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Direzioni di crescita

Silvia Pedri - Life Artist

La mente è pazza. Tu no.

La mente è pazza. Tu no. 1915 1059 Silvia Pedri

Crescere crea squilibri. Crescere spiritualmente e materialmente ha forti controindicazioni. È una cosa di cui non si parla mai. Ma la crescita personale ha dei rischi. Ad esempio io mentre divento sempre più libera, vasta e aperta, sensibile, ricettiva e propositiva… sto impazzendo. Lo spazio che ho creato si agita in me con una voracità mai vista. Divora tutto. Assorbe, assimila, trasforma, crea… Sono entusiasta, curiosa, colgo tutte le opportunità migliori per imparare, sperimentare, vivere. Se continuo così, non vivrò a lungo! =D Questo è certo. Praticamente sto impazzendo.

Peccato che non si torna indietro. I cambiamenti di stato sono irreversibili quando sono cambiamenti di consapevolezza.
Peccato che indietro è peggio. Chi, prudentemente, obbedisce alle proprie resistenze e non cresce, chi resta al sicuro dentro alle proprie fobie, non sta meglio. Ha la testa che gli frulla anche lui. Forse gli frulla per mancanza di entusiasmo, curiosità, brama di vivere. Forse gli frulla intossicata dalla carenza di gioia di vivere. Ma anche a lui frulla. Ma anche lui è nel mixer.

In una umanità impazzita la mente non può essere sana.

La nostra intera struttura energetica è bersagliata da così tante direzioni e fonti che è un miracolo se sta ancora in piedi, in vita. Sopravvivere è una impresa. Crescere, in genere, è una utopia.

Siamo tutti pazzi, “fuori di noi”.

Non sappiamo più dove sbattere la testa. E la sbatteremmo, spesso e bene, contro il muro!
Gli ormoni dello stress, della paura, della fuga e dell’attacco, sono coltivati con incredibile costanza e tenacia da una società che si preoccupa di minarci corpo e spirito. Manipolazioni e inquinamenti mentali, emotivi, materiali… sono innumerevoli. Stimoli comunicativi e creativi… sono infiniti.

Si corre così tanto che ci si sente sempre in debito di ossigeno. Si è così indietro che a ogni passo la disperazione ci coglie. Non saremo mai all’altezza dei nostri desideri. Non saremo mai all’altezza dei desideri che la società ci inculca, dei bisogni creati artificialmente e amplificati ad arte. Saremo sempre ad annaspare, a dimenarci nelle sabbie mobili del vuoto e della dipendenza dal desiderio, dalla dipendenza dalla dipendenza, dal vuoto che a sua volta continua a espandersi, ad autoalimentarsi…

La Storia è Infinita, per citare un film ormai vintage, dall’omonimo titolo. E, sempre per citare le sue atmosfere, questo Nulla lo dobbiamo sconfiggere!

In questa nostra società sempre più folle, e molto più folle di quando il film fu realizzato, negli ormai lontani anni ’80, il Nulla è il Caos. Viviamo immersi in eccessi. Paradossalmente è proprio questa saturazione, questo eccesso, a creare Nulla. E questo Nulla ci imprigiona, ci intossica, ci deprime, ci abbatte, ci esaurisce a tutti i livelli, ci divora. E poi non se ne parla di crescere, di creare, di crearsi, di essere felici! Non è più possibile.

Chi ci riesce sente l’urgenza di fermarsi e imparare a salvaguardare la propria salute e quella dei suoi simili. Siamo tutti collegati.

Silvia Pedri - Life Artist

Qualcuno deve forzare le sbarre di questa gabbia di matti. È urgente. Cerchiamo di farlo tutti. Ognuno lo fa come può.
Lo si fa stando fermi.

Si vuole, si deve crescere. Ma in questa società ricca di minacce, insidie e pericoli ma anche di potenzialità evolutive, e, in ogni caso, troppo ricca, l’ingrediente mancante è la decrescita. Solo la decrescita può permettere lo sviluppo, a tutti i livelli.

L’essenzialità è l’unico fertilizzante per la nostra crescita. La calma e il silenzio, la prima medicina, l’unica che fa la differenza. La calma e il silenzio sono l’unico terreno sul quale possiamo affondare radici e nel quale possiamo crescere, in ogni direzione.

Il vuoto non deve essere l’oscurità che ci divora ma la luce che ci libera. Possiamo creare spazio affinché l’ordine naturale delle cose prenda posto, ripristini l’armonia, la bellezza, e in ultima analisi la vera ricchezza interiore ed esteriore, lussureggiante, come è la Natura quando è lasciata a se stessa, libera dai condizionamenti umani più oppressivi e invasivi. Siamo anche noi parte di lei, parte della Natura, siamo fatti di carne e sangue, siamo fatti acqua, terra e fuoco, esattamente come Lei. Dobbiamo, possiamo e vogliamo ripristinare armonia dentro di noi, fluire in sintonia con noi stessi e tutte le altre creature…

Quando ho troppe cose a cui correre dietro, tutte urgenti e super importanti, e io sono, manco a dirlo, super-in-ritardo con tutte… mi fermo tiro fuori la candela e mi metto a meditare.

Oggi l’ho fatto anche per fare ginnastica. Ho acceso la candela. Avere qualcosa a rischio-incendio fuori di me mi manteneva concentrata l’attenzione su di me. 
Avrei fatto quel che dovevo fare, senza distrarmi, per una volta!

L’ho fatto e poi ho spento e ho ringraziato il fuoco. La sua presenza silenziosa mi aveva fatto da specchio in modo talmente eloquente! Mi aveva supportato più della voce assillante di un personal coach.

La candela mi ricorda chi sono.
Sono a rischio-incendio, come lei. Sono un essere che richiede attenzione.
Sono, come lei, Fuoco da contenere, Spirito da coltivare, energie da elevare e raffinare. Sono un essere bipede a colonna eretta (un po’ scoliotica ma vabbè).
Sono dispersiva come il Fuoco. Ho sempre tanta materia da ardere, di buona o cattiva qualità che sia.
A volte fumo dalle orecchie. A volte il mio entusiasmo mi porta lontano e mi avvicina al mio nucleo spirituale, crea luce, come è sua natura (en-tusiasmo, dal greco antico: en-theos in-Dio).

Silvia Pedri - Life Artist

Sono essenziale. Perfetta così come sono. Non ho tanti bisogni. Spogliata da tutti i condizionamenti, resto solo vita ardente, aspirazioni concentrate e autentiche, cuore caldo.
Sono energia che collega e integra Terra e Cielo, sono verticale come il Fuoco. La mia energia scorre ovunque dentro di me, si sprigiona per ogni dove, eppure principalmente scorre, in verticale, lungo la colonna, dalla kundalini alla pineale, dal I al VII chakra e oltre, dal coccige alla sommità del capo.

Dove il Fuoco passa, dentro di me, brucia impurità e resistenze, apre varchi e riempie vuoti, dove scorre, celebra la mia libertà e illumina, attiva i miei potenziali. Lo posso immaginare dentro di me che mi riempie della sua luce, che crea spazio, che libera e nutre le cellule, i centri energetici, i canali…

Quando lo contemplo, a volte uso l’attenzione per direzionare l’energia dentro di me: immagino o visualizzo il movimento ascensionale del Fuoco e circolare del mio respiro, secondo le pratiche dell’alchimia femminile.

A volte non faccio nulla. Il Fuoco entra in ogni caso dagli occhi, dalle aperture delle pupille, è assorbito in ogni caso dalla mia attenzione. Siamo due e allo stesso tempo siamo uno. A volte di più, a volte meno. A volte è più evidente e inebriante. Altre volte passa più inosservato. Ma fa sempre la differenza. Soprattutto se diventa una compagnia regolare, un appuntamento frequente. Non invadente, non impegnativo. Un piacere frequente.

Non è un compagno esigente. A volte non faccio proprio nulla. Guardo il Fuoco, la fiamma della candela davanti ai miei occhi, e sto lì. Sto ferma. I pensieri si muovono. Li osservo, ci parlo insieme. A volte prendo appunti. Per dopo. Al momento non posso seguirli. Sono impegnata col Fuoco.

Quando medito siamo solo io e lui. E stiamo benissimo.

La mente è pazza. Il Fuoco ci vede benissimo. Riscalda e illumina il cuore. Non a caso la tradizione millenaria filosofica e medica cinese associa il Cuore al Fuoco. Evidentemente le affinità non mancano.

È affascinante andare alla scoperta della rettitudine, dell’esuberante concentrazione che caratterizza il nostro cuore, è appassionante andare a sperimentarla e a produrla. È l’atto più sacro, semplice e profano che c’è. È l’azione più pigra che conosco. Sarà per questo che mi piace tanto. Nessuna parola. Solo intenzione. Solo attenzione. O neppure quelle.

Il Cuore risponde. Lui sa. Lui, come il Fuoco, è solo Calore e Chiarezza. Vita pura. È pronto all’azione. È immobile e saggio. Brucia anche stando fermo. Ha un centro preciso e una espansione infinita.

La mente è pazza. Il Cuore ci vede benissimo. Conosce la via per l’Essenziale e i modi per la Felicità.

Siamo tutti pazzi, “fuori di noi”. Ma qualcuno di noi può prendersi la briga di stare anche dentro di sé.

Siamo fuori di senno, ma abbiamo dentro di noi, sempre con noi, un cuore pulsante e ardente, abbiamo un Sè.

La tua vera natura è la tua essenza, il tuo centro, che aspira alla semplicità e alla purezza e che desidera condividere con te la sua Saggezza.

Guidato dalla Saggezza del TUO CUORE, non puoi smarrirti, non puoi esaurirti, puoi solo risplendere.
E scoppiettare nella quiete della tua Gioia.

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L’Astrologia è sempre stato uno dei miei linguaggi, quasi una lingua madre. È una mappa, una filosofia, una forma di pensiero e di esplorazione della realtà. Mi aiuta ad orientarmi e a trarre il massimo da tutte le strade che scelgo di percorrere.
Per me è un piacere mettere a disposizione le mie conoscere per aiutarti a conoscere te stesso e il tuo mondo, il senso degli eventi della tua vita, delle tue relazioni, come prendere le decisioni nel modo più consapevole e aderente a te stesso, nel nome della massima crescita e felicità.


Arte di Sognare Reale - Intervista a Francesca Lilith Miceli

L’Arte di Sognare Reale: Francesca Lilith Miceli

L’Arte di Sognare Reale: Francesca Lilith Miceli 1189 663 Silvia Pedri

Lei dal colore si lascia attraversare: lo rappresenta col corpo e con le mani, lo condivide con tante altre donne che come lei vogliono continuare a crescere sperimentando e sperimentandosi…

Le donne che ospito in questo ciclo insegnano l’arte di Sognare Reale.
Sono donne comuni e sono anche donne speciali. Hanno un sorriso e uno sguardo limpidi e radiosi. Sono fuori dagli schemi ma non fuori dal mondo. Sono felicemente integrate nel loro mondo. Sono fuori dal vecchio mondo. Sono se stesse. Audacemente, consapevolmente.
Nel loro piccolo, sono donne che incarnano il mio ideale di rivoluzione femminile. Si sono formate, con amore e dedizione, da sole e alle migliori scuole, e poi fanno quello che gli pare come gli pare, e ci riescono. Hanno avuto coraggio. O forse erano troppo più grandi dei piccoli schemi di oggi e dovevano per forza trovare il modo.
Come tutte le Donne, sono canalizzatori e trasformatori di luce, colore e ispirazione, di emozioni e spiritualità.
Sono individui autonomi ma niente affatto solitari (e non necessariamente autosufficienti in tutto). Hanno radici che affondano nella terra. Ma anche si estendono ed espandono in lungo e in largo nello spazio…
Personalmente le ringrazio di essere quello che sono e di avere collaborato con me.
Grazie a Silvia e Cinzia, già intervistate nel primo appuntamento di questa rubrica, e a Monika, protagonista del prossimo appuntamento.

Arte di Sognare Reale - Intervista a Francesca Lilith Miceli

Francesca Lilith Miceli – Protagonista di questa intervista

Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?
Sono una donna dalle mille sfaccettature e dai mille interessi creativi. Un fuoco proteso verso l’alto che arde, ora piuttosto composto, e si alimenta con i propri sogni. Creo spettacoli multimediali unendo le mie passioni per la danza, il colore e i riti antichi utilizzando i miei quadri, le foto e le coreografie che sorgono spontanee durante il lavoro con la Compagnia Il mondo di Lilith, che ho creato e dirigo da 15 anni. Sono anche una naturopata ad indirizzo psicosomatico oltre che consulente ed insegnante Aura-soma®. Unisco il mio essere “curativo” a quello artistico stimolando crescita ed evoluzione.

Attraverso quali magie hai costruito concretamente il tuo Sogno?
La magia più grande è senz’altro quella, tutt’altro che facile, di riuscire a mettere a tacere la mia mente piuttosto scientifica, e abbandonarmi completamente al flusso creativo. L’altra è la capacità di creare “comunione” perché ascolto con tutta me stessa le esigenze delle persone che a me si rivolgono nei corsi e nelle consulenze e creo armonia e sintonia tra tutti. Sono una fonte continua di ispirazione.

Come lui ha costruito te?
Incessantemente, facendomi abbandonare la mia carriera per seguirlo. E’ stato piuttosto imperativo.

Come è nato? 

Nel 1990 dopo una profonda crisi esistenziale. Ho sentito che dovevo danzare e occuparmi della mia arte. Mi sono licenziata e ho ricominciato.

Come è evoluto?
All’arte ho sempre affiancato anche la ricerca spirituale e psicologica. Mi sono iscritta mentre danzavo e dipingevo ad un corso di medicina sacra e olistica, poi ho concluso il percorso Aura-soma e ultimamente il triennio di naturopatia ad indirizzo psicosomatico e un master in kinesiologia. Nelle vibrazioni del colore e nel corpo che danza io vedo la possibilità di quella trasformazione alchemica, che mi ha portata a creare nel 2004 Cromodanza®. Direi che è diventato il modo di conciliare le mie due parti. La scienza in realtà è fonte di ispirazione per l’arte e viceversa.

È sempre stato uguale a se stesso? È sempre stato uguale a te?

Il sogno è diventato sempre più chiaro e andando avanti si è evoluto, ogni tanto andiamo di pari passo, ma talvolta no: io sto indietro e lui mi sprona.

Che Senso ha? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
Poter far vedere quello che fai, mostrarlo al pubblico è una grande soddisfazione ed una gioia. Vedere le donne indossare miei abiti, miei disegni, vedere i miei quadri appesi alle pareti è una grande gioia. Talvolta ho la netta sensazione che siano più “terapeutici” del mio lavoro come naturopata e consulente ed insegnante Aura-soma®.
Quanto ” cura ” il mondo portare sul palco donne di tutte le età, di tutte le ” taglie” e di diverso talento creando quell’attimo che rende tutto perfetto così com’è? Molto.
Un altro aspetto fondamentale del mio lavoro: non c’è una netta linea di demarcazione tra l’aspetto di cura e quello artistico. Sapere che non stai solo “facendo “uno spettacolo ma che stai trasmettendo un tuo messaggio di pace e speranza per la Terra è una grazia per me. Io spero sempre che il mio lavoro porti gioia, che ispiri e porti evoluzione nelle coscienze.

Quale è l’aspetto al quale non hai mai potuto/voluto rinunciare, sul quale fin dall’inizio non transigevi e che ti ha sempre caratterizzato?

Creare, creare sempre, anche se qualche volta ho dovuto sovvenzionare degli spettacoli spendendo tutto quello che avevo guadagnato con la danza. Non mi sono mai interessate le cose materiali ma ho sempre investito e lottato per poter dare vita alla mia arte.

Arte di Sognare Reale - Intervista a Francesca Lilith Miceli

Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
Più lasci andare il controllo sul tuo sogno più lui prende vita propria e ti indica la strada giusta, soprattutto ti mostra chiaramente cosa non fa più per te. Il sogno è piuttosto invadente: pervade tutta la tua vita.

Quale è la dote che ha salvato la vita a te?
La mia spiritualità, cioè non so se definirla una dote: è qualcosa di interiore che non mi è mai mancato, neanche nei momenti più bui. Ho perso una nipotina per un tumore al cervello e vissuto molte esperienze pesanti, ma mi sono sempre sentita protetta, ispirata e nutrita dall’alto. Sento di aver vissuto molte vite, chiudo gli occhi e sono in un mondo di assoluta pace. Sono molto legata a questa piccola donna che si ispira tenendo gli occhi chiusi in silenzio per non farsi prendere dalle cose del mondo. Mi rende leggera ma nello stesso tempo infinita.

Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
La temperanza: riuscire a camminare la dorata via di mezzo, rimanendo fedele a me stessa. La spontaneità: essere sempre me stessa , senza faticose costruzioni.

Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
Una questione di vibrazione e sintonizzazione: il sogno vero è quello della tua anima. Quello più mentale fa poca strada

Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
Amando quella parte di te che continua a crederci anche nelle avversità, anche se non c’è sempre pubblico agli spettacoli, anche se non sempre i quadri si vendono, ma tu, quando li hai fatti eri presente con tutta te stessa. Non credo ormai più che la grandezza o giustezza di un sogno si misuri solo dal suo successo in termini economici ma piuttosto da quanto sei riuscita a trasformare e illuminare la vita di chi ti sta accanto e di chi ti segue nel tuo cammino: da quanto tu ti senti realizzata.

E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo?
Lasciandosi andare al flusso creativo senza alimentare la tua parte che tenderebbe a boicottarlo ad ogni delusione.

Per info: www.ilmondodililith.it

Anti Femminismo Consapevole - Silvia Pedri

Sei perfetta? (Per un anti-femminismo consapevole)

Sei perfetta? (Per un anti-femminismo consapevole) 1000 683 Silvia Pedri

“Se i maschilisti e le maschiliste ci vogliono intimidire con gli insulti, perché siamo donne forti e usiamo bene il cervello, noi rispondiamo con un aumento delle nostre forze e competenze. Saremo sempre più unite, più forti e più competenti. Più hai paura di qualcosa, più quel qualcosa ne verrà nutrito e ti annienterà e loro hanno paura di noi.”
(M.C.)

E noi le annienteremo. Amen.
=D
Riconosco che a volte alle donne dà di volta il cervello. Questa citazione è un post che ho letto di recente nel profilo Facebook di una mia amica, donna di squisita sensibilità e intelligenza ma evidentemente affetta dalla malattia mentale degli –ismi.

Si è complici di ciò che ci opprime, schiavi di ciò a cui si oppone.
(Se non ci credi, studia la Sistemica di Hellinger, la più lampante dimostrazione psicologica e sociale di queste dinamiche)
Non si fa la guerra per la pace.
Non si è maschilisti né maschiliste né femministe.
Ma soprattutto non si risponde alle armi con le medesime armi.

La mia amica, in queste sue affermazioni, tratta della donna allo stesso modo in cui la raffigurerebbe un uomo o meglio un maschio o meglio un maschilista. La guarda e la vede dal punto di vista maschile. Lo fa per abitudine, per contagio del patriarcato, “patriarcato” questa bestia onnipervasiva come è intesa oggi. 
La mia amica, lei che è così sensibile, arguta e acuta, ispirata e creativa, artista, poeta e umorista, una vera ispiratrice, e moglie e madre, insomma una vera Donna, proprio lei mostra di avere valori maschili: intelligenza, competenza e forza. 
E soffre. Perde, o vince, “in trasferta” (adesso un linguaggio maschile me lo concedo anche io ;)).
E non si fa. Non sono d’accordo. La donna deve essere al corrente della sua diversità ed esserne fiera. Deve valorizzare la sua natura, deve avere la consapevolezza, la volontà e il coraggio di celebrarla, a dispetto di qualsiasi condizionamento. Deve perdere o vincere in casa. (ehi, non nel senso di “tra le mura domestiche”, “regina del focolare”! ;))
La Rivoluzione non si fa giocando nel campo del nemico con le regole del nemico. 
La donna non è più-donna con le palle, non è più-realizzata se è testosteronica come un uomo. “Stronza come un uomo” scriveva in una sua canzone Roberto Vecchioni, persona di squisita sensibilità e penna appuntita. 

Anti-femminismo consapevole - Silvia Pedri Life Artist

La donna può tutto ed è tutto e niente le deve essere negato a causa di prevenzioni e preconcetti mentali legati a questioni di genere. È suo diritto essere ciò che vuole, essere ciò che è. E ogni essere umano è diverso dall’altro ed è un individuo a se stante. È suo diritto e suo urgente dovere, per il bene dell’umanità, fiorire nel suo pieno e libero splendore.
Esistono donne con un mentale focalizzato, logico e razionale, astratto e meccanicistico, come quello di un uomo. Ma sono eccezioni.
Tipica della donna è un’altra modalità di essere intelligente: vasta, relazionale, creativa, empatica, con maggiore partecipazione dell’emisfero destro e con maggiore connessione tra tutte le parti del cervello. Non esistono giudizi di valore possibili. A volte è funzionale e utile una intelligenza di stampo maschile, a volte è vincente una intelligenza di tipo femminile. In una società di tipo maschile come la nostra, siamo più abituati ad apprezzare e a trovare funzionale una intelligenza di tipo maschile.
La donna sa adattarsi, è uno dei suoi talenti, insieme alla motivazione e alla determinazione. Sa essere “intelligente come un uomo” alla maniera di un uomo. Sa essere anche forte, aggressiva, testosteronica come un uomo. Sa essere stronza come un uomo. Sa vincere come un uomo in un mondo di uomini. Sa essere lupo in un mondo di lupi, fare carriera… E schiattare esattamente come un uomo. Ma molto peggio di un uomo. In modo molto più triste, rovinoso, doloroso, e deleterio per tutti. Sa vincere. E avrà perso se stessa. Avrà perso la propria salute e i propri sogni, la propria bellezza e potenza interiori, la propria forza, e la propria vita. Avrà perso tutto.

A una società maschile come la nostra, individualista e arrivista, dove i manager muoiono di infarto come una macchina da corsa che va a mille ma non sa dove né perché e finisce con lo schiantarsi, c’è bisogno di donne. Donne donne. Donne che incarnano ideali, valori, intelligenza, potenza e modi di fare femminili.
Le donne che umiliano e forzano la loro natura si consumano.
Questa società ha bisogno di essere rigenerata.
Niente e nessuno ha più potere di generazione, di visione e di creatività, di una Donna.

La donna deve avere il coraggio di desiderare di vincere (solo) a modo suo, portare il nuovo non trionfare nel vecchio.
Che ce ne facciamo di vino nuovo in otri vecchie? diceva Gesù. 
(E Gesù affidò tutta la sua eredità spirituale nelle mani di una donna, Maria Maddalena sua compagna, che sparse il seme del suo insegnamento in Francia. Un uomo, San Paolo, fondò, testosteronicamente di sua iniziativa, un impero temporale, la “chiesa”, la sua di San Paolo “comunità”.)

Anti Femminismo Consapevole - Silvia Pedri

No, mia cara amica che scrivi, da femminista umiliata e offesa, accorata, da donna per tutte le donne, in nome di ogni donna offesa e in cerca di riscatto, no, non sono d’accordo con te: non devi e non devo dimostrare niente a nessuno. Non devo dimostrare agli uomini di essere intelligente e forte quanto loro né tanto meno come loro.
Non devo dimostrare, devo fare molto di più: devo essere. Voglio essere.
Non devo essere migliore, più competente e perfetta di quanto lo sia mai stata, di quanto chiunque, uomo o donna, sia o sia mai stato. Non devo forzarmi e sforzarmi e farmi venire un infarto come un uomo. 
Non devo gridare per farmi sentire, semplicemente per fare vedere che esisto. È un modello da cambiare questo. E lo cambiamo, da ora, ognuna di noi, sentendoci, da ora, perfette così come siamo, perché siamo così e possiamo essere sempre più perfette solo essendo sempre più noi stesse e godendo, in ogni momento, del nostro peculiare e personale modo di essere. Né meglio né peggio di nessuno. Bello e perfetto così com’è.
Chi non ci vede non sa quello che si perde e noi non sappiamo quanto ci guadagniamo a risparmiarci la sua compagnia. 
Non devo battere nessuno sul terreno di nessuno. Non mi faccio ingannare, uncinare e tirare dentro in stupidi giochi. Non mi faccio mettere in discussione. Non competo come un uomo. Non è il mio mestiere né il mio piacere competere, combattere e rivaleggiare. Se permetti, sono più intelligente di così.

Parli di “mettergli paura”, a maschilisti e maschiliste, alle persone che non credono in noi, con la nostra competenza.
La mia competenza mi basta ed avanza. Non devo essere più di quello che sono, né io, né tu, né qualunque uomo deve esserlo. La mia autorevolezza, che coltivo con amore e dedizione, la decido io, come qualunque donna, come qualunque uomo.
Non devo essere perfetta. Non posso essere perfetta. Non voglio essere perfetta.
Non vinceremo essendo perfette, più perfette. Nessuno è perfetto.
Non devo alzarmi sulle punte dei piedi per essere altezza.
(Ma all’altezza di chi e di cosa??)
Cammino con il mio passo, la mia andatura, il mio stile, il piacere che mi procura la mia personale esplorazione del mondo. E vado ovunque.

“Risplendere sempre, risplendere ovunque,
sino al fondo degli ultimi giorni,
risplendere e nient’altro!
 Ecco la parola d’ordine mia –
 e del sole!”

Vladimir Majakovskij, uno dei massimi esponenti della poesia russa del ventesimo secolo

“Noi donne dobbiamo andare oltre il concetto di perfezione, spesso inibitorio. Ne ho parlato anche a una delle nostre Breakfast@Linklaters – aggiunge – . Dobbiamo credere di più in noi stesse. I maschi non hanno questo problema. Sono stupendi ma questo non l’hanno. E’ provato che per una job application, un maschio è positivo nelle risposte, fiducioso. La donna inizia a dirsi: mah, l’inglese proficiency non l’ho fatto, questo no, questo neppure”. E la donna italiana? “Per noi entra in gioco la famiglia. Non sei mai una mamma che va bene, quindi hai i sensi di colpa. Ma non riesci neppure a dedicarti al lavoro in modo completo, e allora non va bene neppure questo”
Claudia Parzani, l’unica italiana ad essere stata inclusa da HERoes e Yahoo Finance fra le 100 Women Role Model 2019, la classifica delle donne che stanno facendo la differenza nel mondo in tema di inclusione di genere nelle professioni.) 
Citazione tratta da Forbes.it 

 

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C’è il trucco. E c’è il Segreto. Per vincere. L’ho imparato dal Fuoco.

C’è il trucco. E c’è il Segreto. Per vincere. L’ho imparato dal Fuoco. 1280 631 Silvia Pedri

“C’è il trucco vero?” Mi dice un mio amico che sa di essere intelligente e che per certe cose lo è davvero.
Io, che sono meno brillante, mi limito a rispondere “Ehh…” non capendo bene quello che vuole dire.
“Il trucco è convincersi che è possibile.” Continua lui.
Come dargli torto. A me l’esperienza sembrava più complessa, più articolata, anche più magica e affascinante di così. Ma credere che sia possibile è il primo passo se si vuole arrivare a fare Miracoli.
E noi li abbiamo fatti. Cioè io l’ho fatto, il miracolo. Il mio amico si diletta in discettazioni filosofiche. Sono la sua specialità. E mi guarda. Un po’ ammirato, un po’ invidioso, un po’ malizioso. Sui carboni ardenti a 800 gradi centigradi ci ho camminato io.
Mi chiede se l’ho fatto davvero, cioè se ci sono riuscita. Io dico “Sì.”
“Ma ci riescono tutti.” Continuo. Garantito. 
E mentre lo dico mi viene in mente una intervista a Nicolas Pilartz, il massimo divulgatore del respirianesimo in Italia, in cui lui diceva, serio e sincero, qualcosa come “A diventare respiriani ci riescono tutti. Come a diventare cintura nera di karate.” Tutti possono. Se vogliono. Il che non significa che sia uno scherzo, o che sia scontato.
A una mia amica lo racconto con una metafora. Sei al settimo piano. Ti butti. E voli. Non ti schianti. Sei fuori dalla convinzione generale che ci si debba schiantare! Questo è il trucco, direbbe il tipo intelligente di cui sopra.

Il Fuoco brucia. Lo sanno anche i bambini. 
Lo sanno anche i monaci tibetani, che utilizzano da secoli la pratica del fire-walking, la camminata sul fuoco, come parte del loro percorso iniziatico. Gli stessi monaci, del resto, corrono nell’aria, facendo balzi di chilometri e spostandosi velocissimi per lunghissime distanze. Padroneggiano il Fuoco e padroneggiano l’Aria loro. E in realtà non sappiamo quali e quante altre cose padroneggiano. Gesù si dice padroneggiasse l’Acqua, le emozioni. Nel secondo volume del “Libro Segreto di Gesù”, Daniel Merois trasmette perfettamente al lettore con quale semplice grazia Gesù camminò sulle acque del lago Tiberiade per andare a salutare i suoi amici che stavano pescando sulle loro barche.

È un miracolo. È contrario alle leggi della fisica. È qualcosa che la mente non può e non potrà mai capire, né prima, né mentre, né dopo averlo fatto. 
Ma il pianeta Terra aveva una tale urgenza di Luce, Calore, Spirito, Coraggio e Purezza, di fegato e di cuore, che recentemente avvenne che alcuni esseri umani particolarmente ricettivi furono ispirati a concepire una tecnica per camminare sul Fuoco in modo così efficiente da poterla mettere a disposizione di qualsiasi essere umano e potere concedere a ogni essere umano l’esperienza del Miracolo. 
Una siddhi, direbbero i mistici indiani; un superpotere, direbbero i fumettisti americani; farsi abbracciare, sostenere, nutrire da Fratello Fuoco, dicono gli Sciamani. “Corso pratico per realizzare miracoli: una giornata.” L’ho definito io nel video di introduzione al mio primo articolo sulla mia esperienza di pirobazia.

Ero rimasta ammaliata dalla intensità, dalla concentrazione, dalla motivazione, dal fervore, dalla disciplina, dall’allineamento, dal silenzio che si sperimentano durante questa particolare opera alchemica in cui si diventa Fuoco nel fuoco e perciò immuni al fuoco.
E non è filosofia. È pratica. I miracoli noi li mettiamo in pratica.
Col Fuoco non si scherza. È l’elemento più primordiale e spirituale di tutti. E in ogni caso non si scherza con gli elementi, con le loro forme materiali o con i loro Spiriti. Non sei nessuno di fronte al potere di uno tsunami, di un tornado o di una pira di fuoco svettante per decine di metri.
E quando, con vanga e rastrello, smonti la pira ancora accesa per poggiare i piedi sulle sue braci puoi avere un senso di vertigine o anche di panico.

E allora tiri fuori tutti gli strumenti che hai e che hai costruito durante la preparazione (sorry, sono top secret), il “trucco”. 
Non pensi a niente e vai. Senti la mente che ti dice “Tu questa cosa qui non la farai mai più, piccola scema che ti metti sempre nei pasticci!” oppure “Non lo fare. Non lo fare! Vuoi morire ora??” La senti e non la ascolti. Non ti può aiutare. Non può capire, non può com-prendere una cosa più grande di lei. 
Non pensi a niente e vai. Tàciti la mente. Ora non c’è spazio per lei. E improvvisamente sei fuori. Sei fuori dalla convinzione generale che il fuoco bruci, che non sia possibile camminare sul fuoco. E rendi possibile l’impossibile. 
E se è un trucco non è un trucco da poco.

Disegno originale di Patrizia Comino

Se sai quello che vuoi e accetti di pagarne il prezzo, vinci.
Sempre.

Iniziamo dalla fine. Questa era una delle conclusioni del mio articolo “Sai quanto ti costa. (Lo sai davvero?)”.
Nell’articolo spiegavo che la pirobazia è un allenamento a vincere.

Ora ti chiedo: “Sai quello che vuoi?”

Per camminare, a dispetto di qualsiasi ostacolo o paura, fiero, deciso e diretto, devi sapere dove andare, avere una meta. Altrimenti ti conviene startene buono in poltrona. Affinché il fuoco del tuo cuore si accenda, si agiti, si muova, si lanci, e si trascini dietro tutto, DEVE esserci qualcosa che ti stia a cuore. Un desiderio ma di quelli belli o di quelli grandi, una meta, qualcosa per cui valga la pena vivere e per cui valga la pena morire, gettarsi nel fuoco.
Non è affatto facile. Non è scontato essere così vivi.

In questi anni ho sentito persone che dicevano:
“Ho mantenuto per tutta la vita una maschera. Adesso voglio cambiare maschera.”

Ehhh non so se è possibile. Il Fuoco le scioglie tutte le maschere! Meglio mettersi a nudo, da subito.

“Voglio imparare l’inglese.”
E tu saresti motivato a gettarti nel fuoco dal fare una cosa che non ti piace!? Di’ piuttosto voglio trasferirmi o anche solo voglio trascorrere due settimane in Nuova Zelanda o a Londra o a Malta. E voglio viverla appieno e al meglio, godermela al massimo, attaccando bottone con chiunque, in inglese.

“Voglio dimagrire. Per dimostrare a mio figlio che so prendermi cura di me.”
Ma quando mai l’ansia di dimostrare qualcosa a qualcuno ha mai permesso di fare miracoli!?

“Voglio fare un viaggio.”
Quando la tua capacità di desiderare è completamente atrofizzata si tira fuori il jolly e non ci si pensa più.

È difficile trovare una Bella Impresa che porti Luce e Gioia, che sia scoppiettante, calda, avvolgente come il Fuoco, che ci entusiasmi e porti realizzazione piacere e trasformazione, felicità per noi e per altre persone… non importa che sia una Grande Impresa, può anche essere piccolissima, la grandezza è sempre soggettiva, l’importante è che sia Bella, che ci faccia brillare gli occhi, che ci guidi, come una stella, che ci permetta di mantenere la rotta del nostro cammino, che ci mantenga fieri, decisi e diretti, a dispetto di qualsiasi ostacolo o paura.
È difficile trovarla. Bisogna avere coraggio. Sentire, sognare…

Se è qualcosa che senti dentro, che ti fa brillare gli occhi e il cuore, che ti permette di camminare per decine di metri sui carboni ardenti, va bene.
E allora non v’è dubbio che sia giusto. È giusto per te. Puoi farlo. E si realizzerà.

Sai cosa vuoi?? Trovalo! La tua anima si è incarnata per camminare.
Non importa quanto ti costerà, quali sacrifici dovrai affrontare, quali imprevisti, quanta energia e tempo dovrai spendere. È la tua strada. Niente può farti più del bene. Niente può fare più del bene al mondo. Niente può darti più soddisfazione, successo e gioia, una pura, cristallina, infantile gioia.
Se sai quello che vuoi e accetti di pagarne il prezzo, vinci.


Il trucco è escludere la mente. È necessario durante la camminata sui carboni ardenti e spesso è necessario anche nella vita. 
Non sempre la mente ci può aiutare. Non può: noi siamo più della nostra mente e a volte facciamo cose più grandi di lei.

Il Segreto è esserne consapevoli. Se sei fuori dalla mente la tua anima è libera di portarti in luoghi che mai avresti immaginato raggiungibili, è in grado di rendere possibile l’impossibile. Il segreto è che lei è molto di più della mente. È Spirito. Tu sei molto più di quanto hai sempre saputo e di quanto hai mai immaginato. Infatti, sei Spirito. Sei fuori dalla mente. Oppure dei dentro lo Spirito.
Sei Spirito in un oceano di Spirito. Gli Sciamani e i bambini lo sanno. Loro ci parlano con gli Spiriti. Il Sole è Nonno e il Fuoco è Fratello. Noi accendiamo il nostro cuore e tutte le fiamme dell’Universo ci riconoscono. Siamo come loro, della loro stessa natura, famiglia. Noi ci mettiamo in sintonia con la fiamma del nostro cuore e con il cuore di tutte le creature. Noi ascoltiamo il nostro cuore, seguiamo la nostra meta, e siamo in sintonia con l’intero Universo. Ci allineiamo, ci verticalizziamo. Tutti i nostri corpi, fisico ed energetici, sono allineati. Siamo semplici, nudi, puri. Ci apriamo al Fuoco, alla sua Bellezza, alla sua Maestosità, al suo potere di Forza e Chiarezza, e il Fuoco ci riconosce, ascolta le nostre preghiere, purifica i nostri intenti e le nostre risorse, amplia i nostri limiti. Siamo come Lui, siamo suoi fratelli.
Impariamo a essere come il Fuoco e il Fuoco non solo ci risparmierà, ma ci concederà tutto il suo potere.

Il segreto dei miracoli di Gesù è che lui era uno con il Padre, silenzioso e allineato, si lasciava trapassare dallo Spirito e si abbandonava a tutta la Meraviglia e la Gioia che questo comportava. E camminava sulle acque e sprigionava miele e pani dalle sue mani e riportava in vita chi era maturo per essere guarito. Così era nell’ordine delle cose, così era secondo la sintonia dell’Universo.
Era fuori dalla mente ed era dentro allo Spirito.
E noi tutti, che entriamo in sintonia col Fuoco, siamo in sintonia con lo Spirito, con l’Universo, che lo sappiamo o meno.
Il Fuoco brucia le nostre miserie ed espande la nostra luce. E ci fa il dono di portarci al di là del possibile. Non siamo più quello che eravamo. Siamo in grado di compiere miracoli.

Vale la pena ricordare che il Fuoco è l’elemento protagonista del processo alchemico e, come afferma Patrick Burensteinas, uno dei pochissimi alchimisti realizzati viventi, che si lavori con i metalli con le piante o con il proprio corpo, due sono le condizioni per realizzare il processo alchemico, la trasformazione: il silenzio e l’allineamento.
E il Fuoco, mi rendo conto, è il Maestro più efficace di essenzialità e di verticalità, di silenzio e di allineamento. 
Dissolve e libera, scioglie le maschere, smantella le impalcature dell’ego. 
E’ l’esaltazione della Volontà. E allo stesso tempo è l’annullamento della propria volontà che si fonde con una Volontà più profonda e potente, che ci attraversa, che ci illumina, che ci guida e sostiene.

E tutto questo lo sperimenti sulla tua pelle, sui tuoi piedi, in una giornata febbrile e divertente, in un gioco semplice e magico che ti cambia la vita.

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Ti è piaciuto l’articolo? Leggi anche:
Sai quanto ti costa. (Lo sai davvero?)
Mi sono buttata nel fuoco per me (e per te)”

Se sei interessato a partecipare puoi chiedere informazioni direttamente a Pirobazia.eu

 

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5 cose da NON fare assolutamente per Samhain

5 cose da NON fare assolutamente per Samhain 1495 779 Silvia Pedri

Samhain (31 Ottobre) è il più importante sabbat di tutta la ruota dell’anno. Samhain combina numerosi elementi sacri: il raccolto agricolo, il raccolto selvatico, la transizione della stagione autunnale e la commemorazione del giorno dei morti.
 È il momento per ricordare i nostri antenati e i nostri amati che ci hanno salutati. È un tempo solenne legato alla contemplazione del mistero della vita e della morte.
Anticamente si pensava che dalla notte del 31 Ottobre fino al 2 Novembre i confini fra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse al punto che i defunti vagavano liberamente per campi e città. Oggi più che mai, che siamo così sradicati e quindi nevrotici, conviene sintonizzarci sui ritmi cosmici e rispettare la fisiologia nostra e del nostro pianeta. Si tratta di uno dei portali più magici e intensi dell’autunno! Entriamo in connessione…

Quest’anno, 2019, a fine ottobre La Luna è Nuova, Gaia è senza filtri: l’apertura tra i Mondi è massima. Non siamo protetti. Possiamo approfittare al massimo del potere e dei benefici o bruciarci.
È richiesta massima cautela, coscienziosità e consapevolezza…

5 cose da NON fare assolutamente per Samhain:

1. Essere di cattivo umore. 😉
Lo so. Non è facile. Siamo sprofondati nell’autunno! Le giornate sono sempre più scure, corte, fredde, umide. Sentiamo la fatica di vivere nelle ossa. E siamo più facili agli acciacchi. Siamo stressati da tutti gli impegni che, più forti che mai, ci ruggiscono e ringhiano dietro. E siamo esasperati.

Cosa non fare a Samhain - Essere di cattivo umore
È facile innervosirci, essere impazienti, demoralizzarci, implodere e vedere tutto nero… Keep Calm. Lascia ruggire o ringhiare il mondo accanto a te. Tu respira. Niente e nessuno ti morderà fino a quando tu respiri. Ricorda, l’energia nella quale tu vivi è quella che tu stessa/produci ed emani. Fa’ che sia dolce. Fa’ che ti porti Dolcetti non scherzetti! Che tu sia circondato solo da Spiriti Buoni…

2. Bere caffè 😉
… o te o alcool o qualsiasi cosa di eccitante. In realtà non abbiamo bisogno di essere più svegli efficienti veloci e reattivi. Tutt’altro. Abbiamo bisogno di dormire. Abbiamo bisogno di avere il coraggio di assecondare la nostra natura. Siamo anche animali stagionali: questo è il momento del letargo. Le energie sono per loro natura implosive. Portano dentro.
È il momento di sognare, di stare fermi e sentire. Mettiti in ascolto delle brezze cosmiche che ti attraversano! Non puoi farlo se hai le pupille dilatate e le mascelle serrate. Prenditi una pausa, guerriero! Una pausa o due piccole pause al giorno, di 20 min, solo per te. Solo per riprendere un ritmo diverso, solo per ricordarti che, in questi giorni, la vita è dentro. Dentro troverai i tesori, la Bellezza, la Purezza, la Ricchezza.

3. Andare a letto tardi. 😉
Il corpo inizia a riposare a partire dalle 22. Puoi andare a letto all’alba e dormire di giorno ma il corpo non si rigenererà. Puoi andare a dormire all’alba e dormire pochissimo, svegliarti presto e iniziare subito a correre, e, ti assicuro, in questi giorni più che mai, starai malissimo, perderai anni di giovinezza se non di vita. La tua anima vuole evolvere, vuole il meglio per sé e per te. Ha bisogno che tu le dia il tempo di essere! Dalle Spazio, dalle Tempo. Chiedi che i sogni siano di guarigione e trasformazione. Cerca di avere energia sufficiente per riuscire a ricordarli. Chiedi che siano anche di esplorazione, rivelazione, scoperta creazione.
Tutto è a portata di mano. Bisogna saperlo prendere. Bisogna volerlo prendere, essere disponibili. Esserci.

4. Essere avari. 😉
Fare meno non è fare peggio. In questi giorni hai l’opportunità e il diritto di goderti il poco. Puoi, dovresti assaporarne la bellezza, il tepore, la poesia, il nutrimento. Dovresti ridurre al minimo le attività. E godertele al massimo. Non essere dispersivo. Fai un regalo a te stessa/o: sii concentrato, ritirato, raccolto. Coccolati con cose della massima qualità. Non è il momento di privilegiare la quantità. Cerca il Valore, in te e fuori di te. Non accettare altro. Non essere avara/o con te stesso. Fa’ ciò che ti fa sentire bene. Punto. Non morirà nessuno per due giorni. E tu imparerai a vivere. Senti cosa realmente conta. E conceditelo. Di’ grazie.
Cosa non fare a Samhain

5. Mangiare zuccheri. 😉
Lo sapevi? Il sapore dell’autunno è il sapore DOLCE. Ma non quello dello zucchero. Piuttosto, il dolce della zucca, delle castagne, dei ceci e dei cereali ben cotti e ben masticati, delle mele: questo è l’autunno. La natura provvede al suo benessere e noi facciamo parte di lei.
Il sapore dolce dei cibi che ci offre nutre lo stomaco che a sua volta nutre i polmoni (l’elemento terra nutre l’elemento metallo), ci toglie umidità, ci rilassa e ci porta a contatto con noi stessi, la nostra interiorità. Una tisana allo zenzero e ai fiori di sambuco ci darà il calore e il movimento interno che ci manca. Dolcificala con un filo di miele. Ma solo un filo: il miele porta le energie in alto, potresti andare troppo nel mentale a discapito del tuo radicamento, della tua centratura e del tuo equilibrio.
Zucchero no. Tra tutte le droghe che fanno male e che creano dipendenza lo zucchero è la prima in classifica. Ci viene somministrata fin da piccoli e non passa neanche un giorno che non ci tentino con qualcosa di zuccherato. E poi ci lamentiamo che siamo così nervosi ed esasperati! Il nostro sistema fisico e psichico è consumato dall’effetto yo-yo e dall’acidità prodotti dal bianco veleno.
Quindi, per concludere, niente caffeina e niente cocaina. Se ce la fate. 😉

Godetevi questo momento di raccoglimento, in pace, in bellezza, in bontà. Fate qualcosa di buono e di bello per voi e per gli altri. Riposate, meditate, pregate, sognate. Lasciate che sia il corpo a comandare.
Lasciate che il corpo si rigeneri ma soprattutto lasciate che sia la vostra anima ad abbeverarsi alle energie invisibili che, copiose, proprio in questi giorni, ci circondano.
Non possiamo sapere cosa e come, ma sappiamo che lì stanno, nascosti i nostri tesori. E sappiamo che solo la calma e l’amore li coltiveranno.

 

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Sai quanto ti costa. (Lo sai davvero?)

Sai quanto ti costa. (Lo sai davvero?) 1920 1080 Silvia Pedri

“Quando inizi hai già vinto. 
Perché sai quanto ti costa e quanto ti costerà. 
Perché sai che ne vale la pena. Perché sai che non mollerai fino a che non avrai portato a compimento. 
Perché ne va della tua vita, della tua integrità, della tua felicità, del tuo rispetto per te stessa/o, del tuo amore. 
Perché lo fai con amore per amore. Perché, inevitabilmente, ci metti così tanto amore, gioia, divertimento, piacere, dedizione, che, qualsiasi cosa sia, scoppierà di vita e potenza creativa, artistica, terapeutica e manifestatrice. Così bella che se non vince chissenefrega. 
Ha già rivoltato il mondo, o per lo meno la tua vita.”
(Silvia Pedri)

Ogni persona, per vivere fedele a se stessa e a ciò che ama e onora, fa dei sacrifici, ogni giorno. 
Sta creando. Sta creando la propria vita, sta creando il proprio mondo, sta creando, indirettamente, il mondo che la circonda. Vivere nel rispetto di se stessi sembra cosa semplice ma non lo è affatto, tanto meno di questi tempi così rischiosi e confusi. C’è bisogno continuamente di distruggere e ricostruire, rivoluzionare. Stare in ascolto. Agire. 
Ogni persona sta cercando di capirci qualcosa, di mettere ordine, di dare Senso alla vita, non giorni alla vita ma Vita ai giorni. Tanto di giorni alla vita ce ne sono sempre e comunque troppo pochi. Si è sempre all’inizio dell’opera. Mai neanche a metà dell’opera. Sempre troppo acerbi per capirci qualcosa. Ogni persona fa fatica e non ha mai abbastanza tempo, energie, fiducia per realizzare tutto quello che sente in cuore. Ogni persona fa sacrifici e sa quanto gli costa.

Quando riesci a fare qualcosa di buono, di diverso dal solito, di bello o entusiasmante per te o utile o poetico per qualcuno, tu sai bene quanto ti costa. Ma sai anche che le cose che nutrono e fanno esultare il tuo cuore sono le uniche che veramente meritano di essere vissute, che danno Senso alla vita, Vita ai giorni.

Quanto ti costa?
Dipende dall’entità dell’impresa.
Ma, certamente, ogni volta che fai realmente qualcosa, devi tirare fuori da te volontà. 
E devi mantenerla costante e stabile trasformandola in disciplina. Non rigida altrimenti si rompe. Flessibile.
 Ma costante. Radicata nella motivazione. Quando sei motivato, quando sai che cosa stai facendo e perché, sei libero dai condizionamenti, dalle paure, dai sensi di colpa. Puoi e devi solo fare. Ora. E ancora.

Pirobazia e allineamento

Ma il costo forse più ingente che ti è richiesto è la disponibilità a perdere. 
E non dico: a uscirne sconfitta/o. Non solo quello. Quello non sarebbe nulla. Sì, una ammaccatura all’orgoglio, ma non cambierebbe nulla in fondo. Torneresti semplicemente indietro, alla base, allo status quo… Ingoieresti il gusto amarognolo della rinuncia e tireresti il sospiro di sollievo della sicurezza, dell’abbraccio, scomodo, vile, ma sincero del tuo vecchio mondo, del tuo vecchio io.
Sì, puoi perdere, puoi puntare tutto e uscirne sconfitto. Ma c’è di peggio.
Forse. 
È che non sai cosa e quanto perderai per ottenere quello che vuoi. Sulla strada del tuo “Nuovo Io” non sai ancora che cosa accadrà e tanto meno sai che cosa accadrà quando la trasformazione sarà a uno stadio avanzato o sarà compiuta.
Ma una cosa te la devo dire, la devi sapere. Una cosa accadrà di sicuro: avrai perso tutto. Sei pronto a perdere tutto quello che hai? Quando sarai farfalla non sarai più bruco. Proprio per niente.
Altroché cambiare pelle! Cambi Dimensione. Cambi Mondo. 
Cambi occhi, cambi ali. Cambi Bellezza.
Puoi essere, fare, immaginare, concepire, realizzare cose che mai avresti potuto sognare prima di allora. Sei una creatura nuova. Hai avuto l’audacia, la volontà, la pazienza e la tenacia, di crearti, in sintonia con il tuo vero Sé, i suoi modi e i suoi tempi. 
Ma soprattutto hai avuto il coraggio di lasciare andare il tuo vecchio io. Il cambiamento costa coraggio. Come ogni volta che parti per un Viaggio. Come quando ti sei incarnato in questa vita. Hai un progetto di massima. Ma poi l’esistenza non rispetta mai i tuoi programmi! 😉 La prima condizione che il cambiamento ti richiede è lasciare andare. Perdere tutto. Essere disposto a perdere tutto. Perdere le tue vecchie abitudini intossicanti nella relazione con te stesso e nella relazione con gli altri, il tuo te stesso, i tuoi altri, tutte le tue certezze, i tuoi rifugi, tutto l’intreccio delle tue convinzioni che tesse i muri delle tue prigioni, e tutte le tue prigioni. Alcune prigioni erano anche comode. Ma hai voluto crescere. Andare oltre. Hai voluto vedere la luce, fuori dalla prigione. Hai voluto vedere i colori.

Ho avuto l’onore e il piacere di fare alcune esperienze di pirobazia o camminata sul fuoco (fuoco o carboni ardenti a 800 gradi centigradi è quasi la stessa cosa, soprattutto quando la camminata si protrae per decine di metri). Si tratta di una esperienza “mind-blowing” si direbbe in inglese, che letteralmente spacca la mente (e rinvigorisce spirito e corpo) e può essere fonte di infinite riflessioni. Oggi te ne propongo una.

Pirobazia - Camminare sui carboni ardenti

La Pirobazia è una metafora della vita.
In questo modo:

  • Hai una meta, sai dove vuoi arrivare e sei motivato. Altrimenti non ti muovi, non ti getti certo nel fuoco. Devi essere motivato e devi sapere dove vuoi arrivare. Allora getti il tuo cuore. E tutto segue.
  • Hai il tuo percorso davanti a te. Non certo facile. Lo abbiamo detto fino ad adesso. È pieno di castagne sul fuoco, di patate bollenti. Cammini sulle uova e spesso perfino sui carboni ardenti. Così è la vita, quando fai qualcosa. Sai quanto ti costa. Sai che ti costerà. Sai che rischi tutto. Sai anche che per quella meta, che ti motiva e ti sostiene nella tua camminata sui carboni ardenti a 800 gradi, sei disposto anche a rischiare la vita. Certo, è in conto. Ogni giorno è in conto. Potresti perdere. Perdere tutto. Meglio che ne valga la pena.
  • Il pirobata vince sempre. Arriva alla meta. Porta a termine il suo percorso. Metaforicamente e materialmente. Sa quanto gli costa. Accetta di pagarne il prezzo. 
Accetta il pacchetto completo, accetta tutto. Accetta di perdere tutto. E parte. Si getta nel Fuoco. E procede. E non rinuncia e non si ferma. Tentennare sui carboni ardenti significa farsi bistecca. E vince. Sempre.

Se sai quello che vuoi e accetti di pagarne il prezzo, vinci.
L’energia segue sempre la Volontà.
La Volontà è la più alta manifestazione dello Spirito.
Se sei allineato nella tua Volontà, sei allineato con lo Spirito, e non puoi fare a meno di vincere. Ma qui si aprono altre riflessioni…
Dicevamo i costi. 
Il pirobata è un guerriero. Non è un eroe, è troppo umile per definirsi o sentirsi tale. Il suo rapporto col Fuoco non può che renderlo umile. Ma è un guerriero. Va in battaglia costi quel che costi. Sa che la vita richiederà, in ogni caso, fatica, coraggio, pazienza, perseveranza, sacrificio. Sa quanto gli costa e, fiero, sta ai patti.
Trova una meta a sostenere il suo cammino, una meta che valga la pena. E camminando su reali carboni ardenti si allena a rendere possibile l’impossibile, a sperimentare mete grandi, ad avere fede e fiducia, a mantenere radicata la motivazione e costante la volontà e la disciplina…

È così che, un giorno, gli potrebbe capitare… di scoprire una cosa…
Che non costa nulla. Che non è una guerra né una battaglia. 
È allineato con il Fuoco, la Verticalità, la Luce, il Calore dello SPIRITO. 
E tanto basta.
Camminare sui carboni ardenti non è un sacrificio. I suoi piedi mai divennero bistecche. Mai si fece un graffio. Una volta gli venne una veschichetta, per un secondo di crollo di fiducia e quindi di allineamento. E fu l’unica vescichetta della sua vita che non gli diede alcun fastidio.
 Camminare sui carboni ardenti non è un costo. Ardeva anche lui nel suo cuore. La sua essenza era della medesima natura dell’essenza del Fuoco, era in sintonia e in amore con tutti gli elementi del Creato. Il Fuoco l’ha abbracciato, purificato, sostenuto. Hanno danzato insieme.
Ad esempio, ricorda che mai come quella volta che camminò per 50 metri gli sembrò di camminare sul velluto. E’ stato bellissimo. Quella volta era davvero connesso. In sintonia con Se stesso e con lo Spirito, dentro e fuori di sé. In Sintonia. Punto. Mai come quella volta sentì Pace. Prima, mentre, dopo la camminata.

È così che scoprì che la guerra non esiste, è una invenzione degli uomini, una invenzione dell’ansia, della paura o della avidità. Scoprì che lui non è mai stato un eroe, e non è nemmeno un guerriero e che non ha certo voglia di esserlo adesso. Si sta troppo bene così. Luminosi. Felici.
 Scoprì che la Pace e la Gioia sono la meta e il percorso, sono il prima, il mentre e il dopo il cammino. Scoprì la Bellezza del Cammino, con tutta la sua, impegnativa, preparazione. Scoprì che tutta l’energia e il tempo che aveva spesi per compiere la sua impresa non solo erano stati ricompensati in modi meravigliosi e strabilianti ma che erano belli anch’essi, momento per momento, magici e leggendari, attimo per attimo.
Il pirobata sa quanto gli costa percorrere il suo cammino. E lo accetta. E intraprende il cammino. E lo porta a termine.
Per accorgersi che pensava di rischiare, pensava di soffrire, e invece è stata solo Pace e Meraviglia.
Per accorgersi che l’unico Senso della vita è godersi il Presente, con coraggio, con attenzione e autenticità.

Camminare su carboni ardenti - Pirobazia

E tu? 

Sai davvero quanto ti costa?
No. Non hai ancora potuto sperimentare quanto è bello il cammino. Non hai ancora voluto sperimentarlo.
Sai che cosa ti costa il primo passo, sai che cosa ti costa essere disposto a fare il primo passo, a staccarti dal passato. Ti costa la vita, la tua vita attuale, ti costa essere disposto a perdere tutto. Ti costa il coraggio e la consapevolezza della tua Volontà.
Non sai ancora, non puoi ancora saperlo, che il sacrificio in realtà è Grazia, che la morte è rinascita e la perdita abbondanza, che ogni passo è un passaggio e, se sarai puro e allineato come il Fuoco, non solo sarà indolore ma sarà inesorabile leggero e aggraziato come un perfetto passo di danza.

Se ti è piaciuto questo articolo puoi leggere anche: Finalmente mi sono buttata nel fuoco per te (e per me)

Se sei interessato a partecipare puoi chiedere informazioni direttamente a: http://www.pirobazia.eu/

Chi lo vuole l’Uomo (dolce e) Forte? Tu lo vuoi? Io fino a ieri…

Chi lo vuole l’Uomo (dolce e) Forte? Tu lo vuoi? Io fino a ieri… 568 387 Silvia Pedri

Dove è finito l’Uomo Forte?” Ricordo che ci chiedevamo, una decina di anni fa, durante la formazione in Costellazioni Familiari, tra le prime in Italia, organizzata dall’amato e compianto Attilio Piazza.
 Ora non se lo chiede più nessuno. Non interessa più a nessuno. Nessuno lo vuole l’uomo forte. Non è definitivamente andato in estinzione. Esiste. Ma non è più apprezzato. Di questi tempi, meglio stia nascosto, nasconda la sua forza, la renda obliqua, si castri. O almeno sia transgender. Metrosexual, asexual, polisexual, prepubere. Ma non maschio. Il maschio non lo vogliamo più.

Ne abbiamo piene le palle, noi donne piene di testosterone. E abbiamo ragione. Essere donne è stato un inferno, ci ha sfigurate. Siamo ancora troppo traumatizzate.
Il corpo della donna è una entità ricettiva. Assorbe e conserva. È pieno di ferite: le confusioni, gli inganni, le umiliazioni, le manipolazioni di questa vita, gli abusi, le molestie, le violenze di altre vite, di altri tempi, le proprie, quelle delle proprie antenate, tutte le forme-pensiero, i ricordi, le paure, gli orrori visti e quelli subiti in più di due millenni di patriarcato. Il potere della donna è stato sempre riconosciuto, da tutte le culture, pagane, religiose e sciamaniche, temibile, più completo rispetto a quello dell’uomo, con maggiori capacità creative e trasformative e maggiore determinazione. Ne abbiamo abusato durante il matriarcato. Ne abbiamo scontato il karma negativo durante il patriarcato. In questi ultimi decenni abbiamo rivendicato, reclamato a gran voce, l’equilibrio. Ci hanno preso in giro facendoci sentire una minoranza sociale superflua, buona a pulire i calzini e a soddisfare i bisogni e le voglie degli uomini, fino al 1946 (in Italia) senza diritto di parola e di voto, ufficialmente paria, regine del focolare celebrate l’8 marzo, ancora oggi obbligate a combattere per ottenere, si spera presto, pari opportunità. Una assurdità e una vergogna per questa società cosiddetta civilizzata, una società ancora zoppa e monca.
In questi ultimi anni, le ferite accumulate in millenni si aprono per finalmente pulirsi e il mondo trema allo scoperchiarsi di tali e tanti orrori di ordinaria follia. Tutto il pianeta trema. Gli uomini tremano minacciati da una legislazione ansiosa di rimediare alle ingiustizie. Nei paesi latini, quelli di tradizione più maschilista, le denunce per molestia non sono praticamente inappellabili e i padri separati rischiano di non avere alcun diritto sui figli. Le donne tremano per paura e rabbia, fremono di aggressività. Vedono sessismi ovunque, bannano ogni discussione tacciandola di manipolazione e sopraffazione, e non sanno più distinguere la forza dalla brutalità, la gentilezza dalla debolezza. Per non sbagliare, inconsciamente, marchiate da tanta violenza, scelgono la debolezza. E sbagliano. L’uomo debole è smarrito, incerto, insicuro, schiavo di paure e vigliaccherie, inevitabilmente e involontariamente assente, narcisista, egoista, crudele. Di certo incapace di amare. E incapace di riconoscerlo.

Chi vuole l'uomo Forte?

Del resto, la Forza è impegnativa. Non è mai piaciuta a nessuno. Quale uomo ha mai desiderato una Donna Forte, una donna capace di intendere e di volere, desiderosa di creare, sentire, condividere, esprimersi? Troppa roba davvero per l’uomo comune degli ultimi millenni! Ancora oggi, ancora nelle ultime generazioni di adulti, senti confessare che tra una intelligente e una ingenua sceglierebbero l’ingenua. Bella o meno non è poi così rilevante. Ma è essenziale che non sia troppo impegnativa, che non metta troppo in discussione. Non può essere troppo stimolante e nemmeno ispirante. Le Muse non sono Mogli. L’uomo è un essere semplice che ha bisogno di cose semplici, tranquille, rassicuranti. O una mamma o una figlia.

Inoltre, è insito nella biologia amare ciò che è piccolo. È facile, è comodo. È una tentazione troppo forte. Anche avendo le migliori intenzioni. Uomini di potere, anche piccolo potere, intellettuale o sociale, si affiancano a donne felici e fiere di essere “la donna di”. Entrambi, sia uomini sia donne di questo tipo, sono esseri umani parziali, non interi, non fieri di essere se stessi. Non sono niente e lo sanno e non fanno una piega. E instaurano una rapporto di reciproco parassitaggio, buono e bello finché dura. E in genere dura poco. Perché gli esseri umani sono creature libere, fatte per “essere” non per “essere sottomesse”, fatte per “essere” non per “essere opportuniste”.

Raramente un essere umano forte ha cercato un altro essere umano forte. Perché chi è concentrato sulla propria crescita non riesce anche a concentrarsi sulle necessità altrui, a rispettare onorare la crescita altrui, a integrare la propria bellezza e le proprie ambizioni con quelle di un altro essere umano. Raramente si sono visti insieme due esseri umani interi.

E questa epoca attuale incentrata sulla crescita economica, sociale, personale, spirituale… raccoglie i venti americani che soffiano sul fuoco di un individualismo esasperato e si specchia nelle proprie acque come nel mito di Narciso con la differenza che queste acque sono sempre più torbide e confuse e nessuno ci capisce più niente. In una società narcisista chi è sano è narcisista. E accusa l’altro dell’imperdonabile delitto di essere narcisista.

Ma l’abbiamo chiesto. Non volevamo altro. Non volevamo l’uomo forte. Volevamo il bambino. Era comodo da amare, bello, puro, irresistibile da amare. Era come noi. Gli stessi strilli di bambino ferito, umiliato e offeso dalla vita e ansioso di vivere, esuberante di poesia e talento. Era tenero, ci suscitava amore, chiedeva amore, ci permetteva di produrre e condividere amore. Ci faceva sentire uniche, importanti, necessarie, indispensabili, potenti. Ci faceva sentire mamme e ci faceva sentire bimbe, sorelle, amiche, amanti. Ci mandava alle Stelle! Ma era tutta una illusione. Cercavamo conferme in un individuo che cercava solo conferme. Cercavamo controllo e finivamo per essere a nostra volta manipolate. Molte tra le persone più intelligenti, sensibili ed evolute che io conosca, me inclusa, ci sono cascate, per un periodo della loro vita. Altre si sono rivolte fin da subito a persone del loro stesso sesso.

I sessi non collaborano più. Le donne si sentono tradite. Crescono con la pressione di essere autonome, di seguire i propri sogni e conseguire la propria realizzazione. E, nella migliore delle ipotesi, trovano perfino un loro modo nuovo originale femminile di farsi strada, si appassionano a quello che fanno e lo fanno con entusiasmo, con successo, con amore, dedizione, con tutta la grinta, la creatività, l’impegno che richiede. Millennial-Power. 😉 Come ho spiegato qui “La Rivoluzione Femminile siamo Noi” il più grande successo di una donna è avere successo come donna, non battere gli uomini in un modo da uomini in un mondo di uomini sacrificando la propria salute e la proria vita e il proprio unico contributo sociale.
E tutta loro straordinaria energia erotico-creativa, sensuale-generativa resta a bocca asciutta di piaceri e gioie perché non trova compagni di giochi e di sviluppo, persone intere con cui scambiare molto di più che il brivido di una notte. E il motivo è che sono poco femminili. Ed è vero che lo sono. E allora cercano di crescere ancora, in altre, in nuove direzioni, verso una maggiore femminilità. Ma non sanno più che cos’è la femminilità. I modelli di femminilità che le donne abbracciano oggi sono maschili, sono inquinati, distorti, inquinanti, intossicanti.

In altri articoli su questo blog ho discusso degli archetipi del femminile Venere e Luna (Leggi: Fumi e Profumi di Venere) e di quelli del maschile (LEGGI: Dov’è finito l’Uomo Forte?)
Credo che bisogna creare un nuovo linguaggio e ricominciare dall’alfabeto, dagli archetipi mitologici, energetici e biologici.
Un lavoro di rivoluzione e ricostruzione enorme è richiesto e la rivoluzione parte dalla donna: qui ne offro le tracce “La Rivoluzione Femminile siamo Noi“.

Chi è la donna? Che cosa vuole? Come “ri-vendica” se stessa, i suoi bisogni e i suoi desideri? restando fedele alla propria natura e libera di esprimerla, in ogni suo aspetto, e in grado di esprimerla, in pienezza, gioia, soddisfazione e successo. 
Come guarisce se stessa e l’intero suo mondo? proprio lei, maestra di empatia e connessioni, nutrice e ammaliatrice, ispirata e ispiratrice, autentica e in contatto e in sintonia con se stessa, devota e allo stesso tempo ribelle.

Come ristabilisce gli equilibri in se stessa e con gli altri?

Come può dare valore a se stessa e dare valore all’altro?
 Come costruisce una nuova identità e dignità di essere umano? Come restituisce dignità alla Femmina e al Maschio?

Come ripristina equilibrio in questa civiltà in tumulto? 
Come può vivere nella Forza e nell’Amore, nella pienezza, sfruttando dentro e fuori di sé il potere più grande che esiste nell’universo, l’energia più esplosiva, il potere della polarità, dell’interazione tra gli opposti e complementari, lo yang e lo yin, il maschile e il femminile?

Come può essere Donna Forte e Amorevole insieme a Uomini Forti e Amorevoli?

Perché esistono. Non è giusto e non è saggio sopprimerli. Non vogliono essere soppressi, umiliati, non vogliono umiliare. E noi abbiamo bisogno di loro quanto loro di noi. Vogliamo solo trovare un nuovo linguaggio, per relazionarci con l’esplosiva libertà, gioia e semplicità di bambini e la curiosità, l’intensità e la passionalità di adolescenti, e la saggezza e la maturità di una umanità ormai pluri-millenaria.

Perché solo dall’interazione delle polarità può essere generato, nell’amore, un Mondo Nuovo.

È tempo.

È importante. È urgente.

 

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Mi fido di te

Mi fido di te 1920 1280 Silvia Pedri

Mi fido di te perché so che mi farai del male, so che non capirai, che a fatica mi ascolterai e che ancora farai fatica a capirmi. Mi fido di te perché so che sbaglierai anche dopo che ti sarai riproposto di fare diversamente e farai pure fatica ad accorgertene. Mi fido di te perché so che, come me, anche tu stai facendo del tuo meglio. Dò fiducia a te e a me perché entrambi stiamo imparando.

Meritiamo la mia fiducia, il mio rispetto, la mia stima, la mia pazienza e il mio amore.

Mi fido di te perché ho fame di me. Tramite te mi trovo. Tu sei ciò che mi corrisponde al momento, sei ciò che è all’altezza dei miei Demoni e dei miei Dei interiori. Tramite me ti trovi. Insieme esploriamo sentieri oscuri e luminosi. Insieme apriamo nuove vie nel mondo e nuove possibilità per i nostri cuori.
Mi fido di te perché so che mi farai il male che abbiamo dentro, la stupidità e la fragilità, e che la nostra vulnerabilità sarà la nostra risorsa. Mi fido di te perché tra me e te sta la nostra Ricchezza. Dò fiducia a te e a me perché entrambi stiamo imparando e vogliamo imparare.

Non ci crederete ma dico così anche a Dio. Sono venuta a patti.
Sono innumerevoli ormai i sogni in cui mi si danno rassicurazioni o informazioni sul futuro, a volte con anticipo di anni, di decenni, altre volte di pochi giorni. E sbagliano. Precisissimi nella descrizione, inequivocabili nell’interpretazione. Sbagliati nella previsione. La direzione è chiara. L’esito disastroso. Evidentemente non dipende tutto da me. Evidentemente l’esito non è scritto nei Cieli.
Nei Cieli sono scritti molti degli incontri che fai, non che cosa ne fai. Nei Cieli sono scritte alcune situazioni che devi per forza attraversare. Ma dopo di queste… i giochi sono aperti.
Non sappiamo nulla. Né nell’aldiqua né nell’aldilà. Non ti stiamo prendendo in giro. Stiamo crescendo insieme a te. Stiamo tifando per te, incoraggiandoti e vedendo dove ci porti. Ridiamo con te e aspettiamo che tu finisca di piangere. Ti conviene fidarti di noi. Siamo la tua parte forte e luminosa. E stiamo imparando. Anche grazie a te.

Mi fido di te perché è l’unico modo di amarti e di permetterti di amarmi. È un SI. Mi apro al “granellino di senape” di possibilità, secondo l’espressione evangelica, anche perché le possibilità sono oggettivamente infinite. Starà a me coglierle per quello che sono, senza i paraocchi delle mie paranoie.
Dò fiducia a me e a te perché è l’unico modo per renderti degno di fiducia, per vedere e creare e coltivare valore. Dò fiducia alla Vita per permetterle di scorrere, limpida e forte, perché so che, in fondo, questa è la sua natura.

 

Il mio Tesoro

Voglio celebrare i tuoi difetti
cantati e ballati al ritmo delle tue oscenità
Voglio onorare le tue sfrenate
mancanze incompiutezze e miserie
gridare Vita! nella morte delle tue apnee
inspirare i tuoi espiri
e soffiare e gonfiare
la vastità
delle tue crepe
Onorerò adorerò
ogni asperità del tuo terreno
ogni buca e cicatrice sui tuoi storti percorsi
Voglio bruciare di luce
tutte le oscurità da ardere
accatastate a casaccio
Voglio tessere e cantare
le tue lodi e ballare
le tue Meraviglie
e che tutto il nostro Buio
risplenda
a perenne memoria
del nostro Presente
spaccare ogni breccia
e farne una voragine
Voglio tutti i tuoi difetti,
gelosamente,
perché sono i miei
e voglio che appartengano
solo a Noi.

 

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Confondere FARE con ESSERE - Il mio errore più grave

Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore – PT2

Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore – PT2 1196 632 Silvia Pedri

Questo articolo è la seconda parte di “Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore“. Se non l’hai ancora fatto, dedica cinque minuti alla sua lettura.

Come si superano gli obiettivi?
Per superare un obiettivo, prima di tutto bisogna porsi un obiettivo realistico e vicino. Cose che si possono fare e soprattutto che si vogliono fare, tappe del proprio percorso di vita, che possono rappresentare sfide divertenti, creative, da soli o in compagnia, che possono dare soddisfazione. Una formazione. Un viaggio. Qualcosa che non ho mai fatto e mi apre nuovi orizzonti, per lo meno dentro di me.
“Realistico” è qualsiasi obiettivo che appartiene alla tua realtà, alle tue aspirazioni, ai tuoi valori, ai tuoi desideri, ai tuoi talenti, alla tua preparazione. 
“Vicino” è qualsiasi obiettivo che compromette il tuo futuro prossimo, il tuo potere di influenza attuale. Infatti, se è possibile avere chiara la direzione del cammino della propria vita, se è possibile percepirne il senso, è impossibile prevederne gli sviluppi. Non puoi vedere, da qui, le svolte, le curve della strada, i gradini o i tipi di selciato, i tipi di panorami, i bivi e le nuove opportunità, né le tue nuove capacità e aspirazioni. Se tu potessi, significherebbe che non ci sarebbe alcuna sorpresa, alcuna crescita, di fatto, alcun cambiamento.
Cerca di conoscere il cosa ma resta aperto nei confronti del come. Il tuo Io futuro è più grande di te ora. Lasciati libero di crescere!

Come si superano gli obiettivi? Facendo. Essendo. Preparandosi. Essendo pronti.
Anche qui si tratta di una danza tra stringere e lasciare andare, tra impegno e fiducia, essere sintonizzati nel tempo futuro e non perdere il ritmo del presente.
Agli obiettivi si arriva passo dopo passo, tappa dopo tappa. Si formula l’obiettivo. Ci si insemina con l’idea, il proposito, l’entusiasmo. Si innaffia il seme e si coltiva il germoglio, ci si coltiva, ci si forma, si provvede a ciò che ci serve dentro e fuori di noi. Ci si prova. E poi si lascia che sia. Ci si rende disponibili affinché sia. 
E poi sia quel che sia! 
È solo una tappa del tuo Cammino. Sono sicura che non compromette la tua vita né quella di nessun altro. 
Un obiettivo è solo una tappa del tuo Cammino. Per questo mi piace dire che “si supera” non che “si consegue”. Vai oltre. Ti godi la preparazione, il superamento dell’obiettivo, e soprattutto ti godi il Cammino, il Camminare.
Per motivi misteriosi, ho talento per fare la modella di me stessa. E va bene. Usiamolo. Ogni shooting ha almeno qualcosa di molto buono o molto interessante.
Ma come è avvenuto questo ultimo shooting? Come avvengono tutti? Attraverso una serie di coincidenze e di contrattempi, di volontà, di resistenze, di attenzioni e di disattenzioni, di fiuto e di audacia. È andato perché c’erano le energie giuste. Io ho fatto ben poco. 
Quando qualcosa si realizza, risponde sempre a una dinamica che appare magica e misteriosa e invece è la consuetudine della realtà che ci circonda. 
C’è qualcosa che SI CREA se solo gli è possibile. Quasi come se si creasse da solo…
1) Ci sono le energie adatte alla manifestazione (magari le abbiamo coltivate a lungo e/o è buon karma)
2) Siamo disponibili a farle manifestare
3) Si manifestano.

Il problema è che non sai se hai talento e se il tuo talento è maturo. Non lo sai finché non lo metti alla prova, finché, a torto o a ragione, non gli dai fiducia e ti butti nell’impresa. Allora permetterai all’energia di fluire. Allora rileverai dove ancora sei carente. Allora avrai la gioia di applicarti ancora di più e meglio in quello che ti piace per permettergli un livello di espressione superiore.

Confondere Fare con Essere: perché è un errore

Come si elimina l’angoscia?
Come abbiamo visto, bisogna lasciare essere la vita, lasciarla fluire. Se SIAMO in sintonia con noi stessi, siamo in sintonia anche con gli altri, con la vita intera, col nostro destino o col destino che ci creiamo e col contributo che possiamo portare al mondo. Se SIAMO, saremo sempre di più. Se STIAMO bene, il nostro benessere può crescere. E crescerà. La Vita vuole stare bene e vuole crescere, non ama le tensioni e le forzature, ama la Bellezza, l’Armonia e la Pienezza del presente. 
In tutto questo c’è beatitudine, in tutto questo non c’è spazio per angoscia, ansia… Ci possiamo concedere un po’ di preoccupazione ma giusto quel tanto cioè quel poco per non perdere l’abitudine 😀 per non smarrirci fuori dal nostro vecchio Io. In fondo le decisioni, su cosa e come pensare, sentire e fare, spettano a noi.

Ma la regola aurea è che se siamo noi stessi siamo nel posto giusto. Possiamo respirare. Rilassarci. Tutto andrà bene o per il meglio, verso il bene. Possiamo respirare. E anche apprezzare i profumi dell’aria. C’è beatitudine non angoscia. Nessun luogo da raggiungere. Siamo sulla strada, nel luogo migliore per noi, e più entusiasmante. Nessun luogo da raggiungere. Nessuno standard da rispettare. I nostri standard li mettiamo noi. Siamo noi.

La nostra società oscilla tra l’angoscia di fare, non fare mai abbastanza, non fare mai abbastanza bene, e l’angoscia di essere, non essere mai abbastanza, non essere all’altezza, non essere sufficientemente conformi, non essere sufficientemente dif-formi, cool, fuori dagli schemi. 
La nostra società ha perso il suo centro. Ha smarrito il senso, il cuore. 
Ci ha reso automi, carne da lavoro, non ci vuole rose profumate. Non gli interessa che coltiviamo il nostro giardino e diventiamo persone migliori, più felici. Si fonda sul confronto e la competizione e crea individui infelici. 
Nessuno può essere all’altezza di standard esterni a lui. Non sono i suoi, non sono su misura per lui: non lo riguardano. Giustamente, deve starne fuori.
L’angoscia emerge quando perseguiamo desideri che non risuonano con le note delle corde dei nostri cuori, quando perseguiamo desideri, obiettivi, modi di essere non nostri. 
L’angoscia, il disagio psichico e le malattie fisiche emergono quando seguiamo il rumore esterno invece che la nostra, sottile, voce interiore, quando seguiamo le infinite autorità esterne invece che la nostra, profonda, individuale, autorità. Non amiamo noi stessi e non amiamo la vita e non ce ne prendiamo cura. Calpestiamo il nostro tesoro facendoci calpestare da conformismi e condizionamenti.

Farsi strada nella vita invece dovrebbe essere facile e agevole. Passo dopo passo. Perché la Strada siamo noi.

Questo articolo è la seconda parte di “Confondere FARE con ESSERE: il mio più grave errore“. Se non l’hai ancora fatto, dedica cinque minuti alla sua lettura.

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Confondere il fare con l'essere

Confondere Fare con Essere: il mio più grave errore – PT1

Confondere Fare con Essere: il mio più grave errore – PT1 640 427 Silvia Pedri

La nostra società oscilla tra l’angoscia di fare, non fare mai abbastanza, non fare mai abbastanza bene, e l’angoscia di essere, non essere mai abbastanza, non essere all’altezza, non essere sufficientemente conformi, non essere sufficientemente dif-formi, cool, fuori dagli schemi.
In realtà tra fare ed essere c’è una differenza abissale.

E non voglio dire che ESSERE sia meglio di FARE. Non voglio dire che il nostro obiettivo dovrebbe essere ESSERE piuttosto che FARE. Ci vogliono entrambi, fare ed essere! Così come ci vuole il maschile e il femminile, lo yin e lo yang.
Voglio dire che c’è differenza tra fare ed essere. Fare può concretizzarsi in obiettivi e realizzarsi attraverso strategie. Essere no.
Entrambi richiedono motivazione, dedizione e preparazione. 
E nessuno dei due dovrebbe comportare angoscia (ma lo vedremo).

Essere però non è un obiettivo. È un processo. Ma non è un processo con risultato finale. Se lo intendi in questo modo hai creato l’inferno dentro e fuori di te.

Ad esempio, se voglio superare l’esame per essere insegnante di Yoga devo organizzarmi (vedremo come) per oltrepassare questo traguardo.
Se invece voglio praticare Yoga con soddisfazione e piacere, se voglio ESSERE una buona praticante di Yoga, il tempo non esiste. È un processo. Ma è un processo che non può essere cronometrato, parcellizzato, monitorato, valutato, strutturato… Lo sono o non lo sono. Se sono una buona praticante di yoga, se pratico con piacere, lo sarò sempre di più. Se mi faccio venire l’ansia da prestazione lo sarò sempre di meno. Toglierò vitalità e amore a me stessa e alla mia pratica. Detesterò la mia pratica e me stessa. Non devo andare da nessuna parte. Non devo dimostrare niente a nessuno. Devo e posso essere. ORA. E francamente come sarò domani non mi interessa.

Personalmente, purtroppo, sono refrattaria a qualsiasi buona abitudine. Non sono dipendente né dalle cattive né dalle buone abitudini. Vabbè dalle cattive un po’ di più. Ma non ho routine. Mi si può togliere tutto. E non sono una persona strutturata. E il mio corpo non si convince facilmente.
Hai presente l’effetto endorfina? Basta che fai ginnastica per un certo periodo con regolarità poi è il corpo te lo chiede. Ecco. Il mio corpo non me lo chiede. È empiricamente provato. Lui mi chiede di stare sdraiato a rilassarsi e dormire. Sente il beneficio del movimento. Però fosse per lui… 
Eppure della ginnastica, dello yoga, della meditazione, di sauna e doccia fredda… io ho bisogno. Ne ho bisogno per dare forza, energia, fluidità, equilibrio al mio sistema. E non sto parlando di pratiche depurative. Ne ho bisogno e piacere ORA. Non importa se le mie spalle diventeranno più muscolose (non troppo, please). Meglio se avrò più resistenza. Ma non importa. Importo io. E sì, nel mio muovermi vorrei essere più aggraziata e potente, sentirmi bella. Chissà forse, facendo, succederà. Intanto apprezzo, ogni giorno, ogni movimento. La Grazia si è e si coltiva. Si coltiva essendola.
Se voglio essere bella, fisicamente armoniosa e attraente, posso solo esserlo ora. Così come sono. Bella o brutta non so. Imperfetta e unica sicuramente. 
Posso comunque essere consapevole del mio valore, posso essere fiera del poco o tanto che sono, che mi sono creata negli anni. A quel punto posso trasformarmi. A quel punto trasformarmi non è il mio obiettivo. Può accadere. Ma non sono attaccata al futuro. Vivo e fiorisco nel presente. Semplicemente, mi coltivo. Coltivo le rose del mio giardino. Non sono tenuta a cambiarmi. Non devo compiacere nessuno e nemmeno me stessa. Non devo raggiungere standard esterni. Devo solo essere IO. Mi va di ESSERE.
E questo, bada bene, questo medesimo paradigma, vale allo stesso modo per ESSERE in coppia o ESSERE benestante, essere felice in coppia, essere felice potendomi permettere il meglio.
Solo quello che esiste può crescere. Si toglie tutto il superfluo. Ci si scopre, ci si rivela a noi stessi. Ci si prende, ci si ama. E ci si coltiva.
Così è per ogni qualità dell’essere che si voglia acquisire. La si coltiva. In fondo se la desideri è perché già la SEI. Fa parte di te, dei tuoi valori e probabilmente anche dei tuoi talenti anche se non lo sai.

Se vuoi smettere di fumare, inizia col prenderti cura di te, in altri modi, in tutti i modi possibili. Non combatterti. Accogliti. Sei già quello che vuoi diventare. E diventarlo è più facile di quello che pensi. Basta mettersi sulla strada, la tua strada che sei tu. E poi non badare ai chilometri. I chilometri fatti sono esperienze che ti hanno portato ad essere quello che sei, sono parte di te e ti rendono grande o per lo meno adulta. I chilometri da fare… Sono tanti? Sono pochi? Puoi dirlo? No. Puoi solo sapere che, per la gioia del tuo corpo e del tuo spirito, per la tua crescita personale globale, anche oggi, ti tratterai bene.

A questo punto, mi rendo conto, il gioco si fa duro. È sperimentato, da me e da chiunque si sia posto la questione, che la vita funziona in crescere, in addizione non in sottrazione. Non ce la farai ad andare “via da”. Non ce la farai ad andare via da una brutta abitudine. Forse, ce la fai ad “andare verso”, verso una nuova vita. La motivazione viene dall’andare verso una realtà aumentata, dal desiderio o dalla necessità di crescere. Devi sentirti meglio, essere più serena e fiera di te.
Si tratta, ancora una volta, di essere. Ma quando il gioco si fa duro un obiettivo concreto può aiutare. La focalizzazione concentra a laser la motivazione…
Posso pormi un obiettivo che implichi lo smettere di fumare, smettere per sempre o anche solo per un periodo. Può essere un piccolo obiettivo sportivo o un piccolo obiettivo seduttivo. Fumare è forse, a volte, un bel gesto, ma impedisce l’ossigenazione dei tessuti, la pelle non ne esce bene e anche tutto il resto dell’organismo chiede vendetta. 
Ecco che un obiettivo, un piccolo appuntamento con se stessi e col mondo, aiuta.

Non posso ESSERE pranica, nutrirmi esclusivamente di prana, dall’oggi al domani. Tutti i miei corpi si devono abituare a un nuovo paradigma spirituale e materiale. Devono ritenerlo possibile e devono sperimentarlo come possibile. Devono purificarsi, resettarsi. Compiere un ritiro di training seguiti da una guida esperta è un obiettivo, un obiettivo fattibile, difficile ma fattibile. Essere respiriana è un obiettivo impossibile perché non è un obiettivo. Sei quello che sei. Sapere bene l’inglese non è un obiettivo (conseguire il Proficiency o un altro Cambridge Certificate lo è, fare un viaggio in Australia o a Malta lo è). Sai quello che sai, sei quello che sei.
Non puoi stare sempre a controllarti. Devi fluire con le lingue e fluire con la vita. Devi ESSERE ciò che ti piace essere.
Se senti che ti fa bene una alimentazione leggera, adottala. Ma senza costrizioni o restrizioni. Non è una gara, né con gli altri né con se stessi. Se la prendi come una gara la perdi. È un processo infinito per stare sempre meglio e più connessi con Se Stessi, è un percorso di liberazione e libertà, che permette di attraversare e oltrepassare tutti i propri ostacoli emotivi e mentali. A maggior ragione va portato avanti in libertà.
La vita, affinché ti dia gioia, affinché fiorisca e fruttifichi, affinché ti renda sempre più libero e predisposto alla gioia, va vissuta con gioia, devi e puoi solo viverla con gioia, ora. Per coltivarti con amore devi amare te stesso. Ora.
Io dico al mio corpo fisico: “mangia quello che vuoi, quello che senti che vale la gioia di mangiare”. E al mio corpo emotivo: “tutto ciò che ti piace è lì che ti aspetta, nel negozio vicino casa, puoi mangiarlo ora o un altro giorno, non fa molta differenza”. Ma, certo, il gioco si fa duro, va gestito con fermezza e molta delicatezza, nel rispetto di sé oltre che del percorso che si desidera per sé. E anche qui un piccolo obiettivo aiuta. 
Ad esempio, a breve, essere disponibili per uno shooting fotografico. I fotoritocchi non sono la soluzione. Prima di tutto i fotografi sono vanitosi della loro opera ma si curano con meno scrupolosità dei tuoi difetti fisici, potendo non se ne curano affatto. Secondo, conosco Photoshop che è il modello di tutti i programmi di fotoritocco e so che, a meno di impazzire sul serio, i ritocchi fisici non sono così agevoli, compromettono tutta la foto. Quindi meglio essere in forma!
E così via, attraverso piccole sfide e grandi compromessi… si procede lungo il cammino, per ESSERE, sempre più, ciò che si è.

Come si superano gli obiettivi? Scoprilo nell’articolo successivo!
VAI A > Confondere FARE con ESSERE: il mio errore più grave – PT2

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Ipnomeditazione “Coltiva l’Abbondanza”
Un’esclusiva meditazione in mp3 da ascoltare ogni giorno per 21 giorni. Ti aiuterà ad arare e coltivare il terreno interiore per renderlo, da subito, fertile per tutti i tipi di abbondanza che desideri: materiale, spirituale, creativa, professionale e relazionale.