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Arte Sognare Reale - Raffaella

L’Arte di Sognare Reale: Raffaella Galoppi

L’Arte di Sognare Reale: Raffaella Galoppi 1200 628 Silvia Pedri

A volte fare magie non è così facile come sembra.
A volte sembra facile proprio perché lo è.
Sempre si arriva al paradosso che la Gioia è dono ed è frutto anche di coraggio, determinazione, perseveranza.
Raffaella ci guida con leggerezza e profondità, con giocosità e saggezza, alla conquista della cosa più audace, sublime, ricca e complessa a cui un essere umano possa aspirare, la semplicità.

Le donne che ospito in questo ciclo insegnano l’arte di Sognare Reale.
Sono donne comuni e sono anche donne speciali. Hanno un sorriso e uno sguardo limpidi e radiosi. Sono fuori dagli schemi ma non fuori dal mondo. Sono felicemente integrate nel loro mondo. Sono fuori dal vecchio mondo. Sono se stesse. Audacemente, consapevolmente.
Nel loro piccolo, sono donne che incarnano il mio ideale di rivoluzione femminile. Si sono formate, con amore e dedizione, da sole e alle migliori scuole, e poi fanno quello che gli pare come gli pare, e ci riescono. Hanno avuto coraggio. O forse erano troppo più grandi dei piccoli schemi di oggi e dovevano per forza trovare il modo.
Come tutte le Donne, sono canalizzatori e trasformatori di luce, colore e ispirazione, di emozioni e spiritualità.
Sono individui autonomi ma niente affatto solitari (e non necessariamente autosufficienti in tutto). Hanno radici che affondano nella terra. Ma anche si estendono ed espandono in lungo e in largo nello spazio…
Personalmente le ringrazio di essere quello che sono e di avere collaborato con me.
Grazie a Silvia, Cinzia, Francesca , Monika, Simona e Marzia già intervistate nei precedenti appuntamenti di questa rubrica, e a Raffaella, protagonista di questo appuntamento.

Arte Sognare Reale - Raffaella

Raffaella, protagonista di questa intervista

Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?
Esploratrice senza confini e non so se mi riferisco solo a me in quanto donna oppure anche all’anima. Punto in alto, consapevole di come mi sono costruita ad arte la strada per espandere la Coscienza. Ecco, dunque, che questo è il sogno dell’anima: giungere a vivere l’esperienza nella materia ed integrare ciò che viene chiamato Spirito.

Come Lui ha costruito te?
Mi sta levigando, raffinando attraverso percorsi anche assai difficoltosi per poi farmi agganciare con lo stato di totale semplicità! Ho vissuto momenti di grande paura e non sono scappata da essa. Ho visto me in tutte le mie facciate per poi trovare l’unica realtà. E solo così posso vedere ora la perfezione in ogni momento.

Come è evoluto?
Grazie all’intuito, quella cosa magica che le donne hanno naturalmente. Attraverso il channeling, la lettura dell’aura. Attraverso il processo dei 21 giorni di Alimentazione Pranica. Ora posso dire di sentirmi una Senza Confini. Navigo nei mondi. Faccio ancora esperienza ogni tanto del cibo di materia, ma il mio stile di vita è in sintonia maggiore con il cibo liquido. Fluido dentro e fluido fuori. Tutto scorre sempre di più e mi sento come un fiume in piena carico di Energia Vitale.

Che Senso ha il tuo Sogno? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
L’unico senso che ha questo cambiamento è vivere il contatto con la Coscienza. Sento che chi è intorno a me, per esempio le mie figlie e non solo…, si caricano di vita. Vivo l’Uno: “Te Sei Me ed Io Sono TE”. Questo è vivere il Centro, il Cuore.

Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
Ho passato un periodo assai difficile, quella che viene chiamata “la notte buia dell’anima”. Ho fatto esperienza della sofferenza in modo cosciente. Sono, però, ancora qui, presente, attenta e connessa.

Quale è la dote che ha salvato la vita a te?
La grande determinazione.

Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
L’intuito, la Fiducia. La fantasia rendendola una meravigliosa concretezza.

Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
Senti un palpito nel Cuore. Qualcosa bussa alla tua porta e nessuno e niente ti può fermare.

Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
Tu sei esattamente quel sogno, tu sei quella realtà.
Amati, rispettati, onorati. E e sarà così anche per Lui.

E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo?
Ti troverai anche a gridare e a piangere per poi gioire illimitatamente… fino a non prenderti più sul serio. Ma utilizzerai Lui, il tuo Sogno, per metterti al servizio dell’Universo.
Poi ti inchinerai e vedrai quanto tutto è abbondanza. Tutto funziona col moto del DONO.

Per informazioni sull’attività di Raffaella: pranicenter.com

 

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Favola della donna non stuprata - Silvia Pedri

Favola della Donna non molestata

Favola della Donna non molestata 720 476 Silvia Pedri

Favola della donna non molestata.

C’era una volta, poco tempo fa, una donna che faceva l’autostop non so per quali strade della vasta America del Nord.
Cose che non si fanno, direte voi… Ma le donne, si sa, non le ferma nessuno. Hanno le palle. Fa parte del loro potere… 😉  Le donne non hanno paura di avere paura.

E infatti successe quello che tutti voi miei cari lettori e tutte le donne temono. La ragazza fu raccolta da un poco di buono come ce ne sono tanti. E fin qui tutto normale.
Lei si sedette. Cercò di sedersi comoda. Sentiva serpeggiante un brivido gelido di scomodità. Presto il brivido si trasformò in un lampo freddo di certezza: questo tipo aveva intenzione di violentarla e lo avrebbe fatto.

Le donne sentono. È un altro dei loro superpoteri.

La vibrazione della paura attraversò tutto il suo corpo e le bloccò le viscere. Ma non la mandò in panico. Dalle viscere, per pura forza di sopravvivenza, per istinto di vita, per intuito geniale o super-saggezza femminile che sia, risalì con spinta potenziata al cuore e poi al cervello e le offrì la più lucida e limpida delle strategie.
Grazie di avermi accolto nella tua macchina.” Si rivolse all’uomo. “Sono molto contenta. Non sai che sollievo. Mi sento così al sicuro con te. Ora mi posso rilassare. Anzi, sai cosa ti dico, se non ti dispiace, ora mi accomodò meglio e mi faccio un pisolino. Non sai da quanto non dormo. Grazie davvero.” Gli sorrise.

Appoggiò il capo e chiuse gli occhi.

L’uomo non solo non la violentò ma divenne il suo punto di riferimento di fiducia, protezione e soccorso per i suoi successivi 20 anni a Los Angeles.
E confessò che sì, quella notte, stava per violentarla.

Morale. Lei salvò se stessa. Lei salvò lui. Creò nuove opportunità e vantaggi per entrambi. Lei cambiò il mondo. Cambiò improvvisamente e completamente le energie e creò dal nulla nuovi paradigmi, creò dalla morte nuova vita, nuove realtà. In quel momento in quel modo bizzarro fece la Rivoluzione. Cambiò il mondo grazie alla sua sensibilità, alla sua consapevolezza, al suo coraggio, al suo credere in se stessa, al dare fiducia a se stessa e al mondo.
Questo è il Potere Femminile. Sentire. Essere. Stare. Accogliere la realtà. Trasformarla.

(Questa è una favola vera che ho raccolto al minuto 50 dell’episodio 137 di Girlskill Podcast)

E Tu? Vuoi fare Rivoluzione insieme a me?

Dalla mia serie di articoli “Monologhi dell’Utero” nascerà presto un progetto di Alchimia Femminile. Se sei interessata a ricevere news a riguardo, iscriviti alla mia newsletter a questo link e seleziona anche la voce “News di Alchimia Femminile”.
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*****

Meditazione “Bellezza Femminile senza età”
Una meditazione per sentirti  attraente, affascinante e in sintonia con il Flusso della Vita e dello Spirito.

Ogni parola di questa meditazione è misurata e controllata e posizionata in modo da essere efficace al massimo grado, sintetica ma esaustiva, così da creare concretamente tutte le condizioni per sentirti ogni giorno più bella ed elegante, a modo tuo.

 

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Marzia Pistacchio | L'arte di Sognare Reale - Intervista

L’Arte di Sognare Reale: Marzia Pistacchio

L’Arte di Sognare Reale: Marzia Pistacchio 2000 1384 Silvia Pedri

L’Arte è sempre Rivoluzione. È Spirito, è Amore.
Condivisione. Creazione di Nuove Storie, nuova vita, per se stessi e per gli altri.
E la Vita, si sa, emette un richiamo irresistibile….

La protagonista dell’intervista di oggi è una giovane e sensibile donna, artista compagna e mamma felice.
Tra mille difficoltà, ha sentito il richiamo della Vita e non ha potuto resistergli. È stata sufficientemente umile e sfrontata da cedergli.

Le donne che ospito in questo ciclo insegnano l’arte di Sognare Reale.
Sono donne comuni e sono anche donne speciali. Hanno un sorriso e uno sguardo limpidi e radiosi. Sono fuori dagli schemi ma non fuori dal mondo. Sono felicemente integrate nel loro mondo. Sono fuori dal vecchio mondo. Sono se stesse. Audacemente, consapevolmente.
Nel loro piccolo, sono donne che incarnano il mio ideale di rivoluzione femminile. Si sono formate, con amore e dedizione, da sole e alle migliori scuole, e poi fanno quello che gli pare come gli pare, e ci riescono. Hanno avuto coraggio. O forse erano troppo più grandi dei piccoli schemi di oggi e dovevano per forza trovare il modo.
Come tutte le Donne, sono canalizzatori e trasformatori di luce, colore e ispirazione, di emozioni e spiritualità.
Sono individui autonomi ma niente affatto solitari (e non necessariamente autosufficienti in tutto). Hanno radici che affondano nella terra. Ma anche si estendono ed espandono in lungo e in largo nello spazio…
Personalmente le ringrazio di essere quello che sono e di avere collaborato con me.
Grazie a Silvia, Cinzia, Francesca , Monika, e a Simona, già intervistate nei precedenti appuntamenti di questa rubrica, e a Marzia, protagonista di questo appuntamento. Marzia Pistacchio - Intervista L'arte di Sognare Reale

Marzia Pistacchio, protagonista dell’intervista e autrice di Rosso Pistacchio.
Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?

La Donna che sono vive il cambiamento come motore della propria esistenza , in continua sfida verso se stessa e continuamente peccatrice di ubris, tracotanza e arroganza.
Il mio Sogno è continuare ad avere sogni e divinità da sfidare.
Scrivere, truccare, insegnare, creare progetti artistici, queste sono le mie sfide.

Come lui ha costruito te?
l mio è un demone ballerino e piuttosto bizzarro. Mi ha danzato di fronte nudo, fino a che non ho potuto fare a meno di notarlo.
Mi ha costretta a guardarlo negli occhi, a iniziare a scrivere, a iniziare a essere una artista, a iniziare a essere la donna che volevo essere.

Come è evoluto?
Con la vicinanza di persone che mi hanno vista prima di me, che mi hanno spinta, creduta, amata.
Persone che si sono emozionate per le mie parole, per i miei racconti, che mi hanno fatto il grandissimo dono della lettura di ciò che sono.

Che Senso ha? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
Ha il senso della soddisfazione di una urgenza. Il riempire la pancia di cose buone e belle. Il nutrirsi e il nutrire.

Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
Ho scoperto che la mia pancia non è solo mia , ma che è una pancia condivisa dove il sentire è spesso simile.

Quale è la dote che ha salvato la vita a te?
la tendenza alla teatralità, alla drammaturgia, al vivere la vita esageratamente , mi ha permesso di rimanere a testa alta e di salvare ciò che ho di più prezioso.

Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
Il fatto di non essere solo il mio. Avere accanto persone che lo amano come fosse il proprio permette di non farlo cadere mai, di proteggerlo, di farlo crescere e figliare.

Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
È quell’amante col quale mai ti stanchi di far l’amore.

Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
Nutrendolo di cibo succulento, di carne vogliosa, di un’anima pura.

E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo?
Litigandoci fino a vomitare ogni tanto.

Per scoprire di più su Marzia: 
Rosso Pistacchio: ricette e storie crude“. Il libro di Marzia parla di cibo, quel cibo che Marzia ama tanto, e lo utilizza come pretesto per dare vita a storie carnali, ridicole, inquietanti, e quasi sempre poetiche.Ad accompagnare i testi, le oniriche illustrazioni dell’artista Giusy Ghioldi.
Lo trovi su Amazon a questo link

 

 

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Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Monologhi dell’Utero – Parte 3

Monologhi dell’Utero – Parte 3 1200 628 Silvia Pedri

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Monologhi dell’Utero – Fuori dal patriarcato!

Il Dott. Freud, il tizio che ho contestato nell’articolo precedente, che ancora ti studia occhieggiandoti dai post su Facebook, esprimeva lo spirito del suo tempo, una Europa tra le due guerre mondiali in cui l’energia maschile, ormai fuori equilibrio, dominava in modo incontrastato e mostrava evidenti segni di degenerazione. Nei primi anni del secolo XX, fu creato il concetto di inconscio per esprimerne le aberrazioni, le pulsioni predatorie distruttive incontrollate.
Eppure preoccupazione di Freud (ma quanto si preoccupava ‘sta gente) era curare l’isteria (dal greco “isteros“, utero), la malattia dell’utero si direbbe, la pazzia del femminile. Sicuramente l’energia femminile era debole e instabile, non poteva essere altrimenti tanto era ignorata. Ma successe che l’energia femminile debole non riusciva a sostenere il mondo che ricadde su se stesso. Il maschile era debole. Implose, esplose. Fiorirono perversioni e droghe. Discriminazioni, prevaricazioni, nonché genocidi. Tutto prerogativa dei soli maschi, ovviamente, la sola umanità del tempo. Freud stesso, per tenersi su, fumò, per tutta la vita, un pacchetto di sigari al giorno e ne fu così dipendente da farsi mangiare vivo dal tumore che gli causarono. Nella parte centrale della sua vita, fece anche uso di cocaina.

Credo fosse una sua pulsione inconscia 😉 mai riconosciuta, un suo desiderio, l’ “invidia del pene” che postulò come istanza psichica nelle donne. Forse la “soluzione definitiva”, tanto per usare un gergo dell’epoca, a cui aspirava era un mondo totalmente maschile, narcisistico e omosessuale, come quello a cui alcuni aspirano oggi. Si iniziò solo a partire da Jung, l’allievo che ribaltò la dottrina del maestro e che il maestro disconobbe e bandì, a supporre che la soluzione fosse nell’integrazione non nel fanatismo, nell’equilibrio non nello squilibrio, nel rispetto non nella violenza. Ci voleva tanto? Ci volevano vite intere sacrificate in nome di un po’ di buon senso? Sì. Ci voleva una Rivoluzione di sentimento di immaginazione di pensiero e di azione che ancora ci sta rimestando dentro. Ancora oggi, un secolo dopo, parte dell’umanità corre disperatamente lungo il binario della disumanizzazione. Il transumanesimo promulga tra i tanti suoi strumenti di progresso (o di tortura?) l’ectogenesi.

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

La parola suona strana ma anche lei affonda le sue radici etimologiche nel greco antico. Le descrivo così non ci dimenticheremo mai più il significato di questa operazione: “ecto” esterno, “genesi” generazione. Eccola. Si tratta di introdurre nell’umanità l’opportunità di generare attraverso strutture meccaniche esterne all’uomo, “uteri” esterni, spersonalizzati, privi di vita. Se ne parla ad esempio qua, al minuto 12: altre ricerche non ne ho fatte, l’argomento era troppo raccapricciante per essere frequentato. L’ “invidia del pene” era una fantasia personale di Freud. Evidentemente gli uomini invidiano l’utero alle donne. Con suprema arroganza, se ne fanno uno loro, a loro uso e consumo. Vogliono togliere il potere alle donne e il potere alla generazione stessa, alla nascita, vogliono togliere vita alla vita, che se ne rendano conto o meno. Evidentemente, come direbbero alcuni sciamani, siamo ancora in un “universo predatorio”, e senza esclusione di colpi.

Gli uomini hanno sempre avuto paura delle donne. Il potere durante il matriarcato era così forte, così completo e autosufficiente, che fu quasi inevitabile gestirlo in modo squilibrato tendendo a negare agli uomini ogni diritto e dignità. In alcune civiltà di amazzoni i maschi era utilizzati, sì “utilizzati”, solo per la riproduzione, era perfino vietato innamorarsene. Le energie si riequilibrarono passando da un disequilibrio all’altro, come spesso avviene nelle prove karmiche, individuali o collettive. E nacque il patriarcato. Ma le donne non smisero di fare paura.

Prima di tutto sono poco comprensibili. Non sono lineari, non sono controllabili. Non sono gestibili. Poi sono troppo tanta roba. Non sono gestibili anche per questo. Sono misteriose, vaste, imprevedibili, hanno accesso a intuizioni, a soluzioni, che gli uomini non riescono neanche a sognare. Le donne sognano, non solo metaforicamente. L’utero è anche un organo di sogno, letteralmente. È uno spazio che si affaccia sull’infinito. È l’unico organo cavo interno al corpo che è aperto all’esterno. È uno spazio, generativo, di infinite possibilità.

Il patriarcato ha tolto ogni potere temporale, di decisione e azione, alle donne. Non si sa mai che avessero troppo a cuore la Vita. Non si sa mai che fossero competitor ingestibili, troppo motivate, troppo in gamba. Si sa che sono “streghe”. 😉

Non solo, ma ha tolto anche ogni potere spirituale al concetto di vuoto. L’ “horror vacui”, l’orrore del vuoto, è un concetto che la critica d’arte usò a proposito dell’epoca barocca, di esuberante ricchezza e ridondanza, a volte sfacciatamente esibizionistica. Cosa doveva dimostrare? Cosa doveva coprire?? Ma tutta la civiltà occidentale si può considerare una frenetica corsa all’imposizione dell’energia maschile, alla prevaricazione. Riempiendo tutti gli spazi. Rendendo frenetica l’attività, l’avidità, togliendo ogni vuoto, ogni respiro, ogni centratura, ogni sentire, ogni possibilità di consapevolezza. Il vuoto fa orrore perché è potere, è Spirito.

Gli sciamani toltechi, America Centrale, dicono che il “Nagual“, lo Spirito, sta negli spazi vuoti. In ciò che non sei e non sai (ancora). Gli Yogi dell’India dicono che l’ “Atman“, lo Spirito, sta nella pausa tra una posizione e l’altra, nella pausa tra un respiro e l’altro.
Le grandi tradizioni mistiche sono femminili. In origine c’è il Vuoto. L’Universo è vuoto riverberante di energia, la Creazione, in ogni tradizione del pianeta Terra, è lunare, luminosa o buia per eccesso di luce, è acque che fluiscono, trame che si intrecciano, consapevolezza, piacere sensoriale e sessuale, potere creativo, un utero insomma. (Vedi “La Donna e l’Amore al Tempo dei Miti” pag. 155 e seguenti)

Le mistiche venerano la Dea. Le religioni venerano il Dio. E cercano di fare finta che la Dea non esiste. Ma… forse una Maddalena, selvaggia, colta e inquieta, pericolosa, fuggita nei boschi francesi, una tipa sempre stata poco raccomandabile del resto. Ma… forse una Maria che ha potere di generazione sì ma non certo grazie al suo utero, chissà da dove gli è entrato e gli è uscito quel figlio emanazione diretta del padre, che col padre è uno, così, proprio pappa e ciccia, come Alberto e Piero Angela, nati uno da una costola dell’altro. Maria non può niente senza il Padre. Neanche dire di no al Padre, Signore suo.

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Le mistiche sono il ricordo del primigenio contatto con Dio. Le religioni sono creazioni umane, di epoca recente, patriarcale.
Gli sciamani toltechi esattamente come gli yogi indiani associano il triangolo con la punta all’ingiù alla struttura energetica femminile. Così “vedono” la donna, così lei è, energeticamente, potenzialmente. La donna più si eleva più è vasta e ricettiva nei confronti dello Spirito, all’infinito. E lo può gestare e partorire.
Il potere della donna si è visto poco perché è stato boicottato dalla Storia. Ma quanto hanno creato, con amore e per amore, quei pochi uteri che non sono stati sfigurati da stupri o anche da semplici condizionamenti, repressioni e contaminazioni di vario tipo!
Hildegarda von Bingen trascorse la vita protetta dalle mura di un monastero e in una delle sue numerose biografie si dice che “fu capace di creare un intero mondo”. Fu filosofa, alchimista, musicista e pioniera della medicina olistica interminabile fonte di ispirazione, ancora oggi, dopo quasi mille anni.

La donna, dicevamo, più si eleva più è vasta e ricettiva nei confronti dello Spirito, all’infinito. Nei confronti dello Spirito e nei confronti di qualsiasi cosa. Sta a lei scegliere. Sta a lei scegliere a che cosa rivolgersi e come e con chi. Sta a lei decidere, contro ogni dubbio e ostacolo, di coltivare il proprio potere personale in una civiltà ancora modellata dai maschi, una società con atteggiamenti maschili, modalità maschili, aspirazioni maschili.

Sta a lei scegliere di non continuare come criceti in gabbia a fare girare la ruota del karma collettivo e individuale da una posizione distruttiva all’altra. Sta a lei scegliere di essere se stessa, pienamente se stessa per il bene e la gioia sua e del mondo: salvaguardare e nutrire la vita. Stare ferma nei propri propositi. Ma astenersi da vendette e prevaricazioni. Rispettare e onorare la vita. Creare mondi e contribuire a creare un universo che non sia predatorio, che sia molto oltre che sia molto altro che sia molto meglio, secondo natura.

Sta a lei assumersi in pieno la responsabilità del proprio potere. E prima di ogni cosa della propria guarigione. E prima di tutto del proprio UTERO.

To be continued. Of course… 😉

LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DELLA SERIE:
Articolo 1: Introduzione. La Questione Femminile sta dentro l’Utero. Utero come organo di relazione. Utero come organo di guarigione. Guarigione per Donne e per Uomini.
Articolo 2: Ricognizione. “Invidia del pene” o “Radiosità creativa”?

Come ti dicevo all’inizio di questo articolo, dalla serie di articoli “Monologhi dell’Utero” nascerà presto un progetto di Alchimia Femminile. Se sei interessata a ricevere news a riguardo, iscriviti alla mia newsletter a questo link e seleziona anche la voce “News di Alchimia Femminile“. Se sei già iscritta, modifica le tue preferenze cliccando su “Update your preferences” in fondo all’ultima newsletter ricevuta e segui le istruzioni.

 

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Monologhi dell’Utero – parte 4

Monologhi dell’Utero – parte 4 1200 628 Silvia Pedri

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Monologhi dell’Utero – Donne contro Uomini

Come, in base alla loro natura biologica ed energetica, uomini e donne sono diversi e complementari (e l’uno al servizio dell’altro).

I genitali esterni li abbiamo anche noi. Qualcuno glielo deve andare a dire al Dott. Freud. Forse non ci aveva mai fatto caso.
Sono meno sporgenti lo so, gli uomini possono andare fieri di averlo più grosso. Le misure contano. Per loro.
I nostri genitali esterni hanno una erezione molto meno delicata e critica. Hanno un orgasmo esplosivo quasi come quello degli uomini. E sono molto più sensibili. Si dice che il clitoride (o la clitoride, in italiano sono ufficialmente valide entrambe le versioni, entrambi i sessi della parola, in rispetto alla sua natura androgina) contenga circa 8.000 terminazioni nervose, circa il doppio rispetto al pene.
E comunque non li abbiamo solo esterni i genitali: la nostra via al piacere si estende fino alla cervice dell’utero. E più è profonda più è potente, più è implosiva più è sconvolgente.
Forse Freud ce li avrebbe invidiati.
E invece a noi i suoi piacciono. Senza invidia e senza rancori, però li apprezziamo.
Sono semplici. Basta strofinarli. Nel modo giusto. Una specie di Lampada di Aladino del desiderio. Difficilmente non provano piacere, difficilmente non provano piacere nel provare piacere. Una donna può anche non provarne affatto o provarne suo malgrado. Il piacere della donna è sfuggente, enigmatico, inafferrabile. Non è un fatto meccanico, non è così semplice.
Sono semplici. Sono diretti. Sono imbarazzanti tanto sono dritti al punto. È proprio un atteggiamento mentale il loro. È così che si fa. È così che si raggiungono i punti, gli obiettivi della vita. L’eleganza è un altro paio di maniche. Bisogna prima arrivarci.
E ci arrivano. La donna ha tutto dentro, ogni consapevolezza, ogni conoscenza è implicita, inconscia. Per questo può permettersi di fare e fare giusto, per istinto. Per questo può permettersi di stare ferma. E non fare un accidenti di niente. E non va da nessuna parte. Se non è motivata dalla forza della vita stessa, dall’urgenza, dall’esaltazione di proteggere o di creare vita, non si applica. L’uomo, all’opposto, deve scoprire e conquistare tutto fuori di sé. Questo è il suo bisogno e il suo piacere. E ci arriverà, passo passo, metodico e costante, almeno fin dove gli è concesso. E poi magari ancora, spinta dopo spinta.

Nel corpo della donna, come in un universo, ci sono migliaia di ovuli. Un solo spermatozoo. Nel corpo della donna, come in un universo, ci sono miliardi di punti sensibili e piacevoli, è un percorso estatico pieno di sorprese e diverso da donna a donna, è tutto una erezione, un inturgidimento, un dischiudersi, uno sbocciare… Un solo organo del piacere per il maschio. Estroflesso, che va dove lo porta il desiderio. Eretto e diretto. Va e non si dà pace finché non trova pace, finché non raggiunge la meta, e la fa sua.
Così nel sesso così nella vita. Va e raggiunge gli obiettivi e non si chiede nulla nel mezzo e meglio non se lo chieda altrimenti perde lo slancio e lo slancio è tutto. Va e vince. Deve vincere. Spinge finché non sfonda. Poi si esaurisce.
Semplice, no? Funziona!

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Il pensiero lineare è comodo, è funzionale, meccanico, focalizzato. Non distratto dalle emozioni. Pensiero ed emozioni due cose sono. Questa nostra civiltà funziona col pensiero. È ancora in gran parte meccanica prima che elettromagnetica.
Non dico che non esistano o non dovrebbero esistere donne astrofisiche o astronaute. Ognuno ha i suoi talenti e le sue predisposizioni. Ma, tipicamente, il pensiero della donna è sfumato e circolare, morbido e inclusivo. È come il suo corpo, come la sua natura.
Non necessariamente è complesso. Può essere complicato. Ammaliante e coinvolgente, intuitivo e geniale. Può essere inafferrabile, per le donne stesse.

La donna insegna all’uomo a sentire, con tutto il cervello, con tutto il corpo possibilmente. Insegna a essere presente nel corpo e nei sensi, essere presente a se stesso e nel mondo, a essere in armonia col mondo circostante e di conseguenza con se stesso. L’uomo può realmente incarnarsi, riposarsi, ritrovarsi, rigenerarsi, riorganizzarsi, grazie a una donna, ritrovare il suo nucleo originario e la sua Via, il suo senso, il suo centro, la sua direzione, la sua motivazione, la sua forza. Un ritorno in utero. L’uomo ritrova il bandolo della matassa del filo di Arianna nel labirinto della vita. Se ha il coraggio di perdersi nell’indefinito, immenso vuoto cosmico racchiuso in una donna.
L’uomo dalla donna impara a sentire e solo sentendo può conoscersi e trasformarsi. La donna è mobile, fluida, liquida, integrata. Ad esempio, ha più collegamenti tra neuroni e più collegamenti tra gli emisferi del cervello rispetto all’uomo. L’uomo può, deve, imparare ad essere più espanso, inclusivo, intuitivo. La donna è tonda, circolare, vorticante, spiraleggiante. La donna si genera, partorisce se stessa ogni mese, lascia andare sangue e pelle. E non fa una piega. Mi ricordo che tanti anni fa riprodussi il mio processo di nascita in un seminario con Dominique Dégranges. Fu talmente intenso che mi portò in uno stato di trance lucida per ore. Al momento di riaprire gli occhi, appena (ri)nata, quando vidi un uomo tra i partecipanti, lo guardai con amore e compassione e dissi che loro soffrivano di più, facevano più fatica.

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Il pensiero lineare è comodo. È pensiero. La vastità dello spazio infinito non è pensiero. È troppo astratto, non è individualizzato. La concretezza della terra non è pensiero. È troppo materialista, non ha respiro. Le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, non sono pensiero, a stento possono essere verbalizzate. La donna deve sentire, per proteggere la vita. È la sua biologia, è la sua costituzione.
La donna crea vita e rinnova la vita. Femminile è questa nuova epoca attuale in cui si percepiscono le energie e si opera con le energie. Si fa arte, ci si trasforma, si studia, si esplora, si guarisce, percependo le energie. Femminile è questa nuova epoca in cui si accolgono persone impazzite e si ridà loro un centro, una nuova consapevolezza, una nuova nascita. Donne sono molti terapeuti, e femminile, di rispetto e accoglienza, deve essere sempre, secondo me, l’atteggiamento di tutti i terapeuti. La donna ha un corpo astrale o emotivo, sviluppato, per natura, più dell’uomo. L’uomo ha un corpo mentale più sviluppato. La donna fa. La donna ispira. L’uomo insegna, va in prima linea, struttura il discorso e parla. Tira fuori il suo Mercurio e articola, tira fuori il suo Marte e insemina, proietta la sua voce nel mondo. Gli insegnanti sono quasi tutti uomini e va bene così. Fate pure. Non siamo invidiose. ;))
Stessa cosa si osserva dal punto di vista dei “chakra” o centri di energia secondo la fisiologia tradizionale indiana. Gli yogi che studiarono le tecniche tantriche di interazione e integrazione sessuale ed energetica tra uomo e donna rilevarono che i chakra da cui la donna emana energia sono il secondo, il quarto e il sesto, l’emozione, il sentimento e il pensiero. Così nutre l’uomo. E sono tutti centri di sensazione. La donna sente. Mica detto che esprima. Esprimere non è scontato, non è immediato. Lei riceve e amplifica. Lei c’è, si espande nel suo esserci, ti coinvolge e ti trascina nel suo esserci.

La biologia sostiene che il corpo della donna contenga molta più acqua di quello dell’uomo. E ogni donna può testimoniare che ha più cellulite del suo uomo. :)) E va bene così. La donna è un essere lunare, i suoi cicli sono in sintonia, o dovrebbero esserlo, con la Luna, la sua natura è fluida, riverberante. Nelle scienze alchemiche e astrologiche, i segni femminili sono quelli di numeri pari e corrispondono tutti ad elementi Acqua e Terra. I due pianeti femminili, la Luna e Venere, dalle cui declinazioni derivano tutti gli archetipi del femminile, sono domiciliati ed esaltati in segni di Acqua o di Terra. (Venere fa eccezione, vedremo poi perché, in quanto è domiciliata non solo in Toro ma anche in Bilancia che è segno d’Aria, ma è comunque signora dell’elemento Terra e la sua domificazione in Toro è più potente rispetto a quella in Bilancia). Terra e Acqua sono entrambi elementi magnetici, attrattivi e ricettivi. Passivi. Sensibili. Concreti.
Il pensiero lineare, focalizzato, astratto, articolato, è comodo, è funzionale. Ma a noi interessa poco. Ve lo lasciamo. Senza invidia e senza rancore. Fate pure, anche per noi.

Però, caro Freud, se mi è permesso averne, un po’ di invidia la conservo e la coltivo. A volte vorrei essere un uomo per godere del corpo femminile con tutto lo smarrimento e la meraviglia che si ha per qualcosa di estraneo e inafferrabile, di magnetico e vibrante, di forte e fragile, di immenso eppure conquistabile, di conquistato eppure continuamente sfuggente. Vorrei essere u uomo per desiderare imparare quel mondo sottile eppure palpabile che solo una Donna mi può insegnare, e per avere il privilegio di esserle di sostegno e di portarla all’estasi come nessun altro può fare.


LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DELLA SERIE:
Articolo 1: Introduzione. La Questione Femminile sta dentro l’Utero. Utero come organo di relazione. Utero come organo di guarigione. Guarigione per Donne e per Uomini.
Articolo 2: Ricognizione. “Invidia del pene” o “Radiosità creativa”?
Articolo 3: Fuori dal patriarcato! Il patriarcato e la sua invidia dell’utero. Come è stato e come non sarà più se l’utero si risveglia al suo reale potere che…

Come ti dicevo all’inizio di questo articolo, dalla serie di articoli “Monologhi dell’Utero” nascerà presto un progetto di Alchimia Femminile. Se sei interessata a ricevere news a riguardo, iscriviti alla mia newsletter a questo link e seleziona anche la voce “News di Alchimia Femminile“. Se sei già iscritta, modifica le tue preferenze cliccando su “Update your preferences” in fondo all’ultima newsletter ricevuta e segui le istruzioni.

 

 

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Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Monologhi dell’Utero – Parte 2

Monologhi dell’Utero – Parte 2 1200 628 Silvia Pedri

Da questa serie di articoli nascerà presto un progetto di Alchimia Femminile. Se sei interessata a ricevere news a riguardo, iscriviti alla mia newsletter a questo link e seleziona anche la voce “News di Alchimia Femminile”. Se sei già iscritta, modifica le tue preferenze cliccando su “Update your preferences” in fondo all’ultima newsletter ricevuta e segui le istruzioni via mail.

 

Monologhi dell’Utero – una ricognizione

 

Un tempo ci si preoccupava.
Racconta Marco Montemagno, nel suo libro “Lavorability“, che nell’800 si era terrorizzati dai treni: alcuni scienziati si mobilitarono per ammonire che la velocità dei treni avrebbe fatto muovere l’utero. I corpi delle donne non erano progettati per andare a cinquanta miglia all’ora e ci si preoccupava che gli uteri delle donne passeggere volassero fuori dai corpi mentre venivano accelerati a quella velocità.
Che cari.
Ci si preoccupava pure troppo.

Sigmund Freud, il creatore della psicanalisi, coniò il concetto dell’ “invidia del pene” preoccupandosi per le inquietudini femminili. Vorrei che qualcuno lo avesse già annunciato ufficialmente. Se nessuno davvero lo ha già fatto, lo faccio io ora. Poche pensate nel corso della storia dell’Umanità sono state più idiote di questa dell’invidia del pene. La Terra genera, la terra è rotonda, la terra è completa. È la linea che ne esce, il fallo, a essere a disagio, a essere esposto, a essere fuori equilibrio, a essere nell’ansia, nella compulsione, di doversi dare da fare per conquistarsi uno spazio, è il pene a essere invidioso.
Qualunque alchimista, qualunque sciamano, qualunque persona che conosce le energie ed è di sesso maschile deve venire a patti con la sua invidia dell’utero.
L’Utero è il luogo, dentro ogni donna, dove la forza e la consapevolezza del pianeta Terra, la nostra briciola di Universo, risiede e risuona, è, di fatto, lo scrigno e il forziere che fa gola a ogni uomo e lo attrae terribilmente e ineluttabilmente.

L’alchimista sa, per intuizione e buonsenso, per studio e per esperienza, che la donna è facilitata nel suo processo evolutivo, e proprio grazie all’utero. Ha il calderone, ha l’alambicco, ha un centro, permanente, di gravità, in cui sentire, in cui raccogliersi, in cui elaborare, in cui trasformare, in cui partorire se stessa.
Lo sciamano sa che la donna, per natura, ha il privilegio di stare ben radicata nella concretezza, nell’energia del nutrimento primordiale, nelle emozioni, nel sentire, nella consapevolezza silenziosa, e allo stesso tempo di stare fuori e dentro lo spazio infinito, la vastità, di godere dentro di sé di uno spazio vuoto che le dà il potere dello Spirito, di trovarsi naturalmente sull’orlo di un Abisso, poterlo tenere dentro, lui e tutti i suoi doni.

L’utero è luogo di generazione, di nutrimento, di consapevolezza, di ideazione, di Sognare, di Creazione.
L’utero è il luogo della trasformazione, che può essere trasformazione fisica (creare nuovi corpi) o spirituale (creare se stessi, creare qualsiasi cosa fuori di sé)
Tutti gli uomini hanno bisogno di un utero e chi non ce l’ha, chi non ha conquistato l’amore di un utero, paga a caro prezzo, con suore e sangue, il suo squilibrio.
L’utero è un luogo di cura, dedizione e gestazione. Ogni donna ha cura di ciò che le sta a cuore. I motivi sono energetici e biologici. La donna custodisce l’amore, la connessione, il nutrimento della coppia e di conseguenza nutre, salvaguarda e gesta anche il suo uomo, in vari modi e con vari rischi, che vedremo…

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri Life Artist

Nel primo post di questa serie (LEGGI QUI) che ha già riscosso un enorme successo, scrissi: “Perché questi argomenti? Perché li amo, perché li voglio. Perché sono preziosi. Perché sono strumenti utili, potenti, semplici, necessari e indispensabili per guarire il rapporto con se stessi e con gli altri e portare Pace, Gioia, Amore nel mondo“.
Aggiungerei: “Perché questi argomenti? Perché ne ho BISOGNO, in quanto donna, che deve salvaguardare se stessa prima di tutto, che deve conoscere, amare e vivere felice, per la gioia sua, condivisa con tutti quelli che ama e che la amano. Perché non ne parla nessuno, non in questo modo. Perché considerare l’utero associato alla maternità, alla procreazione e al parto, è come considerare le mani associate alla cucina e alle mansioni domestiche. Siamo ben più che corpi che generano corpi, sia esseri energetici. Perché con le mani e con l’utero si creano mondi! Perché questi argomenti? Perché sono preziosi. Perché qualunque donna, che sia mamma in atto o solo in potenza, sa che ha dentro il potere della Terra e che il potere della Terra consiste in fiorire e fruttificare. La gioia e la realizzazione personale di ogni donna consiste nel fiorire e fruttificare”.
E questo è possibile farlo solo con amore.

Neil Douglas-Klotz, nella prefazione a “Il Piccolo Libro dell’Amore” di Gibran, la chiama RADIOSITÀ CREATIVA.
Nelle lingue semitiche, arabo, aramaico ed ebraico, che derivano tutte dall’ebraico antico, che deriva dall’egizio, che alcuni sostengono derivare a sua volta dalle lingue atlantidee ma per certo si sa che fu il verbo in cui si espresse il pensiero alchemico originario, la culla dell’esoterismo della civiltà occidentale, del suo contatto mistico e filosofico con Dio, nelle lingue semitiche dicevo, per indicare “amore” si usa anche la parola “rahm” che ha la stessa radice di “utero” e che letteralmente significa “la forza luminosa che si muove dentro” (quest’ultima cosa la dico io, che ho studiato un po’ di ebraico, e me ne assumo la responsabilità). Neil Douglas-Klotz spiega che “rahm” indica un tipo particolare di amore, l’amore cristallino e incondizionato di una madre o di madreTerra, accogliente, compassionevole, compartecipativo.

È l’amore istintivo involontario e magnifico che emana la Luna in Cancro (quest’ultima cosa la dico io, che ho studiato un po’ tanta Astrologia, e me ne assumo la responsabilità, e me la tiro tantissimo :)). La luna in Cancro è la Luna nel suo Domicilio, è il potere delle viscere femminili nel suo stato di massima purezza floridezza e pacificazione. È il potere che hanno ad esempio le persone con la Luna in Cancro di stare bene e fare sentire bene. È la fiducia nel potere supremo della Terra che si sa girerà sempre per il verso giusto perché si sa che fa parte dell’Universo e della sua armonia universale e noi possiamo appoggiarci a Lei, fidarci di Lei, nutrirci di Lei.

Ora io scrivo e sottoscrivo tutto quello che ho scritto. Ma tu hai tutto il diritto di essere perplesso/a e di chiedermi: “Dove è finito tutto questo potere, questa esuberanza creativa, questa felicità amorosa?…”
Prendo adesso con te l’impegno di discuterne nella prossima puntata.

 

LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DELLA SERIE:
Articolo 1: Introduzione – La Questione Femminile sta dentro l’Utero. Utero come organo di relazione. Utero come organo di guarigione. Guarigione per Donne e per Uomini.

Come ti dicevo all’inizio di questo articolo, dalla serie di articoli “Monologhi dell’Utero” nascerà presto un progetto di Alchimia Femminile. Se sei interessata a ricevere news a riguardo, iscriviti alla mia newsletter a questo link e seleziona anche la voce “News di Alchimia Femminile“. Se sei già iscritta, modifica le tue preferenze cliccando su “Update your preferences” in fondo all’ultima newsletter ricevuta e segui le istruzioni.

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In questo articolo discuto di pregi e difetti secondo me del sistema Tantrico.
Ne discuto così bene che l’articolo ha meritato la censura, non ho potuto promuoverlo su Facebook. Leggi: “C’è un virus nel sistema tantrico?”

 

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Monologhi dell'utero - Silvia Pedri

Monologhi dell’Utero

Monologhi dell’Utero 1200 628 Silvia Pedri

Perché io?
Perché questo?
Perché tu?

Sono ancora molto molto inesperta circa la mia sessualità ma non ho fretta, non è un problema. Però sono erotica. So prendermi cura di me come individuo a 360 gradi. La mia ambizione, necessità e direzione è realizzarmi come individuo, e contemporaneamente la cosa che mi sta più a cuore è realizzare la coppia. Studio e sperimento le energie invisibili da una vita e ne ho consapevolezza. Sono molto sensibile, intensa e delicata. E non ho niente da perdere. Per tutte queste caratteristiche… sono la persona ideale per trattare questi argomenti.
Perché questi argomenti? Perché li amo, perché li voglio. Perché sono preziosi. Perché sono strumenti utili, potenti, semplici, necessari e indispensabili per guarire il rapporto con se stessi e con gli altri e portare Pace, Gioia, Amore nel mondo.
Silvia

Monologhi dell’Utero – una introduzione

In Italia, per anni, in teatro, hanno spopolato i Monologhi della Vagina. Fare parlare la vagina è come fare parlare il medico estetico di Belen, quello che le fa le punturine di acido ialuronico e collagene per intenderci. La parte esterna è interessante. Ma come spesso accade, quella interna di più.
Siamo una società di superficie. Per questo restiamo impigliati nelle tele di ragno delle trappole energetiche. Non le vediamo, non le conosciamo, non le pratichiamo. Una società di superficie è destinata a implodere, appassire e decomporsi come le superfici levigate delle nostre effimere stelle, fatte in serie con gli stampini di Instagram. Tutto ciò che non ha vita è destinato a decomporsi, tutto ciò che, inconsapevolmente, consuma vita e perde vita, appassisce.

Le femministe hanno capito e proclamato e agito che le Donne sono di più del loro grande cuore. Chi cerca di rientrare in stereotipi uterini di dolcezza rischia di starci così stretto da schizzarne via per ritrovarsi “desperate housewife”, fare “sex in the city” o diventare “Maleficent”, eroina cattiva, fiera, ribelle, feroce. Da quando, negli anni ’80, Maria Ciccone ha assunto il nome di Madonna e cantato Papà non rimproverarmi… Dio non è morto ma ha iniziato a non sentirsi più troppo bene. Oggi, il Dio del patriarcato sta agonizzando tra danze di sabba delle nuove, questa volta, giustamente, invincibili, streghe.
Donna Crea.
Donna Distrugge.
Donna può custodire, trasformare, ribaltare la Vita, può tutto: ha l’utero!

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri

Che ognuno sia libero di essere come vuole essere!
Che ognuno si ponga il problema di chi è e di che cosa vuole essere.
A volte sembra che siamo tutti travolti come fiamme al vento da correnti gelide e roventi di paura e rabbia. Maschi e Femmine. Uguali.
Opporsi ai condizionamenti non deve voler dire cadere schiavi di nuovi condizionamenti. Cercare la pace non significa ubriacarsi di lotta, di vino e sangue, accecarsi da nuovi condizionamenti e incastrarsi in nuove posizioni. Nuove posizioni di dolore. Non sta lì la Bellezza, la Gioia di vivere, l’equilibrio, il piacere, la Libertà, la realizzazione personale. Non sta lì la strada per il Nuovo Mondo.
La strada è riprendere il proprio potere. La strada è, per la prima volta nella storia dell’Umanità, esplorarlo e cercare di conoscerlo, farne esperienza, fuori dai dogmi prescrizioni e divieti.

Le Donne sono più del loro grande cuore. Sono più anche del loro grande sesso. Sicuramente sono più della loro vagina che è la parte esterna e superficiale del loro sesso. C’è tutto un mondo intorno. E c’è tutto un mondo dentro. Di tutto questo mondo, si inizia oggi, molto timidamente, a parlare. Poche terapeute americane inglesi e australiane, poche maestre di tantra o di taoismo. Poche nel mondo. È una conoscenza alla portata di tutti, persino con corsi on line per le più coraggiose, ma è una conoscenza di nicchia, così pericolosa e preziosa che, in Italia, viene bloccata dalla censura. Per mia esperienza personale, posso dire che Facebook rifiuta di promuovere i miei post con “contenuti per adulti” dove parlo di tantra come esempio di conciliazione maschile e femminile.

Monologhi dell'Utero - Silvia Pedri

Le Donne hanno una conformazione biologica ed energetica molto precisa e potente. È stata una delle ossessioni degli sciamani toltechi. I libri di Castaneda sono pieni di divieti sessuali sia per uomini sia per donne. Se vuoi fare cose, hai bisogno di energia. Se vuoi energia, devi risparmiarla, capitalizzarla, investirla. (avidità da alta finanza in salsa messicana) Vietate compromissioni! Come è finita? È finita che gli antichi sciamani toltechi sono stati divorati dai loro stessi divieti, dal loro egoismo, dalla loro rigidità, dalla loro concentrazione su se stessi che ha reso la loro energia una prigione. La loro via per il potere non fu una via per la libertà. Non fu, in ultima analisi, una via evolutiva. Mancava di cuore. Mancava della saggezza e della leggerezza, della agilità, che hanno acquisito le generazioni successive, della loro capacità di vivere nella realtà, con umiltà, senza estremismi, godendo di ogni momento di realtà.

(Dopo tutto se gli yogi tantrici indiani, che non sono dei fessi e sono ambiziosi almeno quanto lo erano i toltechi, hanno, all’opposto dei toltechi, utilizzato per millenni una via sessuale come strumento evolutivo, di pienezza, di libertà nonché di liberazione, liberazione dalla ruota delle rinascite, trasformazione e liberazione assolute quindi, un modo per relazionarsi c’è.)

La conoscenza degli antichi sciamani non è perduta e non va perduta. Le dinamiche energetiche delle relazioni di scambio, collaborazione, affetto, amore o sesso tra le persone devono essere oggetto di grande attenzione.

Questo è il momento cosmico chiave, in cui si giocano i salti evolutivi dell’Umanità, ed è evidente che non si evolve da soli. Serve più amore, serve più energia. Altrimenti non ce la possiamo fare. Non solo l’Umanità fallisce. Anche ciascuno di noi fallisce il proprio scopo esistenziale o per lo meno fallisce la propria ricerca di pace e integrità. Non c’è integrità senza scambio, senza compromissione. E’ un paradosso che richiede lucidità e coraggio…

Serve la sensibilità e la consapevolezza dell’energia, per sapersi muovere, in modo corretto e felice, in questo mondo sempre più pieno di tranelli, sempre più divorante…

Le Donne possono guarire il Mondo, amando se stesse e amando gli uomini, grazie al potere insito nella loro stessa natura. Questo è il momento, sempre più urgente, per imparare a conoscere il loro potere…

Seguimi e ti renderò partecipe dei miei studi e delle mie esperienze.

 

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In questo articolo discuto di pregi e difetti secondo me del sistema Tantrico. Ne discuto così bene che l’articolo ha meritato la censura, non ho potuto promuoverlo su Facebook. Leggi:
“C’è un virus nel sistema tantrico?”

 

 

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L’Arte di Sognare Reale: Monika Hricko

L’Arte di Sognare Reale: Monika Hricko 960 540 Silvia Pedri

Lei il colore lo cavalca, “cavalca la tigre”, come si dice nella tradizione tantrica, dipinge la natura selvaggia e urbana che lei è, trasmette questa energia fresca e intensa a chiunque voglia…

Le donne che ospito in questo ciclo insegnano l’arte di Sognare Reale.
Sono donne comuni e sono anche donne speciali. Hanno un sorriso e uno sguardo limpidi e radiosi. Sono fuori dagli schemi ma non fuori dal mondo. Sono felicemente integrate nel loro mondo. Sono fuori dal vecchio mondo. Sono se stesse. Audacemente, consapevolmente.
Nel loro piccolo, sono donne che incarnano il mio ideale di rivoluzione femminile. Si sono formate, con amore e dedizione, da sole e alle migliori scuole, e poi fanno quello che gli pare come gli pare, e ci riescono. Hanno avuto coraggio. O forse erano troppo più grandi dei piccoli schemi di oggi e dovevano per forza trovare il modo.
Come tutte le Donne, sono canalizzatori e trasformatori di luce, colore e ispirazione, di emozioni e spiritualità.
Sono individui autonomi ma niente affatto solitari (e non necessariamente autosufficienti in tutto). Hanno radici che affondano nella terra. Ma anche si estendono ed espandono in lungo e in largo nello spazio…
Personalmente le ringrazio di essere quello che sono e di avere collaborato con me.
Grazie a Silvia e Cinzia, già intervistate nel primo appuntamento di questa rubrica, e a Francesca Lilith Miceli, protagonista di novembre.

L'Arte di Sognare Reale - Intervista a Monika Hricko

Monika Hricko, protagonista di questo appuntamento

Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?
Sono una donna con gli occhi da sempre rivolti verso l’orizzonte. Cos’è possibile? E dov’è? E come posso arrivarci? Il Sogno che sto realizzando è semplicemente quello di vivere la mia vita nel modo più autentico possibile. Attraverso il mio esprimermi come un’artista, ma non solo. Attraverso il mio gestire, insieme a mio marito, la nostra piccola azienda agricola, ma non solo. Il mio Sogno è la mia vita tutta intera. Anche nelle cose più banali. Ogni giorno cerco di camminare nella direzione di ciò che sta nel mio cuore.

Attraverso quali magie hai costruito concretamente il tuo Sogno?
Attraverso il cercare di tornare alle mie radici e nel capire che la mia bambina interiore è in realtà una saggia che bisogna sempre ascoltare.

Come lui ha costruito te?
Il mio Sogno mi ricorda sempre quello che per me è davvero importante. Mi ha raffinato. Nel seguirlo, non ho tempo per le cavolate.

Come è nato?
È nato dal caos assoluto: ho dovuto perdermi prima di riuscire a trovarmi.

Come è evoluto?
Si è evoluto piano piano. Una piccola rivelazione dopo l’altra. All’inizio mi faceva paura stare sulla base di una grande montagna. Avevo tanti dubbi (ce la farò mai arrivare lassù in cima?). Ora che sto camminando sul mio sentiero, non ho più paura di non giungere in vetta. Anzi, una parte di me spera di non arrivarci mai. Il bello sta nel camminare.

È sempre stato uguale a se stesso? È sempre stato uguale a te?
No, non credo. O forse sì. Chi sono io per cercare di capirlo? Il bello sta nel suo essere un po’ un mistero. Credo di aver sempre avuto il desiderio di esprimermi attraverso l’arte. Ci volevano solo un po’ di anni per avere il coraggio di riuscire ad ammetterlo a me stessa. Non ho mai voluto essere una contadina, una pastora delle capre…ma eccomi qua, follemente innamorata anche di quello.

Che Senso ha? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
Non ha nessun senso. Ci sono troppe cose già nel mondo che “hanno senso”, che seguono una ragione definita. Il senso sta nel suo non avere senso. È un semplice esprimere, un giocare, un “lo faccio perché mi piace e basta”. Questo è il motto che cerco di seguire nella mia vita, non solo nella mia arte. Me l’ha insegnato mio marito, che l’ha imparato dalle sue capre. Non è un sentiero facile, ma seguire la lingua mi porta sempre nei posti più belli e sorprendenti, dove non sarei mai riuscita ad arrivare seguendo solo ciò che ha senso.

L'Arte di Sognare Reale - Intervista a Monika Hricko

Quale è l’aspetto al quale non hai mai potuto/voluto rinunciare, sul quale fin dall’inizio non transigevi e che ti ha sempre caratterizzato?
L’essere testona abbastanza per inseguire ciò che vedo solo io.

Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
Mi ha sorpreso la mia capacità di essere spietata. Di dire di no alle cose che non servivano, che mi creavano solo ostacoli inutili in un percorso che era già difficile nel suo.

Quale è la dote che ha salvato la vita a te?
La pazzia che mi ha portato a cercare di salvare un capriolo con le corna incastrate in una rete. (Chi mi conosce, capirà. Chi non mi conosce la può prendere come metafora.)

Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
La stessa..

Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
Credo ognuno deve scoprirlo da solo, credo sia parte del gioco. Ma se posso dare un consiglio…il tuo Sogno non sta mai distante da te. È molto, molto più vicino di quello che ti immagini. A volte, basta guardarsi dentro.

Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
Dedicandosi al 100%. Inseguire i Sogni non è qualcosa per chi fa le cose a metà.

E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo?
Non si può sempre andare d’accordo col proprio Sogno. A volte ci si litiga. A volte io voglio stare seduta e tranquilla e Lui, pieno d’entusiasmo come un bambino, vuole andare avanti e vedere cosa c’è di la dopo quella cresta. Ogni tanto mi lascio convincere e Lo seguo. A volte mi aspetta. La nostra vita insieme è bella perché colorata…


Per informazioni:
Pagina Facebook: Monika Hricko Art
Instagram: @monikahricko.art

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Arte di Sognare Reale - Intervista a Francesca Lilith Miceli

L’Arte di Sognare Reale: Francesca Lilith Miceli

L’Arte di Sognare Reale: Francesca Lilith Miceli 1189 663 Silvia Pedri

Lei dal colore si lascia attraversare: lo rappresenta col corpo e con le mani, lo condivide con tante altre donne che come lei vogliono continuare a crescere sperimentando e sperimentandosi…

Le donne che ospito in questo ciclo insegnano l’arte di Sognare Reale.
Sono donne comuni e sono anche donne speciali. Hanno un sorriso e uno sguardo limpidi e radiosi. Sono fuori dagli schemi ma non fuori dal mondo. Sono felicemente integrate nel loro mondo. Sono fuori dal vecchio mondo. Sono se stesse. Audacemente, consapevolmente.
Nel loro piccolo, sono donne che incarnano il mio ideale di rivoluzione femminile. Si sono formate, con amore e dedizione, da sole e alle migliori scuole, e poi fanno quello che gli pare come gli pare, e ci riescono. Hanno avuto coraggio. O forse erano troppo più grandi dei piccoli schemi di oggi e dovevano per forza trovare il modo.
Come tutte le Donne, sono canalizzatori e trasformatori di luce, colore e ispirazione, di emozioni e spiritualità.
Sono individui autonomi ma niente affatto solitari (e non necessariamente autosufficienti in tutto). Hanno radici che affondano nella terra. Ma anche si estendono ed espandono in lungo e in largo nello spazio…
Personalmente le ringrazio di essere quello che sono e di avere collaborato con me.
Grazie a Silvia e Cinzia, già intervistate nel primo appuntamento di questa rubrica, e a Monika, protagonista del prossimo appuntamento.

Arte di Sognare Reale - Intervista a Francesca Lilith Miceli

Francesca Lilith Miceli – Protagonista di questa intervista

Riusciresti a definire – la Donna che sei e – il Sogno che stai realizzando?
Sono una donna dalle mille sfaccettature e dai mille interessi creativi. Un fuoco proteso verso l’alto che arde, ora piuttosto composto, e si alimenta con i propri sogni. Creo spettacoli multimediali unendo le mie passioni per la danza, il colore e i riti antichi utilizzando i miei quadri, le foto e le coreografie che sorgono spontanee durante il lavoro con la Compagnia Il mondo di Lilith, che ho creato e dirigo da 15 anni. Sono anche una naturopata ad indirizzo psicosomatico oltre che consulente ed insegnante Aura-soma®. Unisco il mio essere “curativo” a quello artistico stimolando crescita ed evoluzione.

Attraverso quali magie hai costruito concretamente il tuo Sogno?
La magia più grande è senz’altro quella, tutt’altro che facile, di riuscire a mettere a tacere la mia mente piuttosto scientifica, e abbandonarmi completamente al flusso creativo. L’altra è la capacità di creare “comunione” perché ascolto con tutta me stessa le esigenze delle persone che a me si rivolgono nei corsi e nelle consulenze e creo armonia e sintonia tra tutti. Sono una fonte continua di ispirazione.

Come lui ha costruito te?
Incessantemente, facendomi abbandonare la mia carriera per seguirlo. E’ stato piuttosto imperativo.

Come è nato? 

Nel 1990 dopo una profonda crisi esistenziale. Ho sentito che dovevo danzare e occuparmi della mia arte. Mi sono licenziata e ho ricominciato.

Come è evoluto?
All’arte ho sempre affiancato anche la ricerca spirituale e psicologica. Mi sono iscritta mentre danzavo e dipingevo ad un corso di medicina sacra e olistica, poi ho concluso il percorso Aura-soma e ultimamente il triennio di naturopatia ad indirizzo psicosomatico e un master in kinesiologia. Nelle vibrazioni del colore e nel corpo che danza io vedo la possibilità di quella trasformazione alchemica, che mi ha portata a creare nel 2004 Cromodanza®. Direi che è diventato il modo di conciliare le mie due parti. La scienza in realtà è fonte di ispirazione per l’arte e viceversa.

È sempre stato uguale a se stesso? È sempre stato uguale a te?

Il sogno è diventato sempre più chiaro e andando avanti si è evoluto, ogni tanto andiamo di pari passo, ma talvolta no: io sto indietro e lui mi sprona.

Che Senso ha? Che cosa porta a te e a chi ne usufruisce? Quale moto del cuore soddisfa?
Poter far vedere quello che fai, mostrarlo al pubblico è una grande soddisfazione ed una gioia. Vedere le donne indossare miei abiti, miei disegni, vedere i miei quadri appesi alle pareti è una grande gioia. Talvolta ho la netta sensazione che siano più “terapeutici” del mio lavoro come naturopata e consulente ed insegnante Aura-soma®.
Quanto ” cura ” il mondo portare sul palco donne di tutte le età, di tutte le ” taglie” e di diverso talento creando quell’attimo che rende tutto perfetto così com’è? Molto.
Un altro aspetto fondamentale del mio lavoro: non c’è una netta linea di demarcazione tra l’aspetto di cura e quello artistico. Sapere che non stai solo “facendo “uno spettacolo ma che stai trasmettendo un tuo messaggio di pace e speranza per la Terra è una grazia per me. Io spero sempre che il mio lavoro porti gioia, che ispiri e porti evoluzione nelle coscienze.

Quale è l’aspetto al quale non hai mai potuto/voluto rinunciare, sul quale fin dall’inizio non transigevi e che ti ha sempre caratterizzato?

Creare, creare sempre, anche se qualche volta ho dovuto sovvenzionare degli spettacoli spendendo tutto quello che avevo guadagnato con la danza. Non mi sono mai interessate le cose materiali ma ho sempre investito e lottato per poter dare vita alla mia arte.

Arte di Sognare Reale - Intervista a Francesca Lilith Miceli

Quale è, all’opposto, l’aspetto che ti ha sorpreso?
Più lasci andare il controllo sul tuo sogno più lui prende vita propria e ti indica la strada giusta, soprattutto ti mostra chiaramente cosa non fa più per te. Il sogno è piuttosto invadente: pervade tutta la tua vita.

Quale è la dote che ha salvato la vita a te?
La mia spiritualità, cioè non so se definirla una dote: è qualcosa di interiore che non mi è mai mancato, neanche nei momenti più bui. Ho perso una nipotina per un tumore al cervello e vissuto molte esperienze pesanti, ma mi sono sempre sentita protetta, ispirata e nutrita dall’alto. Sento di aver vissuto molte vite, chiudo gli occhi e sono in un mondo di assoluta pace. Sono molto legata a questa piccola donna che si ispira tenendo gli occhi chiusi in silenzio per non farsi prendere dalle cose del mondo. Mi rende leggera ma nello stesso tempo infinita.

Quale è la dote che ha salvato la vita al tuo Sogno?
La temperanza: riuscire a camminare la dorata via di mezzo, rimanendo fedele a me stessa. La spontaneità: essere sempre me stessa , senza faticose costruzioni.

Come si fa a riconoscere quale è il nostro Sogno?
Una questione di vibrazione e sintonizzazione: il sogno vero è quello della tua anima. Quello più mentale fa poca strada

Come si fa ad amarlo, rispettarlo e onorarlo, finché morte non ci separi da Lui?
Amando quella parte di te che continua a crederci anche nelle avversità, anche se non c’è sempre pubblico agli spettacoli, anche se non sempre i quadri si vendono, ma tu, quando li hai fatti eri presente con tutta te stessa. Non credo ormai più che la grandezza o giustezza di un sogno si misuri solo dal suo successo in termini economici ma piuttosto da quanto sei riuscita a trasformare e illuminare la vita di chi ti sta accanto e di chi ti segue nel tuo cammino: da quanto tu ti senti realizzata.

E soprattutto come si fa ad andarci sempre d’accordo?
Lasciandosi andare al flusso creativo senza alimentare la tua parte che tenderebbe a boicottarlo ad ogni delusione.

Per info: www.ilmondodililith.it

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Anti Femminismo Consapevole - Silvia Pedri

Sei perfetta? (Per un anti-femminismo consapevole)

Sei perfetta? (Per un anti-femminismo consapevole) 1000 683 Silvia Pedri

“Se i maschilisti e le maschiliste ci vogliono intimidire con gli insulti, perché siamo donne forti e usiamo bene il cervello, noi rispondiamo con un aumento delle nostre forze e competenze. Saremo sempre più unite, più forti e più competenti. Più hai paura di qualcosa, più quel qualcosa ne verrà nutrito e ti annienterà e loro hanno paura di noi.”
(M.C.)

E noi le annienteremo. Amen.
=D
Riconosco che a volte alle donne dà di volta il cervello. Questa citazione è un post che ho letto di recente nel profilo Facebook di una mia amica, donna di squisita sensibilità e intelligenza ma evidentemente affetta dalla malattia mentale degli –ismi.

Si è complici di ciò che ci opprime, schiavi di ciò a cui si oppone.
(Se non ci credi, studia la Sistemica di Hellinger, la più lampante dimostrazione psicologica e sociale di queste dinamiche)
Non si fa la guerra per la pace.
Non si è maschilisti né maschiliste né femministe.
Ma soprattutto non si risponde alle armi con le medesime armi.

La mia amica, in queste sue affermazioni, tratta della donna allo stesso modo in cui la raffigurerebbe un uomo o meglio un maschio o meglio un maschilista. La guarda e la vede dal punto di vista maschile. Lo fa per abitudine, per contagio del patriarcato, “patriarcato” questa bestia onnipervasiva come è intesa oggi. 
La mia amica, lei che è così sensibile, arguta e acuta, ispirata e creativa, artista, poeta e umorista, una vera ispiratrice, e moglie e madre, insomma una vera Donna, proprio lei mostra di avere valori maschili: intelligenza, competenza e forza. 
E soffre. Perde, o vince, “in trasferta” (adesso un linguaggio maschile me lo concedo anche io ;)).
E non si fa. Non sono d’accordo. La donna deve essere al corrente della sua diversità ed esserne fiera. Deve valorizzare la sua natura, deve avere la consapevolezza, la volontà e il coraggio di celebrarla, a dispetto di qualsiasi condizionamento. Deve perdere o vincere in casa. (ehi, non nel senso di “tra le mura domestiche”, “regina del focolare”! ;))
La Rivoluzione non si fa giocando nel campo del nemico con le regole del nemico. 
La donna non è più-donna con le palle, non è più-realizzata se è testosteronica come un uomo. “Stronza come un uomo” scriveva in una sua canzone Roberto Vecchioni, persona di squisita sensibilità e penna appuntita. 

Anti-femminismo consapevole - Silvia Pedri Life Artist

La donna può tutto ed è tutto e niente le deve essere negato a causa di prevenzioni e preconcetti mentali legati a questioni di genere. È suo diritto essere ciò che vuole, essere ciò che è. E ogni essere umano è diverso dall’altro ed è un individuo a se stante. È suo diritto e suo urgente dovere, per il bene dell’umanità, fiorire nel suo pieno e libero splendore.
Esistono donne con un mentale focalizzato, logico e razionale, astratto e meccanicistico, come quello di un uomo. Ma sono eccezioni.
Tipica della donna è un’altra modalità di essere intelligente: vasta, relazionale, creativa, empatica, con maggiore partecipazione dell’emisfero destro e con maggiore connessione tra tutte le parti del cervello. Non esistono giudizi di valore possibili. A volte è funzionale e utile una intelligenza di stampo maschile, a volte è vincente una intelligenza di tipo femminile. In una società di tipo maschile come la nostra, siamo più abituati ad apprezzare e a trovare funzionale una intelligenza di tipo maschile.
La donna sa adattarsi, è uno dei suoi talenti, insieme alla motivazione e alla determinazione. Sa essere “intelligente come un uomo” alla maniera di un uomo. Sa essere anche forte, aggressiva, testosteronica come un uomo. Sa essere stronza come un uomo. Sa vincere come un uomo in un mondo di uomini. Sa essere lupo in un mondo di lupi, fare carriera… E schiattare esattamente come un uomo. Ma molto peggio di un uomo. In modo molto più triste, rovinoso, doloroso, e deleterio per tutti. Sa vincere. E avrà perso se stessa. Avrà perso la propria salute e i propri sogni, la propria bellezza e potenza interiori, la propria forza, e la propria vita. Avrà perso tutto.

A una società maschile come la nostra, individualista e arrivista, dove i manager muoiono di infarto come una macchina da corsa che va a mille ma non sa dove né perché e finisce con lo schiantarsi, c’è bisogno di donne. Donne donne. Donne che incarnano ideali, valori, intelligenza, potenza e modi di fare femminili.
Le donne che umiliano e forzano la loro natura si consumano.
Questa società ha bisogno di essere rigenerata.
Niente e nessuno ha più potere di generazione, di visione e di creatività, di una Donna.

La donna deve avere il coraggio di desiderare di vincere (solo) a modo suo, portare il nuovo non trionfare nel vecchio.
Che ce ne facciamo di vino nuovo in otri vecchie? diceva Gesù. 
(E Gesù affidò tutta la sua eredità spirituale nelle mani di una donna, Maria Maddalena sua compagna, che sparse il seme del suo insegnamento in Francia. Un uomo, San Paolo, fondò, testosteronicamente di sua iniziativa, un impero temporale, la “chiesa”, la sua di San Paolo “comunità”.)

Anti Femminismo Consapevole - Silvia Pedri

No, mia cara amica che scrivi, da femminista umiliata e offesa, accorata, da donna per tutte le donne, in nome di ogni donna offesa e in cerca di riscatto, no, non sono d’accordo con te: non devi e non devo dimostrare niente a nessuno. Non devo dimostrare agli uomini di essere intelligente e forte quanto loro né tanto meno come loro.
Non devo dimostrare, devo fare molto di più: devo essere. Voglio essere.
Non devo essere migliore, più competente e perfetta di quanto lo sia mai stata, di quanto chiunque, uomo o donna, sia o sia mai stato. Non devo forzarmi e sforzarmi e farmi venire un infarto come un uomo. 
Non devo gridare per farmi sentire, semplicemente per fare vedere che esisto. È un modello da cambiare questo. E lo cambiamo, da ora, ognuna di noi, sentendoci, da ora, perfette così come siamo, perché siamo così e possiamo essere sempre più perfette solo essendo sempre più noi stesse e godendo, in ogni momento, del nostro peculiare e personale modo di essere. Né meglio né peggio di nessuno. Bello e perfetto così com’è.
Chi non ci vede non sa quello che si perde e noi non sappiamo quanto ci guadagniamo a risparmiarci la sua compagnia. 
Non devo battere nessuno sul terreno di nessuno. Non mi faccio ingannare, uncinare e tirare dentro in stupidi giochi. Non mi faccio mettere in discussione. Non competo come un uomo. Non è il mio mestiere né il mio piacere competere, combattere e rivaleggiare. Se permetti, sono più intelligente di così.

Parli di “mettergli paura”, a maschilisti e maschiliste, alle persone che non credono in noi, con la nostra competenza.
La mia competenza mi basta ed avanza. Non devo essere più di quello che sono, né io, né tu, né qualunque uomo deve esserlo. La mia autorevolezza, che coltivo con amore e dedizione, la decido io, come qualunque donna, come qualunque uomo.
Non devo essere perfetta. Non posso essere perfetta. Non voglio essere perfetta.
Non vinceremo essendo perfette, più perfette. Nessuno è perfetto.
Non devo alzarmi sulle punte dei piedi per essere altezza.
(Ma all’altezza di chi e di cosa??)
Cammino con il mio passo, la mia andatura, il mio stile, il piacere che mi procura la mia personale esplorazione del mondo. E vado ovunque.

“Risplendere sempre, risplendere ovunque,
sino al fondo degli ultimi giorni,
risplendere e nient’altro!
 Ecco la parola d’ordine mia –
 e del sole!”

Vladimir Majakovskij, uno dei massimi esponenti della poesia russa del ventesimo secolo

“Noi donne dobbiamo andare oltre il concetto di perfezione, spesso inibitorio. Ne ho parlato anche a una delle nostre Breakfast@Linklaters – aggiunge – . Dobbiamo credere di più in noi stesse. I maschi non hanno questo problema. Sono stupendi ma questo non l’hanno. E’ provato che per una job application, un maschio è positivo nelle risposte, fiducioso. La donna inizia a dirsi: mah, l’inglese proficiency non l’ho fatto, questo no, questo neppure”. E la donna italiana? “Per noi entra in gioco la famiglia. Non sei mai una mamma che va bene, quindi hai i sensi di colpa. Ma non riesci neppure a dedicarti al lavoro in modo completo, e allora non va bene neppure questo”
Claudia Parzani, l’unica italiana ad essere stata inclusa da HERoes e Yahoo Finance fra le 100 Women Role Model 2019, la classifica delle donne che stanno facendo la differenza nel mondo in tema di inclusione di genere nelle professioni.) 
Citazione tratta da Forbes.it 

 

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Ipnomeditazione “Coltiva l’Abbondanza”
Un’esclusiva meditazione in mp3 da ascoltare ogni giorno per 21 giorni. Ti aiuterà ad arare e coltivare il terreno interiore per renderlo, da subito, fertile per tutti i tipi di abbondanza che desideri: materiale, spirituale, creativa, professionale e relazionale.



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