, ampliamento, libertà, felicità del tuo IO, della tua personalità e della tua anima, poco importa. Sei in ogni caso un attore tragico, un personaggio che per tutta la vita è stato costretto a rimanere sempre uguale a se stesso, che gli piacesse o meno.
E dire che, se ce ne si accorge, scegliere si può. 
Si può scegliere di uscire dai tranelli.

Stare sempre sotto i riflettori - Social Media

L’antidoto a questa malattia sociale, che divora la vita come un grande nulla che si propaga a macchia d’olio, è un po’ più di riservatezza.
Io sono contenta di spiare la tua vita dal web. A volte è anche interessante (a volte). Davvero l’antropologo, il sociologo, lo psicologo, perfino l’esoterista, che c’è in me godono. Ma tu non sei tenuto a sacrificarti per me in questo modo. Posso anche non sapere se ti incontri con la tua amica americana o se stai seguendo un seminario a Ibiza se vuoi tanto bene a tua zia o se hai trascorso un pomeriggio in spiaggia a Varigotti con il tuo cane o come procede la malattia di mamma. Non sono tenuta a saperlo. È anzi molto toccante e parecchio imbarazzante per me saperlo. 
Se si tratta di incontri ed esperienze intense daranno in te i loro frutti e non potrò fare a meno di goderne. Il mondo intero è assetato di frutti succosi! Ma non devi avere fretta di produrre frutti.
La crescita interiore non è schiava delle performances esteriori.
Potresti ricevere doni grandiosi dalle tue esperienze di vita e questi doni grandiosi potrebbero non essere mai visibili pubblicamente perché riguardano appunto la tua vita, i tuoi affetti, la tua realizzazione personale. E la vita è cosa privata non pubblica. La vita è tanta roba che non si vede. Oggi è il primo momento della storia dell’umanità in cui è normale che ogni vita sia pubblica. Ma questa lente deforma, distorce ogni cosa, ogni esperienza, ogni comunicazione. Poi, se avrai qualcosa di bello, lo condividerai, se sarà opportuno, per il bene comune. Ma intanto non devi dimostrare niente a nessuno, solo essere felice. Essere felice. Non dimostrare di esserlo per averne conferma. E lo sei soprattutto se nessuno lo vede. Lo sei soprattutto privatamente e autenticamente.
La crescita segue i suoi flussi, personali, misteriosi, naturali, necessari. Ma hai vissuto. Questo, SOLO questo conta. Hai vissuto libero, andando incontro NUDO alle esperienze, andandoci solo tu e te, non tu e il mondo alle calcagna. Non sei agli arresti domiciliari, un personaggio sotto osservazione. 
Non sei un personaggio, non sei un solo personaggio, un personaggio solo intendo. Hai tutto il diritto, il dovere e il piacere di essere mille personaggi, all’occorrenza. Hai tutto il diritto di permetterti di stupirti.
L’unica cosa che conta nella tua vita è che vivi la tua vita non che la racconti non che gli altri ti dicano bravo o che ti invidino o che ti vedano o che ti desiderino… Tanto l’attenzione degli altri conta poco. È roba fredda. E’ roba che dura il tempo un clic. Gli altri, tutti gli altri intorno, direbbe Castaneda, sono essenzialmente concentrati su se stessi, sulla loro importanza personale. 😉
Le conseguenze pubbliche della tua vita non ti riguardano, a meno che tu non sia un politico, responsabile e rappresentante della “cosa pubblica”.

Ogni esperienza è sacra e non va toccata, è delicata, va onorata e rispettata, non contaminata, è unica, non riducibile a performances seriali. Ogni esperienza di vita è cosa talmente sacra che al suo viverla con purezza e abbandono andrebbe sacrificato tutto.
E dire che basta sacrificare solo una piccolissima cosa: la visibilità MENTRE LA SI STA FACENDO.
Stanne fuori, fuori dalla rete social, fuori dalla rete di ragno che limita i tuoi movimenti e ti rende un replicante e non un essere umano della Nuova Umanità.

 

“Sono stufo sempre della solita minestra. Io voglio esplorare il mondo, voglio guardare la tv con un altro fuso orario, voglio girare in centri commerciali strani ed esotici.”
(Homer Simpson)

 

 

Sapevi che in Italia vive e opera un autentico sciamano tolteco, un italiano formato per dieci anni in Messico da un lignaggio parallelo a quello di Castaneda? 
Io l’ho scoperto recentemente e ho partecipato a un corso intensivo. È stata una esperienza mirabolante. Inenarrabile, indescrivibile. E non la descriverò, né mentre né dopo. Ma ti garantisco la qualità e l’accessibilità di questi insegnamenti, necessari ogni giorno di più. VAI A > Nagualismo – Sciamenismo tolteco nella pratica quotidiana

 

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Conosco un posto pieno di vita…

C’è Vita sul Pianeta – Il mio ultimo romanzo
Due idioti geniali 
inciampano nell’amore, spaccano l’incantesimo del destino e si ritrovano faccia a faccia con se stessi.

Da Milano a Buenos Aires e ritorno in una settimana, fine novembre 2017. Silvia è in viaggio, un viaggio né di lavoro né di piacere, è in missione per risollevare le sorti della sua vita. Si chiama Rivoluzione Solare Mirata ed è una pratica astrologica che consiste nel trascorrere il compleanno nel luogo del mondo in cui le condizioni astrali sono le più favorevoli possibili per l’anno a venire. Estremi mali…