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Quando il Successo è maturo

Quando il Successo è maturo 1003 537 Silvia Pedri

Quando il frutto è maturo…

If you can dream it you can do it
Walt Disney

Il successo si ha quando non te ne importa più, quando hai già imparato come si fa. “Massì! Ho capito…” Se riesci a vederlo nell’immaginazione, tutto quello che si immagina lo si può fare e lo si farà. Ciò che senti è ciò che SEI. È la promessa che hai fatto alla tua Anima e che la tua Anima ha fatto a te.

 

tartaruga e freesbe vita

“Non c’è nulla da temere. Ogni seme sa come diventare albero.”
Jorge Bucay

Ma QUANDO? È quando non ti interessa più che accada, perché significa che l’hai già dentro di te, l’hai già realizzato a livello energetico, maturato, prodotto e digerito.
No, non è consentito nessun attaccamento al risultato. Quando gli impedimenti interiori sono svaniti, la via si apre facile e scorrevole.

Nel Vangelo apocrifo di Tommaso i discepoli chiedono a Gesù:
QUANDO arriverà il Regno?”
“Non verrà se lo aspettate. Il Regno del Padre è diffuso su tutta la terra, e gli uomini non lo vedono.”

Altrove si legge: “Il Regno è dentro e fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi comprenderete di essere voi i figli del Padre.”

Il “Regno” si costruisce a partire dall’alchimia interiore, è lo stato di integrazione tra il sé inferiore o personalità e il Sé Superiore, o Anima. Il Regno è fuori di noi solo in quanto dentro di noi, solo se siamo pronti ad esserlo.

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Come trovare al più presto il tuo posto vero?
Senza affrettarti.

Chi si affretta si avvicina alla morte in avanti.
Chi ritarda si avvicina alla morte all’indietro.
Fra le due cose: l’eternità.
Chi agisce a tempo ignora la morte.

[Tratto da G. Mallasz, Dialoghi con l’angelo]

La via è quella di fare senza fare. Fare senza un io che si affanni nella preoccupazione di raggiungere qualcosa, fuori di noi. Noi è ciò che vorremmo raggiungere. Noi è ciò che vorremmo diventare. Noi è ciò che vorremmo realizzare. Siamo tutt’uno. Preoccupiamoci di essere noi stessi!

Il nostro destino è scritto nei nostri talenti e nei nostri desideri, dentro di noi.
Conosci, rispetta e onora ciò che sei! Ama, fai quello che ami. E non temere altro.

 

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Fai un solo passo verso il Sé e il Sé farà due passi verso di te.”
Advaita Vedanta

 

La via per ricevere ciò che desideri è semplicemente sapere ciò che vuoi e sapere di essere degno di riceverlo e sapere che lo riceverai.
Amarsi significa fare tabula rasa per ricominciare da capo: eliminare il senso di colpa, perdonarsi per il male che abbiamo fatto, per il male che ci siamo fatti e per quello che ci siamo lasciati fare.
Il passato serve per essere capito, sentito, elaborato, e poi dimenticato.
Per essere liberi come appena nati o nati di nuovo.

Quando avrai energia sufficiente la tua memoria funzionerà benissimo.
dice Don Juan a Carlos Castaneda in “L’arte di sognare”.

Quello che puoi immaginare, quello che sai, potrai essere. Tutto ciò che sai puoi diventarlo. Conoscenza è energia, conoscenza è potere. Ma… Se il tuo livello di energia non è pari all’importanza di quel che sai potrai ben dire addio alla tua conoscenza: non riuscirai mai ad accedervi. L’energia tende ad essere cumulativa: se segui impeccabilmente la via del guerriero, giungerà il momento in cui la tua memoria si aprirà. Sii impeccabile.
Essere impeccabile significa mettere in riga la tua vita per sostenere le tue decisioni e poi fare molto di più del tuo meglio per mettere in atto quelle decisioni.

Rabbi Pinhas soleva dire “Ciò a cui si corre dietro non lo si ottiene; ma ciò che si lascia venire ci vola incontro. Apri la pancia a un grosso pesce e troverai i pesciolini con la testa all’ingiù.”
(M. Buber, I Racconti dei Hassidim)

Se ti preoccupi di non aver ricevuto abbastanza è perché non ti sei ancora concesso di renderti conto dei beni che hai e del Bene che sei, dello straordinario potere rivoluzionario che hai…

Fai spazio nel cuore per le cose che devono arrivare e stanno arrivando. Scopri con me come!

Crescere nel cambiamento

Crescere nel cambiamento 955 604 Silvia Pedri

Sono qui per te. Sono qui per sostenerti nella tua crescita.

In Amore. In Libertà.

Che in ogni persona il quoziente di felicità cresca, progressivamente, e si stabilizzi sui massimi livelli è mia intenzione. Che le persone cambino non è mia intenzione.

Non sono io a decidere dove dovrebbero cambiare. Solo loro sanno che cosa è giusto per loro, solo la loro anima e il loro corpo lo sanno. Io sono la mia anima e il mio corpo. Non ho diritto di interferire, nemmeno su richiesta.  

Io gli apro gli occhi sulla loro Verità, li metto a contatto con la loro Forza.

Nessun giudizio, nessuna opinione, nessun condizionamento da parte mia. Non do ciò che non vorrei ricevere.

La prima cosa che cerco di dare è rispetto. Rispetto. Prendo chi vuole venire da me per quello che è e facciamo un pezzo di strada insieme. E impariamo ad apprezzarci.

Mi sintonizzo sulla loro ricerca, li guido, li contengo, li proteggo ma sono e restano liberi. Sono liberi di prendere dall’esperienza fatta insieme quello che vogliono e di usarlo come vogliono. Mi prendo cura di loro in modo che l’esperienza con me sia scoperta e nutrimento, e che possano prenderne il massimo. Come vivono quando escono dalla mia porta non è affar mio. Non voglio che siano migliori voglio che siano di più.

Le persone sono già nel punto giusto al momento giusto: è il punto della loro vita che stanno vivendo ora. Ma possono concedersi il tempo e il modo di sentirlo, per esserci davvero. Non è possibile giudicare se è bello o brutto. Ogni situazione è perfetta, è piena di vita e di bellezza, anche o soprattutto  quelle più turbolente. Possono essere mossi dal desiderio o dalla necessità di cambiamento ma in pratica non c’è alcun cambiamento che debbano fare. I cambiamenti avvengono da sé, in seguito alla maturazione naturale delle cose, della vita, dei frutti.

Si tratta ora solo di aprirsi e di lasciare entrare la luce e il calore. Richiede fiducia, coraggio e disponibilità al cambiamento. Come il cambiamento avverrà, è qualcosa di totalmente imperscrutabile e al di là della nostra portata. Dipenderà dalla nostra consapevolezza, che dipenderà dalla nostra natura. E noi non conosciamo mai veramente la nostra natura: si dispiega sotto i nostri occhi ogni giorno, meravigliandoci di come reagiamo agli eventi, che sono sempre nuovi… e noi sempre nuovi…

Siamo vivi, siamo in mutamento. Ci concediamo la quiete per accorgerci di dove siamo. E riprendere il viaggio.

Insieme.

. ———- Come faremo, lo sapremo giorno per giorno ———- .

 

Se il tuo desiderio di migliorare deriva dal tuo senso di inadeguatezza la prima cosa da migliorare è il tuo senso di (in)adeguatezza!
Poi puoi iniziare a goderti la vita.
Facendo sempre meglio le cose che ti piace fare. 😉

 


Mi ha stupito il mio insegnante quando, durante il corso di formazione in counseling terapie sistemiche energetiche e regressive, mi ha detto che in nessun modo imparavo velocemente quanto giocando.
Io non ho mai giocato in vita mia! Ero convinta di non sapere proprio prendere la vita come un gioco. E invece la Natura è più forte delle abitudini o delle convenzioni.
Ogni forma di apprendimento raggiunge il suo massimo successo attraverso il gioco.
Ogni esperienza è vissuta in totalità e pienezza, nel massimo coinvolgimento, per il massimo beneficio, se è vissuta con lo spirito del gioco.
Durante il corso intensivo di formazione, con simulazioni di ogni tipo, non ho potuto fare a meno di lasciarmi trascinare, di approfittare di questa straordinaria occasione con famelico desiderio, col massimo impegno e serietà, insomma giocando tutto il santo tempo!
È così che ogni mio approccio, col cliente che chiede consulenza o terapia, è diventato leggero e profondo, coinvolgente, sorprendente, sicuramente intenso, a volte drammatico, ma sempre entusiasmante e divertente… in una parola? giocoso!

Tutto è valorizzato dallo spirito del gioco. Nulla però si presta di più al senso di avventura sperimentazione e scoperta tipico del gioco delle terapie sistemiche.
Sono stata formata alle costellazioni familiari e sistemiche da molti anni di studio e pratica, con i primi e più importanti costellatori italiani ed europei.  Ho scoperto invece di recente l’opportunità di applicare queste conoscenze alle terapie individuali.
Evolutiva e terapeutica è qualsiasi cosa che espanda la visione, che crei consapevolezza, che attivi l’energia, che porti forza e armonia. Questo si ottiene con la sessione sistemica. Questo applicato a qualsiasi situazione dell’esistenza percepita come una trappola o sulla quale semplicemente si vorrebbe sperimentare una visione più chiara.
Di sperimentare si tratta. Attraverso precise regole del gioco, il mentale viene completamente bypassato. Si è fuori dalle convinzioni, fuori dalle convenzioni. Dentro, totalmente e solamente dentro a quello che è.

È possibile? E’ possibile. Ma molto di più. E’ entusiasmante. È stupefacente. È rivelatorio. È liberatorio.
È un vero gioco evolutivo, più o meno ambizioso a seconda delle ambizioni del giocatore.
La vita è un gioco.
Ogni tanto, cambia le regole! 😉

[Estratto da un mio articolo di prossima pubblicazione]

Scopri cosa posso fare per te: visita la pagina Parlami e scopri come possiamo crescere insieme.

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Storie straordinarie e comuni. Storie vere di persone coraggiose e sensibili. Come te.

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Uomo. Donna. E Uoma. La single perfetta.

Uomo. Donna. E Uoma. La single perfetta. 1544 1024 Silvia Pedri

A inizio agosto ero un uomo perfetto. Non solo avevo temporaneamente rinunciato all’amore perché nel contesto sentimentale non capivo cosa mi circondava e come potevo muovermi. Ma, molto saggiamente, investivo il tempo guadagnato per me stessa in tanta bella creatività, esperienze nuove, impegnative, audaci, interessanti, giuste per me.

Fantastico. Dormivo anche pochissimo ed ero fiera di me.
Fino a che un giorno ho avuto un collasso.

Una cosa nell’insieme piuttosto spaventosa. Una nausea acutissima come non avevo mai avuto. Qualcosa voleva uscire dal mio interno. Ma non dallo stomaco, era una nausea totalmente sterile, senza pace. Voleva uscire dal mio corpo. Ho capito dove stavano andando le energie. Mi sono sdraiata e sono svenuta, ma con somatizzazioni collaterali che non avevo mai avuto mai immaginato e che mi risparmio di raccontare.

Messaggio chiaro:  “Cara figliola, io, la tua Anima, dentro questo bel burattino non ci voglio stare un minuto di più. Quello non sei tu, è una parte di te. Tu non sei al centro di te ora. Continua un minuto di più e mi dai ancora la nausea e io me e vado ancora.

Che fare? Niente. Quando uno è nella nebbia che cosa fa? Ci sta. Non è che ci sono sempre strumenti di consapevolezza e orientamento da tirare fuori dal cappello.

Ma, con tempismo perfetto, qualche giorno dopo ho iniziato il mio corso intensivo con un uomo vero più vero uomo di me fortunatamente e anche terapeuta espertissimo, esperienza che mi ha rivoltato. O basterebbe dire liberato.

Uomo Donna Androgino - Silvia Pedri

Ero grande, ero forte. Brava. Bravo. Un uomo perfetto. Potevo incontrare uomini piccoli e deboli. Potevo essere in una perfetta autonomia, in perfetta solitudine, in un perfetto equilibrio di brillante autosufficienza senza amore, senza l’amore che volevo. Che cosa ero? Ero metà di me. E quel che è peggio la metà sbagliata! 😉 =D
Ci provavo gusto? La mia Anima si sentiva a posto, sentiva di avere la forza, la motivazione, il senso, la VITA, l’amore a sufficienza per percorrere ancora a lungo quella strada? NOOO. Messaggio chiaro! NO.


Ora sono donna. lo ero anche prima. Solo avevo perso, in questa vita, l’abitudine ad esserlo, evidentemente costretta da altre priorità, imprigionata da tanti condizionamenti, come tante di noi.
Ho sempre avuto quel tipo di femminilità. Ora ho ripreso a sperimentarlo. Ora non sono più “la grande”. Non sono più “la forte”. Sono libera e debole come tutti gli esseri umani.
Non sono più “la ambiziosa”. Certo, voglio essere efficace nella vita, voglio che ciò che faccio sia ricevuto da più persone possibili. Ma non è prioritario. Non è la mia felicità. La mia felicità sono io. E IO non sono un uomo.

Io ho il piacere di essere una donna. Io ho il diritto di godere di piaceri di donna. Di rendere forte il mio uomo. Di avere a fianco un uomo forte o un uomo che si sente forte che è lo stesso. Di essere la sua donna. Di essere femminile. Voglio che il potere maschile sia suo. È la sua felicità. Ed è la mia.

Come dicono le costellazioni famigliari, “Io sono sono più grande di te, io non sono più piccola di te, sono pari”. Perciò ci si può incontrare, divertire insieme e crescere insieme. Energie simili si incontrano. Simili e complementari. Nessuno ha diritto di giudicare o guidare l’altro. Ognuno ha l’opportunità di entrare nell’altro, di capire e apprezzare l’altro, di prendere e dare.


Come donna dò il mio amore, il mio sostegno, e la mia spiritualità e per me è un piacere, ma quante cose io stessa imparo! Quanto è arricchente lo scambio tra polarità! Di quanto ho bisogno! In quanti aspetti, in cui l’altro è forte, io sono immatura?

Sicuro che so amare così bene? Quanto femminile posso imparare anche dal mio uomo? Quanta ricchezza c’è in una persona ricca!

Sicuro che non ho imparato ad amare proprio grazie all’incontro col maschio, che ha forzato, forgiato in me la DONNA!?

Che cosa è una donna senza un uomo? Una “uoma” perfetta, perfettamente equilibrata, brillante e autosufficiente. E infelice.
Sono pari, ma sono pari come donna.

Esprimo la mia creatività con il massimo divertimento e successo possibile.

Se sono felice come donna ho l’entusiasmo e l’energia per farlo, altrimenti no.

E ho bisogno di dare amore e ricevere amore. Come donna.

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“L’uomo lunare e il mascolino divino” – FONTE: El Portal de Alana

L’Uomo Lunare è l’uomo Presente, sensibile che offre nobiltà, protezione, rifornimento e forza per la creazione di ogni vita. Esplora la sua Anima, ed è in grado di pulire la sua energia dai programmi che lo alienano.

L’uomo Lunare sta nascendo nei cuori e nei corpi di molti uomini, nasce in silenzio.

Occorrono uomini iniziatori, come nelle antiche tribù, che accompagnano i loro fratelli, fianco a fianco, per ritornare alla loro Essenza Mascolina. I loro genitori raramente poterono iniziarli.

L’uomo del nostro tempo mantiene internamente il desiderio di riconquistare il suo orgoglio sacro di Amante e di Padre, protettore dell’ambiente.

Kali Yuga è il tempo delle donne sole, ma nell’Unità di Coscienza che cresce, anche questo sta volgendo al termine.

La Donna Radiosa risana e inizia l’Uomo Lunare.

Può fare questo perché si nutre dal suo interno, sente lo Spirito vibrare nel suo corpo, ha raggiunto una sensualità che cresce, indipendentemente dalla sua età, a causa della sua profonda connessione con l’Essenza della Vita.

Quindi ha l’opportunità di superare la sua tendenza a controllare l’uomo e possederlo.

La Respirazione di lei, come una terra arieggiata che può contenere il seme senza soffocarlo, gli permette di rimanere, guarire, essere un rifugio e crescere.

Lui gli offre il suo sostegno che, a forza di abituarsi ad autogenerarsi, lei ha dimenticato fosse possibile ricevere.

Lei ha forgiato o sta forgiando la sua indipendenza, ma il desiderio di un’Unione autentica rimane intoccabile nelle sue profondità. Lei sta cominciando a distinguere tra il distacco e la rinuncia.

La guerra dei sessi, indotta, ormai sta finendo.

Il Paradiso sulla Terra, convoca coppie, coppie equilibrate, e sta intensificando incontri. Questi incontri fanno parte delle prossime fasi del Risveglio, perché, di tutte le illusioni romantiche, la relazione nell’intimità è un’iniziazione ad un’apertura sempre più ampia del cuore di entrambi. L’uomo Lunare è l’amante compagno della Donna Solare, la Donna Radiosa.

Insieme costituiscono il Paradiso della Nuova Terra, un Eden che fiorisce e non conosce esilio.

Da “Mindfulness per le Relazioni Affettive – L’arte di Amare con Consapevolezza” di Attilio Piazza e Monica Colosimo.

La donna che vive in una condizione di pace e di armonia è una donna che ha integrato in sé i suoi due aspetti, maschile e femminile, ed è una donna serenamente in grado di accogliere ed essere accolta, di ricevere e farsi ricevere.

È in grazia dei suoi talenti, che sa portare con gioia e condividere nel mondo.

Nelle relazioni è autentica, al centro di sé, e si occupa da questo suo Spazio delle tante cose che le sono chieste, coniugando armoniosamente i diversi ruoli che a vita le darà da incarnare in questo mondo, compagna, moglie, madre se così sarà, ma saprà essere felice anche quando non in relazione, da single o da donna senza figli.

Ci sono molte donne, sempre di più in verità e per fortuna oggi, che divengono professioniste importanti e rilevanti su un piano sociale e produttivo ma che restano profondamente connesse alla loro femminilità e capaci di offrire il meglio di sé in ogni sfera personale e professionale (e di essere felici).

Ed è questo che auguriamo alle donne che praticano la Mindfulness.

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Al Mio Re – Edizione speciale
Ebook, audiobook e bonus “Regressione per la Felicità in Amore”

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“Una grande storia d’amore dai suoi inizi alla sua massima espressione.
Un percorso unico, attraverso il tempo e lo spazio, che porta molto lontano”
In questa  edizione speciale,  oltre all’ebook potrai trovare l’audiobook e il bonus audio “Ipnosi Regressiva per la Felicità in Amore”,  una meditazione di rilassamento profondo con induzioni ipnotiche per la regressione ad altre vite e ad altri spazi-tempo, espressamente riadattata per poterne fare un uso individuale e formulata per la liberazione dei blocchi nella sfera affettiva.
Scoprilo nel mio e-commerce.

La paura di vincere

La paura di vincere 667 445 Silvia Pedri

Chi non vince è perché ha paura di vincere. Preferisce di no. Grazie.

Fa di tutto. Lotta. Si strugge. Si tormenta. Sa quale è il suo bisogno. Sa quale è il suo Sogno. 
Lo contempla da lontano. Gli corre incontro. Inciampa. Incidente provvidenziale.
Si ferma. No, grazie. Non fai per me, Sogno. Meglio la malinconia meglio il rimpianto.

Chi vince è aperto alla vittoria, alla felicità. Non fa richieste impossibili (la garanzia perché non vengano esaudite). Non fa passi fuori misura, non va fuori strada (la garanzia per prendere facciate).
È nel suo cuore. Segue il suo cuore. Semplicemente.
È. Fa. Le cose succedono. Non possono non succedere le cose.

L’energia fluisce finché non incontra una diga. Allora e solo allora ristagna, congestiona, affligge, sfianca.
Si è pieni di emozione da scoppiare che neanche le lacrime ci danno sollievo. E tutto questo amore, l’energia per ciò che si ama e si desidera, qualsiasi cosa sia, si trasforma in dolore.
Si vernicia la diga con un sorriso.

Come stai? Bene, grazie.
Come stai? Sto fermo.
E non sto bene, fermo così.
Mi dò apparentemente un gran da fare. Ma è solo per stancarmi, per dimenticare ciò che mi sta a cuore. In fondo un desiderio è qualcosa che viene dalle stelle (latino: de-sidera), è qualcosa di lontano.

Ululo al mio Desiderio come un lupo alla luna.

E intanto l’energia si accumula. Imparo tante cose nel frattempo: divento più ricco più profondo più consapevole. A volte davvero cresco e raffino le mie acque interiori.
A volte queste, sempre più compresse, tediano il cuore in modi insopportabili, danno una sensazione che è più giusto chiamare tortura che tormento. So che quel Sogno, proprio quello e solo quello, unico al mondo, è mio. Lo è fin dalla mia e dalla sua nascita. Nessuno me lo toglierà mai. Forse.

A volte queste acque diventano così belle ma così belle da riflettere le stelle in tutte le sfumature di luci e colori, tolgono il fiato dalla loro bellezza. A volte sono semplicemente inquinate dal dolore, patine di dolore come petrolio, a intossicare non il Sogno ma la vita intera!
Basterebbe lasciarle fluire.  Ma ormai non si può più.  Guarda come sono diventate! Crescono.

Se adesso aprissi la diga, dove andrei a finire!?

Tanto li ho contemplati i miei Sogni tanto so che sono parte di me, che mi spettano, che vivrò e morirò per loro. Sì, quanto sono grandi e belli, ora lo so, sono cresciuti anche loro insieme alla mia sensibilità e alla mia consapevolezza di me e del mondo.
Tanto li ho contemplati i miei Sogni tanto so che non fanno per me. Sono troppo. Mi distruggeranno.

La paura di vincere non è la paura del cambiamento. “Chi sarò come sarò con chi sarò come farò.” Inezie!
Avrai vinto. Avrai tutto. Avrai tutto ciò che costituisce la tua pace e la tua gioia. Sarai forte. Tutte queste preoccupazioni semplicemente non esisteranno. Sarai al posto tuo. Tutto fluirà insieme a te e si adatterà a te. Non esiste nessun reale rischio nell’essere pienamente te stesso in ogni aspetto.

La paura di vincere è la paura di perdere. Ma molto, molto di più. Per questo è così difficile da sconfiggere.

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Sai che ne sei all’altezza. QUEL Sogno è fatto su misura per te, l’hai fatto tu!
Potresti ottenerlo. Pochi passi, nella giusta direzione, con la giusta attenzione… Ed è tuo. È sempre stato tuo. È lì che ti aspetta, nel mondo dei Sogni. Aspetta di essere preso.

Sai che ne sei all’altezza. Che è lì, che ti guarda. Che è la tua Vita, che ti guarda.
E tu dell’altezza hai pauraEcco. E hai ragione, purtroppo. Potresti distruggerti.
In basso, non si sta bene. Almeno, tu che sei più grande delle cose piccole, ormai non ci stai più bene. Ma dal basso non si cade. Ci sono cose carine, piccole ma carine, affetti carini, piccoli ma carini. C’è la sua bellezza, il suo calore perfino. E soprattutto non si cade. Dal basso non si cade. Sei già a terra.

Puoi intraprendere sfide su sfide e perderle, tutte, a una a una. Così rimani sempre lì, al sicuro, alla base. Fino a che ti ammali, per la rabbia e il dolore. O fino a che muori, anziano, sereno, così così, come tutti, grato, così così, delle piccole cose. Avresti potuto volare alto.  Ma sarà per la prossima volta.
Ci hai provato, ti è andata male ogni volta. Sei tornato alla base. Ora sei stanco. No, mi spiace, non ci pensi neanche, non chiedeteglielo nemmeno. Che le acque si calmino. Che le stelle si acquietino. Giusto così. Bene così.

In realtà, per molte persone, questo post finisce qui. Ma io non sono solita lasciare i miei scritti i miei lettori e nemmeno i clienti delle mie terapie sull’orlo dell’abisso, benché sia un luogo di grandi rivelazioni.
Io non mi fermo, io vado fino in fondo.

La cura?  L’abisso.
L’abisso è la cura.
La morte è la cura di tutte le malattie.
Dico sul serio.

Al cospetto della Morte esiste solo la Verità. La Morte risveglia alla VitaSperimento ogni volta quando guido regressioni ad altre vite il momento immediatamente posteriore alla morte. È il momento in cui si considera l’intera esistenza e si percepisce e si vede chiaramente se ci sono rimpianti e quali sono gli insegnamenti… E’ paradossale: le esistenze sono in numero quasi infinito eppure ognuna è percepita come sacra, preziosa, insostituibile, un bene che è un delitto sprecare, e di più: è cattivo karma sprecare.

Si ha una adesione immediata e fortissima ai propri valori e a come li si vuole vivere, come è costituzionale, fondamentale, per noi viverli. Dio non lo puoi tradire. Non puoi tradire il tuo Io Spirituale. Non puoi tradire il tuo cuore.

Nessuno ti punirà mai per questo. L’unico tuo giudice sei tu. L’unico che SA che cosa si è perso sei tu.

La morte aiuta. Aiuta ad avere una visione complessiva a cogliere ciò che conta (e solo ciò che conta). Quando, appena morto, ti guarderai negli occhi, che cosa ti dirai? Credi che ti accontenterai di piccole verità come “ho fatto quello che ho potuto”? Sarai così magnanimo e condiscendente con te stesso come sei ora, che dici “sono stanco, per favore non insistere” oppure “ci ho provato tante volte e non è andata bene…”? Credi che riuscirai a convincerti?

Io credo che la Morte, nostra sorella Morte corporale, come diceva San Francesco, tolga ogni stanchezza e ogni paura.

Se quando morirai potrai dire solo “ho amato, ho molto amato, ho fatto quello che mi stava a cuore, che sono venuto per fare, e anche questo mi ha permesso di amare e diffondere amore perché amore è tutto e io dell’amore non mi sono fatto mancare niente…” allora sarai felice, in morte e in vita e in tante vite.

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La convinzione di non meritare non ha mai fondamento, dato che il merito non esiste. Un albero non merita, una nuvola non merita,  un falco, un virus, non meritano e neppure tu: perché meritare significa ricevere quel che è dovuto, e l’universo non deve nulla a nessun vivente né i viventi devono nulla all’universo. esiste invece, ben constatabile, quella che i cristiani chiamano la Grazia: una abbondanza inesauribile di campi di azione e di occasioni. Ma questa abbondanza appare troppo semplice a chi si è lasciato complicare l’esistenza dal comunissimo, contagisissimo, inesorabile senso di colpa.

Igor Sibaldi, “Il mondo dei desideri, progetti di libertà”

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Karma: tu stanne fuori!

Karma: tu stanne fuori! 1500 1125 Silvia Pedri

Il tradimento come tema karmico non è necessariamente un tradimento sessuale. Può anche manifestarsi in questo modo ma è molto molto di più, è molto più distruttivo…  E’ il tradimento di un qualche Valore e, fatto con più o meno inconsapevolezza o leggerezza, compromette e distrugge TUTTO, fa crollare e sbriciolare anche o soprattutto cose che con lui hanno relazione solo indiretta, ovviamente le cose che ci stanno a cuore!

Siccome è un tema, del tema si fa esperienza fino a che non lo si vede.  So che i temi karmici lasciano l’impronta in noi: sono come una capacità, un talento, o a volte una via obbligata di cavolate da fare, per vederle. E sicuramente lasciano anche l’impronta in noi come vittime: continuiamo a farci prendere alle spalle da questo genere di cose finché non le vediamo. Ma intanto, certamente, ne siamo terrorizzati.

Per non parlare del tema del dolore, che ha inzuppato come biscotti molte delle nostre vite, in modi inenarrabili. Ma succede: si sperimenta tutto!

“E questo fa paura, tanta paura, paura di star bene, di scegliere e sbagliare.”
(Tiziano Ferro)


La questione è: quando li vediamo questi temi, agiti e subìti, come ne usciamo? Certo che fuori è buio. Anche buio.

Come accendiamo la nostra luce interiore per restare immuni dal buio!?

1 .  Intanto quando vedi una cosa, quando la vedi veramente significa che oramai ne sei fuori, altrimenti sarebbe parte di te e non della tua visuale, non la vedresti, non ne avresti alcuna possibilità. Solo quando sei fuori puoi scegliere.

 

2 .    Il problema è che quando ne sei uscito, ne hai finalmente consapevolezza, ma ci sono ancora tutte le ferite. Sei ancora una vittima che chiede aiuto (ammesso che abbia il coraggio di chiederlo e la volontà di stare meglio, le vittime sono molto pigre e auto-referenziali, hanno paura di qualsiasi cambiamento) e che non vede soluzione.Eppure la risposta c’è. :)) La risposta è “stanne fuori”.

Quello è il tuo karma. Bene: è SOLO il tuo karma. Non sei tu. Tu sei mille altre influenze e mille altre opportunità di azione e sviluppo. Tanto è vero che stai iniziando ad accorgerti di tutto ciò, dei tuoi temi, dei tuoi blocchi, dei tipi di ferite che ti caratterizzano, degli errori che fai… tutto, tutto è collegato e ha una ragione di essere. Non lo sapevi, ne hai fatto esperienza alla cieca, sbattendo il muso qua e là. Ora sei più grande e puoi vedere tutto da fuori. Puoi fare un passo indietro e dire la verità: non sono io: io sono di più. Se ora vedo è perché appunto sono più grande e se sono più grande posso anche fare di più, non essere schiavo della mia piccolezza e inconsapevolezza.
Se vedo le mie trappole ne sto fuori.Per certi versi, è quello che dice il libro “Il tagliatore di diamanti”. Smetti di produrre quel karma, stanne fuori, come vittima e soprattutto come carnefice, e sarai libero da quel karma!
Scelgo di starne fuori. Scelgo di non alimentare più quel karma, di onorare i valori che quel karma offendeva. Scelgo di non farmi più alimentare, terrorizzare, manipolare da esso. Perché finché ne sono terrorizzato ne sono dentro! Non vedo nulla. Ogni cosa che vedo è una occasione che mi farà del male e mi fotterà. E se sono terrorizzato lo farà, sicuramente, perché io farò esattamente le cose (senza rendermene conto) per invogliarlo a farlo! D’altra parte si diceva, la parte vittima… a lei piacciono le conferme! ;)) L’immobilismo nel dolore è lo stato che più le si addice e lei combatterà tutte le battaglie che potrà per mantenermi in quello stato, per proteggermi, in quello stato, perché altrove… pensa se stessi bene che pericolo, che crollo, ne morirei.
“Paura di star bene” eccòme! Paura delle vertigini, eccòme! Comunque, si diceva… Sono più grande. Sono libero. Lo disinnesto il karma! Se ti capisco, karma, mi capisco, divento per la prima volta padrone della mia vita. QUESTO è il potere della consapevolezza.

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3 .   L’energia ha sempre doppia polarità, se si è vittima di una cosa si è carnefice della medesima, se si è inermi si è anche potentissimi. Di ogni tema che si incarna si è entrambe le cose, si oscilla tra entrambe le cose, a volte in vite diverse, a volte anche nel corso della medesima esistenza. In ogni caso, è una energia che abbiamo. E se la riconosciamo possiamo scegliere COME usarla. Quando la vediamo e integriamo cioè la accettiamo come parte costituente di noi, dei nostri talenti oppure della nostra ricca e profonda visione del mondo.
Lei diventa parte di noi, parte dei nostri strumenti.Io, ad esempio, so che in alcune vite sono stata crudele, so che cos’è la crudeltà. So come si manifesta in me e negli altri. So che non voglio usarla perché fa karma, ma che è un potere che ho: se qualche uomo – animale – spirito male intenzionato si osasse avvicinare basta una mia mezza occhiata per fargli cambiare strada, sa che non ho tempo da perdere in chiacchiere. ;)))Infatti, avere a che far col buio è compito mio, è mio talento, e sono io ad aiutare te, che sei più innocente ma anche ingenuo in questo. Io nel buio ci vedo benissimo. 🙂 Ho fatto e faccio sempre tanto esercizio… In tanti tanti tipi di buio. 😉
Questo tema ORA è in mano mia. NON sono più io in mano sua. Ogni volta che mi si ripropone, che lo intravedo nella mia vita, lo riconosco lo prendo con le pinze e lo tolgo dalla mia visuale e sensibilità! Perché in fondo non è vero che gli altri sono crudeli con me, è solo la mia percezione.

E questo è il primo enorme vantaggio della consapevolezza. Uno dei vantaggi che si ottengono tramite le regressioni.

A volte ciò che ci frena è solo la paura e l’inconsapevolezza della fiducia nel nostro potere personale, che già abbiamo usato e sappiamo usare, con naturalezza, con saggezza. Se solo riusciamo a percepirlo lo possiamo prendere. Se solo riusciamo a vederlo non abbiamo più paura dei suoi rischi, sono rischi del tutto circoscritti e non più attuali, non possiamo più avere paura di sbagliare, e la nostra azione si può fare più fluida, più serena più sicura.

 

Ti è piaciuto l’articolo?
Leggi anche la prima parte: Fuori dal Karma, subito!

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Paura d’amare, non ti conosco!

Paura d’amare, non ti conosco! 851 479 Silvia Pedri

Non puoi evitare di amare per evitare di soffrire. Soffriresti troppo. 😉

Non puoi evitare di vivere per evitare di morire. La vita oscilla naturalmente tra piacere e dolore, tra fragilità e forza, delicatezza e intensità, fatica e splendore.

L’unico luogo stabile e sicuro è il cuore. Il centro, la bussola, la verità. L’unica casa calda sono i legami. L’unica identità che abbiamo, l’unico posto nel mondo, ovunque siamo, sono i nostri legami. L’unico sostegno alla nostra solitudine e alla nostra debolezza, sono i nostri legami, l’unico sostentamento alla nostra vita.

L’unica cosa che ti permette di espanderti sono le tue radici, solide, nei tuoi affetti.

Siamo nati per essere in relazione.

Sai che il tuo cane tra qualche anno o tra qualche decennio morirà. Lo sapevi. Questo non ti ha impedito però di prenderlo cucciolino, nutrirlo, allevarlo, giocarci, curarlo e amarlo disperatamente. E quanta gioia ti ha dato!

I tuoi genitori, il tuo cane, i tuoi amici, i tuoi amori… fanno parte del tuo cuore e resteranno sempre con te. Un giorno, sotto certi aspetti, ti abbandoneranno. Ma resteranno sempre con te!

Tutto ciò che ami è tuo per sempre. In questa vita e oltre.

Tutto ciò che ti ha veramente amato non ti abbandona mai. Il legame resta, l’energia resta, il calore resta.

Giorno dopo giorno.

E la vita è tutta lì.

E’ solo lì.

Amore non è dipendenza. Amore è libertà, è forza, è piacere, è vita.

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Gli ostacoli sono solo la manifestazione delle paure. Una volta sciolte quelle, si sciolgono anche loro.
Le paure sono naturali, non c’è niente che si possa fare se non rispettarle. Rispettare la bellezza di quello che è, forze e fragilità. Sentire e essere ciò che siamo. Sentire ciò che è più grande di noi e, dolcemente, ci muove.
Lasciamo essere le paure. Lasciamo essere gli ostacoli. Per il momento, ne abbiamo bisogno.

Keep calm. Keep safe.

L'amore è una cosa grande e cosa semplice

Spesso, in realtà, si ha bisogno di ostacoli. Per avere dei confini entro cui essere liberamente senza limiti.
L’illimitatezza nuda e cruda è indigeribile.

Come si mangia un Elefante? A piccoli bocconi. Masticando bene.
La Vita è cosa grande.
Non troppo grande per essere mangiata. A piccoli bocconi. :))

Keep calm. Keep safe.

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Fuori dal karma! Subito.

Fuori dal karma! Subito. 1500 757 Silvia Pedri

Fuori dal karma! Subito.

Ecco come NON perderai l’amore della tua vita e come NON ti ridurrai in povertà.

Da dove iniziare? Un punto a caso, il punto più cruciale, ciò che ci guida e che ci blocca….

 

La paura

La paura sembra bloccarci. In realtà guida la nostra azione. Solo che non ce ne rendiamo conto. È un nemico infido!
Qualsiasi paura tu abbia troverà il modo di manifestarsi.
È grande, antica, profonda, ti penetra le ossa e il sangue, è parte di te. Non puoi farci niente. A volte nemmeno te ne rendi conto. Ma la stai covando come una chioccia. L’uovo si dischiuderà e lei si realizzerà. Può anche non essere una paura tua, nata con te intendo. Anzi, se l’hai ereditata sarà stata covata ancora più a lungo. E inevitabilmente, coi suoi tempi e i suoi modi perfetti, procede verso la schiusa, anzi l’esplosione. Più a lungo è covata più calda e dirompente sarà.
E finalmente si realizza. Il ciclo si chiude. Tu e lei, la tua paura, trovate pace. La pace dopo la tempesta, la pace sul luogo del disastro, della disfatta, la pace nel deserto del day after, il giorno dopo la distruzione. È morte. È rinascita. È liberarti da quella paura, che ha minacciato il cielo da Ovest con nuvole costanti, sempre più vicine sempre più viola, anche se non le vedevi. Ma a dire la verità la sentivi rimbombare dentro la tua paura. ora hai realizzato quello che volevi, cioè quello che temevi, che è uguale in questo caso, è uguale sia a livello animico sia a livello pratico. Hai fatto quello che potevi. Di più e meglio non potevi fare. La tensione, l’incantesimo della realtà doveva liberarsi. Per mostrarti che stai bene lo stesso. per mostrarti che la disfatta non ti intacca, non intacca il tuo potenziale, non intacca nemmeno, te ne accorgerai, la tua gioia di vivere. Tu sei la tua risorsa. La Paura esiste per mostrati la sua vanità. Anche quando si realizza ciò che più temi (e, stai sicuro, lo farà) non cadrà il mondo, non si scioglierà la crosta terrestre nel fuoco del magma e scomparirai. All’opposto, la sfida più sarà dura più sarà lei stessa fonte di risorse eccezionali e inimmaginabili.

 

L’esperienza serve per imparare

L’esperienza serve per imparare. Il karma si può tradurre come la necessità di fare esperienza.
Ma davvero bisogna evolvere attraverso la sofferenza? Tutto questo processo, in effetti terrificante e oggettivamente pericoloso, è necessario, sempre, per tutti?
È il tuo incantesimo. Lo devi vivere per accorgertene, per vederlo, per liberartene. Oppure ne hai già vissuti abbastanza di incantesimi simili e puoi vederlo. Poi vederlo anche senza doverci passare attraverso. E se lo vedi, quando lo vedi, ne sei fuori.
Dico cosa vera, reale, realistica, perfino scontata. Se ne sei dimenticato, se sei dentro la tua paura, la tua sensazione o la tua convinzione, se questo tuo atteggiamento, questa maschera che ti filtra la realtà ti è incollata, fusa al volto, non la puoi vedere.
Se la vedi, è perché ne sei fuori.
Se sei fuori dal tuo incantesimo, non ne sei più schiavo, non sei più docile pedina del tuo karma. La tua Anima per risvegliarsi non deve più ricorrere a questi sistemi dolorosi e pericolosi. Perché è già sveglia. Ha gli occhi aperti e sa vedere.
È tempo di vedere. Perché non c’è più tempo.

 

L’amore della tua vita

Vuoi perdere, dopo diversi decenni di ricerche, attese, preghiere, disagi, smarrimenti, sofferenze, l’amore della tua vita?
Succederà. E se non vorrà andarsene perché è più forte la vostra tenacia, e la vostra intesa, della vostra paura, succederà ancora e ancora, fino a che tutto non sarà, completamente, finito, logorato, disperso, fino a che la paura non si sarà realizzata e lei stessa potrà annullarsi e spegnersi. La paura si è realizzata e non è morto nessuno. La paura si è realizzata e tu sei ancora qui, vivo e più o meno vegeto. L’unica vera sconfitta è lei, la paura stessa, che ti avrà mostrato finalmente quanto è stupida e folle, quanto non aveva capito niente della realtà. Ma intanto quell’amore se n’è andato.

 

Il patrimonio di famiglia

Vuoi perdere, dopo diverse generazioni di sane gestioni, il patrimonio di famiglia?
Generazioni intere premono alle tue spalle con la loro paura trattenuta e amplificata affinché tu lo perda. Lo perderai. Non morirà nessuno. Tanto meno tu. Non era poi quella grande tragedia. Puoi vivere ugualmente. Anzi stai bene.
Hai trovato risorse. Ora provi gratitudine. Sono le sfide a produrre le risorse, non viceversa. Sono le sfide a produrre gli avanzamenti. Hai scoperto che proprio grazie all’aver perso tutto, alla libertà, alla motivazione che avere perso tutto ti ha dato, alla lunga hai avuto tutto, conquistato tutto oltre ogni immaginazione. Alla lunga. Forse. Intanto hai perso tutto. E hai elaborato il karma di famiglia in anni di (tuoi) sensi di colpa, in anni di vergogna, miserie e serie difficoltà.
E non è neanche senso di colpa tuo, è il tuo bisnonno che si vergognava di avere soldi che non aveva creato, è tuo padre che non si sentiva degno e in grado di gestire il patrimonio. Comunque ora tutto questo è passato. Il presente è che tu hai più energia e il karma lo smaltisci tu! Sul lastrico ci vai tu.
E queste sono le cose MENO gravi che ti possono capitare. Il karma si sa, è infinitamente vario…

 

karma silvia pedri

(Foto di Cinzia di Martino)

 

Vuoi davvero tutto questo?
È solo se non vedi e non sai che non puoi scegliere. È solo se non vedi che ne sei dentro, che ti senti e ne sei schiavo. Se lo vedi ne sei fuori.
Se SENTI la paura, puoi riconoscerla. Se la individui, puoi lasciarla andare, con rispetto, con gentilezza, con fermezza.
Hai capito. Non hai bisogno di fare la tua esperienza. Non hai bisogno di toccare il fondo. Svegliati!
Osserva la tua vita con distacco. SENTITI libero. Lo sarai.
La Vita va dove vuole lei. Oppure dove vuoi tu.
In ogni momento puoi fare la scelta migliore.

Puoi scegliere ad esempio di non cedere alla paura, al disprezzo di te stesso, alla sfiducia. Appena senti il richiamo della paura, della sfiducia e del disprezzo, puoi non rispondere. Puoi rispondere ad altri richiami. Puoi evocare altri richiami.
Non scegliere la rinuncia! Non rinunciare a scegliere! Scegli sempre in base al criterio del massimo rispetto e del massimo bene per te stesso e per gli altri.
Bene, per i miei gusti, è creare le condizioni per fiorire e fruttificare, in armonia, nella massima pienezza possibile.
Che dici? Se impari ad osservarti con attenzione, forse sei pronto per guidarti in questo lungo e ricco viaggio…

Impara a vedere!
Impara a scegliere!

Ti è piaciuto questo articolo?
Leggi anche la seconda parte: Karma, tu stanne fuori!

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Intervista a un’Anima Cristallo Arcobaleno

Intervista a un’Anima Cristallo Arcobaleno 721 757 Silvia Pedri

Francesca viene dalla Luce. No, non è affatto un angelo, è una persona come noi, un essere umano, una delle anime incarnatesi di recente per supportare il Passaggio, per illuminare il Varco.

È un’anima giovane per questo pianeta, antichissima per altri sistemi solari e galassie. Francesca è un’anima cristallo arcobaleno, una avanguardia spirituale insieme alle anime indaco. Anime che, per come sono, mostrano la via. Anime che sono e che portano Futuro.

Per questo è importante incontrarle, conoscerle se possibile, averle vicino se è concesso. Noi abbiamo avuto questo privilegio e ne è nata un’intervista che spazia tra i temi della vita, dello spirito e della conoscenza, che illustra come si vive col cuore, come si è fragili e come si è potenti e come usare questa energia.
Un ritratto al presente che mostra a tutti gli esseri umani come potrebbero essere nel futuro.
Un’intervista che conduce per mano a vedere la Terra da una prospettiva più ampia, cosmica, per aiutarla a rinnovarsi, dal suo interno, a partire da ognuno di noi.

Il testo che segue è un estratto in anteprima da questa incredibile intervista.

 

INT: Alle persone che non hanno avuto la fortuna di vivere esperienze straordinarie come le tue che cosa consigli? 

FRANCESCA: Secondo me ci sono in giro un sacco di persone, che a vedere dai risultati straordinari che producono, devono essere davvero straordinarie. Sul serio. E sono persone normalissime. Nessun trauma a stroncarli e a costringerli a rinascere. Nessuna Missione spirituale ad animarli di furore sacro. Sono persone che progrediscono, dove e come possono ma spesso facendo passi da giganti, perché hanno deciso che vogliono progredire. E sempre di più si avvicinano a se stesse, assomigliano a se stesse, e sono felici.

Ho il sospetto che dal 2012 siamo in piena apocalisse. Lo si vede a livello climatico, economico, sociale, politico. E se non bastasse puntuali arrivano le epidemie e i cataclismi. Come previsto.
Però, nello stesso tempo, succedono due cose. Il mondo non è uguale per tutti. Puoi stare con l’Apocalisse o starne fuori. Sì, è tua scelta. Dipende solo da con che cosa ti sintonizzi. Se hai paura pieghi la testa e fai il gioco di chi ancora cerca di manipolarti e sfruttarti. Loro sono forti, certo, hai ragione, si tratta dell’intero complesso mediatico e politico che imbriglia la Terra per non parlare delle alleanze occulte con cui sono tutt’uno. E tu sei sempre più debole. Provando paura, ti indebolisci, perdi le tue difese mentali, intuitive, fisiche, spirituali insomma.

L’apocalisse esiste ed è ora. Ma non è per tutti. Esiste ed è reale per te. Ma non per te. Quando c’è il diluvio tu casualmente eri andato a fare una passeggiata in montagna. E i tuoi amici anche, perché sono come te, vibrano allo stesso modo. Vibrano nella fiducia, nella creatività. Sono altrove. Ma in realtà succede molto di più.
Non solo tu casualmente ti salvi sempre, ma sempre di più vivi nel paese delle opportunità, delle risorse, letteralmente un altro mondo.

Come esistono tante umanità esistono tanti mondi che le ospitano, e le rendono felici o infelici. Non solo ma le rendono potenti o impotenti. La stessa energia distruttiva che percorre tutto il pianeta in realtà non è altro che una tempesta elettrica di luce. Sì, ammetto, siamo tutti un po’ sconvolti.

(Ride)

 INT: Lo senti anche tu?

FRANCESCA:  Sì. Certo. Attraversiamo prove e dolori che sembrano fulminarci e farci secchi. Ma invece ci rinforzano e, quel che è meglio, ci illuminano.
Compiamo o possiamo compiere rivoluzioni copernicane intorno a noi e arrivare davvero al centro del nostro essere, liberarci di tutto ed essere noi. Ora.

sole
Proprio in questi anni il potenziale energetico a disposizione per noi anime incarnate sulla Terra è molto forte. Probabilmente non è così forte da milioni di anni, dall’inizio del nostro Mahayuga. Lo vedo nelle persone, dicevo. Si vede anche nei pianeti. Senza spingere lo sguardo molto lontano, tutti i pianeti del sistema solare si surriscaldano e gli strati protettivi di ozono, gas o campi elettromagnetici… si dissolvono. Siamo investiti da una quantità di radiazioni e luce, materiale e spirituale, mai vista. Certo, è ovvio, solo chi è luce, chi è caldo, chi è spirito, chi è vasto e può contenere il massimo spettro vibratorio, si salva. Ma è anche una grandissima opportunità, per chi è coraggioso, di compiere salti evolutivi.

Sappi che, ora, puoi fare tutto. Abbi fiducia in te, abbi fiducia nello Spirito, perciò in te, nella tua infinitezza. Liberati da ciò che non è tuo e scopri e crea te stesso, a tua immagine e somiglianza, per la gioia del tuo cuore e a beneficio di tutti. Chi non si arrende può vivere già nel futuro. Il futuro esiste già. Sotto i patetici ridicoli oppressori esiste già una griglia fitta di creativi in tutti i settori che collaborano tra di loro e danno vita a un Nuovo Mondo.”

 

Estratto da:  “Vengo Dalla Luce – Libro intervista a un’anima Starseed Cristallo-Arcobaleno” –  di Silvia F. M. Pedri. Prossima uscita.

Tu ed io, nella Libertà, nella Crescita

Tu ed io, nella Libertà, nella Crescita 1200 627 Silvia Pedri

Silvia, Solstizio d'Estate 2016

Io sono i miei vestiti, quelli che ho scelto, che ho pagato, i vari abiti che sono nel mio armadio e che variamente indosso. Sono io. Così sono così mi esprimo. Ma io non sono i miei abiti. Neanche tu lo sei.

Io sono il mio corpo fisico, questo straordinario, sofisticatissimo strumento col quale al momento di incarnarmi ho scelto di compenetrarmi per fare, nel modo migliore, le esperienze che mi spettano. Il mio corpo mi rappresenta. Lo infondo, ogni secondo, con il mio intento, con il mio Spirito. E lui filtra ogni mia sensazione. Ma io non sono il mio corpo.

Io sono la caratteristiche della mia personalità che compongono il mio ruolo e il mio personaggio sociale e anche il mio personaggio interiore per questo viaggio attraverso questa esistenza. Grazie ad esse, interagisco con altri, simili e complementari e si impara insieme… Ci si specchia ci si confronta. La mia personalità filtra e focalizza il mio modo di sentire e di pensare e i miei talenti e le mie direzioni di sviluppo. Ma io non sono la mia personalità.

Io sono la mia Anima, anche lei con specificità e direzioni proprie e con una storia personale ben definita. Io sono la mia Anima e faccio esperienza di questa dimensione, faccio esperienza di tutti i limiti e del superamento di tutti i limiti. Interagisco con altre Anime, a me più o meno note, più o meno affini, in nome dell’evoluzione, della conoscenza e dell’amore, e del progredire dell’intero Universo a cui appartengo. Ma io non sono la mia Anima.

Io sono la mia Anima e insieme tante frequenze spirituali, non incarnate e anche in parte incarnate, che fanno parte della mia famiglia, siamo interconnessi e fusi insieme. Insieme osserviamo e agiamo e impariamo.
Ma io non sono solo Anima e Spirito e poi Luce della Fonte.
Sono anche personalità, corpo e vestiti.

Nella carne, nelle emozioni, nei pensieri, e attraverso i ruoli che scelgo di vestire, sento tutto, senza filtri, senza difese.

 

Sento la gioia del mondo. Sento il dolore del mondo. Il mondo è attraversato da vene e arterie e infiniti capillari di gioia e di dolore. È la sua natura, la sua pulsazione. Non posso non sentire, con tutto il mio corpo. E’ roba mia. Ma non sono io. Ne sono distrutta deliziata o esaltata. E allo stesso tempo li vedo, i dolori, le gioie, le glorie, le ferite, per quello che sono, con distacco, e provo ad assecondarli, nella maniera migliore, per quanto posso, ispirandoli o indirizzandoli, con dolcezza, con amore, con fermezza. Sono sfiancata, inebriata e allo stesso tempo incuriosita dallo spettacolo.

Dal successo di ogni mio movimento, di ogni mia decisione, dipende la mia vita. A seconda di come mi oriento potrei essere portata avanti o spazzata via. Ma resto sempre io. Ma la mia vita è qui solo per sperimentare la manifestazione della mia anima, in pratica, l’espressione dei miei valori spirituali. Tutto il resto, tutto il resto, è irrilevante. È uno spettacolo inebriante. Posso esplodere di successo o di sventura. In ogni settore della vita, in ogni esperienza, il mio coinvolgimento è totale. Il mio rischio è oggettivamente totale. E allo stesso tempo è un coinvolgimento completamente disinteressato. Mi interessa tutto. Mi spendo totalmente, per ogni cosa in cui credo. Non mi interessa niente. Niente mi appartiene. Nulla mi condiziona. Tutto mi costruisce nulla mi distrugge. Sono più evanescente, inafferrabile e inattaccabile, ma anche più stabile e forte del nulla.

Mi interessa apprezzare l’Amore e i prodigi che l’Amore crea. In questo trovo sublime Bellezza. Mi interessa contribuire alla Bellezza e all’Armonia.

L’essere umano è Creatore. L’essere umano è la più sorprendente manifestazione dello Spirito. È Spirito che conosce se stesso. E’ le mani di Dio.

Silvia, Solstizio d'Estate 2016

Silvia, Solstizio d’Estate 2016

 

Non riesco a non dare fiducia al 100% alle persone. Vedo la loro luce interiore.

Non voglio non dare fiducia al 100% alle persone. Non mi importa se queste persone, chiunque, mi tradiranno, cioè tradiranno se stessi e il meglio che possono fare. Fanno comunque e sempre del loro meglio. Potessero essere liberi e felici non lo sarebbero?

Non importa se ne soffrirò o ne soffriranno. Chiunque cresca va incontro a prove, a sfide, a ostacoli, a crolli, cadute, tutto può succedere, nel bene come nel male. E tutto quello che deve succedere, per mostrare e guarire le nostre debolezze, succederà! Si passa attraverso tutto. Ma so che la luce non muore mai. A volte è soffocata. Ma non muore mai. Ogni volta che è messa alla prova ha l’opportunità di conoscere meglio se stessa e brillare di più.

Stabile, al centro del tuo essere, sempre.

Silvia Pedri - Scrittrice e consulente

Credo negli esseri umani, esseri che evolvono giorno dopo giorno, come meglio credono e come meglio possono, per rispettare se stessi e il loro diritto alla loro divinità.

Credo negli esseri umani. Credo in Te. Credo in Me.

Credo che insieme possiamo cambiare noi stessi e il mondo.

Per una vita felice.

 

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Amore è Sentirsi Accettati?

Amore è Sentirsi Accettati? 450 450 Silvia Pedri

Qualche mese fa ho letto una intervista a Fabio Volo, nel pieno del suo successo personale e professionale, una persona serena, felice, straordinariamente fertile.
Da ciò che raccontava, si capiva che dalla sua felicità sentimentale aveva trovato nuovo carburante per ogni parte della sua vita: nuove consapevolezze, nuova fiducia, nuove idealità, nuova creatività.
È naturale, tutti i successi sono collegati e si alimentano tra di loro.
Fabio Volo riconosceva che quel “donnino” forte ed esile gli aveva cambiato la vita. Sapeva che era lei e solo lei la sua donna, quella con cui avrebbe potuto realizzare il suo sogno di avere una famiglia, quella che dopo una vita solitaria e scapestrata, gli aveva fatto venire voglia, una voglia profonda persistente e duratura, di trascorrere la vita insieme a lei.

Lettori all’apice della curiosità e dell’estasi.
Intervistatore chiede “Perché? Perché lei? Che cosa c’è di speciale in lei e tra di voi?”

La domanda “Perché la ami?” scoperchia sempre mondi, se uno guarda e sa vedere… E’ anzi così vasta ed abissale la risposta che spesso, all’opposto, fa vacillare e perdere l’equilibrio e ogni cognizione di orientamento…
Fabio Volo risponde: “Non lo so. Mi sento accettato.”
Testuali parole. Le ricordo bene.
Tutto lì.

Passa la vita a fare il ragazzaccio e a sentirsi un fuori casta sia in famiglia sia con gli amici sia sul lavoro e finalmente si accorge che… va bene così. È tutto così semplice da essere banale.
Nel corso del tempo Fabio Volo ha imparato ad apprezzarsi per quello che era e che era riuscito a combinare nella vita, ha imparato a guardarsi, vedersi, rispettarsi e abitare la sua pelle con coraggio e dignità e a poco a poco a riconoscere il proprio valore, a prescindere da quanto fosse contestato dal pubblico, dalla critica, o dal suo stesso padre, che per molti anni non gli ha parlato.
Ciò che c’è fuori è ciò che c’è dentro e viceversa. In realtà lui si vergognava perciò attirava attacchi e ostruzionismi. Ma anche aveva il coraggio di essere quello che era (ebbene sì, un fuori casta! un creativo senza arte né parte ma con impegno e passione) perciò attirava anche un successo incredibile.

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Le persone amano chi è quello che è.

Tutti vorrebbero essere quello che sono e avere successo. Perciò ti seguono. Per prendere un pezzettino di te, della tua libertà, del tuo coraggio, del tuo valore.
E col tempo Fabio Volo si è vergognato sempre meno e si è amato sempre di più. Ha iniziato a provare piacere e fierezza per quello che è.  Ha imparato ad accettarsi nel bene e nel male. Ha imparato a vedere che il male in lui non esisteva, che ciò che lui si rimproverava erano semplicemente passaggi di crescita, fisiologici e necessari, benefici.
Si rimproverava di avere sempre deriso la famiglia, che poi aveva scoperto essere un valore fondamentale per lui. Ma ne aveva semplicemente paura. Contestarla era il suo modo di venirne a patti, anzi di venirle vicino, provocarla e interrogarla in continuazione. Si rimproverava la superficialità del suo periodo in cui lui stesso aveva coniato il sostantivo “trombamico”. Ma era una parte di lui, delle sue esperienze, era il meglio che poteva fare allora, è stato nutriente ed è stato benissimo così, nessuna nostalgia, nessun rimorso, nessun rimpianto.
E chissà quante altre cose uno si può rimproverare! Poi smette di rimproverarsi. E inizia ad accettarsi. Poi, all’improvviso, per la prima volta nella sua vita, uno si sente accettato. Esatto, proprio così. SI SENTE accettato.

Non voglio dire che qualsiasi donna per Fabio Volo sarebbe stata quella giusta. Senza dubbio un legame così forte come quello che lui ha con la sua futura moglie ha radici vaste e profonde. Voglio dire che ha potuto TROVARE la donna della sua vita e ha potuto STARE con lei e apprezzare, ADORARE lo stare insieme a lei perché SI SENTIVA accettato, insieme a lei e anche senza di lei e prima di lei.

Io non credo che sia tanto raro l’amore incondizionato (“Ti amo per quello che sei così come sei”). Se è raro, cambiate pianeta. Nel senso proprio di cambiate il pianeta! Sarebbe un pianeta senza amore. Interamente da rifare.
L’amore è solo quello. Non le proiezioni che si appiccicano sopra le persone. Tu mi dai l’amore di mamma, tu mi dai l’amore di papà. E le etichette di salvatore o di carnefice che mettiamo sulla fronte ai disgraziati in cui ci imbattiamo. No.
L’amore è TI VEDO – TI AMO. Il “perché” è un altro capitolo. Se sono uno scrittore posso scriverci romanzi e saggi interi. Ma potrebbe anche interessarmi poco. Mi interessa, piuttosto, che SEI TU.
Certo che ti accetto! Non nel senso che prendo la accetta e ti faccio a pezzi. Questo pezzo mi piace perché mi ricorda papà nelle cose buone, questo pezzo mi fa impazzire perché mi ricorda papà nelle cose cattive e non lo voglio proprio vedere anzi te lo dico subito mi fa schifo e per favore cambialo!
Che fatica vivere così, accettando la gente con l’accetta. Che complicazione. La vita sa essere tanto complicata quando si è tanto stupidi.
No l’amore è quello e solo quello: amo te perché sei tu così come sei. Prendo il pacchetto completo. Quello mi interessa, quello è importante per me. Il pacchetto non completo non avrebbe senso né per te né per me. L’amore è sempre quello. L’accettazione è inclusa.

È più frequente che sia tu che fai fatica a crederci. E’ più frequente che sia tu che non riesci a vedere l’amore incondizionato quando c’è perché non riesci ancora a concepirlo, a ritenerlo possibile e reale per te.
Tu non l’hai ancora provato per te stesso.

Ti sei mai ACCETTATO?

Sembra strano da dirsi, ma hai mai accettato la tua esistenza in toto, per quello che è, in tutti i suoi aspetti, perché sei tu, la tua vita ha il tuo odore, il tuo sapore, la tua forza, i tuoi profumi…
Ti sei mai SENTITO accettato? In ogni parte della tua vita presente, passata e pure nei sogni futuri?
Beh nel frattempo ti dò una notizia, una cosa in cui credo e che ho visto con i miei occhi e che tante altre persone hanno visto e sperimentato.
Quando ti SENTIRAI accettato troverai una persona che ti accetta totalmente, per tutto quello che sei, e che magari ti aiuta a scoprirti ulteriormente.
Non solo ma sarà la persona che ti amerà proprio per tutte le cose che sei. Amerà le cose che tu accetti di te, le cose che tu ami di te, le cose che ami ma hai sempre considerato inaccettabili di te, le cose che non ami di te ma che ugualmente sono espressione della tua forza e della tua bellezza, della tua ricchezza interiore.
Non solo ma in realtà più che trovarla ti accorgerai di averla.
Era già lì e tu non riuscivi a vedere il suo sguardo amorevole e puro come quello di un bambino.
Una mia amica si è accorta dello sguardo del suo uomo dopo il rito del matrimonio, mentre guardava le foto. È rimasta colpitissima dalla sua tenerezza, dalla dolcezza, dall’ amore incondizionato che esprimeva. E non credo che non avesse mai guardato il suo compagno negli occhi. Semplicemente non lo aveva visto. Non credeva possibile, reale, quel tipo di amore, per lei.
Era già lì e tu non riuscivi a reggere le sue dimostrazioni di amore incondizionato perché ti facevano troppa paura.
Non potevi vederle. Quando le vedevi non potevi riceverle. Facevano troppo male. Ma il dolore era solo quello della tua paura, della convinzione limitante che l’amore non potesse essere per te, che se l’amore un giorno fosse inciampato in te avrebbe prima o poi invariabilmente cambiato direzione, distolto lo sguardo e ti avrebbe dimenticato, avrebbe capito di essersi sbagliato perché tu lo sai, non ne sei degno, e invariabilmente lo avrebbe saputo anche lui.

Ma la vita ti dà prima che tu sia pronto a ricevere. Ti dà quando chiedi. Basta che solo una parte di te chieda.

E …il gioco inizia. Puoi sperimentare.
Allora? Ti SENTI accettato? 😉